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Rassegna Stampa 2013

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  • #16
    Tenta abuso su studentessa

    AL PACINOTTI: IL DOCENTE LE HA ALLUNGATO LE MANI SULLA COSCIA
    Tenta abuso su studentessa
    denunciato un professore

    Avrebbe cercato di toccare una delle sue studentesse nonostante il “no” della ragazza. È l'accusa mossa da una minore iscritta all'istituto Pacinotti di Taranto che il 12 marzo scorso si è recata dai carabinieri per denunciare il tentativo del suo insegnante. La ragazza, difesa dall'avvocato Egidio Albanese, ha raccontato di essersi trovata in un'aula con una sua amica insieme all'uomo per correggere dei compiti e l'insegnante, in un momento di assenza della sua compagna di classe, avrebbe dapprima preso il braccio della ragazza per avvicinarlo ai suoi organi genitali e poi, nonostante la ragazza tentasse di fermarlo, avrebbe anche allungato le mani verso l'interno coscia della giovane. La ragazza dopo essere riuscita a divincolarsi avrebbe immediatamente contattato via sms la madre e nel pomeriggio si è recata dai militari. L'insegnante, secondo indiscrezioni avrebbe scelto di mettersi in ferie.

    articolo pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Mercoledì 20 Marzo 2013

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    • #17
      “Salvate da polvere e amianto gli antichi libri dell'Archita”

      L'APPELLO: UN PATRIMONIO DI PREGIO È RIMASTO NELL'IMMOBILE SOGGETTO A LAVORI
      “Salvate da polvere e amianto gli antichi libri dell'Archita”
      Individuata sede provvisoria ma è ancora tutto fermo

      Salvate il patrimonio della Biblioteca e dell'Archivio storico del liceo Archita di Taranto. C'è anche il professor Cosimo Damiano Fonseca, accademico dei Lincei - insieme ad Ornella Sapio, direttrice dell'Archivio di Stato, Claudio Fabrizio, direttore della biblioteca Acclavio, Antonietta Dell'Aglio, direttrice del Museo di Taranto, Giancarlo De Cataldo, magistrato e scrittore, Alessandro Leogrande, scrittore, Piero Massafra, storico, e Vito Roberto, docente all'Università di Udine - tra i firmatari di una lettera aperta inviata al presidente della Provincia di Taranto, Gianni Florido, al sindaco Ezio Stefàno, e agli assessori alla Cultura di Comune e Provincia. L'appello è stato sottoscritto anche da docenti ed ex docenti del liceo, oltre che dagli stessi alunni.
      “Il liceo Archita - spiega la professoressa Loredana Flore, tra i principali firmatari dell'appello -, la più antica istituzione culturale di Taranto, possiede due beni di inestimabile valore: la Biblioteca e l'Archivio storico. La Biblioteca del liceo si avvale di più di 20mila volumi, molti dei quali antichi anche di secoli. Tra questi figura una raccolta manoscritta di documenti intitolata “Diplomi dei Principi di Taranto”. L'Archivio Storico, invece, contiene tutti i documenti (atti, registri, relazioni, circolari) del liceo Archita a partire dal 1872, e in più tutta la documentazione dell'istituto magistrale Livio Andronico”.
      Archivio e Biblioteca dell'Archita fino ad oggi hanno avuto naturale collocazione nei locali del Palazzo degli Uffici. Ma da qualche tempo la storica sede del liceo Archita è un cantiere aperto per via dei lavori di ristrutturazione dell'immobile. Classi, presidenza ed uffici si sono trasferiti o si stanno trasferendo altrove. Questa quindi la soluzione prospettata: “Per salvare Biblioteca e Archivio, si era pensato di attrezzare la palestra dell'ex scuola media Mazzini, in via Pitagora, sede attuale del liceo classico e di Scienze Umane, in modo tale che potesse ospitare una parte consistente dei volumi, dei documenti, nonché gli schedari e i computer per la consultazione on-line”. I lavori necessari sono stati eseguiti e il locale attrezzato. “Ma - si legge nell'appello - a tutt'oggi non si è ancora provveduto ad effettuare il trasloco (che ha notevoli costi)”. Perciò “libri e documenti rischiano di restare chiusi tra polvere e amianto negli scantinati bui e umidi del Palazzo degli Uffici”. Di qui la richiesta di “mettere rapidamente in atto tutte le misure necessarie a salvare e salvaguardare un così grande patrimonio culturale, che appartiene a tutta la città e all'intera comunità tarantina e nazionale”.

      articolo di Pamela Giufrè
      pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Venerdì 22 Marzo 2013

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      • #18
        Ora è “salva” la biblioteca dell'Archita

        SOS LAVORI: LO DICE FLORIDO
        Ora è “salva” la biblioteca dell'Archita

        L'archivio e la biblioteca del liceo Archita di Taranto non chiuderanno e libri e documenti non resteranno sommersi da polvere ed amianto negli scantinati bui di Palazzo degli Uffici. Il presidente della Provincia di Taranto, Gianni Florido, e l'assessore provinciale alla Pubblica istruzione, Francesco Massaro, rassicurano i firmatari della petizione trasmessa nei giorni scorsi all'ente di via Anfiteatro da docenti ed alunni, oltre che da uomini di cultura del territorio ionico.
        Tutti sono, infatti, preoccupati per le sorti delle due importanti strutture collegate allo storico liceo, trasferito nella scuola media Mazzini per consentire i lavori di ristrutturazione nella sede di Palazzo degli Uffici. Lavori di riqualificazione, per i quali la Provincia di Taranto ha stanziato una somma pari ad otto milioni e mezzo di euro. Florido e Massaro, premettendo di aver apprezzato l'appello, evidenziano che “non c'è nessun pericolo per archivio e biblioteca del liceo Archita, in quanto la custodia e la possibile fruizione delle due strutture rientrano già nel programma di interventi riguardante Palazzo degli Uffici”. Doveroso da parte degli amministratori un aggiornamento: “Effettuato il trasferimento delle classi del liceo Archita presso l'ex scuola di via Pitagora, ora si sta procedendo allo spostamento della sezione di indirizzo musicale nonché degli uffici di segreteria e di presidenza nella scuola media Consiglio, in Città vecchia. Nel frattempo, i lavori di ristrutturazione del Palazzo degli Uffici proseguono ed interessano anche le ali dell'edificio che ospitano la scuola. In questo quadro siamo anche attenti alla più opportuna sistemazione dei materiali di laboratorio e di biblioteca”. Con l'occasione presidente della Provincia ed assessore, ricordano inoltre che “il progetto prevede anche la realizzazione di ben otto sale museali”.

        articolo di Pamela Giufrè
        pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Domenica 31 Marzo 2013

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        • #19
          Enti e associazioni uniti per difendere l'università

          FORMAZIONE: ENTRO LA FINE DI APRILE I DUE ATENEI DOVRANNO DEFINIRE LA LORO OFFERTA
          Enti e associazioni uniti per difendere l'università

