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Rassegna Stampa 2010

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  • Rassegna Stampa 2010

    «Rossarol», slitta ancora la consegna all’Università

    • Non è bastato neppure questo intero ultimo anno a chiudere definitivamente il capitolo ex caserma Rossarol. Ristrutturata negli anni dal Comune con fondi Cipe, da anni destinata a sede universitaria e in questi termini promessa già a qualche generazione di studenti, l’ex caserma d’età napoleonica, ma anche ex convento San Francesco, sarebbe pronta da tempo ormai a diventare sede del polo universitario umanistico jonico, vale a dire i corsi di laurea della facoltà di Scienze della Formazione, nonché Lettere e la stessa facoltà di Giurisprudenza, quest’ultima da anni ubicata nell’ormai insostenibile sede di via Acton. L’ex Rossarol avrebbe dovuto già essere consegnata in passato, ma una serie di ostacoli ed il conseguente bisogno di porre rimedio a tali ostacoli - lavori urgenti di consolidamento nei palazzi adiacenti, una cabina elettrica - avevanno portato a fissare la data ultima di consegna al 30 novrembre scorso. Ma ora ulteriori ritardi, per così dire burocratici, stanno nuovamente facendo slittare i tempi di consegna mentre è sempre più urgente capire a che punto sono realmente i lavori eseguiti dal Comune e chi, ultimati i lavori, avrà in carico il prestigioso immobile storico in Città vecchia.
    Nonostante gli impegni e le previsioni, il condizionale continua ad essere d’obbligo relativamente all’ipotesi che i presidi possano avere in disponibilità la sede sin dal prossimo semestre e possano così prevedere l’inizio delle lezioni del secondo periodo dell’anno accademico nella nuova sede. Sembrerebbe il classico appuntamento che, atteso da tempo, non si riesce proprio a fissare per ragioni banali. L’appuntamento è tra il sindaco di Taranto, Ippazio Stefàno, e il rettore dell’Università di Bari, Corrado Petrocelli. L’occasione servirà appunto ad apporre una firma al verbale di consegna dell’immobile. «Avevamo fissato tale incontro qualche giorno prima di Natale e non nascondo che ci sarebbe piaciuto festeggiare con questa buona notizia. Poi per indisponibilità sopraggiunta del Rettore, l’appuntamento è saltato ma ancora non conosciamo la nuova data. Senza tema di smentita, ritengo che ogni ulteriore ritardo sia imputabile all’Università» dice l’assessore comunale all’Università, Paolo Ciocia. «Attendiamo di fissare la data in cui il rettore ed il sindaco, liberati da impegni istituzionali, possano apporre la propria firma ad una sorta di addendum all’atto di intesa precedentemente sottoscritto» aggiunge il responsabile amministrativo del Polo universitario jonico, Raffaele Elia. Difficile, comunque, non insinuare il sospetto che ciò che sembra pesare da ambo le parti è proprio la gestione di un immobile di siffatta natura, gestione che include anche ad esempio la guardiania.
    Ma a che punto sono le cose? «Abbiamo chiuso da tempo ciò che era di nostra competenza», dice l’assessore comunale Ciocia. «Abbiamo completato i lavori della cabina elettrica e l’opera di consolidamento sulla postierla Immacolata ed abbiamo anche acquisito i due verbali, uno tecnico e l’altro amministrativo, dalla direzione lavori. Abbiamo inoltre depositato, verificato dal sindaco, il nostro verbale di consegna all’Università».
    Dalla parte dell’Università, invece, Elia afferma: «Vanno completati i lavori necessari per ottenere il certificato di agibilità. Nell’addendum da firmare va stabilita la data di consegna delle chiavi e previsto l’insediamento di un tavolo per la definizione di alcuni contorni tecnici proprio per ottenere il certificato di agibilità».

    articolo di Maria Rosaria Gigante
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di martedì 29 Dicembre 2009

  • #2
    Riferimento: RASSEGNA STAMPA

    LA PROPOSTA: PARLA EMANUELE FISICARO, VICE PRESIDENTE DELL’AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE
    «A Palazzo degli Uffici vada anche il Rettorato»

