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Rassegna Stampa 2013

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  • #46
    Palazzo degli Uffici: a rischio la stabilità se non si interviene presto

    INSEGNANTI, EX DOCENTI E STUDENTI DEL LICEO CLASSICO ARCHITA SONO MOLTO PREOCCUPATI
    ≪A Palazzo degli Uffici, il tetto è scoperchiato
    È a rischio la stabilità se non si interviene presto≫

    L’associazione “Aldo Moro” lancia l’allarme dopo la recente sospensione dei lavori


    Palazzo degli Uffici, “stabilità dell’edificio a rischio”. A lanciare l’allarme è l’associazione “Aldo Moro - Archita” che mette insieme docenti (tra cui Nino Palma), ex insegnanti, studenti ed ex allievi del liceo classico “Archita” di Taranto.
    In una nota diffusa dallo stesso Palma, si legge: “Da quel che si può osservare dall’esterno, pare che - si riporta dal comunicato - sia stata rimossa la copertura superiore, o parte di essa e, quindi, l’edificio, se non si procede subito alla ripresa dei lavori, potrà restare esposto a tutte le intemperie atmosferiche, con rischi di infiltrazioni d’acqua che ne potrebbero minare la stabilità”. Per non parlare del fatto che, secondo l’associazione intitolata all’ex presidente del Consiglio ucciso dalle Brigate rosse, “ormai è diventato insopportabile lo spettacolo di un edificio storico, di grande pregio artistico ed archeologico e di un intero isolato, transennati da anni. Uno spettacolo che abbruttisce il Borgo - aggiunge - e sottrae ulteriori spazi ad una città che già ne è asfittica. Certo - sottolinea l’”Aldo Moro” - bene ha fatto l’Amministrazione comunale di Taranto a chiedere tempestivamente informazioni sulla fondatezza della notizia circolata nei giorni scorsi sulla stampa di eventuali infiltrazioni mafiose nel consorzio di imprese aggiudicatario dei lavori di ristrutturazione dell’edificio”. Eppure “permane molto forte il timore che i tempi di ripresa dei lavori si allunghino in maniera indefinita. Per questo - sostiene la nota firmata da Nino Palma - è auspicabile che si faccia subito chiarezza sulla vicenda e si vada rapidamente al superamento di tutti i possibili intralci di natura economica, burocratica e legale, che in questa fase si vanno affacciando, in modo che i lavori di ristrutturazione possano riprendere immediatamente e l’edificio riconsegnato, nei tempi previsti, alla città, dei docenti, degli studenti dell’Archita e delle loro famiglie”.
    Intanto, prossimamente, rivedrà la luce, una nuova associazione culturale: l’associazione “Aldo Moro - Archita”, alla quale aderiscono ex alunni, ex docenti e docenti tuttora in attività del glorioso liceo tarantino. Un’associazione non nuova, anzi antica, fondata nel lontano 1967 alla presenza dell’allora presidente del Consiglio dei ministri, anche lui ex studente dell’Archita, che per primo vi aderì e dotata di un suo statuto, varati entrambi nel 1989.
    Il gruppo promotore dell’associazione, costituitosi nei giorni scorsi alla presenza anche del dirigente scolastico, ha stabilito, tra le altre cose, di convocare l’assemblea generale dei soci il 18 novembre prossimo, per decretare ufficialmente la rinascita dell’associazione, per eleggere gli organismi statutari e per definire le linee programmatiche che ne guideranno l’attività culturale.
    L’associazione riprende vita, tra l’altro, in un momento particolare della vita del liceo Archita, “alle prese da anni con difficoltà di natura logistica e oggi ancora diviso in tre edifici. Obiettivo dell’associazione - si riporta ancora dalla nota stampa - è anche quello di dare un proprio contributo di idee, proposte e iniziative per il superamento di queste difficoltà e per riaffermare sempre più il grande valore di una scuola che, nata 140 anni fa, si è sempre più proposta come centro di cultura e di stimolo, di incontro tra generazioni diverse, coniugando la sua storia con la storia stessa della città e delle sue trasformazioni”.

    articolo di Fabio Venere
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Domenica 3 Novembre 2013

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    • #47
      Palazzo degli Uffici: le carte all’Avvocatura

      Palazzo degli Uffici: le carte all’Avvocatura
      L’ufficio legale dirà alla direzione Lavori pubblici cosa fare