          Fare quadrato intorno all'offerta formativa del polo universitario jonico e salvarlo, se non proprio dalla sua estinzione, sicuramente dalla prospettiva di un drastico ridimensionamento. C'è tempo solo sino a fine mese. Entro il 30 aprile, infatti, i due atenei - l'Università Aldo Moro ed il Politecnico di Bari - devono sostanziare di contenuti la conferma dell'attuale assetto dell'offerta formativa. È il famigerato decreto 47 del ministro Profumo - emanato a fine gennaio per fissare i nuovi criteri per l'accreditamento di ciascun corso di laurea - a mettere in crisi Taranto.
          Intanto, ieri, le segreterie confederali territoriali Cgil, Cisl e Uil, in una nota firmata di D'Isabella, Fumarola e Turi, hanno chiesto all'assessore al diritto allo studio Alba Sasso un incontro finalizzato ad elaborare le soluzioni per consentire il “mantenimento sostanziale” dell'offerta formativa del Politecnico di Bari a Taranto. Del problema si è occupata anche la Commissione Garanzia e Controllo del Comune, guidata dal consigliere Giampaolo Vietri, nel corso di un'audizione del presidente del Comitato Qualità della Vita, Carmine Carlucci. In particolare, la Commissione ha valutato la necessità di chiedere la verifica sul Patto per il consolidamento del Polo universitario jonico 2011/2013, prevista annualmente nel mese di giugno e, invece, mai andata sinora a verifica alcuna. Ma c'è anche - concorda la Commissione - la necessità di chiedere una deroga o uno slittamento dei termini del decreto 47. Il tutto è da formalizzarsi all'interno del Tavolo per Taranto a cui è necessario partecipi il Miur. Ed ancora, nella Commissione garanzia è emerso l'auspicio che i privati contribuiscano a finanziare la ricerca e quindi la promozione di una specifica fondazione pubblica- privata. Tema - quello della Fondazione - su cui sta anche lavorando la Commissione Servizi, guidata dal consigliere Gianni Liviano. Intanto, al termine dei lavori della Commissione Garanzia, è stato chiesto al presidente del Consiglio, Piero Bitetti, di contattare la Provincia per concordare la convocazione di una seduta congiunta, e monotematica, sul tema dell'Università alla quale partecipino i sindaci dell'intera provincia, i consiglieri regionali ed i rappresentanti parlamentari .
          Ieri, intanto, incontro tra il presidente del Comitato per la Qualità della Vita, Carmine Carlucci, e il direttore del Dipartimento Jonico, Antonio Uricchio. Il quale ha preliminarmente confermato l'impegno dell'Università per Taranto affermando che la sede di Taranto non è sede decentrata ma un unicum statutario dell'Università Aldo Moro. Opportuno, tuttavia, un piano straordinario di reclutamento di ricercatori a tempo determinato e una deroga al DM 47. Positivo, infine, il giudizio di Uricchio sulla seduta monotematica del Comune e della Provincia per il sostegno all'università e alla ricerca.

          articolo di Maria Rosaria Gigante
          pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Venerdì 12 Aprile 2013

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          • #20
            Andria: “rischia un taglio pesante il Politecnico"

            “Ora sono chiesti troppi docenti per i corsi di laurea, rischia un taglio pesante il Politecnico”
            L'allarme dell'ex preside Andria: una filiera può saltare


            Fare in fretta per salvare il Politecnico di Bari a Taranto. Passata ai raggi x ieri la situazione della sede tarantina del Politecnico di Bari che rischia la chiusura o, comunque, di perdere pezzi importanti dell'offerta formativa erogata attraverso tre corsi di laurea triennali e tre corsi di laurea magistrale (curriculum Ingegneria per l'Ambiente ed il territorio nell'ambito del corso di laurea in Ingegneria civile e ambientale, curriculum Elettronica per l'industria e l'ambiente nell'ambito dell'Ingegneria elettronica e delle telecomunicazioni, curriculum Sistemi industriali nell'ambito dell'Ingegneria meccanica). Devastanti gli effetti del decreto 47 del 31 gennaio scorso - uno degli ultimi decreti del ministro dell'Università, Francesco Profumo - che fissa nuovi criteri nel numero di docenti necessari per poter garantire ogni corso di laurea e riduce il numero massimo di ore di didattica erogabili da parte di ciascun docente in funzione della propria tipologia.
            È Gregorio Andria, ex preside della ex facoltà di Ingegneria di Taranto (ormai tutte le facoltà in Italia sono state soppresse col decreto Gelmini e sostituite dai Dipartimenti, nel caso del Politecnico sono tre con sede a Bari), ad illustrare ieri in un incontro la situazione all'on. Michele Pelillo (Pd), all'assessore regionale alle Risorse agroalimentari Fabrizio Nardoni ed al consigliere regionale Francesco Laddomada (questi ultimi due di Puglia per Vendola)
            Il nodo: attualmente il numero di docenti garanti per corso di studio è di 2 docenti per corso. Con il nuovo decreto, invece, il 2 diventa in un periodo transitorio 9 per corso di laurea triennale e 6 per corso di studio magistrale. A regime si arriva a 12 docenti per un corso di laurea triennale e 8 per un corso di laurea magistrale. Ne consegue che occorrerebbero 45 docenti nel transitorio e 60 a regime. A Taranto, con il precedente regime, erano incardinati 47 docenti che ora fanno tutti parte della dotazione dell'intero Ateneo che nel frattempo ha anche perso un notevole numero di docenti per raggiunti limiti d'età, non rimpiazzabili per il blocco del turn over. Con questi numeri, se il decreto non viene ritirato e non si rivedono la legge Gelmini ed il decreto 50 del 2010 in modo da poter istituire almeno un Dipartimento territoriale, oppure se non arriva una deroga dei termini quantitativi e temporali fissati dal decreto ministeriale 47, almeno limitatamente alle sedi amministrative decentrate (e quella del Politecnico a Taranto è tale perché istituita insieme al Politecnico stesso nel 1990; non così, invece, l'altra offerta formativa dell'Università di Bari), e se non ci saranno ulteriori misure, entro il 30 aprile occorrerà tagliare. Entro quella data ogni Ateneo deve definitivamente confezionare la sua offerta formativa attenendosi a quanto previsto dal decreto 47. Si taglierebbe sia a Taranto che a Bari - dice il preside Andria - riferendosi anche alle parole del rettore Nicola Costantino. E comunque non si taglierebbero le lauree magistrali, come pure prima era stato ventilato, ma un'intera filiera. Sperando che a perdersi del tutto non sia proprio la specificità con cui Taranto era sorta, quella dell'Ambiente e del territorio, purtroppo duplicata negli anni anche a Bari.