    • «Ho invitato il Comitato pro Archita a vigilare sui tempi di esecuzione dei lavori nel Palazzo degli Uffici perché siano rispettate le date previste e tutto funzioni secondo il contratto stipulato. Insomma che tutto non sia finalizzato solo alla campagna elettorale».
    Il vicepresidente della Provincia, Emanuele Fisicaro, ha incontrato ieri i docenti del comitato di docenti costituito da qualche mese e ha esortato loro ad essere vigili nell’esecuzione dei lavori di ristrutturazione che saranno presto riavviati a Palazzo degli Uffici dove il liceo Archita ha storicamente la sua sede (attualmente ridimensionata al primo piano dove era allocata in passato la scuola media Capuana). Ma Fisicaro è anche chiaro su un altro punto della delicata questione che riguarda la presenza della Provincia nella ristrutturazione dell’immobile. «Avremo a disposizione 6.500 metri quadri. Serviranno prioritariamente all’Archita, ma questo non significa che quegli spazi saranno solo dell’Archita e basta. Io penso anche ad altre scuole e penso anche alla necessità che una sede del Rettorato trovi dignitosa sistemazione a Palazzo degli Uffici». Poi, stretto dalla morsa della condizione che vede numerose scuole di competenza della Provincia costrette in sedi precarie e per i cui fitti vengono sborsate cifre onerose, Fisicaro annuncia l’altro progetto: «Puntiamo alla sistemazione anche dell’ex Frisini. Il relativo progetto sarà pronto a fine mese. Nella prossima settimana annunceremo come si intende procedere. In ogni caso sarà un project-financing a consentirci di ripristinare un altro storico immobile della città per il quale, nonostante i finanziamenti spesi, non è stato fatto nulla in passato».
    L’amministrazione Florido rimette così in pista il progetto ex Frisini. Era stata già la giunta Rana - la precedente legislatura ancora - ad avviare un primo progetto per ripristinare un edificio immenso su cui si erano appuntati gli occhi di non pochi. Poi sono caduti anni di oblio su una struttura divenuta sempre più fatiscente. Ora Fisicaro dice: «Dobbiamo smetterla con queste scuole spezzatino, frammentate in più sedi e per le quali investiamo grosse cifre per i fitti». Ma è pronto anche ad ammettere che la strada che porta all’idea di ripristinare i vecchi «gioielli di famiglia» è irta di ostacoli. Non sarà facile, insomma. A chi e cosa destinare quella sede? «Sicuramente al Paisiello che merita anch’esso una sede di tutto rispetto. Ma penso anche ad altre sedi di licei esistenti in città. E ritengo che la facoltà di Giurisprudenza debba andare nell’ex Corte d’Appello. Non è pensabile possa trovare adeguata sistemazione nell’ex Rossarol in Città Vecchia viste le dimensioni di quest’ultima struttura».

    articolo di Maria Rosaria Gigante
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di martedì 29 Dicembre 2009

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    • #3
      Riferimento: RASSEGNA STAMPA

      IL COMITATO QUALITA' DELLA VITA
      «Guardia alta sulla riforma, avremo meno corsi di laurea»

      • Sei priorità in campo educativo passando dalla scuola all’università, dalla formazione professionale all’impegno sollecitato alle istituzioni per il lavoro ed i giovani. Più che tempi di bilanci, l’inizio del nuovo anno è ancora una volta per il comitato per la Qualità della Vita tempo di propositi ed impegni chiesti a chi deve costruire opportunità per le nuove generazioni. Per questo, in estrema sintesi, il Comitato - in una lettera aperta del suo presidente Carmine Carlucci - ai firmatari dell’Accordo con l’Università di Bari, ai responsabili del Politecnico e della Lumsa, agli amministratori e parlamentari jonici, al direttore dell’Ufficio scolastico della Regione Puglia e al dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale, chiede la convocazione degli Stati generali della Scuola e dell’Università.
      Per restringere l’attenzione al solo ambito universitario, che è da sempre il tema di maggiore interesse per il Comitato, viene evidenziato che è stata disattesa la verifica lo scorso mese di giugno dell’Accordo per il consolidamento del Polo universitario ionico 2008-2010 in scadenza il prossimo ottobre. E’, dunque, questo uno degli impegni urgenti per il presidente della Provincia, il sindaco di Taranto, Asl, Arpa e Camera di Commercio per le ripercussioni che il processo riformatore potrà avere sul polo universitario dove l’offerta formativa scende da 15 a 9 corsi di laurea per quanto concerne l’Università di Bari e, in diversa misura, per il Politecnico (facoltà di Ingegneria). In ballo anche la recente decisione della Provincia di «uscire dal Cuj» anche se - evidenzia il Comitato - «tale decisione sarà operativa solo a fine 2010». Criticità specifiche: la «cancellazione» del corso di laurea in Fisioterapia (che si aggiunge a quella in Tecniche della riabilitazione psichiatrica), la non definizione della facoltà di Scienze umane e di Medicina e Scienze della salute, la mancata attivazione della mensa a Paolo VI. Ed ancora, interrogativi sono posti sul ruolo del dipartimento giuridico economico appena costituito, sul potenziamento o meno del corso di laurea triennale in Tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro, sulle prospettive per il Centro di eccellenza in ambiente e salute, sulle conseguenze in materia di sedi universitarie (si va dall’utilizzo effettivo dell’ex caserma Rossarol, all’operatività di Palazzo Amati, all’ipotesi mai concretizzata dell’ex Corte d’Appello per Giurisprudenza, alla decisione non troppo condivisa della facoltà di Medicina di trasferire le professioni sanitarie nella struttura di via Deledda, in contrasto con quanto previsto dall’articolo 9 dell’Accordo che prevede il trasferimento dei corsi di laurea della facoltà medica nel padiglione SS Crocifisso (ex ospedale vecchio) in via di riqualificazione strutturale secondo il progetto Sisa-Ta, ex legge 448 del ‘98).
      Alla Regione Puglia, invece, il Comitato chiede il ripristino a Taranto del corso di laurea in Fisioterapia, l’istituzione a Taranto della facoltà di Medicina e la conseguente clinicizzazione dei posti letto necessari, nonché la definizione delle linee di sviluppo delle università pugliesi con il conseguente riconoscimento del polo universitario jonico.

      articolo di Maria Rosaria Gigante
      pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di lunedì 4 Gennaio 2010
      Ultima modifica di Plautus; 07/01/2010, 19:54.