      Palazzo degli Uffici, è tutto nelle mani dell’Avvocatura. Sarà, infatti, l’ufficio legale del Comune di Taranto ad indicare alla direzione Lavori pubblici come procedere. È stato lo stesso assessorato a trasmettere al servizio Avvocatura i documenti che, a proposito del consorzio Aedars titolare del progetto di finanza, erano pervenuti dalla Prefettura di Roma. Il riferimento è alla misura interdittiva per presunte infiltrazioni mafiose in alcuni cantieri aperti in Lombardia. Da quel che risulta alla Gazzetta, del resto, il consorzio avrebbe fatto ricorso al Tar del Lazio contro il provvedimento della prefettura romana. Sarà, dunque, l’ufficio legale del Comune di Taranto ad indicare al dirigente del settore Lavori pubblici, Aniello Moccia, la strada da seguire. Quella che, al momento, resta comunque la più probabile e quotata è quella che porta alla rescissione del contratto così come, del resto, avvenuto in altri comuni italiani in cui erano assegnate opere pubbliche all’≪Aedars≫.
      A questo punto, vale la pena di ricordare che da un mese ormai sono sospesi i lavori che erano iniziati proprio per ristrutturare e riqualificare Palazzo degli Uffici, sede sino allo scorso gennaio dello storico liceo classico “Archita” di Taranto. L’impresa esecutrice dei lavori, infatti, li ha sospesi perché vanta un credito da 1,8 milioni di euro non già con il Comune di Taranto, che ha pagato regolarmente i “Sal”, stato avanzamento lavori, ma proprio con il consorzio “Aedars”. E se la vicenda ha assunto ormai i (complicati) contorni di una sfida a suon di carte bollate, ci sono diversi problemi tecnici che vanno affrontati. Ed anche subito. L’impresa (di Mesagne), nel realizzare i primi lavori, ha rimosso alcune lastre di amianto che insistevano sul lastrico solare dell’edificio che domina piazza della Vittoria. Nel caso in cui proseguissero le copiose piogge che hanno caratterizzato quest’ultimo periodo, lo storico edificio correrebbe dei seri rischi di staticità. Per i quali, forse, sarebbe opportuno procedere affidando dei lavori con la procedura della “somma urgenza”.
      In realtà, gli aspetti tecnici non sono gli unici da risolvere. Sfumato, o quasi, il progetto che prevedeva la realizzazione di un hotel di lusso e di uffici comunali, il Comune e la Provincia dovrebbero a questo punto ristrutturare almeno la scuola, ovvero il liceo. I soldi dovrebbero esserci.

      articolo di Fabio Venere
      pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Mercoledì 27 Novembre 2013

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      • #48
        Palazzo degli Uffici, a breve il verdetto dell’Avvocatura

        Palazzo degli Uffici, a breve il verdetto dell’Avvocatura
        Probabile la rescissione del contratto dopo la misura della Prefettura di Roma