            “Ingegneria può avere un futuro se viene coinvolta nella partita ambientale”
            Ardua la via legislativa, si fa strada l'ipotesi di utilizzare parte dei fondi inseriti nella legge “Salva Ilva”

            Il futuro della ex facoltà di Ingegneria per l'Ambiente ed il territorio è indissolubilmente legato alla partita che Taranto giocherà da questo momento in avanti per risolvere la sua emergenza ambientale ed industriale. Ed infatti una via d'uscita per trovare le risorse necessarie ed assicurarsi un futuro di ricerca ed un numero sufficiente di ricercatori è - come indica il preside Gregorio Andria - l'accesso ai fondi della cosiddetta legge “Salva-Ilva” dati in gestione alla Regione. In particolare la speranza è rivolta a quei 30 milioni destinati alla ricerca ed allo sviluppo di Taranto attraverso l'individuazione di progetti specifici. Si tratterebbe di risorse a cui si potrebbe anche attingere velocemente se sarà possibile accedere alle anticipazioni. Si riuscirebbe, così, entro il 30 aprile, a fornire un piano dell'offerta formativa che tenga conto di tutto ciò e si riuscirebbe anche a salvare Taranto. Ulteriori risorse potrebbero poi venire dai progetti incanalati nelle iniziative di Confindustria nell'ambito della “Smart-area”. Ed ancora, altra prospettiva a cui si guarda sono i fondi Fas che, in genere più finalizzati ad opere edilizie, potrebbero almeno in parte essere destinati al mondo della ricerca pugliese ed in particolare ad un piano straordinario di ricercatori. Qualcosa che fa già ipotizzare a livello regionale una previsione di 200 giovani ricercatori, almeno una ventina dei quali potrebbero essere destinati a Taranto.
            Se, dunque, come ammette lo stesso on. Pelillo, la via legislativa appare alquanto problematica al momento, e come conferma anche il consigliere regionale Laddomada che ha cercato invano un contatto col ministro Francesco Profumo, quella degli interventi regionali forse è la più concreta. Ed infatti conferma l'assessore regionale Nardoni: “Abbiamo strade percorribili su cui stiamo lavorando puntualmente a cominciare dalle risorse previste per la formazione nell'ambito degli investimenti sulle bonifiche, ma anche sul capitolo della rimodulazione dei fondi Fas. Sono ipotesi fattuali che già nella giunta di domani (oggi - ndr) potremo discutere più approfonditamente”. Insomma, gli spiragli ci sono. E chissà che oggi non ci sia qualche fumata bianca. Infine, un appello dell'assessore alle Risorse agroalimentari al mondo universitario: “Lavoriamo insieme per costruire futuro. Abbiamo progetti e risorse per rendere la nostra agricoltura e le attività legate al mare comparti sempre più innovativi, moderni ed eco-sostenibili e anche su questo spero vorrà cimentarsi tutto il mondo universitario pugliese e il Politecnico di Taranto in particolare”.

            articoli di Maria Rosaria Gigante
            pubblicati su La Gazzetta del Mezzogiorno di Martedì 16 Aprile 2013

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            • #21
              “Fermate per ora i libri digitali”

              L'ALTOLÀ: LA CATEGORIA DI CONFCOMMERCIO CONTRO IL DECRETO PROFUMO CHE PREVEDE L'INTRODUZIONE DELL'E-BOOK GIÀ DAL PROSSIMO ANNO SCOLASTICO IN TUTTI GLI ISTITUTI
              “Fermate per ora i libri digitali”
              I librai: non è il momento con questa crisi e le scuole non sono nemmeno attrezzate

              I librai tarantini dicono no all'e-book tra i banchi di scuola. Il presidente della categoria per conto di Confcommercio, Luigi Traetta, ieri ha tenuto una conferenza stampa per spiegare insieme al segretario regionale dell'Anarpe, l'associazione degli agenti e rappresentanti di prodotti editoriali, Aldo Pensato, l'inopportunità del decreto Profumo, dal nome del ministro della Pubblica istruzione che l'ha proposto. A sostenere i librai, anche il presidente di Confcommercio, Leonardo Giangrande.
              L'attuale ministro intende infatti rendere obbligatoria l'adozione dei libri digitali nelle scuole elementari, medie e superiori già dal prossimo anno scolastico. “Ma in questo momento così difficile e delicato - sottolinea il presidente Giangrande - nel quale le famiglie e le imprese devono fare i conti con grandi problemi economici, non si può neppure immaginare di varare un provvedimento come quello firmato dal ministro Profumo. Noi non siamo contrari alla tecnologia, ma bisogna riflettere attentamente prima di adottare così repentinamente strumenti che di fatto peggioreranno le cose, specie perché mancano le infrastrutture nelle sedi scolastiche e la giusta preparazione del personale”.
              “Praticamente - afferma Traetta - la banda larga non esiste, le scuole non hanno a disposizione le adeguate dotazioni tecnologiche e si trovano in una condizione di precarietà tale che le segreterie hanno così tanto lavoro burocratico che a stento riusciranno a far visionare il contenuto digitale dei nuovi testi”.
              L'assurdità per i librai sta anche e soprattutto nell'intenzione di far sparire il testo cartaceo, indiscusso ed inestimabile patrimonio culturale che la categoria di Confcommercio, aderente all'Ali, l'Associazione librai italiani, è pronta a difendere a denti stretti. “Siamo in attesa di vedere cosa accadrà nei prossimi giorni - annuncia Pensato - ma nel frattempo non abbassiamo la guardia contro un governo dimissionario che continua a legiferare penalizzando gli italiani. È il caso di questo decreto che è passato nonostante l'opposizione di tutti i partiti e la contrarietà del Parlamento. È come se fosse stato tirato fuori dal cilindro”.
              In un documento congiunto che l'Ali ha sottoscritto insieme all'Aie, alla federazione della filiera della carta e della grafica di Confindustria e all'Anarpe, si evidenziano le criticità del decreto Profumo, le cui disposizioni non prevedono investimenti pubblici. “Così facendo - sostengono Traetta e Pensato - i costi della digitalizzazione saranno tutti a carico delle imprese e delle famiglie, costrette ad acquistare prodotti di aziende straniere”. E mentre la filiera del libro e della carta riafferma “il valore pedagogico e la centralità del libro stampato che dovrebbe rimanere irrinunciabile”, le associazioni dei genitori ricordano che “ad oggi non è dimostrato da nessuna parte che l'impatto sempre più pervasivo degli strumenti elettronici sui ragazzi non sia nocivo per la salute, senza contare che la memorizzazione e la comprensione sono meno sollecitati dai supporti elettronici”.

              articolo di Pamela Giufrè
              pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Venerdì 19 Aprile 2013

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              • #22
                “No a corsi di laurea fotocopia”

                IL FUTURO DI UNIVERSITÀ E POLITECNICO: OGGI POMERIGGIO SEDUTA CONGIUNTA DEI CONSIGLI COMUNALE E PROVINCIALE CONTRO I VINCOLI DEL DECRETO DEL MINISTRO PROFUMO
                “No a corsi di laurea fotocopia”
                Pavone (Link): bisogna diversificare l'offerta formativa per attrarre studenti da altre città