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      • #4
        Riferimento: RASSEGNA STAMPA

        «Senza soldi, guai per noi studenti»
        Pezzuto (Link Udu Taranto): si temono effetti devastanti per il polo jonico

        • Con 52 milioni di euro di deficit calcolati nel bilancio di previsione dell’Università di Bari per il 2010 approvato nei giorni scorsi, il polo universitario jonico potrebbe subire effetti definiti «devastanti». «Si potrebbe andare dall'aumento delle tasse, alla riduzione dei servizi per gli studenti, servizi già poco presenti o del tutto inefficienti, al ritorno ad una riduzione dell'orario di apertura delle biblioteche, all'ulteriore riduzione dei contratti part-time, al taglio a borse di studio e provvidenze agli studenti, ai tagli dei finanziamenti per il miglioramento o la costruzione delle nuove strutture universitarie, oltre che al sottofinanziamento per la didattica e la ricerca»: lo dice Remo Pezzuto, coordinatore provinciale del sindacato studentesco Link UduTaranto. I tagli del 40 % previsti per i servizi agli studenti riguarderanno non solo borse di studio e part-time, ma anche più in generale tutte quelle spese che finanziano tutorati, show card, convenzioni agevolate per il trasporto, tesi all'estero per gli studenti. Insomma, per gli studenti del Link Udutaranto, riuniti ieri sera in assemblea, 52 milioni di disavanzo «equivalgono a una dichiarazione di un vero e proprio stato di emergenza».
        Nella seduta di fine anno in cui il cda dell’ateneo barese approvava il proprio bilancio di previsione col deficit di 52 milioni di euro e la contestuale predisposizione, nell’arco di 90 giorni, di un piano di rientro che non potrà non prevedere l’aumento delle tasse universitarie, il sindacato studentesco, presente in cda con un proprio rappresentante, ha votato contro. Inevitabile ora una mobilitazione studentesca con una petizione al momento on-line e che potrebbe presto trasferirsi nelle aule universitarie. «Gli studenti tarantini saranno ulteriormente penalizzati proprio perché dispongono già di meno servizi rispetto ai coetanei baresi», ribadisce Pezzuto. «Intendiamo affermare la necessità di salvaguardare gli investimenti di bilancio in favore degli studenti, dei servizi, senza toccare le tasse degli studenti. La nostra campagna intende ricordare al rettore e agli organi di governo che gli studenti non sono mere voci di bilancio. Noi - dice - non siamo uno spreco da tagliare».
        Per il sindacato studentesco si comincia davvero ora - a distanza di un anno dalla Finanziaria 2009 e della contestatissima legge 133 - a sentire il peso dei tagli. Peso in parte mitigato nel 2009 dagli aiuti erogati dalla Regione (11 milioni di euro), grazie ai quali ad esempio proprio su input del Link Udu è stato possibile intervenire sui contratti part time per gli studenti ridotti del 50% (da 2 mila a mille) e fatti crescere di 400 unità.

        articolo di Maria Rosaria Gigante
        pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di martedì 5 Gennaio 2010

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        • #5
          Riferimento: RASSEGNA STAMPA

          Aspettando la riforma la Regione non cambia l’assetto delle scuole

          • Riassetto rete scolastica. Nulla di fatto. O quasi. Come era più che prevedibile, la Regione - cui spetta l’ultima parola - ha deciso di non decidere in attesa della riforma. Del resto anche la proposta partita dall’Amministrazione provinciale (che mette insieme le richieste delle scuole e dei Comuni) sembrava voler giocare a boccie ferme. Il prossimo anno, annuncia la giunta regionale nella delibera dello scorso 22 dicembre, si procederà ad un assetto che superi l’irrazionalità del passato ed il mantenimento dell’esistente. Non sarà un’operazione all’insegna del risparmio di spesa, insomma, ma ci saranno scelte di qualità anche basate sulle cospicue somme destinate dal Par-Fas Puglia 2007-2013 all’edilizia scolastica e dal Pon-Fesr «Ambienti per l’apprendimento» 2007-2013.
          Ecco, intanto, cosa ha stabilito la Regione che ha espresso un’unica autorizzazione per Martina consentendo l’aggregazione della sezione staccata dell’Ipsia Archimede all’Istituto Motolese, nonostante il parere contrario dell’Ufficio scolastico regionale (Usr) che temeva con questa operazione un sottodimensionamento dell’Archimede. Autorizzato di fatto anche il solo mantenimento dell’autonomia dell’Istituto d’Arte di Grottaglie per il quale era stato richiesto l’accorpamento con la sezione scientifica del liceo Moscati.
          Nessuna autorizzazione, invece, all’accorpamento della sede staccata di Manduria dell’istituto Mondelli all’istituto Einaudi, e per l’istituzione di una sezione staccata a Martina dell’Istituto per Servizi alberghieri e ristorazione di Crispiano.
          Congelato tutto il resto. Niente da fare per l’attivazione di nuovi corsi ad indirizzo grafica e comunicazione agraria e agrituristica per l’Einaudi di Manduria, per tutte le richieste di riconversione dei vecchi in nuovi indirizzi da parte dell’Istituto tecnico Maria Pia di Taranto (per alcune di queste pendeva anche il parere negativo dell’Usr in quanto difformi dalle prescrizioni contenute nell’atto di indirizzo della Regione Puglia), per le trasformazioni in liceo scientifico e in istituto tecnico ad indirizzo Trasporti e logistica presentate dall’Istituto Del Prete di Sava. Bocciate anche le proposte di istituzione di una sezione classica del liceo Vico di Laterza o del liceo Flacco di Castellaneta a Ginosa (parere negativo anche dell’Usr in quanto un indirizzo classico è presente a Castellaneta e per la mancata assunzione di oneri da parte della Provincia), di un’ulteriore istituzione a Torricella di una sezione staccata ad indirizzo professionale per l’agricoltura dell’Istituto Mediterraneo di Leporano e a Lizzano di una sezione staccata dell’Itis Del Prete di Sava. Ulteriore proposta congelata quella di istituire una sezione staccata ad indirizzo Aereonautico del Righi di Taranto presso l’Istituto professionale Falcone di San Marzano (per l’Usr si tratta anche di diverse tipologie di istituti e manca l’assunzione di oneri da parte della Provincia). Infine, c’è la presa d’atto della regione per la conferma degli indirizzi esistenti nei Licei Aristosseno e Lisippo di Taranto.
          Per quanto attiene, invece, le scuole primarie e le secondarie di primo grado, l’unica autorizzazione regionale, sulla scorta anche del parere favorevole dell’Usr, riguarda la proposta avanzata da Comune di Ginosa di disaggregazione e riaggregazione dei plessi San Giovanni Bosco, Radice, Carducci, Lorenzini e Deledda, nonché dei plessi Calò, Morandi, Giovanni Paolo II. Presa d’atto per tutte le altre proposte di mantenimento degli attuali assetti. Stessa cosa aveva fatto l’Usr, ad eccezione della mancata condivisione della delibera del Comune di Taranto in quanto ben sette scuole (Lorenzini, Acanfora, Battisti, Leonida, Bettolo, Galilei, Foscolo) risultano sottodimensionate.

