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Rassegna Stampa 2010

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  • #16
    Riferimento: RASSEGNA STAMPA

    IL FATTO: SCOPERTA ALLA SEZIONE DI SAN GIORGIO DEL FALANTO
    Figli troppo assenti a scuola, denunciati otto genitori

    • Sul registro di classe, alla voce presenze, in quattro mesi sono comparsi non più di dieci volte. Dieci giorni di frequenza scolastica da settembre ad oggi. Assenze prolungate e senza alcuna giustificazione al punto da compromettere già dal primo quadrimestre il buon esito dell’anno scolastico.
    Nei guai, al termine di un’indagine svolta dai carabinieri, sono finiti i genitori di otto giovanissimi studenti della provincia di Taranto con poca voglia di studiare. Sono tutti studenti della sezione distaccata di San Giorgio dell’istituto tecnico Falanto. Il delicato compito di accertare la frequenza a scuola dei ragazzi, è toccato ai militari della stazione di San Giorgio che, guidati dal maresciallo Adriano Meleleo, al termine del lavoro investigativo, hanno denunciato in stato di libertà alla Procura i genitori degli otto studenti. I denunciati dovranno rispondere all’accusa di inosservanza dell’obbligo di istruzione. I ragazzi hanno tutti età comprese tra i 14 e i 15 anni e provengono da contesti familiari difficili.
    Le indagini, avviate anche su segnalazione dello stesso istituto superiore, hanno permesso di accertare che le persone denunciate non hanno assicurato la frequenza della scuola dell’obbligo ai propri figli minori di 16 anni. I ragazzi hanno collezionato individualmente, assenze ingiustificate per poco meno di un centinaio di giornate. Il che significa che, fatti due conti, dall’inizio della scolastico avrebbero frequentato la scuola solo per un paio di settimane al massimo. Gli accertamenti sono stati condotti in collaborazione con i dirigenti scolastici e continueranno in tutto il capoluogo per l’intero anno scolastico.

    articolo di Maria Rosaria Gigante
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di giovedì 21 Gennaio 2010

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    • #17
      Riferimento: RASSEGNA STAMPA

      UN CASO ALL’ARCHIMEDE: GLI ALUNNI DEL PLESSO COSTA: SIAMO VITTIMA DI VIOLENZE. E OGGI UN INCONTRO DELLA PROVINCIA PER AFFRONTARE I PROBLEMI
      Nelle aule occupate dagli studenti vetrate rotte e lanciate bombe carta


      • Vetrate rotte, bombe carta lanciate all’interno della scuola, striscioni rubati. Vittime di azioni di teppismo e violenza, gli studenti dell’istituto professionale Archimede, da qualche giorno in stato di occupazione nel plesso Costa per chiedere all’amministrazione provinciale, competente sulle scuole superiori, interventi di ripristino degli impianti elettrico, di riscaldamento ed idrico, e all’amministrazione comunale proprietaria del plesso Costa - ultimamente destinata a nuova sede del Comando dei Vigili urbani - una mano a venire incontro ai fabbisogni della scuola. Se ne parlerà oggi in un incontro istituzionale presso il plesso Costa convocato dall’assessore provinciale alla Pubblica istruzione, Emanuele Fisicaro. All’incontro sono stati invitati anche il presidente della Provincia, Gianni Florido, l’assessore provinciale ai Lavori pubblici, Costanzo Carrieri, l’assessore comunale alla Cultura, Angela Mignogna, l’assessore comunale alle relazioni con l’Ente Provincia, Lucio Pierri, oltre al sindaco Ezio Stefàno e la dirigente scolastica D’Onofrio. Intanto, Florido annuncia: «Per l’Archimede stiamo pensando ad un nuovo edificio».
      Gli studenti occupanti hanno denunciato alle forze dell’ordine gli episodi di cui sono state vittime nelle notti passate. Soprattutto le bombe carta lanciate avevano creato apprensione e tensione. Ma oggi il problema da affrontare riguarda piuttosto il destino della struttura ed una soluzione che consenta all’Archimede di ricompattare le proprie sezioni sparse al momento in una sede centrale - abbastanza vicina al Costa - e due succursali (oltre al Costa, il plesso Codignola più distante). Sedi disagiate - il plesso centrale ed il Codignola -, più dignitoso proprio il Costa che, invece, occorre restituire.
      In tema di disagi interni alle sedi, dopo le dichiarazioni dell’assessore Carrieri che ha assicurato ogni impegno dell’amministrazione, interviene anche il presidente Florido, che ribadisce tali impegni sollevando al tempo stesso il Comune da ogni responsabilità in materia. «Preso atto della volontà del Comune di destinare l’edificio a sede del corpo di Polizia municipale, confermiamo il nostro impegno - dice Florido - per migliorare la fruibilità degli ambienti scolastici. La giunta provinciale sta vagliando l’ipotesi di costruire una nuova sede da destinare all’Istituto Archimede nell’ambito della programmazione riguardante l’edilizia scolastica».

      articolo di Maria Rosaria Gigante
      pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di giovedì 21 Gennaio 2010

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      • #18
        Riferimento: RASSEGNA STAMPA

        All’Archimede rientra la protesta
        Riscaldamento, luce e acqua al plesso «Costa»