                Differenziazione dell'offerta formativa e impegno degli enti locali. Questa è la strada che indicano gli studenti di Link Taranto per scongiurare la chiusura del Politecnico. Alla luce di questo, la seduta congiunta di Consiglio comunale e provinciale in programma oggi a partire dalle 15 può rappresentare quella svolta politica, in termini di coerenza e responsabilità, che ormai è diventata necessaria per far fronte all'emergenza. “Dalla seduta mi aspetto che finalmente Comune e Provincia comincino a lavorare ad un progetto serio che riguarda il Polo jonico”: a parlare è la coordinatrice di Link Taranto, Mara Pavone, che parte da elementi solidi di valutazione. “Il problema - dice - è che gli enti investono dei soldi nel Polo e si occupano di ristrutturare anche alcune sedi universitarie. Poi, però, soldi e strutture vengono usati male, ad esempio per finanziare corsi di laurea fotocopia a quelli di Bari. Per non parlare delle strutture che non vengono utilizzate del tutto. Un esempio? All'ex caserma Rossarol non è stato fatto nemmeno un laboratorio e non ci sono nemmeno gli uffici dei docenti. Ci sono due piani sotterranei interamente vuoti”. La richiesta degli studenti è quindi chiara: non basta finanziare e ristrutturare le sedi, ma bisogna “controllare” il percorso degli investimenti.
                Il nocciolo della questione è il decreto del ministro Francesco Profumo che mette dei paletti molto rigidi per l'accreditamento dei corsi di laurea. Il rischio è che l'offerta formativa subisca un netto ridimensionamento. “La perdita dei docenti alla luce del decreto - continua la coordinatrice di Link - comporta delle difficoltà per l'attivazione dei corsi di laurea. I Dipartimenti si sono trovati nelle condizioni di dover tagliare perché, numericamente, non ci sono i professori necessari”. Ma le difficoltà sono cominciate con la riforma Gelmini. “A causa del taglio dei fondi e del blocco del turn over - precisa Pavone - a Taranto sono stati chiusi corsi di laurea come Maricoltura e altri sono stati accorpati. La nostra autonomia è stata fortemente indebolita. Prima avevamo tre Facoltà autonome, ora solo un Dipartimento autonomo che unisce Economia e Giurisprudenza”.
                La coordinatrice di Link apre infine una pagina interamente dedicata alla politica e agli errori fatti in tanti anni di gestione del Polo universitario di Taranto. “È stata assente - rileva Pavone - perché non ha mai fatto un discorso serio con Università e Politecnico. Manca un progetto. Gli enti locali dovevano lavorare per “pretendere” una differenziazione dell'offerta formativa”. Il senso è chiaro: perché venire a Taranto se un corso di laurea esiste già in altre città? “Creando - conclude la referente di Link - dei corsi di laurea diversi rispetto a quelli che ci sono a Bari e Lecce, si attraggono studenti anche delle regioni limitrofe. La cosa più giusta sarebbe creare dei corsi di laurea legati al territorio. Ad esempio, parlando d'Ingegneria, se c'è un corso di laurea specifico sulla eco-compatibilità dei processi industriali, di sicuro un laureato nel settore sarebbe una risorsa per noi e per le aree che hanno problemi simili ai nostri”.

                articolo di Alessandra Cavallaro
                pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Lunedì 22 Aprile 2013

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                • #23
                  “Non possiamo perdere Università e Politecnico”

                  “Non possiamo perdere Università e Politecnico”
                  Ecco le richieste della seduta congiunta di Comune e Provincia

                  Sospendere l'operatività del decreto 47 per il polo universitario di Taranto; dotare lo stesso polo di specifici finanziamenti per garantirne la sua permanenza anche attraverso l'assunzione a tempo determinato di tre ricercatori a sostegno dell'offerta formativa del Politecnico a Taranto ed altri tre ricercatori a sostegno dell'offerta formativa dell'Università di Bari sempre a Taranto. In seduta congiunta, davanti ai consiglieri regionali, i rappresentanti delle istituzioni cittadine (assenti i parlamentari perché impegnati a Roma per l'insediamento del presidente Giorgio Napolitano), Provincia e Comune, rivendicano insieme tutto ciò.
                  È il succo dell'ordine del giorno approvato all'unanimità ieri sera nella seduta congiunta dei due Consigli tenuta nella sede del Politecnico nel quartiere Paolo VI. La presa di posizione e la rivendicazione di Comune e Provincia arrivano dunque a poco meno di una settimana dalla scadenza - il 30 aprile - del termine entro il quale Politecnico e Università di Bari devono chiudere il pacchetto con l'offerta formativa che, a partire dal prossimo anno, deve tener conto di criteri molto più rigidi (docenti in più e meno ore di docenza a ciascuno di loro) imposti dal decreto Profumo lo scorso 31 gennaio allo scopo, sin fin troppo evidente, di contenere le sedi decentrate, 300 in tutta Italia. Ma - si rivendica qui - la sede di Taranto non può essere assimilata alle altre sedi decentrate, per almeno un paio di ragioni. Per il Politecnico, spiegano infatti il rettore Nicola Costantino ed il referente per Taranto del Centro interdipartimentale, Gregorio Andria, la sede tarantina della ormai ex facoltà di Ingegneria è nata insieme al Politecnico di Bari nell'ormai lontano 1990, quindi è sede decentrata amministrativa - un distinguo importante - come pure riportato dall'allegato al decreto 47 con l'elenco delle sedi decentrate. Quanto all'Università, invece, Taranto è sede di un dipartimento giuridico-economico. E se non bastasse tutto ciò, basta scorrere l'elenco delle sedi decentrate per accorgersi che, con i suoi oltre 6 mila studenti, il polo di Taranto non ha rivali, da un punto di vista della consistenza numerica delle iscrizioni, con nessun altra sede decentrata in Italia. Invece, sembra esser stato fatto di tutta l'erba un fascio e Taranto paga, insieme a tutte le sue emergenze, anche questa penalizzazione. Al contrario, obiettano un po' tutti gli intervenuti, proprio ora Taranto non può permettersi il lusso di perdere o vedersi drasticamente ridimensionata la sua offerta formativa perché lo strumento della ricerca è fondamentale per ripartire. Anzi, ricorda il presidente della Provincia, Gianni Florido, d'intesa col sindaco Ezio Stefàno, alla Consulta per lo sviluppo è stato proposto che Università e Politecnico siano “struttura di missione”, ossia la guida per una città che ha messo in cantiere 4 macro aree di sviluppo, la riqualificazione urbana (soprattutto dopo il piano di dismissione della Marina Militare), le bonifiche (in campo 116 milioni diretti, altri 200 attivabili), l'ambientalizzazione e il porto.
                  Un paradosso, inoltre, sarebbe perdere pezzi del polo universitario - dove il Politecnico rischia di non attivare le lauree specialistiche o perdere una delle sue filiere mentre l'Università ha sì riconfermato gran parte della sua offerta ma rimodulando un corso di laurea e non attivando alcune specialistiche - ora che anche il polo scientifico tecnico “Magna Grecia”, finanziato con 9 milioni di euro per la strumentazione, sta per partire. Ed ancora - ricorda il delegato del rettore Petrocelli a Taranto, Antonio Uricchio -, c'è da sostenere il progetto dell'Ateneo di affiancare il dipartimento già attivo a Taranto con un dipartimento Salute. Qualcosa al quale il Politecnico - aggiunge Andria - potrebbe aggiungere le sue competenze nella diagnostica.