          articolo di Maria Rosaria Gigante
          pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di mercoledì 6 Gennaio 2010

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          • #6
            Riferimento: RASSEGNA STAMPA

            L’INIZIATIVA: SCENDONO IN CAMPO GLI STUDENTI DEL LINK UDU TARANTO DOPO UN’ASSEMBLEA
            No ai tagli dell’Università c’è anche una fotopetizione

            • No ai tagli previsti dei servizi universitari ed all’aumento delle tasse universitarie nelle facoltà dell’Ateneo barese. Gli studenti del sindacato studentesco del Link Udutaranto riuniti l’altra sera in coordinamento lanciano la fotopetizione. Non sarà solo on line, ma direttamente nelle aule universitarie. Hanno deciso di protestare in questo modo nelle aule delle Facoltà di Lettere, Giurisprudenza e Scienze Matematiche e Fisiche, dove sono presenti con le proprie rappresentanze, nella settimana dall’11 al 17 gennaio. Poi, subito dopo il 20 gennaio, la protesta si trasferirà anche nelle altre sedi universitarie. Insomma, gli studenti ci mettono la faccia per dire no ai tagli conseguenti ad un bilancio di previsione per il 2010 che prevede 52 milioni di euro di deficit.
            Gli universitari tarantini cominciano a prendere di petto la situazione conseguente all’approvazione del bilancio di previsione dei giorni scorsi da parte del cda dell’ateneo barese che, proprio in presenza di quel deficit, anche conseguente alla riduzione di risorse rinvenienti dalle rimesse governative, potrebbe comportare per il polo universitario effetti «devastanti». Gli studenti, infatti, ipotizzano non solo l’aumento delle tasse, ma anche la riduzione di servizi peraltro già poco presenti a Taranto, ed altro ancora come il ritorno ad una riduzione dell'orario di apertura delle biblioteche, all'ulteriore riduzione dei contratti part-time, al taglio a borse di studio e provvidenze agli studenti, ai tagli dei finanziamenti per il miglioramento o la costruzione delle nuove strutture universitarie, un sottofinanziamento per la didattica e la ricerca.
            Nell’immediato, intanto, pongono altre due grosse questioni. La prima: sono numerosi i disagi per gli studenti dei corsi di laurea delle professioni sanitarie che svolgono tirocinio in ospedale e lezioni teoriche, per la prima volta quest’anno, presso la struttura di via Grazia Deledda. Ai disagi si è cercato di ovviare, anche su proposta del Link Udu, con l’attivazione di una navetta. Cosa per la quale avevano registrato l’ok da parte dell’Università, ma non ancora la disponibilità da parte dell’Amministrazione comunale che dovrebbe mettere a disposizione un mezzo dell’Amat.
            Secondo motivo di preoccupazione: di mese in mese viene rinviata la consegna dell’ex Rossarol dal Comune all’Università. I lavori, stando alle dichiarazioni del Comune, sono ultimati. Gli studenti temono, insomma, che considerati i tagli e il deficit previsto l’Università non voglia più gestire quella struttura.

            articolo di Maria Rosaria Gigante
            pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di mercoledì 6 Gennaio 2010

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            • #7
              Riferimento: RASSEGNA STAMPA

              IL RAID: LA POLIZIA STA INDAGANDO SU UN EPISODIO AVVENUTO LA NOTTE DELL’EPIFANIA IN VIA ACTON
              Vandali in azione danni a Giurisprudenza

