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Rassegna Stampa 2011

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  • #76
    In Facoltà ancora disagi

    UNIVERSITÀ NEL BORGO ANTICO: AGGIUSTIAMOLA
    In Facoltà ancora disagi

    Gli studenti tarantini denunciano disagi, malfunzionamenti e violazioni delle norme di sicurezza in riferimento al Convento di San Francesco, luogo tanto atteso quanto suggestivo, che da settembre ospita la II Facoltà di Giurisprudenza e i Corsi di Laurea di Lettere e Scienze della Formazione. Atteso proprio perché gli studenti in questione prima erano tutti stipati in via Acton, lungamente lasciati sospesi affinché, prima del loro trasferimento nella nuova sede, tutto fosse “pronto”. A trasferimento avvenuto, è stato subito chiaro: bisognava confrontarsi con il dato di fatto che di “pronto” c’era un certo bell’aspetto, ma a loro, gli studenti, occorreva ancora altro. Ad oggi continuano a discutere sull’opportunità di far intervenire i Vigili del Fuoco, perché, di contro, temono di essere privati della loro nuova sede, date le numerose violazioni della normativa sulla sicurezza. Fra le voci dell’elenco delle cose che certamente andavano risolte - controllate - valutate e perfezionate prima, risalta lo stato attuale delle porte antincendio – che dopo pochi mesi sono pericolanti, l’assenza degli estintori, la mancanza della luce nei bagni, così come la possibilità di chiudere le porte con i chiavistelli, pezzi di intonaco pregni d’acqua che hanno ceduto staccandosi dal soffitto date le infiltrazioni di pioggia, residui che come è possibile vedere nella foto, una volta caduti restano lì, umidi e a terra. Gli studenti, inoltre, sono ancora in attesa della linea telefonica, e quindi con loro anche il personale di segreteria. Niente linea, niente internet, quindi nessuna possibilità di caricare in rete le informazioni circa calendari d’esame, orari di ricevimento, programmi o altro, nessuna possibilità di farlo via telefono.
    Lo scorso 25 ottobre abbiamo visitato il Convento di San Francesco, e con una rappresentanza dell’associazione studentesca che ogni giorno vive la struttura, registrato lo scarso numero di sedie nelle aule, lo stato dei banchi -che in parte sono quelli trasferiti dalle precedenti aule, la mancanza di una sala per le audio- video proiezioni e di un impianto audio, l’assenza delle luci nella sala lettura e dell’antiscivolo sui gradini delle scale.
    I ragazzi oscillano tra la volontà di non demolire ulteriormente lo stato delle cose con vari allarmismi o sentimenti tragici e disfattisti, e quella che invece impone l’esigenza di veder “aggiustare il tiro”. Di vedere le cose “fatte bene”, una volta tanto. Buona la prima mossa, fatta dai piani alti, dagli enti competenti e da chi amministra città e università: nel borgo antico adesso c’è nuova vita. Solo che, signori, anche la seconda mossa spetta a voi: sistemate quello che i nostri studenti denunciano, perché poche altre cose sono peggiori della rovina anticipata di una grande aspettativa o del fallimento rapido di un ottimo obiettivo.

    articolo di Gi. Ci.
    pubblicato su Taranto Oggi di Mercoledì 30 Novembre 2011

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    • #77
      Il rettore Petrocelli: “Qui abbiamo tagliato meno”

      “Qui abbiamo tagliato meno”
      Il rettore Petrocelli: solo 2 corsi sui 24 che ha ridimensionato l'Ateneo