                  COSA È EMERSO DAL DIBATTITO
                  “Aspettiamo una proroga e intanto si trovino i soldi per i ricercatori universitari”

                  Potrebbe esserci una proroga, forse al 30 maggio, della scadenza imposta agli Atenei per presentare la propria offerta formativa per il futuro. La voce viene riportata ieri nella seduta congiunta dei Consigli comunale e provinciale. Insomma, potrebbe esserci uno slittamento del termine fissato dal decreto 47 al 30 aprile. Il presidente del Consiglio comunale, Piero Bitetti, riferisce infatti di un'informazione fornita dall'on. Donatella Duranti (Sel) di un possibile rinvio al 20 maggio. Che invece sarebbe, secondo altri, comunque la data entro la quale il ministero, ricevute le offerte formative degli Atenei entro il 30 aprile, dovrebbe istruire tutte le pratiche. Si vedrà.
                  Intanto il Parlamento resta investito del problema Taranto anche dall'interrogazione presentata dai due parlamentari grillini, Alessandro Furnari e Vincenza Labriola. Ma una risposta è attesa anche dalla Regione. È infatti il rettore Nicola Costantino a ricordare l'impegno del governatore Nichi Vendola in tal senso affinché siano reperite risorse per l'assunzione a tempo determinato di un certo numero di ricercatori. C'è, tuttavia, rammenta il rettore, un problema di tempi: “Occorre formalizzare gli impegni prima della scadenza del 30 aprile “ .
                  “Come consiglieri regionali tarantini faremo un documento che presenteremo al prossimo Consiglio regionale”, dice Alfredo Cervellera (Sel). Incalza Michele Mazzarano (Pdl): “Non sarebbe male che dal prossimo assestamento l'assessore al Bilancio recuperi un milione di euro all'anno e per tre anni a sostegno di un certo numero di ricercatori”. Dove reperire altre risorse? Il preside Antonio Uricchio (Giursprudenza) chiede al commissario governativo per la bonifica, Pini, nonché a Governo e Regione, di destinare parte dei 30 milioni finalizzati alle bonifiche a sostegno della ricerca e all'assunzione dei ricercatori. In quei fondi trovino posto i progetti universitari, ad esempio, per le “Smart Area” suggerisce il preside Gregorio Andria (Ingegneria). E il presidente della Camera di Commercio, Luigi Sportelli, non ha dubbi: “Chiedete ai consiglieri regionali di far spostare a tale fine anche quel 3%, pari a circa 10 milioni di euro, che dai fondi per il Distripark sono stati praticamente ripresi dalla Regione per Puglia Sviluppo”.
                  Sul piano più politico, il presidente del Comitato per la Qualità della Vita, Carmine Carlucci, rammenta che l'emergenza offerta formativa a Taranto riguarda anche la Lumsa (corsi di laurea per il servizio sociale) e l'istituto Paisiello. “Da Taranto - dice - parta il no alla penalizzazione di tutto il Sud”. Una rivendicazione che va affermata al tavolo nazionale, sollecita il consigliere comunale Paolo Ciocia (autore dell'ordine del giorno che poi con la mediazione del presidente del Consiglio provinciale, Giuseppe Tarantino, passa all'unanimità). Ed ancora, il consigliere comunale Vietri, chiede l'immediata verifica (in ritardo di circa un anno) dell'accordo di programma sottoscritto con l'Università di Bari con 13 tra enti ed istituzioni, nonché al sindaco Stefàno di attribuire una delega per la questione Fondazione che potrebbe sostituire il Cuj, commissariato da anni e mai sciolto. Filomena Principale (Cgil), chiede infine che, come accaduto per la sanità, il governo conceda anche all'Università le attese deroghe.

                  articoli di Maria Rosaria Gigante
                  pubblicati su La Gazzetta del Mezzogiorno di Martedì 23 Aprile 2013

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                  • #24
                    Su Politecnico e Università attese le scelte della Regione

                    Su Politecnico e Università attese le scelte della Regione
                    C'è il nodo dei fondi: dove prendere i soldi per i ricercatori?
                    Antonicelli esclude l'utilizzo delle risorse stanziate per la bonifica

                    Dopo l'ordine del giorno approvato all'unanimità l'altro ieri sera dai Consigli comunale e provinciale, riuniti in seduta congiunta a sostegno dell'offerta formativa del Politecnico e dell'Università a Taranto, c'è attesa per le decisioni che potrà prendere la Regione. Che dovrebbe poter indirizzare proprio su Taranto le risorse necessarie - almeno un milione di euro all'anno e per tre anni - per poter garantire l'assunzione a tempo determinato di tre ricercatori per il Politecnico e di altrettanti per l'Università. In questa maniera potrebbero essere soddisfatti i parametri restrittivi previsti dal decreto 47 del ministro Francesco Profumo. Parametri diversi rispetto al passato ed ora molto più stringenti per le sedi decentrate nel cui novero ricade il polo di Taranto nonostante sia dal Politecnico che dall'Università si reclami una diversa impostazione della loro presenza a Taranto. Ma tant'è, e a meno di proroghe che pure sembrerebbero possibili e attese, entro fine mese Politecnico e Università devono definire l'offerta formativa del nuovo anno e per un triennio. Se questi criteri non saranno soddisfatti, niente accreditamento dei corsi di laurea.
                    I tempi stringono davvero. L'altro ieri la giunta regionale - assenti alcuni assessori - ha nuovamente discusso della questione. L'assessore alla Pubblica istruzione, Alba Sasso, ha fatto sapere che il tema delle risorse per Taranto è in calendario per la seduta della prossima settimana. Giungono nel frattempo i primi chiarimenti. Le risorse individuate e a cui attingere sono quelle della bonifica per le aree inquinate di Taranto. In buona sostanza, l'ipotesi avanzata nei giorni scorsi sarebbe quella di prevedere degli appositi progetti di ricerca sui quali vincolare l'assunzione di ricercatori a tempo determinato. Ma per alcuni versi il commissario straordinario per le bonifiche, Alfio Pini, sia, molto più esplicitamente, il dirigente del settore Politiche ambientali della Regione Puglia, Antonello Antonicelli, fanno i dovuti distinguo. “Quelli della bonifica sono fondi a cui non si può attingere per queste finalità” dice Antonicelli. “Ci sono i fondi della ricerca di fonte ministeriale ai quali si potrà invece accedere. Si tratta di un milione di euro all'anno da destinare eventualmente alle assunzioni per progetti specifici e ben determinati su Taranto”. Si tratterebbe a quel punto di non far cadere a pioggia in Puglia, come accaduto in passato, quei finanziamenti ma collocarli, invece, in modo finalizzato.
                    Ulteriori ipotesi erano state annunciate l'altro ieri da alcuni consiglieri regionali presenti alla seduta congiunta di Comune e Provincia. Trovare - suggeriva Michele Mazzarano del Pd - nelle pieghe dell'assestamento di bilancio un milione di euro all'anno e per tre anni da destinare a sostegno dell'assunzione dei ricercatori. Mentre il presidente della Camera di Commercio, Luigi Sportelli, ha proposto: “Chiedete ai consiglieri regionali di far spostare a tale fine anche quel 3%, pari a circa 10 milioni di euro, che dai fondi per il Distripark sono stati praticamente ripresi dalla Regione per Puglia Sviluppo”.