              • Sono entrati in azione nel cuore della notte ed hanno agito senza che nessuno potesse disturbarli. I vandali hanno danneggiato la sede della facoltà di Giurisprudenza di Taranto. Dopo aver messo a soqquadro un’ aula e aver infranto lo schermo di un televisore al plasma, i teppisti sono riusciti ad entrare nel locale adibito a centralino scaraventando a terra il risponditore telefonico. Ad accorgersi del raid notturno dei vandali è stato, ieri mattina, il custode della stessa facoltà di via Acton. L’uomo ha immediatamente avvisato del fatto la polizia. Gli agenti della Squadra Volante, giunti sul posto, hanno avviato le indagini. I poliziotti hanno accertato che i teppisti sono riusciti ad entrare nell’aula dopo aver forzato un ingresso secondario della struttura. Sul posto, per i rilievi tecnici, hanno operato anche gli agenti della sezione Scientifica. Si cercano possibili tracce lasciate dalla banda durante il raid.
              I poliziotti avrebbero raccolto alcuni campioni che saranno analizzati nei prossimi giorni.
              Il sindacato studentesco «Link udutaranto», nei suoi rappresentanti di Lettere e Filosofia ha stigmatizzato l’accaduto. «Ciò che più preoccupa - si legge in una nota inviata alla stampa -, è che questa non è la prima volta che si verifica un fatto del genere. È evidente la facilità con cui si riesce ad accedere alla struttura». I rappresentanti degli studenti hanno chiesto ai responsabili della facoltà di «prendere provvedimenti seri che impediscano che episodi del genere possano verificarsi in futuro».

              articolo pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di venerdì 8 Gennaio 2010

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              • #8
                Riferimento: RASSEGNA STAMPA

                LA PROTESTA: FOTOPETIZIONE
                Universitari contro i tagli dei servizi

                • Il sindacato studentesco Link Udu Taranto avvia la protesta «Io non sono uno spreco. Studenti non voci di bilancio». Si tratta di «una campagna informativa che coinvolge tutti gli studenti tarantini con una foto petizione». La protesta coinvolge oggi e domani la sede di via Acton, con i gruppi di Giurisprudenza e Lettere, «poi continuerà nella sede che ospita la seconda facoltà di Scienze» e negli altri corsi di laurea. In questo modo il sindacato vuole denunciare «i tagli previsti ai servizi degli studenti a causa dei 52 milioni di euro di buco che caratterizza le casse dell’Università degli studi di Bari. Il profondo rosso che ci circonda produce il taglio del 40% dei più importanti capitoli relativi alla comunità studentesca. Il suo ammontare è esattamente di 12 milioni di euro e va ad inficiare servizi come i contratti per i part-time, le attività culturali, le provvidenze agli studenti, i servizi garantiti dal fondo 390 come i buoni libro, il servizio di show card etc. A ciò si aggiungono altri tagli al fondo per il miglioramento della didattica, agli assegni alla ricerca e al sostegno alle biblioteche. Nel piano di rientro presentato dal Rettore, si parla espressamente di “modifica del regolamento per la determinazione delle tasse e contributi”,e quindi un aumento della contribuzione per il miglioramento dei servizi. Ci chiediamo però - dice Link Udu Taranto - come l’aumento delle tasse e il miglioramento dei servizi si possa coniugare con la riduzione dei capitoli che garantiscono i servizi agli studenti. Ci chiediamo anche quale futuro avrà la realtà universitaria tarantina, dove questi servizi risultano già assenti o del tutto inefficienti? Inoltre, verranno terminate le costruzioni o le ristrutturazioni delle sedi universitarie del Polo jonico?»
                A tal proposito Link Udu Taranto si dice preoccupato del fatto che «il piano di rientro prevede anche la vendita di immobili».

                articolo pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di lunedì 11 Gennaio 2010

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                • #9
                  Riferimento: RASSEGNA STAMPA

                  «Non affossate l’Università»
                  È partita ieri da Giurisprudenza la fotopetizione lanciata da Link Udu Taranto

                  • Al via da ieri presso la facoltà di Giurisprudenza la protesta con foto petizione (che sarà portata anche in altre sedi universitarie) «Io non sono uno spreco. Studenti non voci di bilancio». La protesta è organizzata dal sindacato studentesco Link Udutaranto che denuncia i tagli previsti ai servizi degli studenti, a causa dei 52 milioni di euro di buco che caratterizza le casse dell’Università di Bari. Il «profondo rosso» che ci circonda, dicono gli studenti, produce il taglio del 40 % dei più importanti capitoli relativi alla comunità studentesca. Il suo ammontare è esattamente di 12 milioni di euro e va ad inficiare servizi come i contratti per i part-time, le attività culturali, le provvidenze agli studenti, i servizi garantiti dal fondo 390 come i buoni libro, il servizio di show card ed altro ancora. A ciò si aggiungono altri tagli al fondo per il miglioramento della didattica, agli assegni alla ricerca e al sostegno alle biblioteche. Nel piano di rientro presentato dal Rettore, si parla espressamente di «modifica del regolamento per la determinazione delle tasse e contributi», e quindi un aumento della contribuzione per il miglioramento dei servizi. Gli studenti sono dunque preoccupati per il futuro della realtà universitaria tarantina a causa di servizi già assenti o inefficienti e delle costruzioni o ristrutturazioni di sedi ancora da completare.

                  articolo di Maria Rosaria Gigante
                  pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di martedì 12 Gennaio 2010

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                  • #10
                    Riferimento: RASSEGNA STAMPA

                    IL CASO: RISULTAVA MALATO MA GESTIVA I SUOI CINQUE NEGOZI
                    Prof assenteista rinviato a giudizio