        Palazzo degli Uffici, a breve il “verdetto” dell’Avvocatura. È attesa, infatti, per la prossima settimana, la decisione dell’ufficio legale del Comune di Taranto che dovrà esprimersi sulla rescissione del contratto sottoscritto con il consorzio “Aedars”, titolare del progetto di finanza per la riqualificazione e ristrutturazione dello storico immobile che ospita il liceo classico “Archita”. È probabile, quanto meno rientra nel novero delle (alte) possibilità, che il contratto venga rescisso. La decisione, se assunta, verrebbe presa in seguito alla misura interdittiva emessa dalla Prefettura di Roma a causa di (presunte) infiltrazioni mafiose nei cantieri lombardi.
        E della questione - Palazzo degli Uffici, se n’è parlato ieri mattina anche in Consiglio comunale. Sul punto, infatti, è intervenuto il consigliere comunale indipendente Ciccio Venere ed il sindaco Ezio Stefàno che, peraltro, ha ribadito quanto già assicurato nei giorni scorsi dall’assessore comunale ai Lavori pubblici, Lucio Lonoce. Ma qual è l’exit strategy dell’Amministrazione comunale a più di un mese dall’interruzione dei lavori (sospesi a causa di crediti per 1,8 milioni vantati dall’impresa esecutrice verso il consorzio)? Lonoce, dunque, spiega alla Gazzetta: “Attendiamo che l’Avvocatura ci faccia sapere quale sia il suo orientamento e poi ci muoveremo. Come? Ci sono degli interventi da fare per coprire quelle parti dei lastrici solari che erano rimaste aperte dopo gli interventi di rimozione dell’amianto. E lì faremo - aggiunge Lonoce - procedendo secondo il criterio della “somma urgenza”. Poi, d’intesa con la Provincia competente per legge sugli edifici scolastici, dovremo pensare a ristrutturare la scuola ed a realizzare degli uffici comunali. Per fare questi interventi, però, sarà necessario indire un bando di gara”.
        Intanto sulla vicenda, senza nascondere tutta la loro preoccupazione, intervengono Confindustria e Ance Taranto. Che lanciano l’allarme: Palazzo degli Uffici, storico immobile del borgo umbertino, rischia un declino irreversibile: occorre intervenire al più presto e garantire la messa in sicurezza.
        Nel documento scrivono: “I lavori di ripristino e valorizzazione dell’immobile, interrotti per l’ennesima volta dopo un interminabile stop and go legato alle molteplici vicende susseguitesi prima e dopo il “distacco” dell’ultimo pezzo (il trasferimento del liceo classico Archita), hanno ulteriormente aggravato - ed è questo il passaggio che più genera preoccupazione - la stabilità dell’immobile, sottoposto a interventi lasciati a metà e quindi privato di strutture essenziali, come il tetto, che ne garantivano la conservazione minima. Il rischio che la struttura possa cedere definitivamente sotto i colpi del tempo non è affatto remoto. Anzi. Le condizioni ci sono, purtroppo, tutte e il paradosso è, ancora una volta, che la città potrebbe assistere passivamente al disfacimento di un suo pregevolissimo pezzo di storia ponendosi domande destinate a non avere risposta”.
        Confindustria ed Ance parlano di “un fallimento che la comunità tarantina, già alle prese con problemi di carattere socio-economico di non facile soluzione, non può e non deve permettersi”. Ora occorre fare presto - questo l’appello di Confindustria e Ance - e garantire, assieme ad interventi immediati di messa in sicurezza, una soluzione amministrativa che consenta di superare i problemi che hanno investito il concessionario dei lavori e che dia continuità al progetto di ripristino e valorizzazione dell’immobile di pregio”.
        Del resto, Palazzo degli Uffici, prima ancora di essere uno degli edifici più rappresentativi della “città nuova”, (per ubicazione, struttura, maestosità) è uno dei simboli più belli del borgo e quindi della storia di Taranto.
        L’antico palazzo, vale la pena di ricordarlo, ha ospitato infatti fin dal 1872, data della sua inaugurazione ufficiale, il Tribunale, la scuola nautica, l’Osservatorio meteorologico e sismico, l’Istituto per la Storia e l’Archeologia della Magna Grecia e, ultimo, il liceo ginnasio Archita, frequentato, fra le varie personalità cittadine succedutesi negli anni, dallo statista Aldo Moro.
        Confindustria e Anche Taranto, “nell’invocare interventi tempestivi da parte del Comune di Taranto, istituzionalmente preposto all’iter di riqualificazione dell’immobile, si dicono, inoltre, disponibili ad eventuali confronti con l’amministrazione per individuare tutte le soluzioni atte a sbloccare una situazione altrimenti destinata a rimanere drammaticamente insoluta”.


        Da Palazzo del Governo: i soldi sono inseriti in bilancio ma...
        La Provincia ha ancora 8,5 milioni da spendere

        La (complessa) vicenda di Palazzo degli Uffici non riguarda solo il Comune di Taranto. Certo, l’Amministrazione comunale è la proprietaria dell’immobile ma, per legge, la competenza sugli edifici scolastici superiori spetta alla Provincia. Già, da cinque anni ormai, l’Amministrazione provinciale, all’epoca guidata da Gianni Florido, aveva stanziato per coprire la quota parte degli interventi a lei spettanti 8,5 milioni di euro. Somma che, negli anni, è stata ribadita sempre dalla giunta provinciale di centrosinistra, nonostante ci sia stata pure qualche divergenza (poi recuperata) con il Comune di Taranto.
        Alla fine, dunque, l’accordo fu trovato. E la Provincia firmò un accordo con cui vennero anche stabiliti i tempi e le scadenze da onorare per il pagamento della quota prevista (8,5 milioni di euro, appunto). In particolare, la Provincia avrebbe iniziato a pagare un anno dopo l’inizio dei lavori lasciando al Comune il compito di iniziare ad allargare i cordoni della borsa. Anche la gestione commissariale della Provincia, retta da maggio dal prefetto Mario Tafaro, conferma quest’impegno ma l’inserimento della somma nel bilancio non mette al riparo, in termini di spesa, dai vincoli del Patto di stabilità. Da verificare, dunque.