        • Un primo doppio risultato per il plesso Costa dell’istituto professionale Archimede: ripristinato un livello minimo di agibilità della scuola sul fronte dei servizi – impianti di riscaldamento, luce ed acqua – e revocato dagli studenti lo stato di occupazione della scuola. Da oggi, dunque, si torna a fare lezione.
        Ma non si esaurisce così la questione-Archimede. Infatti, sul tavolo ci sono anche impegni abbastanza concreti per dare una risposta alla destinazione futura degli alunni del plesso Costa (struttura di proprietà dell’amministrazione comunale e da questa destinata lo scorso dicembre a sede del Comando dei Vigili Urbani) e al più complessivo assetto dell’istituto.
        L’aveva promesso lunedì scorso il vicepresidente della Provincia, Emanuele Fisicaro, agli studenti degli indirizzi di Meccanica e Moda, le cui aule appunto sono allocate nel plesso Costa. Fisicaro sarebbe tornato giovedì (ieri, ndr) portando con sé gli altri amministratori della Provincia (competente in materia di istruzione superiore) e del Comune che aveva concesso temporaneamente lo scorso settembre le aule del piano terra in aggiunta alle aule del primo piano già concesse dal 2005. Così quando ieri Fisicaro è tornato, accompagnato dall’assessore provinciale ai lavori pubblici Costanzo Carrieri e dall’assessore comunale addetto alle relazioni con l’Ente Provincia, Lucio Pierri, i riscaldamenti erano già in funzione.
        L’incontro, alla presenza della dirigente, Rosa D’Onofrio, di alcuni docenti e di un folto gruppo di alunni, avviene nell’androne di piano terra. La temperatura interna non è ancora del tutto mitigata dal tepore che giunge dai caloriferi. Uno studente accosta la mano: “Guardi – dice –, non sono mai stati così caldi”. Il clima della conversazione, invece, ancora non si scalda. Ognuno rimane abbastanza rigido sulla sua posizione. La Provincia, con gli assessori Fisicaro e Carrieri, ribadisce la convinzione che quella del Costa sia una soluzione ottimale anche per portarci gli studenti che frequentano il più distante plesso Codignola. La vicinanza con la sede centrale potrebbe peraltro consentire la creazione, privatizzando e recintando il tratto di strada che divide i due immobili, di un vero e proprio campus. Naturalmente – aggiungono – c’è la disponibilità anche ad acquistare il plesso Costa e a cedere il plesso Codignola. Insomma, fermo restando il diritto del Comune a disporre di un proprio bene – suggeriscono gli amministratori –, esplorariamo a che punto è l’iter per la realizzazione al Costa del Comando dei Vigili Urbani, vediamo se ci sono spiragli per spostare altrove questa realizzazione. L’assessore Pierri, a sua volta, ribadisce il progetto comunale che nasce anche dall’esigenza di economizzare al massimo sui fitti.
        La soluzione per l’Archimede potrebbe quindi essere diversa ed il Comune non mancherebbe di dare una mano. Il problema sarà portato in giunta comunale. La dirigente D’Onofrio, facendosi portavoce dell’utenza che soprattutto in periodo di iscrizioni per il nuovo anno vuol sapere dove dovranno frequentare gli alunni il prossimo anno, sottolinea l’esigenza che la prognosi sia sciolta in tempi brevi. Ed i docenti incalzano: “Classi e laboratori di alcuni indirizzi hanno peregrinato negli anni. Inutile dire che è bene che i laboratori conservino una collocazione stabile. Ovvio anche che un’utenza proveniente prevalentemente dall’area orientale della provincia trovi più agevole raggiungere proprio quest’area”.

        articolo di Maria Rosaria Gigante
        pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di venerdì 22 Gennaio 2010

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        • #19
          Riferimento: RASSEGNA STAMPA

          AMBIENTE: PRESENTATO UN PROGETTO NATO DALLA COLLABORAZIONE FRA L’AMIU E LA PROVINCIA
          La raccolta differenziata si insegna anche a scuola

          • La raccolta differenziata tra i banchi di scuola. Coinvolgerà gli alunni della scuola media "Colombo", del liceo classico "Quinto Ennio" e dell'istituto professionale "Cabrini", l'iniziativa realizzata in collaborazione con l'Amiu e la Provincia di Taranto.
          Il progetto e le sue finalità sono stati illustrati ieri mattina nell'aula magna del Quinto Ennio dalla preside del liceo, Silvana D'Addario, dal dirigente scolastico della Colombo, Massimo Romandini, e dalla professoressa Iannotta, in rappresentanza del preside Angelo Carrieri, insieme al vicepresidente della Provincia di Taranto, nonché assessore alla Scuola, Emanuele Fisicaro, e al funzionario dell'Amiu, Roberto De Giorgi.
          "Le scuole ioniche - precisa Fisicaro - hanno dimostrato grande attenzione verso questa tematica importantissima a differenza delle istituzioni locali. Il coinvolgimento dei giovani in iniziative del genere è per noi fondamentale, non soltanto perché rappresenta un aspetto determinante del nostro modo di fare politica, ma anche perché c'è necessità di mettere in atto un serio processo di rieducazione culturale".
          "E attraverso i ragazzi - conferma la preside D'Addario - cerchiamo di raggiungere le famiglie per sensibilizzare l'intera cittadinanza alla cultura della raccolta differenziata".
          "Almeno il 76 per cento dei rifiuti che si producono a scuola - avverte anche il dirigente De Giorgi - è carta che si può raccogliere separatamente. Ma, soprattutto, attraverso questa rete di scuole, si può divulgare meglio il messaggio dell'importanza di fare la raccolta differenziata".
          "Quello della raccolta differenziata sembra un tema superato - dicono la professoressa Luciana Boccadamo, responsabile Ambiente e salute della scuola Colombo ed il preside Romandini - ma invece è attualissimo e soprattutto utile in un territorio come il nostro".
          E le scuole coinvolte nel progetto presentato ieri sono già state interessate a progetti a favore dell'ambiente. La Colombo, nell'ambito della settimana Unesco Ess "Città e cittadinanza" organizzata per i dieci anni dell'educazione allo sviluppo sostenibile, ha presentato il progetto: "Adotta una spiaggia" che prevede la riqualificazione di un lido degradato nella località di Lama con l'intervento dell'Amiu e della circoscrizione Talsano-Lama-San Vito. Mentre gli alunni del Quinto Ennio hanno realizzato un filmato sull'ambiente già spedito a Roma per partecipare ad un concorso sull'energia organizzato dal Parlamento europeo. Gli studenti del Cabrini hanno infine realizzato il manifesto introduttivo al progetto.

          articolo di Pamela Giufrè
          pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di venerdì 22 Gennaio 2010

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          • #20
            Riferimento: RASSEGNA STAMPA

            «L’Università vuole darvi lavoro»
            Giurisprudenza, via a «Laworo» e al master in diritto e tecnica doganale comunitario