                    articolo di Maria Rosaria Gigante
                    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Mercoledì 24 Aprile 2013

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                    • #25
                      Libri fotocopiati, due denunciati

                      GUARDIA DI FINANZA: STRONCATO UN FIORENTE MERCATO DI TESTI UNIVERSITARI ALIMENTATO DA DUE COPISTERIE. I TITOLARI RISCHIANO ANCHE LA CHIUSURA
                      Libri fotocopiati, due denunciati
                      Operazione delle Fiamme Gialle e della Siae per tutelare il diritto di autore


                      Un fiorente mercato di libri universitari era stato messo su a Taranto. La Guardia di Finanza, lavorando a stretto contatto con gli ispettori della Siae, ha passato al setaccio diverse copisterie situate nelle vicinanze delle sedi universitarie tarantine. Controlli che sono scattati dopo alcune segnalazioni, giunte nelle ultime settimane, alle Fiamme Gialle. Due i centri operativi individuati dai militari del Nucleo di Polizia Tributaria in cui è stata accertata le riproduzione integrale e clandestina di interi testi universitari. Testi di diritto, economia, medicina e letteratura venivano fotocopiati integralmente, rilegati e messi in vendita ad un prezzo, chiaramente più basso di quello imposto. E non solo questo: le opere, infatti, in base alle esigenze dei clienti, venivano copiate anche in formati multimediali e spesso, vendute anche attraverso un negozio virtuale, costantemente aggiornato con la digitalizzazione abusiva degli stessi testi universitari. Gli uomini in borghese delle Fiamme Gialle hanno posto sotto sequestro complessivamente 86 opere letterarie cartacee, 471 file in formato pdf riprodotti integralmente per uso non personale e con finalità di lucro insieme ad altro materiale informatico utilizzato per quella che è sostanzialmente una attività illecita. Ai titolari delle due copisterie sono state contestate violazioni penali relative alla protezione del diritto d'autore e di altri diritti connessi al suo esercizio. Previste multe e soprattutto la reclusione fino a un anno. Il fenomeno della pirateria reprografica provoca conseguenze dannose all'economia sana e sul mercato regolare, incrementando l'evasione fiscale. La Guardia di Finanza lancia, dunque, l'appello ai titolari delle copisterie, invitandoli a regolarizzare le loro posizioni presso i competenti uffici periferici della Siae, provvedendo alla sottoscrizione della prevista presa d'atto ed al contestuale pagamento dei diritti d'autore.

                      articolo di Monica Arcadio
                      pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Sabato 27 Aprile 2013

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                      • #26
                        Futuro del Politecnico il nodo sono le risorse

                        Futuro del Politecnico il nodo sono le risorse
                        Offerta formativa, vertice dei sindacati con l'assessore Sasso

                        Matassa sempre più ingarbugliata per la definizione dell'offerta formativa del prossimo anno al Politecnico, presente a Taranto con la ex facoltà di Ingegneria. Non si riesce ancora a individuare con maggiore certezza le risorse a cui attingere e da vincolare all'assunzione di un certo numero di ricercatori (almeno tre) in modo da soddisfare i criteri previsti dal decreto Profumo del 31 gennaio scorso, decreto a cui occorre far riferimento per confezionare l'offerta formativa del prossimo anno e contestualmente chiedere l'accreditamento di ciascun corso di laurea. La scadenza per tutto ciò è il prossimo 30 aprile, anche se non è ben chiaro se c'è già stato o meno uno slittamento dei termini al 20 maggio.
                        Della questione più che spinosa si è tornato a parlare ieri a Bari nel corso di un incontro che le confederazioni Cgil, Cisl e Uil avevano chiesto con l'assessore regionale alla pubblica istruzione, Alba Sasso. Un incontro nel corso del quale ancora una volta sono state messe in campo le criticità e le ipotesi da percorrere, tutte in salita e non prive di ostacoli. Sicuramente ciò che emerge con sempre maggiore consapevolezza è la difficoltà stessa della Regione a trovare risorse dovendo fare i conti con il patto di stabilità. Che le difficoltà ci fossero per l'ente regionale era emerso con altrettanta chiarezza nella seduta congiunta di consiglio comunale e consiglio provinciale lunedì scorso, concluso con un l'approvazione di un ordine del giorno a sostegno della rivendicazione del Politecnico e dell'Università di Bari di risorse necessarie ad assumere tre ricercatori da una parte e tre dall'altra. La Regione - avevano sollecitato alcuni consiglieri regionali - potrebbe cercare di trovare nell'assestamento di bilancio le risorse necessarie da destinare a nuovi ricercatori. Ma ieri questa ipotesi sembra esser stata smentita. Quindi, ancora ieri è emerso che si potrebbe tentare la strada dei fondi Fas del Cipe (95 milioni) destinati alla innovazione tecnologica e alla ricerca socio-sanitaria. Ma questo genere di programmazione può trovare definizione entro fine anno e, rispetto ai termini previsti dal decreto Profumo, si sarebbe troppo lontani. Ritorna, quindi, l'ipotesi di chiedere alla Cabina di regia che si sta occupando della programmazione degli interventi di bonifica di stornare a favore di progetti di ricerca e, quindi, dell'assunzione di ricercatori una quota dei 30 milioni di euro disponibili. Ma - anche qui - c'è chi fa notare l'assoluta impossibilità, di natura tecnica e procedurale, a destinare tali risorse a sostegno della conferma dell'offerta formativa universitaria sul territorio.
                        Allargando l'orizzonte della questione a livello nazionale, da notare che il momento di transizione, in attesa di un nuovo governo e di un nuovo ministro, sicuramente non gioca a favore della questione Taranto. E su una sollecitazione tutta locale a stralciare Taranto dal decreto Profumo, prevedendo delle specifiche deroghe, secondo alcuni potrebbe pesare anche il mancato appoggio al governo Letta da parte del governatore Nichi Vendola, leader di Sel. Insomma, i nodi da dipanare sono ancora tanti ed i tempi stringono. Intanto, il Politecnico ha fissato per il 30 aprile una seduta del Senato accademico e per il 2 maggio la presentazione dell'offerta formativa.
                        “Certo, ciò che sarebbe auspicabile, sarebbe una diversificazione dell'offerta formativa locale e una sua qualificazione rispetto al territorio”. A commentare così, a margine dell'incontro di ieri con l'assessore Sasso, è Filomena Principale, segretaria generale della Cgil.