                    • Non andava a lavorare per seguire le attività di famiglia. Il giudice per le indagini preliminari Valeria Ingenito ha rinviato a giudizio Corrado Pellegrino, professore di filosofia in un noto liceo tarantino, accusato di truffa aggravata ai danni dello Stato.
                    Stando a quanto accertato dalla Guardia di Finanza, il docente, grazie ad una serie di certificati, ottenuti dal suo medico di famiglia, nei registri dei professori risultava sempre assente. Era ben presente, ogni giorno, invece, nei cinque negozi che la sua famiglia gestisce in città. A qualcuno, però, la cosa non è andata giù e la pulce è arrivata all’orecchio della guardia di finanza. Gli uomini del Gruppo, diretti dal tenente colonnello Cosimo D’Elia, lo pedinarono, controllarono e inseguirono per oltre tre mesi. Si finsero addirittura clienti della profumeria - uno dei negozi di famiglia - ed acquistarono merce pur di cogliere l’insegnante con le mani nel sacco. Gli investigatori hanno così raccolto una serie di prove che hanno praticamente inchiodato il professore. Stando a quanto riferito, infatti, l’uomo, invece di occuparsi dei suoi studenti, ogni mattina si recava nei negozi per sbrigare le normali attività del commerciante. Tutte le attività, erano intestate a congiunti del professore.
                    Tra gli elementi raccolti dalle fiamme gialle, anche le testimonianze dei commessi impiegati nei negozi, testimonianze dalle quali emerge che la presenza dell’insegnante nei negozi non era certo un fatto episodico.
                    Ieri mattina la posizione di Corrado Pellegrino è finita all’attenzione del gup Valeria Ingenito, che, letti gli atti, lo ha rinviato a giudizio. Il processo nei suoi confronti inizierà il prossimo 3 marzo.

                    articolo di Mimmo Mazza
                    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di mercoledì 13 Gennaio 2010

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                    • #11
                      Riferimento: RASSEGNA STAMPA

                      LA SENTENZA: IL SINDACATO SNALS: ORA STOP ALLE ILLEGITTIMITÀ
                      «Atti antisindacali» condannata la preside del liceo Battaglini

                      • «Antisindacalità delle condotte poste in essere dal liceo scientifico di Stato Battaglini di Taranto. E’ quanto è stato decretato (ex art. 28 legge 300/70) dalla sezione lavoro del Tribunale di Taranto nei giorni scorsi. Nel decreto del giudice del lavoro, inoltre, si legge che il ministro dell’Istruzione è condannato anche alla rifusione delle spese». A darne notizia è la segretaria provinciale dello Snals, Elvira Serafini, che per conto del proprio sindacato, assistita dall’avvocato Michele D’Onchia, aveva promosso il ricorso ex art. 28. Nel ricorso si contestava appunto la mancata osservanza delle norme contrattuali da parte del dirigente scolastico del liceo scientifico Battaglini di Taranto, Gabriela Busato, e in particolare la violazione dell’art. 6 del contratto in materia di contrattazione d’istituto.
                      «Il decreto del giudice del lavoro - spiega Serafini - legittima l’azione dell’organizzazione sindacale a tutela delle aspettative del personale scolastico, in particolare le attività retribuite con il fondo d’istituto, e più in generale l’utilizzo delle risorse. Per queste attività non può essere disatteso il principio d’informazione e, conseguentemente, deve ritenersi accertata la violazione da parte del Battaglini proprio del diritto di informazione disciplinata dal contratto di lavoro. Auspichiamo che in attuazione del decreto del giudice vengano a cessare “i comportamenti illegittimi con la rimozione degli effetti da parte dell’ amministrazione scolastica».

                      articolo di Maria Rosaria Gigante
                      pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di giovedì 14 Gennaio 2010

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                      • #12
                        Riferimento: RASSEGNA STAMPA

                        Educazione alla legalità: i magistrati nelle scuole
                        Progetto alla «Vittorino da Feltre». E venerdì iniziativa a Palazzo di Giustizia

                        • E’ stato il dottor Enrico Bruschi, sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Taranto, il testimonial del progetto «Scuola e legalità» avviato al liceo pedagogico “Vittorino Da Feltre” e affidato alla supervisione e coordinamento della docente di diritto Cinzia Serrani.
                        All’iniziativa, che si rinnova anche quest’anno con la collaborazione dell’Uf ficio scolastico provinciale di Taranto e dell’Associazione Nazionale Magistrati, aderiscono una decina di istituti scolastici ionici, ognuno chiamato a sviluppare una tematica specifica anche dal punto di vista pratico.
                        L’obiettivo è quello di avvicinare i più giovani alle istituzioni, chiarendone compiti e funzioni, e di mostrare la vicinanza di queste al cittadino comune.
                        L’aspetto più originale è rappresentato dalla simulazione di un processo penale, in programma il prossimo 22 gennaio, in cui gli studenti si divideranno i ruoli per comprendere al meglio le dinamiche e le fasi di un procedimento che è rappresentativo del modo in cui un Paese attribuisce un valore ai comportamenti errati, in quanto contrari alla legge, di alcuni dei suoi cittadini e di come decide di intervenire per evitare il caos e prevenire gli illeciti. Il Vittorino Da Feltre ha scelto di simulare un processo derivante dal reato di furto. La fattispecie da approfondire riguarderà il furto di un ciclomotere negli spazi scolastici.
                        Il progetto è stato discusso ieri nell’aula magna del Vittorino Da Feltre, alla presenza del dirigente scolastico Giovangualberto Carducci e della professoressa Serrani, che hanno introdotto agli studenti la relazione del dottor Bruschi. Una relazione molto articolata e incentrata su temi di stretta attualità, come la separazione dei poteri, la prescrizione dei reati, l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, al centro del dibattito politico. Parte dell’intervento del magistrato ha riguardato anche la funzione riabilitativa della pena, l’odiosa e inaccettabile persistenza della pena di morte nel mondo, l’ergastolo e le misure alternative alla detenzione, considerate come la vera, grande scommessa di un sistema garantista che sia ossequioso del dettato costituzionale.
                        « L’attenzione prestata a questi temi, già trattati in passato grazie anche alla proficua collaborazione con l’Arma dei Carabinieri, non appare mai troppa» ha commentato il presidente Carducci, «considerando che la legalità è e deve essere sempre considerata dai giovani un valore protante della società civile di cui fanno parte».
                        La sezione di Taranto dell’Associazione nazionale magistrati sempre nel solco dei progetti per la legalità di svolgere con la collaborazione degli istituti scolastici, ha promosso per venerdì prossimo, 22 gennaio, una giornata di incontro con gli studenti che si svolgerà a palazzo di giustizia. Il programma messo a punto dal dottor Maurizio Carbone e dal dottor Pompeo Carriere, responsabili della sezione di Taranto dell’Anm, prevede una visita guidata tra gli uffici giudiziari dell’immobile di via Marche e poi la celebrazione, nell’aula Alessandrini, di un processo simulato, alla presenza del procuratore capo Franco Sebastio e del presidente del tribunale Antonio Morelli, su vicende di stretta attualità per i più giovani come ad esempio il furto di un telefono cellulare.