        La scheda: dal 2011 è in vigore il decreto sull’ispezione antimafia. È stata effettuata?
        Una concessione per 36 anni
        Mutuo del Comune con la Cassa Depositi e Prestiti per 11 milioni
        Le “cifre” di Palazzo degli Uffici. Quali dovrebbero essere, o avrebbero dovuto essere nel caso in cui venisse annullato il contratto, i costi che Comune e Provincia dovranno sostenere?
        L’Amministrazione comunale di Taranto, grazie ad un mutuo acceso con la Cassa Depositi e Prestiti, dovrebbe versare 11 milioni di euro. E la Provincia? L’Amministrazione provinciale sborserà, o meglio dovrebbe sborsare, a rate, 8,5 milioni di euro. Pagherà, appunto, un anno dopo la consegna dei lavori con otto rate bimestrali da un milione di euro ciascuna (l’ultima da 534mila euro).
        Riepilogando, dunque, gli enti locali contribuiranno, o meglio dovrebbero contribuire, alla realizzazione dell’opera sborsando 19,5 milioni di euro. La somma rimanente (13,5) sarà coperta dall’impresa, consorzio Aedars, che poi sfrutterà economicamente anche gli utili derivanti dalla gestione delle aree presenti all’interno del Palazzo.
        Infine, la durata del contratto è di 36 anni mentre le superfici verranno così attribuite: 2.870 metri quadrati al Comune; 6.500 al liceo classico “Archita” (e, quindi, alla Provincia competente alla manutenzione degli istituti scolastici superiori). La superficie che resta a disposizione (circa 9mila-10mila metri) sarà, invece, a disposizione del consorzio Aedars. E li, in pratica, verranno sistemate le attività commerciali e culturali previste dal progetto.
        Come già riportato in questa stessa pagina, su questo contratto pesa come un macigno la misura interdittiva emessa dalla Prefettura di Roma per presunte infiltrazioni mafiose in alcuni cantieri aperti in Lombardia.
        Sul punto, delicato, il Comune ha recentemente assicurato di aver richiesto, negli anni scorsi, il certificato antimafia ma bisogna capire se ha poi anche chiesto al consorzio titolare del progetto di finanza la cosiddetta “informazione antimafia”, prevista dal decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159.


        Il 6 dicembre sit in degli studenti in piazza Garibaldi

        Il 6 dicembre sit-in degli studenti del liceo “Archita”. Lo annunciano, in una nota, i rappresentanti del comitato studentesco.
        “Palazzo degli Uffici, sede storica del liceo classico “Archita”, una delle più antiche istituzioni culturali ancora attive nella realtà ionica, vede ancora una volta - scrivono gli studenti in una nota - deluse le promesse di recupero e ristrutturazione dell’edificio”.
        Poi, sempre nel comunicato stampa, gli studenti intervengono su un altro aspetto, importante, che riguarda Palazzo degli Uffici: “La storica biblioteca del liceo “Archita” che è rimasta, in gran parte, ancora nei locali del palazzo, versa attualmente - si riporta dalla nota - in gravi condizioni che rischiano di danneggiare irreparabilmente il patrimonio di oltre ventimila volumi. Gli studenti del liceo “Archita”, ormai divisi su tre sedi anche distanti tra loro, stanchi della precarietà di questa situazione, che dura da oltre dieci anni, forti anche dell’appoggio di docenti e di associazioni culturali presenti sul territorio, hanno deciso - annunciano - di manifestare la propria protesta in primo luogo con una petizione al sindaco di Taranto, quindi, con un sit-in in piazza Garibaldi il 6 dicembre”.
        Gli studenti, infine, si augurano una rapida e positiva soluzione dei problemi rappresentati, che non riguardano solo studenti, docenti, personale della scuola, “ma - concludono - l’intera città di Taranto”.

        articoli di Fabio Venere
        pubblicati su La Gazzetta del Mezzogiorno di Sabato 30 Novembre 2013

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        • #49
          Università, molti docenti rischiano di trasferirsi a Bari

          Università, molti docenti rischiano di trasferirsi a Bari
          È l’effetto per Taranto del decreto “Punti organico” di Carrozza
          Professioni sanitarie, vanno al Politecnico dal 9 dicembre