            • «Intendiamo favorire le vostre condizioni di occupabilità. Crediamo l’Università come laboratorio culturale, progettuale e come luogo dove fornire gli strumenti per orientarsi ed inserirsi nel mondo del lavoro». Si rivolge agli studenti laureandi il preside della facoltà di Giurisprudenza, Antonio Uricchio, inaugurando ieri il secondo anno di iniziative denominate «Laworo» e contestualmente il master di primo livello in «Diritto e tecnica doganale comunitario», organizzato congiuntamente dalla seconda Facoltà di Giurisprudenza e dalla seconda Facoltà di Economia della sede decentrata di Taranto.
            «Laworo - spiega il preside Uricchio - è una sorta di sigla che coniuga il termine inglese law, legge, con l’obiettivo a cui intendiamo portare i nostri studenti, il lavoro appunto».
            Ieri, nella giornata di avvio del secondo anno di iniziative, presenti in tanti, dai rappresentanti del mondo accademico a quello politico-istituzionale e quello imprenditoriale. A dare il là, è l’assessore regionale al Lavoro e Formazione professionale, Michele Losappio, che illustra la terza edizione di «Ritorno al Futuro», iniziativa - nell’ambito del Por Puglia per il Fondo sociale europeo 2007-2013 - volta a sostenere i giovani laureati disoccupati ed inoccupati, per valorizzarne le capacità e le potenzialità creative, professionali ed occupazionali. «Formazione professionale successiva alla laurea, qualificazione, finanziamenti per consentire la ricerca: questi - dice Losappio - sono gli obiettivi che la Regione si è data con una serie di iniziative tra cui il bando Ritorno al futuro e altri bandi di ricerca. Tutto questo consentirà ai ragazzi di essere vicini al mondo economico e trovare occasione per una collocazione occupazionale degna del proprio iter formativo». Da precisare che si può usufruire delle borse di studio erogate dalla Regione nell’ambito del progetto «Ritorno al Futuro» anche per la frequenza del nuovo master in «Diritto e tecnica doganale Comunitario» presentato ieri.
            L’iniziativa di orientamento della facoltà di Giurisprudenza intende bissare i risultati dello scorso anno. Sono stati circa gli studenti che vi hanno preso parte. Dodici sono state le borse di studio erogate dalla Provincia, venti invece le convenzioni di tirocinio stipulate con istituzioni locali, banche, associazioni di categoria. Un risultato che sembra, quindi, smentire la generale difficoltà con cui il territorio risponde alla richiesta di tirocini che il mondo della formazione chiede di consentire ai giovani in formazione.
            «Laworo» proseguirà nel corso dell’anno accademico col suo programma di incontri. Dal tre febbraio in poi previsti anche incontri con gli accademici dei Lincei. Il primo con Cosimo Damiano Fonseca.

            articolo di Maria Rosaria Gigante
            pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di sabato 23 Gennaio 2010

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            • #21
              Riferimento: RASSEGNA STAMPA

              IL FATTO: E’ OPERATIVO DA IERI
              Sistemi giuridici del Mediterraneo il «debutto» del Dipartimento

              • La ricerca universitaria a Taranto. Ufficialmente operativo da ieri il «Dipartimento jonico in sistemi giuridici del Mediterraneo - Società, culture, economie». Avviato nella sua piena autonomia dal primo gennaio scorso, il Dipartimento ha tenuto ieri il suo primo incontro ufficiale. Si tratta del primo Dipartimento di ricerca dell’Università di Bari ad essere istituito a Taranto (il secondo però di fatto in considerazione dell’altro Dipartimento dell’Ambiente e dello Sviluppo sostenibile del Politecnico di Bari presso la seconda Facoltà di Ingegneria). Usufruirà di risorse appositamente assegnate e che verranno ulteriormente attribuite a ciascun docente afferente, da reperirsi anche attraverso futuri progetti di ricerca. A dirigerlo è il prof. Francesco Mastroberti, docente di Storia del Diritto Italiano, eletto praticamente all’unanimità dai 19 docenti afferenti la nuova struttura. Di origini napoletane, il prof. Mastroberti è da otto anni incardinato a Taranto. Il dipartimento - deliberato dai diversi organi accademici lo scorso anno - sostanzialmente consolida la sinergia tra le due seconde facoltà di Giurisprudenza ed Economia dell’Università di Bari con sede a Taranto. L’avvio delle attività - evidenziano i docenti - significa anche che finalmente, dopo anni di attesa, Taranto non è più solo sede didattica, ma è anche sede di ricerca universitaria.
              Gli spazi messi provvisoriamente a disposizione sono quelli disponibili presso la facoltà di Giurisprudenza, mentre i docenti che hanno optato per il Dipartimento continueranno ad occupare gli spazi utilizzati presso i rispettivi dipartimenti di provenienza. Saranno successivamente assegnati gli spazi ed i locali del palazzo Delli Ponti in Città vecchia nei pressi dell’ex caserma Rossarol.

              articolo di Maria Rosaria Gigante
              pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di sabato 23 Gennaio 2010

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              • #22
                Riferimento: RASSEGNA STAMPA

                LA FIRMA STEFÀNO-PETROCELLI
                La «Rossarol» all’Università pre-intesa Comune-Ateneo

                • Ex caserma Rossarol, si avvicinano i tempi per la definitiva cessione da parte del Comune di Taranto all’Università di Bari. Il sindaco di Taranto, Ippazio Stefàno, ha infatti firmato ieri una pre-intesa con il rettore dell’Università di Bari, Corrado Petrocelli. Ristrutturata dal Comune con fondi Cipe, l’immobile è pronto da tempo ormai a diventare sede del polo universitario umanistico jonico, vale a dire i corsi di laurea della facoltà di Scienze della Formazione, nonché Lettere e la stessa facoltà di Giurisprudenza. L’ex Rossarol avrebbe dovuto già essere consegnata in passato, ma una serie di ostacoli ed il conseguente bisogno di porre rimedio a tali ostacoli - lavori urgenti di consolidamento nei palazzi adiacenti, una cabina elettrica - avevanno portato a fissare la data ultima di consegna al 30 novembre scorso. Nel mese di dicembre sembravano, però, essere nate ulteriori difficoltà. In una dichiarazione alla «Gazzetta», il responsabile amministrativo del polo, Raffaele Elia, aveva detto: «Vanno completati i lavori necessari per ottenere il certificato di agibilità. Nell’addendum da firmare va stabilita la data di consegna delle chiavi e va previsto l’insediamento di un tavolo tecnico per la definizione di alcuni contorni tecnici proprio per ottenere il certificato di agibilità». Di fatto l’incontro per apporre la firma al verbale di consegna dell’immobile era saltato. Quanto era bastato a far pensare che potesse essere nata qualche improvvisa resistenza da parte dell’ateneo barese a prendere in consegna un immobile storico quale quello dell’ex Rossarol. Sospetti che gli studenti con rappresentanze negli organi accademici avevano rilanciato in considerazione del deficit di bilancio registrato dall’ateneo barese e che comporterà una serie di tagli. Ora la situazione pare essersi definitivamente sbloccata.

                articolo di Maria Rosaria Gigante
                pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di sabato 23 Gennaio 2010

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                • #23
                  Riferimento: RASSEGNA STAMPA

                  «Sapere minimo», prova a Economia
                  In assenza del test d’ingresso, la facoltà tarantina testa le conoscenze degli studenti