                        articolo di Sabrina Esposito
                        pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di domenica 17 Gennaio 2010

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                        • #13
                          Riferimento: RASSEGNA STAMPA

                          «Luce e acqua erogati a singhiozzo, al freddo le nostre aule»
                          Archimede, studenti occupano il plesso Costa

                          • Niente riscaldamenti, impianto elettrico frequentemente in tilt con conseguente blocco anche dell’erogazione idrica. Grossi disagi per gli studenti delle sezioni dell’istituto professionale Archimede allocate al plesso Costa, di proprietà comunale e dal Comune ceduto temporaneamente alla Provincia che ha competenza sugli istituti superiori. Così, dopo aver incontrato l’altro ieri l’assessore provinciale ai Lavori pubblici, Costanzo Carrieri, da ieri gli studenti hanno deciso di occupare quelle aule. Non che si tratti di problemi del tutto irrisolvibili: la Provincia sta provvedendo a chiedere le autorizzazioni al Comune per procedere con gli interventi necessari al ripristino degli impianti ormai obsoleti. Il problema più rilevante investe in realtà il futuro stesso di quel plesso. Gli studenti delle 11 classi dell’indirizzo Moda, che già dallo scorso anno utilizzano le aule del primo piano, ai quali si sono aggiunti dall’inizio di quest’anno gli studenti delle 6 classi dell’indirizzo Meccanica che utilizzano le aule del piano terra, vorrebbero garanzie per gli anni a venire. In realtà quella struttura - già scuola elementare, già sede della scuola Martellotta, già destinata a Centro territoriale per l’impiego, ed ora in temporanea concessione all’Archimede - è oggetto di un nuovo progetto del Comune. Con una delibera dello scorso 3 dicembre, richiamandosi alla necessità di rientrare nelle spese passive dei fitti attraverso il ripristino di sedi di sua proprietà, la giunta comunale ha infatti deciso che quella sarà la sede del Comando dei Vigili urbani, attualmente dislocati nei locali Inpdap della Beni Stabili. Insomma, per il plesso Costa si profila una nuova querelle tra il Comune, che intende tornare in pieno possesso di una sua struttura, e una scuola che, pur di competenza della Provincia, vede nel Costa un’espansione naturale della sede centrale situata lì di fronte. Potrebbe crearsi - è l’auspicio - un’isola scolastica più comoda e funzionale dove trasferire, in ulteriori locali disponibili, anche le classi attualmente ubicate nel più distante plesso Codignola. Una soluzione da dare in pieno accordo tra amministrazioni, richiesta lo scorso anno dalla scuola - rileva la dirigente Rosa D’Onofrio - ed ultimamente sollecitata anche dal consiglio di istituto dell’Archimede.
                          «Capisco che quella del Costa sarebbe la soluzione migliore per i problemi dell’Archimede, ma gli intendimenti degli enti locali vanno rispettati», commenta a sua volta l’assessore Carrieri, amareggiato due volte. La prima perché, nonostante i ragionamenti già fatti col Comune («siamo disponibili ad acquistare quell’immobile comunale o a provvedere ad uno scambio con altro immobile», dice Carrieri), la risposta del Comune dello scorso 3 dicembre è inequivocabile. La seconda perché, nonostante le risorse economiche per mettere a norma una scuola (la sede centrale) abbandonata da anni e gli interventi messi in cantiere per risolvere le ultime emergenze del plesso Costa, gli studenti hanno deciso la linea dura. Questi ultimi a loro volta non intendono mollare e chiedono a gran voce di poter parlare col sindaco Ezio Stefàno. «Lo conosciamo come persona particolarmente sensibile alle questioni della comunità scolastica - dicono -. Ecco, vorremmo fargli vedere concretamente come la nostra scuola da sempre in condizioni precarie potrebbe risolvere numerosi problemi grazie al plesso Costa».