          Università, all’indomani del vertice tra i rettori del Sud ed il ministro dell’Istruzione e Università, Maria Chiara Carrozza, è ancora una giornata buia anche a Taranto dove la mancata assunzione di impegni concreti per la modifica del cosiddetto decreto sui “Punti organico” offusca il futuro di sedi decentrate come quella del polo jonico, appunto. In attuazione di tale decreto basato sulla misurazione di entrate e uscite finanziarie degli Atenei, l’Università di Bari si garantirà un turn-over molto parziale: su 80 docenti che andranno in pensione, ne potranno essere assunti solo cinque. E se l’età anagraficamente giovane dei docenti in forza sul polo jonico sembrerebbe mettere al riparo dal rischio di perdita del numero di afferenze (si chiamano così le titolarità in ciascuna sede), di fatto i posti che rimarranno liberi a seguito di pensionamenti nella sede centrale a Bari potrebbero fare da calamita e indirettamente svuotare il polo jonico. Polo dove già faticosamente si è potuto garantire per quest’anno accademico il numero sufficiente di docenti incardinati su Taranto, così come chiedeva l’altro decreto mannaia dello scorso gennaio che fissava nuovi e più stringenti criteri per l’accreditamento di ogni corso di laurea. Intanto, per fare una ricognizione sulla situazione del polo jonico in vista della definizione (scadenza il prossimo 31 gennaio) dell’offerta formativa per il prossimo anno accademico, il nuovo delegato del rettore per il polo jonico dell’Università di Bari, il prof. Riccardo Pagano, ordinario di Pedagogia generale - il primo tarantino al vertice nominato nei giorni scorsi dal rettore Antonio Uricchio - ha convocato per il 6 dicembre un incontro con il direttore del Dipartimento jonico, Bruno Notarnicola, e tutti i direttori di Dipartimento che hanno corsi di laurea articolati su Taranto. Si parlerà degli effetti del decreto sui “Punti organico” ma anche inevitabilmente dell’ultimo accordo di programma con gli enti locali scaduto a fine ottobre. Spunta peraltro un’anomala situazione per conto della Provincia, al momento commissariata. L’accordo, infatti, prevedeva da parte della Provincia un sostegno economico a favore del polo universitario jonico determinato in 500mila euro per il 2011 e da determinarsi in maniera congrua per gli anni 2012 e 2013. Non solo tale determinazione non è stata mai fatta, ma non sono stati neanche erogati gli aiuti per il 2011 e, soprattutto, non ci sarebbe traccia di alcuna trascrizione in atto formale di ciò che a quel punto fu solo un impegno politico dell’allora presidente, Gianni Florido. Un altro boccone amaro da mandare giù. Il Comune di Taranto, invece, risulta inadempiente solo per il 2013 (non ha versato 100 mila euro), mentre ha onorato gli impegni per i due anni precedenti (stessa cifra ogni anno). Altro punto interrogativo, in relazione all’accordo di programma, è la questione del Cuj, ente mai sciolto, né trasformato, così come era nelle previsioni, in Fondazione. Ma su tali questioni Pagano sceglie un profilo di prudenza e si spinge solo a lanciare un appello alle istituzioni locali perché si interroghino sul sostegno che possono dare alla permanenza universitaria su Taranto.
          Altrettanto preoccupati gli studenti, non solo per il futuro del polo jonico ma anche per talune situazioni contingenti. È il caso dei corsi di laurea delle professioni sanitarie ubicati nell’edificio di via Grazia Deledda, sede sempre alle prese con incursioni notturne di ladri di rame che hanno messo fuori uso l’impianto elettrico. “Il rettore Uricchio ci ha assicurato che la procedura per il trasferimento nella sede di Scienze a Paolo VI era avviata, ma non vediamo ancora nulla” dice Mara Pavone (Link).
          “Il direttore amministrativo del polo jonico, Elia - afferma Pagano - mi ha assicurato che il trasferimento avverrà il 9 dicembre”.

          articolo di Maria Rosaria Gigante
          pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Sabato 30 Novembre 2013

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          • #50
            Confronto con l’Università: gli enti locali grandi assenti

            Confronto con l’Università: gli enti locali grandi assenti
            Mancavano Regione, Provincia e Comune, presenti solo Ordini professionali e categorie economiche