      Uscire dal ricatto austerità, contenimento della spesa, tagli indispensabili. Il rettore dell'Università di Bari, Corrado Petrocelli, rilegge le parole dell'ex ministro delle Finanze Vincenzo Visco - “un Paese si salva solo se investe sul capitale umano qualificato” - ed evidenzia la contraddizione del Paese Italia che ha chiesto di contenere al 27% l'obiettivo dell'Unione europea che prevede invece di giungere al 40% dei laureati tra la popolazione giovane nel 2020.
      È partito da una panoramica generale per focalizzare la discussione sulla realtà universitaria tarantina il rettore parlando martedì sera nell'incontro organizzato e coordinato dal presidente del Rotary Club Taranto, Guido Pellé, nella sede di Giurisprudenza e dei corsi di Scienze della formazione, ovvero l'ex-Rossarol-convento San Francesco in Città vecchia. Una sede dal doppio nome, per il quale, anzi, lo stesso rettore e gli altri intervenuti hanno annunciato l'idea di provare magari a trovare una adeguata alternativa.
      Petrocelli prende le mosse dal periodo del suo insediamento nel 2006 quando l'Ateneo barese era, alla stregua spesso di altri Atenei italiani, investito da pesanti accuse: parentopoli, nepotismo, assenteismo, lassismo ai test di ammissione, aumento a dismisura nel numero dei corsi, moltiplicazione di sedi, bilanci in rosso. Accuse delle quali, oggi Petrocelli dice: “Noi esenti da colpe? Nemmeno per idea”. Poi sono arrivate anche le classifiche che vedevano gli Atenei italiani sempre più penalizzati, senza però che si esplicitassero chiaramente i criteri. “Nessuno chiede di verificare quant'è il bilancio di un'Università che va per la maggiore. Ebbene - commenta il rettore - si scoprirebbe che l'intero budget destinato dal ministero al sistema universitario italiano è inferiore al bilancio dell'Università di Harvard. I nostri ricercatori sono al secondo-terzo posto in Europa, ma per la ricerca sono al penultimo posto. Nel 2010 l'Italia avrebbe dovuto spendere il 3% del Pil nella ricerca. Siamo allo 0,9%, mentre la media europea è dell'1,71,8%”.
      Al terremoto delle accuse, seguirono i tagli e anche l'Ateneo barese scoprì d'essere non virtuoso: quanto bastava a penalizzare ulteriormente in termini di risorse economiche. Le risposte dell'Ateneo, che mise in campo una serie di misure che a volte hanno fatto anche da apripista in Italia, non si fecero attendere: il Codice etico (“è stato doloroso”) che vieta l'assunzione di parenti entro il quarto grado, la Carta dei diritti e dei doveri degli studenti, il bilancio sociale, la razionalizzazione di immobili acquistati ed abbandonati. In quest'ultimo capitolo si inserisce proprio il recupero, attraverso l'utilizzo di fondi riottenuti dal Cipe, dell'ex Rossarol.
      Quanto al polo universitario jonico, il vecchio sogno di una sede autonoma ha dovuto cedere il passo alle norme vigenti ed alle prospettive attuali e future. “Abbiamo puntato allora ad un polo integrato - dice il rettore - ed abbiamo costituito una delegazione amministrativa e direttoriale. Abbiamo investito risorse, sono nate numerose convenzioni, sono nati tanti spin-off, abbiamo tessuto rapporti con gli Ordini professionali. E quando abbiamo capito che si andava verso la sparizione delle facoltà, abbiamo cominciato a prevedere l'istituzione di un Dipartimento jonico. Certo, ci sono limiti numerici (nel numero dei 40 docenti che vi devono convergere ndr). Ma lentamente ci stiamo riuscendo. Con il nuovo Statuto abbiamo poi stabilito che il direttore del Dipartimento della sede centrale, e Taranto lo è, entrerà di diritto nel cda dell'Università “ .
      Petrocelli, quindi, scorre le pagine più recenti di storia di presenza su Taranto: dall'integrazione dell'Ateneo sul tessuto culturale al rapporto “fecondo” con la Marina Militare (citato in particolare il corso di laurea in Scienze marittime); dal nuovo accordo di programma con 14 istituzioni alle risorse di oltre 9 milioni di euro destinati nell'ambito del piani operativi nazionali al polo scientifico tecnologico. Quanto ai tagli, invece, questi vanno inquadrati in un panorama più generale: 2 corsi tagliati a Taranto su 24 in tutto l'Ateneo, 56 unità di personale perse qui lo scorso anno a fronte di 352 perse a Bari. Per chiudere una nota più ottimista: “Per fortuna si accorgono che alcune Università nel Sud si stanno riprendendo e che stanno risanando il loro disequilibrio. Speriamo di ottenere nuovi finanziamenti e con questi investire sul nostro capitale umano, i giovani“.

      articolo di Maria Rosaria Gigante
      pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Giovedì 01 Dicembre 2011

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      • #78
        Nelle palestre di Scienze e Ingegneria i laboratori del Polo scientifico?

        Nelle palestre di Scienze e Ingegneria i laboratori del Polo scientifico?