                  • E’ la prima a Taranto, seconda a livello di Ateneo barese (dopo Agraria), la facoltà di Economia ed amministrazione delle aziende ad aver organizzato e sottoposto le matricole alle prove di verifica sui saperi minimi in ottemperanza alla legge 270. Dovranno farlo in pratica tutti, ma per ora sono stati in pochi ad aver cominciato. Le facoltà dovranno sottoporre le matricole, laddove non c’è numero programmato e quindi test di ingresso, ad una verifica per così dire di base scegliendo in proprio le discipline e soprattutto le conoscenze ritenute indispensabili e propedeutiche allo studio di discipline caratterizzanti il proprio corso di studi. Economia a Taranto ha scelto cultura generale, matematica di base e logica. Le prime prove si sono tenute lunedì 18 gennaio. Su 355 matricole - con un incremento del 12% rispetto al passato, in piena controtendenza con altre facoltà -, in 160 si sono presentate a questo primo appello. A superarlo sono state in 150 (risultati on line sul sito www.economiataranto.uni  ba.it  ), quindi il 93%. «Sono contentissimo di questo risultato», dice il preside Bruno Notarnicola. La prossima tornata per gli altri studenti che non si erano ancora iscritti al test e per chi ripeterà è il prossimo 15 febbraio.
                  In cosa consiste il test? «Abbiamo elaborato 370 domande a risposta multipla - illustra il preside Notarnicola - nell’ambito della cultura generale, la matematica di base e la logica. Le domande con le relative risposte giuste sono on line sul nostro sito. Il giorno della prova vengono selezionate 30 domande e gli studenti hanno 30 minuti di tempo per rispondere. C’è un punteggio a seconda che la risposta sia corretta, sbagliata o non sia stata data. Il punteggio minimo per superare la prova è di 16 punti». Che succede dopo a chi non dovesse superare il test e cosa comporta il mancato superamento? «Intanto chi non dovesse superare subito, può tentare una seconda volta. Chi non dovesse superare del tutto il test acquisisce i cosiddetti Ofa (Obblighi formativi aggiuntivi), che si riscattano sostenendo due degli esami del piano di studi entro settembre del primo anno di corso. Chi non dovesse riuscire neppure a sostenere e superare almeno due esami, dovrà l’anno successivo reiscriversi al primo anno. Questo ha un doppio vantaggio per lo studente e per la facoltà: lo studente non perde tempo e per la facoltà significa avere meno studenti fuori corso che costituiscono una penalizzazione in termini di finanziamenti».

                  articolo di Maria Rosaria Gigante
                  pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di domenica 24 Gennaio 2010

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                  • #24
                    Riferimento: RASSEGNA STAMPA

                    Dispersione scolastica scattano 12 denunce
                    Controlli dei carabinieri a Talsano

                    • I carabinieri della stazione di Talsano in un’operazione contro la dispersione scolastica, hanno denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica 12 persone, genitori ed esercenti la patria potestà di studenti sotto i 16 anni, per inosservanza dell’obbligo dell’istruzione dei minori.
                    Le indagini, avviate in collaborazione con alcuni istituti scolastici, hanno permesso di accertare che non hanno assicurato la frequenza della scuola dell’obbligo ai propri figli.
                    I ragazzi, infatti, fino alla metà di gennaio, hanno collezionato, individualmente, assenze ingiustificate tra 50 e 60 giornate. Gli accertamenti sono stati condotti in collaborazione con i dirigenti scolastici della borgata e continueranno in tutto il capoluogo ionico per l’intero anno scolastico.

                    articolo pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di mercoledì 27 Gennaio 2010

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                    • #25
                      Riferimento: RASSEGNA STAMPA

                      LA PROTESTA PESANTI I RIFLESSI SULL’OCCUPAZIONE PER I TAGLI DECISI A LIVELLO CENTRALE
                      Pulizia nelle scuole lavoratori in agitazione

                      • Pulizia nelle scuole, doppia emergenza. Occupazione a rischio per i 500 lavoratori della ditta Dussmann che ha in appalto il servizio e a rischio anche l’igiene nelle aule che in molti casi i genitori tengono sott’occhio. Cominciano a delinearsi con maggiore evidenza i problemi che si potrebbero avere il prossimo anno con la riduzione annunciata dal Ministero del 25% dei finanziamenti destinati agli appalti esterni delle pulizie. Non era bastato il ridimensionamento negli ultimi anni degli organici del personale Ata, in particolare i collaboratori scolastici. E non era bastato due anni fa anche il taglio del 50% del servizio e delle ore in appalto, taglio che i lavoratori stanno pagando con una cassintegrazione in deroga. Ora l’annuncio di una nuova riduzione.
                      I lavoratori, entrati in stato di agitazione, hanno così cominciato a ridurre le prestazioni al minimo, attenendosi rigidamente a quanto previsto dal capitolato d’appalto. “Dopo soli due giorni le scuole – denuncia la segretaria generale della Flc Cgil, Anna Santoro – sono già in situazione igienica precaria. In alcuni casi i dirigenti hanno proceduto con ordini di servizio nei confronti del personale Ata statale. L’emergenza è doppia: altre centinaia di lavoratori si troveranno senza lavoro, la scuola rischia di non riuscire a provvedere alle minime norme igieniche e di sorveglianza”.
                      Su due fronti contrapposti la battaglia sindacale. Da una parte la Flc Cgil e i confederali, dall’altra i Cobas. “La Flc – annuncia Santoro - ha deciso di impugnare la nota ministeriale del 14 dicembre in sede legale e di chiedere un incontro urgente al Miur”. I toni sono allarmati e preoccupati: “Sono anni che tutto il sistema di istruzione è vittima di tagli dissennati. Se non si cambia strada non c'è futuro”.
                      Preoccupati per il lavoro che verrebbe ancora drasticamente ridotto e per l’inevitabile ricaduta in termini di qualità del servizio ed il rischio legato all’igiene e alla salute dei bambini, i Cobas nei giorni scorsi hanno incontrato il prefetto. “Prendiamo atto – affermano - che il Prefetto ha scritto al Ministero per chiedere la non applicazione della direttiva Gelmini, rappresentando il fatto che già due anni fa a Taranto vi fu un pesantissimo taglio che per i lavoratori significa ancora cassintegrazione in deroga. Proprio per questo la soluzione che viene prospettata, in caso di mantenimento dei tagli, non è accettabile: un aumento della cassintegrazione in deroga per coprire le ulteriori ore di lavoro eventualmente tagliate!” Quindi i Cobas mettono in guardia i lavoratori perché la loro mobilitazione “non sia strumentalizzata. I loro interessi non possono essere confusi con quelli dell’azienda, la Dussmann, che in questi anni ha trovato a Taranto un lauto mercato”.