            Solo 10 i ricercatori che potranno essere assunti in sostituzione dei 300 docenti andati in pensione negli ultimi tre anni nell’Università di Bari. È un dato fornito ieri dal rettore, Antonio Uricchio, nell’incontro convocato presso la ex Rossarol dal Dipartimento jonico in sistemi giuridici ed economici dell’Università di Bari per presentare l’offerta formativa nell’anno accademico in corso (i tre corsi di laurea in Giurisprudenza, Economia e Scienze e gestione delle attività marittime, in aggiunta ai corsi degli altri dipartimenti) e soprattutto realizzare un confronto con le parti sociali in vista della definizione entro il 31 gennaio dell’offerta formativa per l’anno accademico 2014-2015.
            Si tratta di rendere l’offerta formativa sempre più aderente ai bisogni del territorio, ma c’è al tempo stesso l’esigenza di dover tenere presente i sempre più stringenti criteri imposti da una serie di decreti ministeriali. L’ultimo, in ordine di tempo, il cosiddetto decreto sui “Punti organico” che fissa rigidi paletti nella definizione del turn over. Il decreto, appunto, che basandosi sulla capacità contributiva degli studenti e sui flussi economici degli Atenei, sta penalizzando le Università del Sud. È, dunque, la ragione per la quale il Senato accademico dell’Ateneo di Bari nella seduta dell’altro ieri - come racconta il rettore Uricchio - ha potuto quantificare in 10 nuove assunzioni il livello di turn over da poter assicurare all’Università.
            “Abbiamo risorse pari ad un terzo di quelle di Università di uguali dimensioni come l’Ateneo di Padova” dice il rettore. “Siamo in situazione emergenziale fortemente punitiva” aggiunge, evidenziando come i meccanismi di riparto finiscano con premiare quegli Atenei dove gli studenti pagano più tasse. “Domani (oggi - ndr) sarò in audizione alla Camera dove si discute di modifica contributiva da parte degli studenti. Noi - insiste Uricchio - non vogliamo aumentare le tasse e far pagare agli studenti gli effetti di una crisi sempre maggiore, ma non è possibile essere puniti per questo”.
            Una situazione ed un momento particolarmente critico l’attuale, ma si tratta di fare necessità virtù, di razionalizzare al meglio l’esistente e, soprattutto, di dare una risposta sempre più adeguata alle sfide imposte dal futuro. La sede di Taranto rimane strategica per l’Ateneo barese, ma - pur conservando l’impostazione classica degli studi giuridici ed economici - occorre assecondare, guidare gli sforzi innovativi già in atto e, soprattutto, orientare sempre più un’offerta già tagliata sulle esigenze del territorio. Il direttore del Dipartimento, Bruno Notarnicola, ne rammenta i punti cardine: ambiente, portualità, retroportualità, aspetti aziendali e giuridici. Tocca, quindi, alle coordinatrici dei tre corsi di laurea (Daniela Caterino per Giurisprudenza, Paola Caputi Jambrenghi per Economia, Laura Tafaro per Gestione delle attività marittime) illustrare offerta attuale e prospettive.
            Come replica il territorio? Grandi assenti i rappresentanti degli enti locali - Comune, Provincia, Regione -, gli input vengono dalle altre istituzioni. Insistere e lavorare sui valori della legalità, dice il presidente del Tribunale, Antonio Morelli. Una riorganizzazione del profilo formativo degli studenti che scelgono la professione forense, suggerisce Vincenzo Di Maggio, presidente della Scuola Forense. Una formazione anche orientata al diritto penale societario ed al diritto processuale penale e civile per lo studente di economia che pensa alla libera professione, ed alle competenze legate ai bilanci per i giuristi, sollecita il segretario dell’Ordine dei commercialisti, Vinciguerra. Più attenzione alle piccole imprese visto il naufragio delle grandi, è la spinta che viene dal delegato Confindustria, Luigi De Filippis. Le problematiche legate ai trasporti come suggeriscono le realtà portuali internazionali più avanzate, il tassello che il presidente dell’Autorità portuale, Sergio Prete, auspica per irrobustire l’offerta locale. Il plauso per la formazione (già erogata) di giuristi d’impresa viene, quindi, dal delegato della Camera di Commercio, Dioguardi. Dalla Confagricoltura (delegato Lazzaro), invece, la sollecitazione ad integrare la formazione del giurista d’impresa col diritto agroalimentare internazionale.


            articolo di Maria Rosaria Gigante
            pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Giovedì 05 Dicembre 2013

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            • #51
              Dodici nuovi ricercatori arrivano al Politecnico

              Dodici nuovi ricercatori arrivano al Politecnico
              Per almeno tre anni non sarà a rischio la sede di Taranto