                        articolo di Maria Rosaria Gigante
                        pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Sabato 27 Aprile 2013

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                        • #27
                          “Una Fondazione aiuti il rilancio dell'Università”

                          I NODI DELL'ISTRUZIONE: CHIESTA ANCHE “LA PERMANENZA IN SEDE E L'ADEGUATO INCREMENTO DEI RICERCATORI E DEI DOCENTI”
                          “Una Fondazione aiuti il rilancio dell'Università”
                          La richiesta congiunta di Comune e Provincia. Rinnovata la richiesta di fermare il decreto Profumo

                          Che sia sospesa l'operatività delle misure restrittive previste dal decreto Profumo (decreto ministeriale 47 del 30 gennaio scorso) che di fatto penalizza le sedi universitarie decentrate come quella di Taranto. È uno dei punti cardine dell'odg approvato lunedì scorso dalla seduta monotematica e congiunta dei Consiglio comunale e provinciale. Il documento viene fatto circolare a distanza di pochi giorni dalla scadenza - il 30 aprile - entro cui, se non ci saranno modifiche, occorrerà che Politecnico e Università di Bari formalizzino la loro offerta formativa, così come prevede il decreto Profumo. Che però, tradotto con gli attuali standard numerici delle forze in organico, comporterà la riduzione, se non la cancellazione, di pezzi di offerta formativa sul territorio.
                          La voce congiunta dei due Consigli sollecita ora finanziamenti in grado di assicurare almeno nei prossimi cinque anni “la permanenza in sede e l'adeguato incremento di docenti e di ricercatori nei ruoli previsti dai piani dell'offerta formativa delle sedi decentrate”. Ed ancora chiedono di “garantire la permanenza in sede e l'adeguato incremento di docenti e di ricercatori nei ruoli previsti dai piani dell'offerta formativa delle sedi decentrate”. E quindi “sostenere in modo congruo e certo i dottorati di ricerca per i neo laureati”. In tal senso vengono impegnati governo, autorità locali e regionali per rendere concreto tutto ciò. Il documento sollecita anche le giunte e i dirigenti a prevedere per i prossimi esercizi finanziari le risorse adeguate a sostenere il reclutamento di almeno sei ricercatori per ogni anno del prossimo triennio a partire dall'anno accademico 2013-2014 (da collocare in servizio almeno tre presso la sede del Politecnico di Taranto ed almeno tre presso la sede jonica dell'Università di Bari). Inoltre, le due giunte - comunale e provinciale - vengono invitate a “favorire la costituzione di una Fondazione di partecipazione, con Politecnico e Università di Bari, per il sostegno e lo sviluppo della ricerca universitaria a Taranto, la quale coinvolga anche i comuni della provincia delle provincie vicine, le realtà economiche, sociali e culturali”.

                          articolo di Maria Rosaria Gigante
                          pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Domenica 28 Aprile 2013

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                          • #28
                            Politecnico e Università attendono segnali da Roma

                            Il 16 maggio il consiglio di amministrazione del Politecnico dovrà collocare il piano dell'offerta nell'ambito delle risorse disponibili
                            Politecnico e Università attendono segnali da Roma
                            Tempo sino al 20 maggio per definire l'offerta, pressing sul ministero

                            Offerta formativa del Politecnico e dell'Università di Bari a Taranto in stand-by. Si sarebbe dovuto definire il tutto entro lo scorso 30 aprile applicando i nuovi criteri imposti dal decreto 47 del 30 gennaio scorso, criteri molto più restrittivi che rischiano di ridimensionare fortemente l'offerta in sedi decentrate come quella tarantina. C'è di fatto tempo sino al 20 maggio per definire il tutto, ma è ovvio che ci si attende qualche novità dal ministero. Intanto, era stata assicurata entro fine settimana dall'Ufficio legislativo del ministero della Pubblica istruzione e Università una risposta all'interrogazione presentata dai due parlamentari tarantini del Movimento Cinque Stelle, Alessandro Furnari e Vincenza Labriola. Sul fronte regionale, invece, è di ieri l'approvazione all'unanimità in consiglio di un ordine del giorno presentato da Michele Mazzarano (Pd) e Arnaldo Sala (Pdl), nonché da tutti i consiglieri regionali di Taranto e dai capigruppo di maggioranza e opposizione. L'odg sollecita un intervento finanziario straordinario a sostegno della ricerca e dell'assunzione di nuovi ricercatori (almeno 21 per un periodo di tre anni) per evitare i paletti posti dal decreto 47. “Taranto non può perdere l'alta formazione, la ricerca e la cultura - dice Mazzarano -. La sfida della eco-compatibilità e di una nuova stagione di sviluppo per l'area jonica, presuppone un approccio eccezionale al problema del Politecnico di Taranto” (che avrebbe bisogno di 60 docenti a fronte degli attuali 12 per confermare ogni cosa - ndr). Il Politecnico ha comunque fissato per il 14 maggio il termine per decidere definitivamente, pur avendo acquisito da parte dei direttori di Dipartimento, unitamente al Senato accademico, parere favorevole alla conferma dell'offerta formativa. Un passaggio fondamentale (entro il 16 maggio) sarà quindi il consiglio d'amministrazione che dovrà collocare il piano nell'ambito delle risorse finanziarie disponibili. È quanto emerso in sede di conferenza di Ateneo, secondo quanto riporta il segretario della Uil Taranto, Giancarlo Turi. Che aggiunge: “Permane ancora un deficit di carattere finanziario che si attende di colmare dopo che il Comune di Taranto ha assunto il formale impegno di concorrere a sostenere la spesa per l'assunzione di tre ricercatori (il riferimento è ad un odg approvato dai Consigli comunale e provinciale riuniti in seduta congiunta presso il Politecnico lo scorso 22 aprile - ndr). Ulteriori risorse - aggiunge Turi - dovranno essere reperite attingendo con ogni probabilità ai fondi europei finalizzati alla ricerca”. Si tratta tuttavia di soluzioni transitorie che potranno essere superate - evidenzia sempre Turi - solo caratterizzando l'offerta a Taranto. È, infine, il Comitato per la Qualità della Vita in una articolata lettera aperta al nuovo ministro alla Pubblica Istruzione, Maria Chiara Carrozza, ad avanzare precise richieste: ritiro del decreto 47, revisione del decreto 50 del 2010 che considera Taranto sede decentrata, autorizzazione all'istituzione di Dipartimenti territoriali in deroga ai requisiti minimi, in subordine proroga almeno di un anno del termine del decreto 47, attribuzione a Taranto di gran parte dei 25 ricercatori previsti con l'accordo di programma della Regione Puglia, ed ancora risorse per finanziare un piano triennale straordinario di reclutamento di ricercatori e per il polo scientifico tecnologico Magna Grecia e il Presidio per la cura della fauna protetta. Sostegno è espresso alla richiesta di Comune e Provincia di integrare il tavolo interministeriale per Taranto con la presenza del ministro della Pubblica istruzione e Università.