                      articolo di Maria Rosaria Gigante
                      pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di mercoledì 27 Gennaio 2010

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                      • #26
                        Riferimento: RASSEGNA STAMPA

                        UNIVERSITÀ: Il comitato scientifico ieri ha definito gli scopi del centro di ricerca con indirizzo ambientale
                        Primi vagiti del Polo tecnologico
                        La missione: bonificare Taranto

                        Il Polo tecnologico Magna Grecia punta alla bonifica dell'aria e dell'acqua: così il comitato scientifico riunitosi ieri nella sede dell'Ateneo di Bari ha gettato le prime basi per quello che sarà il cuore della ricerca del territorio ionico.
                        All'incontro prettamente scientifico cui hanno preso parte rappresentanti del mondo universitario, dell'Asl del Cnr e dell'Arpa ne seguirà oggi uno di indirizzo politico a cui prenderanno parte i partner dell'importante progetto (ore 15 in Palazzo di città a Taranto). Dopo che la Regione ha finanziato con un importo di 50 mila euro lo studio di fattibilità, il progetto inizia ad entrare nel vivo. Il polo tecnologico, che avrà sede nel quartiere Paolo VI, sarà un centro di ricerca con indirizzo ambientale che si occuperà di studiare e dare risposte sui temi derivanti dal rapporto tra ecosistema e industria.
                        Il progetto nasce da un protocollo avviato tra Comune, Provincia, Asl, Arpa, Cnr, Politecnico, Università. Lo studio di fattibilità del centro previsto in Area vasta, finanziato dalla Regione con fondi Cipe, è stato affidato al Politecnico ionico, partner dell’iniziativa. Tra i presenti all'incontro di ieri i rettori dell'Ateneo Barese Corrado Petrocelli e del politecnico Nicola Costantino, i presidi delle facoltà tarantine di Giurisprudenza, Antonio Uricchio, e di ingegneria, Gregorio Andria, e i rappresentanti dell'Asl Cosimo Scarnera dell'Arpa Giorgio Assennato e del Cnr Nicola Cardellicchio.
                        Tra i compiti del comitato scientifico, che ieri ha gettato le basi degli obiettivi cui guarda il progetto, vi è stato anche quello di ipotizzare il futuro: ovvero l'opera di bonifica che da qui ad un tempo abbastanza breve si dovrà mettere in atto per decontaminare l'aria, e soprattutto l'acqua e la terra (elementi che maggiormente trattengono agenti inquinanti) di Taranto. Tra le peculiarità del polo tecnologico tarantino vi è sicuramente lo stretto legame che avranno le ricerche di tutte le realtà scientifiche riunite in un unico polo: lavorare sulla formazione dei nuovi ricercatori ma soprattutto sull’innovazione dei processi di bonifica, in special modo dalla diossina, e salvaguardia ambiente . «Dobbiamo già capire da oggi che approccio avere nel futuro con quello che ha lasciato la sostanza inquinante. Quindi oggi pensiamo ad un approccio avanzato: un occhio sul presente per vedere come decontaminare nel futuro» ha spiegato al Corriere il dirigente Spesal Cosimo Scarnera.


                        IL PROGETTO
                        Laboratori e alloggi hi-tec, ecco la città della ricerca

                        Importanti i numeri del progetto del Polo tecnologico: 8.062 mq di laboratori al piano terra; 1.234 mq aule Asl al piano terra; 4.459 mq di uffici al piano primo; 6.074 mq di alloggi per 600 studenti in soluzione doppia e singola su due livelli; 3.566 mq di servizi pubblici (sale teatro-conferenze, sale studio, biblioteca, internet point... etc) e privati (bar, ristorenti, palestre, ..etc) diffusi; 960 posti auto interrati per ‘campus’ e in più 488 posti interrati per le strutture laboratoriali e gli uffici e 311 posti auto sulle strade perimetrali ad uso pubblico per un totale di 1159 posti auto. Tutto circondato da 22.059 mq di verde attrezzato ad uso pubblico. Tutto eco compatibile e ad alto risparmio energetico.
                        Per i progettisti il quartiere Paolo VI si presta più di altri a ospitare il Polo scientifico-tecnologico di Taranto, che così alla pari delle altre città pugliesi, potrebbe dotarsi di un centro di ricerca in grado di essere volano dello sviluppo del tessuto produttivo dell’area ionica. A specificare la bontà della scelta logistica della tecnopolis di Taranto è il progetto. L’alternarsi di aree edificate - spiegano i realizzatori del progetto - ad uso abitativo ed aree totalmente abbandonate e degradate, originariamente destinate a strutture pubbliche e verde attrezzato dello sviluppo edilizio può rivelarsi un punto di forza nell’ipotesi che si voglia “approfittare”, in una visione a lungo termine, di questo “spazio libero”.
                        La Facoltà di Ingegneria del Politecnico di Bari ha mostrato notevoli capacità di crescita creando attorno a sé notevole interesse ed attrattiva fungendo da catalizzatore per la costituzione di una zona di terziario avanzato che rappresenti la base di partenza per lo sviluppo di un polo tecnologico per la Provincia.
                        Nel progetto l’architettura proposta per il Polo tecnologico del quartiere ‘Paolo VI’ di Taranto vuole essere uno spazio urbano “collegato” con le strutture
                        preesistenti del Politecnico e della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche Naturali e lo pone come epicentro generatore di uno spazio urbano e di un’architettura radiale. Il disegno che ne consegue - si legge nel progetto - si presenta così, fluido, snello, e caratterizzato da viali ciclo pedonali che “guardano ” all ’Università. Tale architettura genera degli spazi di tipo 'aperto’ con eterogeneità funzionali (tecnologiche - laboratoriali, residenziali e di servizi commerciali diffusi) atte a fare del Polo Tecnologico un centro attrattore per l’intera provincia di Taranto.


                        articolo di Gianni Svaldi
                        pubblicato sul Corriere del Giorno di Martedì 2 Febbraio 2010
                        Ultima modifica di Plautus; 03/02/2010, 14:53.