              Risorse per nove ricercatori a tempo determinato alla sede di Taranto del Politecnico di Bari. Più altre risorse per tre ricercatori per l’Università di Bari. Destinazione sempre Taranto. Parlare di una semplice boccata d’ossigeno forse è un po’ sminuire la portata dell’operazione. Dodici nuovi ricercatori per Taranto, dunque. È l’oggetto dell’assegnazione deliberata l’altro ieri dal Comitato Universitario di Coordinamento della Regione Puglia (Curc). Per il Politecnico a Taranto, tali risorse significano aver scongiurato almeno per un certo periodo di tempo il rischio di dover chiudere ed andar via da Taranto. In attuazione del contestato decreto del ministro Carrozza sui cosiddetti “punti organico” (elaborato su un calcolo complicato di flussi finanziari ed in base al quale ogni ateneo è destinatario di un numero di punti che determinano il coefficiente autorizzato di turn over), il Politecnico di Bari non potrà infatti assicurarsi alcun ricambio. Trenta sono stati solo lo scorso anno i docenti andati in pensione. Ma, a causa di tale decreto, non potranno esserci assunzioni a tempo indeterminato. Ora, con l’intervento regionale, almeno per un triennio ancora, la filiera è assicurata.
              Intanto, come se non bastasse lo “schiaffo” sferrato con il decreto che taglia le gambe ad ogni progetto universitario di riscatto e rilancio di un territorio martoriato, nei giorni scorsi è anche arrivata per il Politecnico di Bari, un’ulteriore “umiliazione”. Questa volta, il colpo basso è stato inferto dal commissario straordinario Ilva Spa, Enrico Bondi, che ha annunciato lo scorso 27 novembre di aver assegnato, nell’alveo delle iniziative aziendali afferenti i temi della Salute Sicurezza e Ambiente per lo stabilimento di Taranto, un’attività di consulenza per la valutazione e dell’aggiornamento del “Piano di Monitoraggio Ambientale” al Dipartimento di Ingegneria Ambientale del Politecnico di Torino.
              “È una libera scelta, che rispetto. Una cosa, ovviamente, per noi non particolarmente piacevole” commenta il nuovo rettore del Politecnico di Bari, Eugenio Di Sciascio. “Certo - aggiunge poi misurando le parole e smentendo che possa esserci stato alcun tentativo di coinvolgimento nel progetto scientifico-, è una scelta con ricadute per noi non banali. Sin dal primo giorno del mio insediamento, avvenuto peraltro proprio a Taranto, ho voluto dimostrare notevole attenzione per Taranto e per il suo sviluppo, portando avanti una serie di iniziative anche d’intesa con l’Università di Bari. La presenza dell’Università sul territorio dovrebbe essere vista come una importante opportunità, un elemento con cui interagire. È nella natura delle cose. Parliamo con chiunque. Col Cnr, ad esempio, stiamo ipotizzando una strategia per un campus su Taranto. Anche a Bari, proprio in queste ore abbiamo definito un accordo con una importante multinazionale. Siamo sempre disponibili, ma, ripeto, prendiamo atto di quello che accade a Taranto”. Avreste avuto strumenti e risorse per fare ciò che è stato chiesto al Politecnico di Torino? “Sicuramente, si”. Si ritiene che nella scelta dell’Ilva possa aver in qualche modo pesato il nome dell’ex preside Liberti, coinvolto nell’inchiesta Ilva? “Il prof. Liberti è oggi un docente in quiescenza, un privato cittadino”. Quando e per quali settori le assunzioni dei novi ricercatori assicurati dalla Regione? “L’obiettivo è di poterli utilizzare dal prossimo anno accademico. Ci saranno liberi concorsi, ma decideremo ambiti e settori di pertinenza di concerto con tutti gli organi del Politecnico e focalizzando le esigenze della sede di Taranto”.

              articolo di Maria Rosaria Gigante
              pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Venerdì 06 Dicembre 2013

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              • #52
                Ora il trasloco è al Politecnico, ma da lunedì 15 dicembre

                Ora il trasloco è al Politecnico, ma da lunedì 15 dicembre
                Via dalla sede di via Grazia Deledda il corso Professioni sanitarie
                E viene meno anche il trasferimento nel complesso di Scienze



                Ancora uno slittamento di data e soprattutto una diversa ulteriore sede provvisoria per gli studenti dei corsi di laurea delle Professioni sanitarie fino ai giorni scorsi “ospitati” nella sede di via Grazia Deledda. Locali ormai impraticabili anche a seguito di una serie di furti e di atti vandalici che hanno messo fuori uso ogni cosa. Da lunedì 14 dicembre - e non più da domani, come era stato indicato precedentemente - gli studenti troveranno ospitalità presso aule e locali della sede del Politecnico e non nella adiacente ex facoltà di Scienze dove, tuttavia, saranno per loro a disposizione rete wireless e pc. Insomma, non sono per nulla finiti i disagi per gli studenti delle Professioni sanitarie che l’altro ieri hanno tenuto una assemblea con il direttore della Scuola di Medicina, Paolo Livrea, e i coordinatori dei singoli corsi di laurea (Infermieristica, Fisioterapia e Tecniche per la prevenzione nei luoghi di lavoro).
                Il nodo centrale rimane la mancata attribuzione di una sede definitiva che l’Asl contava negli anni passati di realizzare presso la struttura dell’ospedale vecchio. Progetto fallito nel corsi degli anni, appunto, e che ora emerge per le conseguenze pagate da studenti e da chi opera in quei corsi di studio. Adesso l’ipotesi è quella di realizzare una sede definitiva presso l’ospedale della Marina Militare. Nei prossimi mesi, tuttavia, agli studenti toccherà spostarsi ancora di sede provvisoria in sede provvisoria. Probabilmente dal prossimo anno accademico, si sposteranno ancora nella sede di Scienze (Università).
                Intanto, dalla prossima settimana, e sino al 14 febbraio, verrà rimodulato il calendario didattico: occorrerà recuperare un gran numero di lezioni saltate durante il primo semestre. Ma gli studenti riuniti in assemblea - come emerge dalle notizie fornite da Mara Pavone (Link) - fanno emergere ulteriori criticità anche rispetto alla nuova sede provvisoria: la mancanza di confronto e di disponibilità economica da parte dell’Amat e del Comune di fornire soluzioni di trasporto più praticabili dalla maggior parte degli studenti che sono pendolari, vista la difficoltà di collegamento con i mezzi pubblici per le sedi universitarie di Politecnico e Scienze al quartiere Paolo VI.
                Ed è stato aggiornato al 18 dicembre, per la concomitante sopravvenuta coincidenza di un vertice a Bari dei direttori di Dipartimento, anche il vertice dell’intero Polo jonico dell’Università di Bari convocato per il 6 dicembre dal delegato del rettore per Taranto, Riccardo Pagano. Polo jonico che potrà ora avvalersi di tre nuovi ricercatori a tempo determinato (tre anni) accordati dalla Regione Puglia (nove, invece, i ricercatori assegnati alla sede tarantina del Politecnico, Ingegneria). Una boccata d’ossigeno importante anche per i corsi di laurea dell’Università, insomma. L’incontro del 18 dicembre sul Polo jonico servirà anche per verificare il rispetto del vecchio accordo di programma triennale con gli enti locali scaduto lo scorso 31 ottobre. Accordo che ha visto inadempiente in primo luogo la Provincia (previsti 500 mila al primo anno e risorse da quantificare al secondo e terzo anno, ma l’impegno non è mai stato formalizzato e non un euro è stato mai destinato in questo ultimo triennio per sostenere l’offerta formativa universitaria), ma anche dal Comune (deliberati 100 mila euro per il primo e secondo anno, mai giunti a destinazione, assente ogni programmazione per il terzo anno) e Asl (per la sede delle professioni sanitarie). Ed è come lentamente veder naufragare un’altra realtà tarantina nel futuro dei nostri giovani.