                            articolo di Maria Rosaria Gigante
                            pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Sabato 04 Maggio 2013

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                            • #29
                              Alla scuola Consiglio da oggi nove classi del liceo Archita

                              IL TRASFERIMENTO: SI AGGIUNGONO A QUELLE GIÀ TRASLOCATE PER I LAVORI AL PALAZZO DEGLI UFFICI
                              Alla scuola Consiglio da oggi nove classi del liceo Archita

                              Oggi, salvo imprevisti dell'ultimo momento, le nove classi del liceo “Archita” si tra- sferiranno alla scuola “Consiglio” in Città vecchia. In particolare, si trasferiranno lì gli studenti del liceo musicale oltre alla segreteria mentre quelli del classico erano già stati sistemati all'interno della scuola “Mazzini” (in via Pitagora) e dell'istituto “Sant'Antonio” (in via Bruno). Questo trasferimento, annunciato più volte nei mesi scorsi e definito solo dopo l'esecuzione di alcuni lavori eseguiti dall'Amiu, si è reso necessario a causa dell'avvio dei lavori di riqualificazione di Palazzo degli Uffici. Lavori che termineranno entro maggio del 2015 stando alla data comunicata qualche giorno fa dall'impresa al Comune.
                              Ecco, intanto, le “cifre” di Palazzo degli uffici. Quali saranno i costi che Comune e Provincia dovranno sostenere?
                              L'Amministrazione comunale di Taranto, grazie ad un mutuo acceso con la Cassa Depositi e Prestiti, verserà 11 milioni di euro. E la Provincia? Quest'ente sborserà a rate 8,5 milioni di euro. Pagherà con otto rate bimestrali da un milione di euro ciascuna (l'ultima sarà da 534mila euro). Riepilogando, dunque, gli enti locali contribuiranno alla realizzazione dell'opera sborsando 19,5 milioni di euro. La somma rimanente (13,5) sarà coperta dall'impresa, consorzio Aeders, che poi sfrutterà economicamente anche gli utili derivanti dalla gestione delle aree presenti all'interno del Palazzo.
                              Infine, la durata del contratto è di 36 anni mentre le superfici verranno così attribuite: 2.870 metri quadrati al Comune che lì sistemerà alcuni suoi uffici; 6.500 al liceo classico “Archita” (e quindi alla Provincia, competente alla manutenzione de- gli istituti scolastici superiori). La superficie che resta a disposizione (circa 9mila-10mila metri) sarà infine a disposizione del consorzio Aeders. E lì, in pratica, verrà realizzato un albergo di lusso con 54-55 stanze. Un nuovo hotel in pieno centro stando al progetto.

                              articolo di Fabio Venere
                              pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Lunedì 13 Maggio 2013

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                              • #30
                                I “prof” snobbano a Taranto

                                IL FUTURO DELL'ISTRUZIONE: NESSUNA VARIAZIONE AL DECRETO PROFUMO, RESTANO QUINDI I VINCOLI. IL SEGRETARIO DELLA UIL, TURI: PERICOLOSE INDECISIONI
                                I “prof” snobbano a Taranto
                                Politecnico in difficoltà nel confermare i corsi di laurea. Gli studenti: è un tradimento

                                Ancora una scadenza, quella di ieri 20 maggio, che non sembra segnare alcun gol in rete per il destino del polo universitario di Taranto. Anzi il clima che si coglie, stando ad alcune indiscrezioni ma anche alcuni passaggi di una nota a firma del segretario della Uil, Giancarlo Turi, è da “resa dei conti”.
                                È ancora un capitolo del famigerato decreto 47 (del precedente ministro Francesco Profumo) di fine gennaio. Decreto che impone nuovi più severi criteri (sostanzialmente un numero maggiore di docenti “garanti”) ai fini dell'accreditamento dei corsi di laurea decentrati come risultano essere quelli di Taranto. Intanto, sia l'Università che il Politecnico, nelle settimane passate, in previsione della scadenza del 30 aprile, avevano confermato l'attuale offerta (con una parziale rimodulazione l'Università). Questo nell'auspicio che accadesse o si modificasse qualcosa. Ma entro il 30 aprile non è accaduto praticamente nulla, né entro il 20 maggio da alcuni assunta come proroga concessa dal ministero per integrare gli atti. Anche se son proseguiti gli incontri, la Regione non sembra aver ancora concretizzato i propri impegni per l'assunzione di 21 nuovi ricercatori (una boccata d'ossigeno per i corsi di laurea in questione).
                                Inoltre sono solo voci quelle in circolazione relativamente ad una iniziativa a cui starebbe pensando il ministro Maria Chiara Carrozza. Non c'è stata alcuna risposta neppure all'interrogazione presentata dai due parlamentari tarantini del M5S, Alessandro Furnari e Giuliana Labriola. E nessun impegno si è concretizzato neppure da parte del Comune, una volta fuori la Provincia travolta da altri eventi e che pure aveva prodotto, d'intesa con il Comune, un documento congiunto.
                                La vera resa dei conti, almeno per il futuro dei corsi gestiti dal Politecnico (ex facoltà di Ingegneria), pare quella in programma domani a Bari nell'ambito della seduta congiunta tra Senato accademico e consiglio d'amministrazione. All'ordine del giorno la definizione dell'offerta formativa genericamente confermata nelle settimane passate quando il rettore Nicola Costantino aveva annunciato che “se tagli ci saranno, questi riguarderanno anche Bari”. Secondo indiscrezioni, in questi ultimi giorni ci sarebbero stati scontri e trattative abbastanza serrate nei Dipartimenti che devono garantire 12 docenti per ogni corso di laurea che si vuole confermare, invece degli attuali 3. Ad eccezione del Dicatec (Dipartimento di Ingegneria civile ed ambientale), le resistenze da parte dei docenti a confermare, divenire garanti e venire a Taranto per insegnare, sono proprio tante. Emerge ormai con chiarezza ciò che alcuni chiamano un “paradosso”: l'esigenza di assicurare 12 docenti per ogni corso dipende dal fatto che, a dispetto del fatto che l'istituzione della facoltà di Ingegneria a Taranto negli anni '90 fu contestuale a quella del Politecnico a Bari, i corsi di laurea tarantini risulterebbero di nuova istituzione. A Bari, dove i corsi risultano attivati da tempo, per ogni corso di laurea occorrono 3 docenti garanti. E il numero complessivo degli attuali docenti sembrerebbe essere più che sufficiente a coprire le esigenze baresi. Le resistenze a restare o venire a Taranto, le ulteriori resistenze a “mettere la faccia” a Taranto, sono vissute come un tradimento. Gli studenti, e non solo loro, stigmatizzano chi ha visto la sede di Taranto solo come occasione di “corsia preferenziale” per la carriera ed oggi abbandona. Per questo annunciano ricorsi alla Magistratura e la loro presenza domani a Bari. La Uil, nella nota di Turi, parla di “pericolose indecisioni che destano non poche perplessità”. Quindi, invitando a presidiare il luogo della decisione, Turi non manca di osservare “che in questi momenti pesa notevolmente l'assenza di un riferimento politico specifico che funga da riferimento per il territorio (delega municipale alle politiche per l'Alta formazione e l'Università) e che sia in grado di assumerne la rappresentanza”.

                                articolo di Maria Rosaria Gigante
                                pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Martedì 21 Maggio 2013

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                                Sto operando...
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