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                        • #27
                          Riferimento: RASSEGNA STAMPA

                          L'istituto Liside organizza un corso di informatica gratuito

                          L’Istituto Professionale per i Servizi Sociali “Liside” di Taranto nell’ambito dei Pon organizza due corsi gratuiti sulle tematiche finalizzate al conseguimento della patente europea del computer (Ecdl) e aII’utilizzo delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione, rivolti agli adulti del territorio tarantino.
                          Sono rivolti ai maggiorenni del territorio tarantino; avranno la durata di di 60 ore ciascuno e saranno preceduti da un incontro con il tutor per la rilevazione delle competenze alfabetiche possedute per la creazione di gruppi omogenei. Al termine ai corsisti sarà rilasciato un attestato di partecipazione e un certificato dei crediti formativi riconosciuti. Gli interessati possono ritirare la domanda di partecipazione presso la segreteria dell’lstituto tutti i giorni feriali dalle ore 11 alle ore 12,30 e consegnarla, esclusivamente a mano, entro e non oltre le ore 13 del giorno 15 febbraio, presso l’ufficio di segreteria (sig.ra Fiorenza). Nel caso in cui il numero delle domande pervenute entro i termini fosse superiore a 24 per ciascun corso, sarà effettuata una selezione.

                          articolo pubblicato sul Corriere del Giorno di Martedì 2 Febbraio 2010

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                          • #28
                            Riferimento: RASSEGNA STAMPA

                            LA NOVITÀ: CON LA RIFORMA SONO COINVOLTE LE SECONDARIE DI SECONDO GRADO
                            Provincia taglia le sperimentazioni e rivede tutta l’offerta scolastica

                            • Meno di dieci giorni di tempo per rimodulare dal prossimo anno l’offerta formativa delle scuole secondarie di secondo grado secondo la riforma. E’ il tempo che si è data la Provincia per predisporre una apposita delibera da portare in giunta appunto entro il 10 febbraio. Le novità prevedono un sostanziale snellimento dell’offerta - stop quindi a sperimentazioni varie - articolata in licei, istituti tecnici e istituti professionali (che peraltro perdono il diploma di qualifica triennale che diventa oggetto di percorso professionale gestito dalla Regione). Prevedibile una querelle tra scuole allo scopo di assumere la tipologia definitiva ad esempio di liceo classico, scientifico o linguistico. Insomma, dovrebbe essere definitivamente contenuta la possibilità di trovare più indirizzi nella stessa scuola. La delicatezza dell’operazione è emersa in tutta la sua portata nel corso dell’incontro, presso l’Ufficio scolastico provinciale, in cui il Comitato per la Qualità della Vita ha annunciato il programma di iniziative per celebrare la petizione popolare di 83mila firme con cui agli inizi degli anni Ottanta si chiedeva l’Università a Taranto. Focali, infatti, non sono solo le novità che dal prossimo anno dovranno essere attuate al primo anno della scuola superiore, ma anche le emergenze legate al polo universitario jonico. Si articola in una intera settimana di incontri - definita la Settimana della Conoscenza - l’iniziativa così messa in cantiere dal Comitato. Ad annunciarlo è il presidente Carmine Carlucci. Ma vista l’urgenza del confronto su temi delicati, gli incontri stessi diventano occasione - annuncia a sua volta il vicepresidente della Provincia ed assessore provinciale alla Pubblica istruzione e università, Emanuele Fisicaro - per chiarirsi le idee. Successivamente, nei primi giorni della prossima settimana, proposte condivise dovranno esser messe nero su bianco e la delibera confezionata dalla Provincia andare in giunta per l’approvazione. Sul fronte Università, ciò che è urgente è il confronto sull’accordo di programma tra Università ed Enti locali scaduto da oltre 7 mesi mentre ritorna l’ennesimo stop da parte della Sovrintendenza ai Beni architettonici ai lavori in corso a San Giovanni di Dio (dove dovrebbero andare i corsi di laurea dell’area sanitaria al momento trasferiti in via Deledda).
                            Appuntamenti per discutere di tutto ciò mercoledì 3 (ore 17 presso l’Usp sull’Università), il 4 febbraio (ore 9, istituto Pitagora, i tecnici secondo la riforma), il 5 (ore 9, liceo Quinto Ennio, i licei secondo la riforma), il 6 (ore 9, istituto Liside, sui professionali).



                            LA DENUNCIA - FISICARO: SPESSO TROVO LE SCUOLE IN CONDOMINI O SCANTINATI
                            «Ma il problema sono gli edifici versano in condizioni impossibili»

                            • «Ho ereditato una situazione infrastrutturale insostenibile, ma farò quanto in mio potere per ottimizzarla». L’assessore provinciale al Patrimonio, Pubblica istruzione e Università, Emanuele Fisicaro, commenta così la difficile situazione dell’edilizia scolastica a Taranto e provincia, riferita alle scuole superiori di competenza della stessa Provincia. «Mi duole dirlo, ma quando vado a visitare una scuola, mi ritrovo spesso in un condominio o in uno scantinato. Si tratta quasi sempre di situazioni di emergenza perché mancano le condizioni minime per poter fare lezione» afferma Fisicaro. Poi, facendo i conti in tasca alla Provincia, aggiunge: «La Provincia spende quattro miliardi delle vecchie lire ogni anno per l’affitto di strutture vecchie e fatiscenti».
                            Fisicaro sceglie la platea di un recente convegno organizzato dal suo assessorato provinciale sui problemi scolastici per evidenziare quella che è una grossa emergenza del sistema scuola, la situazione edilizia appunto. In realtà l’iniziativa serve ad affrontare altre questioni: dai bassi livelli di apprendimento all’autonomia scolastica, dal calo della popolazione scolastica ai temi ancor più scottanti della riforma dell’istruzione superiore sin dal prossimo anno con ricadute immediate sulle scelte che gli studenti di terza media dovranno effettuare entro marzo. Non meno urgente l’altrettanto complessa operazione di riassetto della rete scolastica regionale (che quest’anno sta conoscendo un’appendice rispetto agli assetti già determinati dalla Regione a fine dicembre) in sinergia con la riforma. Insomma, un’occasione di confronto sui temi essenziali della scuola al cui «capezzale» corrono amministratori e dirigenti scolastici.
                            Ma l’accento posto dal vicepresidente della Provincia sul tema edilizio è una conferma di una grossa preoccupazione che investe trasversalmente i diversi indirizzi di studio. Qualche giorno prima, recandosi ad incontrare gli studenti dell’istituto professionale Archimede che protestavano per i disagi al plesso Costa (che pure appare come soluzione ottimale tanto da aver spinto la Provincia a ribadire al Comune la richiesta di cessione o la disponibilità all’acquisto), Fisicaro aveva affermato: «Una cosa sia ben chiara: non esistono scuole di serie A e scuole di serie B. I vostri problemi saranno presi in considerazione come quelli di scuole considerate più accorsate».