                articolo di Maria Rosaria Gigante
                pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Domenica 08 Dicembre 2013

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                • #53
                  Sos Palazzo degli Uffici: l’impresa lavorerà gratis

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                  Contessa (“C&G”): non voglio che Taranto riceva un altro schiaffo

                  Palazzo degli Uffici, l’impresa lavorerà gratis. Almeno per mettere in sicurezza lo storico edificio. È lo stesso Angelo Contessa, amministratore della società “C&G” di Mesagne, esecutrice dei lavori di ristrutturazione e riqualificazione, a confermare l’indiscrezione raccolta dalla Gazzetta. “Si - ammette - ho accolto una duplice richiesta che mi è stata formulata dal Comune di Taranto, proprietario dell’immobile”. E quali erano mai queste due richieste? La prima, peraltro avanzata anche dall’associazione composta da insegnanti, studenti ed ex allievi del liceo classico “Archita” che in quel palazzo era ospitato sino all’inizio dei lavori, era di mettere in sicurezza l’edificio. Sicurezza, appunto, potenzialmente compromessa dopo l’avvio dei primi interventi, sospesi due mesi fa, che avevano rimosso l’amianto presente sui lastrici solari dell’edificio. La sostituzione di quelle lastre nocive ha, però, scoperchiato vaste aree del tetto di Palazzo degli Uffici che, nel caso in cui riprendessero le copiose piogge delle scorse settimane, potrebbero minare la stabilità dell’edificio. Detto più brutalmente, se non venisse messo in sicurezza Palazzo degli Uffici potrebbe crollare o quantomeno avere seri problemi di staticità. Ed allora, l’impresa C&G che pure vanta dal consorzio titolare del progetto di finanza “Aedars” una cifra vicina a 1,8 milioni di euro si accolla i lavori di messa in sicurezza. Inizieranno domani. La seconda richiesta, invece, era quella di arretrare le impalcature per ridare, soprattutto durante il periodo natalizio, una parte (almeno 80) dei posti auto che prima insistevano in piazza Archita. Contessa commenta così il suo gesto: “È un atto d’amore verso questo territorio. So che sembra difficile credermi e so che a molti sembrerà strano che io faccia questo pur sapendo che il mio lavoro non verrà riconosciuto ma da non tarantino - prosegue - ho capito l’importanza che ha per voi questo palazzo ed allora ho deciso di dare il mio contributo”.
                  Se queste sono due buone notizie, sul futuro resta una grande e grave incognita. I lavori di ristrutturazione e riqualificazione, quelli che avrebbero dovuto ridare una sede decorosa e sicura al liceo “Archita”, realizzare degli uffici comunali ed ospitare un albergo a cinque stelle quando potranno ragionevolmente ripartire? È difficile rispondere a questa domanda. Il Comune, nonostante ci sia un parere dell’Avvocatura che pare vada in questa direzione, non ha ancora deciso se rescindere il contratto con il consorzio “Aedars” su cui pende una misura interdittiva della Prefettura di Roma per presunte infiltrazioni mafiose in alcuni cantieri lombardi. La sensazione è che, se non ci dovessero essere delle novità negli assetti societari, i tempi possano allungarsi. E non di poco.


                  articolo di Fabio Venere
                  pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Domenica 15 Dicembre 2013

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