                          articolo di Maria Rosaria Gigante
                          pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di sabato 16 Gennaio 2010

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                          • #14
                            Riferimento: RASSEGNA STAMPA

                            22mila in 2 giorni su Facebook a favore del classico
                            Una ragazza dell’Archita crea un gruppo aderiscono in massa da ogni parte d’Italia scommessa lanciata dalla studentessa

                            Generazione Facebook. Sono nati col web alle spalle, per loro i social network sono «naturali» come per i nati negli anni ‘50 la tv, che per i loro genitori restava invece fonte di meraviglia... E con Facebook fanno di tutto. Come una studentessa dell’Archita, Valentina Fornaro, 18enne, che ha creato quasi per gioco un gruppo, sei uno studente del liceo classico se..., che in poche ore è arrivato a 15mila iscritti e in meno di due giorni ha superato i 22mila!...
                            «Tutto è nato racconta Valentina - da una scommessa con un amico dello scientifico, che mi diceva "il classico non va più di moda!". Ho deciso di verificare l'affermazione creando un gruppo nel quale condividevo le mie esperienze da liceale. Bene, dopo nemmeno 2 ore ho visto la forte affluenza dei ragazzi che si iscrivevano e lasciavano messaggi in bacheca descrivendo le loro esperienze giornaliere, in cui anche io molto spesso mi ritrovo. Posso dire di aver vinto la scommessa». Ma come hai fatto, da Taranto, ad avere così velocemente un numero così alto di adesioni, da ogni parte? «Alla fine si sa com’è fb, anche i gruppi più stupidi riescono a fare il giro del mondo, figurarsi un gruppo simpatico e che accomuna un gran numero di persone». Cosa credi che renda il classico «speciale»? «il liceo classico potenzia quei valori di humanitas comuni a tutte le civiltà, e, come diceva Nietzsche, "i Greci, come gli aurighi, hanno nelle loro mani le redini non di una civiltà, ma di tutte le civiltà"». Il logo del gruppo - al quale sono iscritti anche molti ex - è il ritratto di Platone, dalla «Scuola di Atene» di Raffaello. Fra gli spiritosi motivi per aderire al gruppo, «ti sentirai sempre superiore ad uno dello scientifico perché fai Greco (anche se poi ti rendi conto che anche tu ne faresti seriamente a meno); non capirai mai la Matematica per partito preso, perché sei del classico; dici iubris al posto di tracotanza». E forse un gruppo così (giocoso, ma non solo) poteva nascere solo all’Archita, che vanta finanche un gruppo di affezionati ex, quelli dell’Archita... olim, creato da Elvira Scarlino, ed uno di ex attori scolastici, Architeatro. Ma un successo come quello di Valentina era imprevedibile..

                            articolo di Giuseppe Mazzarino
                            pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di sabato 16 Gennaio 2010

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                            • #15
                              Riferimento: RASSEGNA STAMPA

                              IL SOPRALLUOGO: Verifica diretta di Fisicaro all'Archimede «giovedì un vertice»
                              «Come si fa a chiamarla scuola»


                              «Convocherò per giovedì mattina alle 10 un tavolo tecnico a cui parteciperanno gli assessori comunali e provinciali competenti, il sindaco, il presidente della circoscrizione e la ditta di manutenzione per risolvere le due importanti questioni. La riunione si svolgerà qui per farvi sentire ciò che si deciderà».
                              L'assessore provinciale al Patrimonio Emanuele Fisicaro è stato chiaro con i ragazzi dell'istituto professionale “Archimede” che da venerdì scorso hanno occupato una delle tre sedi scolastiche, la ex scuola elementare “Mario Costa”, per protestare contro gli enormi disagi che vivono quotidianamente.
                              Anche il vicepresidente della Provincia, ieri mattina, si è reso conto della situazione dopo un breve sopralluogo.
                              «Mancano – ha detto Fisicaro - i requisiti minimi di vivibilità per essere chiamata scuola. Mancano l'elettricità, il riscaldamento e l'acqua calda. Duecentoventi ragazzi non possono vivere in queste condizioni».
                              Parole dure per descrivere una situazione difficile. Sul tavolo istituzionale sono due i problemi: ristabilire i servizi essenziali per gli studenti con un costo che dovrebbe aggirarsi intorno ai trecentomila euro e stabilire con certezza il futuro dell'immobile che, da settembre, dovrebbe diventare la nuova sede della Polizia Municipale. Le due situazioni si intrecciano in un unico nodo: l'immobile è di proprietà del Comune ma la competenza spetta all'amministrazione provinciale, come tutti gli istituti superiori. Gli studenti sono senza servizi primari da due settimane e, da giovedì scorso, hanno chiesto risposte certe alle istituzioni ma, ad oggi, c'è stato solo un rimbalzo di competenze che non permette di arrivare alla soluzione sperata.
                              «Sono qui – ha continuato il vicepresidente rivolto ai ragazzi – per portarvi la mia solidarietà. Farò una lettera aperta al sindaco per verificare la possibilità di uno scambio: cedere l'intera struttura dell'istituto Cotignola al Comune per farvi rimanere in questa scuola e realizzare un vero e proprio polo scientifico con la sede di fronte».
                              La prospettiva futura, se non si dovesse arrivare al compromesso proposto da Fisicaro, sarebbe quella di spostare gli studenti in vari immobili e realizzare un «istituto professionale spezzatino».
                              Anche il corpo docente, per bocca del professor Francesco Festa, ha chiesto «un'iniziativa forte e trasparente per sbrogliare la matassa».
                              Il vicepresidente ha assicurato che nei prossimi giorni qualcosa cambierà perchè si deve realizzare una scuola degna di questo nome.

                              articolo di Luca Caretta
                              pubblicato su Il Corriere del Giorno di martedì 19 Gennaio 2010

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