                            articoli di Maria Rosaria Gigante
                            pubblicati su La Gazzetta del Mezzogiorno di mercoledì 3 Febbraio 2010

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                            • #29
                              Riferimento: RASSEGNA STAMPA

                              LA FORMAZIONE: CONFERENZA STAMPA DEL COMUNE
                              «Abbiamo fatto crescere l’Università»
                              Ma gli studenti LinkUdu ammoniscono: il buco di bilancio dell’Ateneo rischia di creare guai

                              Anni di lavoro e ritardi insieme, ma sta per essere consegnata nella Città vecchia l’ex caserma Rossarol. Già firmato a Bari il verbale di consegna. Andrà infatti all’Università di Bari che vi insedierà il polo umanistico, intendendo per questo la facoltà di Giurisprudenza ed i corsi di laurea in Lettere, Beni Culturali, Scienze della Comunicazione. Giovedì prossimo la vera e propria cerimonia di consegna al rettore Corrado Petrocelli. Ieri, invece, a Palazzo di Città sono stati il sindaco Ezio Stefàno e l’assessore comunale all’Università, Paolo Ciocia, a darne l’annuncio. Ma l’incontro con la stampa è divenuto occasione soprattutto per fare un bilancio degli sforzi e degli impegni che, annunciati in campagna elettorale, l’attuale esecutivo ha voluto dimostrare come siano stati rispettati. «Avevamo detto che avremmo investito in cultura e ricerca, non ci sarebbe stato solo il dissesto e così è stato», dicono gli amministratori. Ma poi soprattutto guardano al futuro e dicono: «Specificità nell’eccellenza: è una scommessa che condividiamo per Taranto».
                              Insomma, prenderà finalmente presto ad animarsi in Città vecchia uno degli immobili storici (avranno spazio anche alcune associazioni culturali) di maggiore prestigio nel panorama italiano e che - dice Ciocia - servirà a dare lustro all’università sviluppatasi a Taranto. Ed a chi ha qualche dubbio che un’invasione di qualche migliaio di persone tra studenti e docenti possa comportare problemi di viabilità, traffico, inquinamento maggiore, ricezione da parte dei servizi presenti, Stefàno replica: «Via di Mezzo sarà presto trasformata in tempi rapidi in parcheggio a pettine. Inoltre, abbiamo lavorato in questi anni perché l’area circostante fosse riconosciuta zona franca con inevitabili vantaggi economici per chi avvierà attività di vario tipo comprese quelle di ristorazione. Inoltre, a proposito di mobilità, sarà cantierizzato entro il 30 giugno il progetto per la metropolitana leggera».
                              Bilanci. Ciocia cita i 100 mila euro che - altra scommessa del sindaco - si è riusciti a mettere a disposizione delle facoltà per 10 (o 20) borse di studio da destinare «ai migliori laureati delle nostre facoltà». Ciocia cita l’accordo stretto con le associazioni dei proprietari per la stipula di contratti concordati di locazione per studenti fuori sede (stimati intorno alle 800 unità), il varo - in controtendenza con la politica dei tagli - di un corso triennale interfacoltà in Scienze e Gestione delle Attività Marittime, il primo dipartimento di ricerca (a Palazzo Delli Ponti) sui Sistemi giuridici del Mediterraneo, l’accordo per i tirocinii formativi che il Comune agevolerà presso i propri uffici, l’istituzione di un fondo bibliotecario per le tesi di laurea, un nuovo ed innovativo modello di orientamento attuato a Giurisprudenza. E ancora: il coinvolgimento del Comune di Taranto nella Conferenza regionale di programmazione del diritto allo studio, la convocazione delle società sportive da convenzionare col Cus. Queste ed altre «conquiste» ancora, in virtù delle quali il Comune rivendica un suo ruolo e protagonismo nell’obiettivo di un radicamento dell’Università nel territorio. Più percorsi, più iniziative, nelle quali il Comune si dice attento soprattutto a coniugare vocazioni, specificità, necessità territoriali.
                              «A cosa guarderemo da domani?» si chiede Ciocia. «Al rinnovo dell’accordo di programma scaduto da un anno ed a portare a Taranto Scienze Umane e Medicina e Scienze della Salute. La futura presenza del San Raffaele sarà occasione di una interessante collaborazione con l’Università di Bari così come già dichiarato dai vertici di Ateneo».
                              Intanto, gli studenti del LinkUduTaranto, ieri presenti a Palazzo di Città, concordano su numerosi punti, ma appaiono preoccupati per i tagli che il buco di 52 milioni nel bilancio dell’Ateneo potrà produrre sull’offerta formativa. Altri corsi - temono - potrebbero subire la stessa sorte di Fisioterapia e Scienze della Moda. Poca chiarezza, inoltre, ci sarebbe stata proprio sull’utilizzo della Rossarol da parte dell’Università di Bari.


                              IERI L’INCONTRO ANNUNCIATI PROGETTI FEDERATIVI CON L’UNIVERSITÀ DI BARI A PARTIRE DAL CAMPO DEI SERVIZI COME LA MENSA E I TRASPORTI. POSSIBILI ANCHE CORSI DI LAUREA
                              «E il Politecnico non abbandona»
                              Il rettore Costantino: restiamo a Taranto ma inevitabili i sacrifici con i provvedimenti Gelmini

                              • Il Politecnico di Bari conferma la sua volontà di rimanere a Taranto. Bari non farà come Torino. Nessun rischio, insomma, per la seconda facoltà di Ingegneria di Taranto, ma non è escluso - anzi altamente probabile - che, dopo la rimodulazione dell’offerta formativa già attuata quest’anno, occorrerà fare ulteriori «sacrifici». Lo impone la nota di indirizzo 160 del ministro Gelmini che ha stabilito una ulteriore stretta sui requisiti minimi (anche in termini di docenti necessari a reggere una facoltà o un corso di laurea) per tenere in piedi facoltà e corsi di laurea. A loro volta, gli Atenei che adotteranno tali requisiti sin dal prossimo anno accademico saranno ritenuti virtuosi e per questo premiati. Insomma, si impone una razionalizzazione delle risorse per non correre il rischio di chiudere battenti nelle sedi decentrate, come del resto già avvenuto al Politecnico di Torino.
                              Si è ragionato di questo a Taranto presso la seconda facoltà di Ingegneria dove ieri si è tenuto un vertice a cui hanno preso parte il rettore Nicola Costantino ed il direttore amministrativo Franco Biraschi del Politecnico, i presidi Gregorio Andria (Ingegneria Taranto), Claudio D’Amato Guerrieri (Architettura Bari) e Antonio Dell’Aquila (Ingegneria Bari), e numerosi docenti.
                              «Venti anni di presenza a Taranto sono la conferma che la scelta operata è stata una felice intuizione e che Taranto merita questa presenza. Noi - dice il rettore Costantino - abbiamo la volontà di rimanere e conservare quello che abbiamo. Certo, dovremo affrontare alcuni problemi per adeguarci alle nuove regole. Non sappiamo in che misura, ma sarà necessario qualche sacrificio. Faremo di tutto per mantenere immutata la nostra presenza. Ma dobbiamo guardare alla situazione complessiva del Politecnico. Secondo una proiezione che abbiamo fatto, in previsione di un adeguamento alla 160, registriamo complessivamente un deficit di 98 docenti. Stiamo, dunque, cercando di affrontare questi problemi in termini complessivi facendo dialogare i presidi tra loro. Taranto potrà sicuramente contare sulla collaborazione con le altre facoltà, premesso che, comunque, dei tagli saranno necessari».
                              Problemi comuni anche con le altre facoltà del territorio dipendenti non dal Politecnico ma dall’Università di Bari. «Con l’Università di Bari ci sono buoni rapporti - aggiunge Costantino -. Stiamo lavorando su progetti federativi. E’ un’ipotesi che stiamo esplorando, ma non sono esclusi corsi di laurea interateneo o, comunque, scambi di docenti in maniera da ottimizzare le risorse presenti. Progetti federativi potranno anche riguardare i servizi, come la mensa o i trasporti».
                              Sistema, sinergia e rete è quello che si fa anche con Università, Cnr e Arpa in vista dello sviluppo del polo scientifico tecnologico in Area vasta, a proposito della quale il rettore dice: «Siamo nella fase delle individuazione delle priorità del territorio».
                              Ma perché, considerate le difficoltà sul tappeto ed al di là dell’evidente ritorno economico per le famiglie, consigliare ad un giovane studente di restare e studiare a Taranto? Replica il rettore: «Perché i nostri laureati sono ai primi posti in Italia per successo occupazionale. Anche coloro che non trovano occupazione in loco, ovunque si inseriscano, vengono accolti benissimo».

                              articoli di Maria Rosaria Gigante
                              pubblicati su La Gazzetta del Mezzogiorno di venerdì 5 Febbraio 2010

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                              • #30
                                Riferimento: RASSEGNA STAMPA

                                Comune versa a Siel 2 milioni, via al progetto di Palazzo degli Uffici
                                Contenzioso chiuso, ora la convenzione

                                •Per Palazzo degli Uffici il Comune chiude il contenzioso pregresso e versa 2 milioni di euro alla Siel, l’impresa che ora dovrà cominciare i lavori di ristrutturazione dell’antico edificio. «Facendo seguito agli impegni presi, il Comune di Taranto, per il tramite dell’Organo straordinario di liquidazione, ha onorato il primo pagamento nei confronti della Siel trovando le necessarie risorse» annuncia in una nota lo stesso Comune. «Si tratta di un importo di 2 milioni di euro più Iva al 20% che è la somma transata per chiudere tutte le attività ed fatti legati alla vicenda anomala per il blocco del cantiere» di piazza della Vittoria. Un risultato positivo che è stato possibile conseguire, annuncia il Comune, «a valle del voto favorevole del Consiglio comunale e della giunta e grazie al lavoro congiunto tra le direzioni Bilancio e Lavori Pubblici (con impegno diretti degli assessori Capriulo e Spalluto ed i dirigenti Perchiazzi e Panunzio) ed il sostegno tecnico del servizio progetti speciali del Comune di Taranto. Inoltre vanno sottolineati il ruolo di massima disponibilità e consulenza tecnica fornito dalla Osl (nell’intero organo composta dai dottori Pazzaglia, Gaudiano e Caricati) nel chiudere rapidamente la vicenda e la disponibilità della stessa impresa Siel ad accettare la somma proposta. Con quest’intesa il Comune onora un altro debito delle gestioni passate, evitando un rischioso contenzioso, e fa un altro importante passo in avanti per la riconsegna del Palazzo degli Uffici alla città. Ora può essere sottoscritta la nuova convenzione e portata a termine la progettazione esecutiva dell’opera per poter riavviare a pieno ritmo lo opere di cantiere entro quest’estate così come previsto dal cronoprogramma».
                                Da rilevare che nelle scorse settimane, prima che in piazza della Vittoria avvenisse la rinaugurazione del cantiere di Palazzo degli Uffici, Siel e Comune definirono una pre-intesa. Ecco i punti centrali: Comune e Provincia di Taranto dovranno contribuire alla realizzazione dell’opera per circa 18 milioni di euro. La somma rimanente (15) sarà coperta dall’impresa che poi sfrutterà economicamente anche gli utili derivanti dalla gestione delle aree presenti all’interno del commerciali. Aree che avranno soprattutto una destinazione commerciale. L’accordo raggiunto, inoltre, prevede un ritorno alle origini sia per la durata del contratto di gestione che per quel che riguarda l’attribuzione delle superfici da assegnare a Comune, Provincia e Siel. In sostanza, si torna a ciò che stabiliva l’originaria convenzione d’uso in quanto sono state respinte le modifiche che la Siel ha chiesto per potersi sedere nuovamente al tavolo delle trattative. Così la durata del contratto ritorna ad essere pari a 36 anni e non più di 44 anni così come la società concessionaria aveva richiesto mentre le superfici vengono così attribuite: 2.870 metri quadrati al Comune e 6.500 al liceo classico «Archita» (e quindi alla Provincia competente per legge alla manutenzione degli istituti scolastici superiori). La superficie che resta a disposizione (circa 9mila-10mila metri quadrati) sarà invece a disposizione della Siel che vi sistemerà le attività commerciali e culturali che comunque non dovranno essere in contrasto con la storia dell’immobile.
                                Nel 2013 (salvo ulteriori ostacoli) il «nuovo» Palazzo degli Uffici potrebbe essere consegnato alla città. Per quanto riguarda i fondi, la Provincia ha già stanziato 8,5 milioni di euro per finanziare la ristrutturazione mentre il Comune accenderà un mutuo per avere a disposizione 11 milioni di euro. Un mutuo trentennale che peserebbe sulle casse comunali per 700mila euro all’anno.

                                articolo pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di domenica 7 Febbraio 2010

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