        Subito una struttura per ubicare i laboratori del Polo scientifico tecnologico recentemente finanziati dal ministero dell'Università con 9,5 milioni di euro dal Programma operativo nazionale (Pon) “Ricerca e competitività” 2007-2013 (cofinanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale). Progetto e finanziamento che vedono in sinergia Università e Politecnico. Tra le ipotesi in campo, quelle di utilizzare, attrezzando allo scopo, le palestre delle sedi della facoltà di Ingegneria del Politecnico e della sede della facoltà di Scienze dell'Università di Bari, entrambe al quartiere Paolo VI.
        Il Polo scientifico tecnologico - risultato secondo nella graduatoria su 150 - partecipanti porterà nell'area ionica nuove infrastrutture per la ricerca applicata alla tutela dell'ambiente. Sostanzialmente potranno essere potenziati i laboratori di Chimica ambientale (in cui è possibile analizzare in maniera esaustiva campioni di aria, acqua e suolo al fine di diagnosticare il loro grado di contaminazione), Tecnologie e misure per l'ambiente (in cui si studiano le modalità tecnologiche con cui abbattere il potenziale inquinante), Osservazione della terra (per indagini geologiche, geomorfologiche, geofisiche e sedimentologiche e per l'individuazione di discariche di rifiuti e, in generale, dello stato di contaminazione dei suoli). E ancora: Scienze del mare (biologia ed ecologia marina, oceanografia fisica e chimica, geologia, geomorfologia geofisica marina, tecnologie marine), Informatica (modellistica ambientale e open innovation). “Questo finanziamento - commenta il rettore dell'Università di Bari, Corrado Petrocelli - rappresenta un notevole successo della qualità dei progetti della nostra Università”.
        Ma a tenere in fibrillazione in queste ore il mondo accademico non è solo l'avvenuto finanziamento di un progetto di cui si parla da qualche tempo ormai e che ora deve trovare realizzazione. L'altro aspetto che sta creando non poche apprensioni è la riorganizzazione della presenza e dell'offerta formativa universitaria in Dipartimenti, essendo stato ormai superato con la riforma il concetto di facoltà. Ebbene, ogni Dipartimento per essere istituito deve recuperare l'adesione di almeno 40 docenti per l'Università e 50 per il Politecnico. Per il Dipartimento giuridico-economico si sta faticando per arrivare all'obiettivo, ma i più sono ottimisti che nei prossimi mesi si possa chiudere positivamente la partita. Inoltre, come annunciato, lo Statuto dell'Ateneo barese ha previsto che il direttore del Dipartimento presente in una sede distaccata come Taranto faccia parte di diritto del cda dell'Ateneo. Quanto al Politecnico, invece, questo ha già optato per un Centro interuniversitario di Ingegneria, qualcosa in alternativa ad un Dipartimento, ma con una forte connotazione locale, già partito lo scorso 1° dicembre. In ogni caso, a sostegno di queste operazioni, va inteso un documento di forte impegno chiamato di “moral suasion” lanciato dal Comitato per la qualità della vita. Primo obiettivo: dissuadere i docenti nominati a Taranto dall'aderire ai Dipartimenti di Bari ritenendo moralmente vincolanti invece gli obiettivi alla base della nomina a Taranto, ovvero lo sviluppo e il consolidamento del Polo universitario jonico, strategico allo stesso sviluppo dell'Università e del Politecnico. Ma il documento auspica anche che una “moral suasion” venga esercitata anche dai rettori dell'Università, Petrocelli, e del Politecnico, Costantino, per un Dipartimento a Taranto fra Scienze ed Ingegneria. Tutto ciò in modo da far sì che si abbiano nel polo jonico due Dipartimenti: quello economico-giuridico e quello scientifico. Impegni nel documento sono anche chiesti per Comune e Provincia affinché avviino la costituzione di una Fondazione di Comunità, in sostituzione del Cuj. Al prefetto Carmela Pagano si fa appello affinché, “preso atto della necessità di nominare il commissario liquidatore del Cuj, coinvolga i rappresentanti oltre che delle istituzioni, delle imprese, istituti di credito e associazioni per l'istituzione di una Fondazione a sostegno dello sviluppo e del consolidamento del Polo universitario jonico nel segno della ricerca”.

        articolo di Maria Rosaria Gigante
        pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Sabato 03 Dicembre 2011

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        • #79
          “Finalmente la razionalizzazione”

          PIANETA ISTRUZIONE: CONCLUSO IL LAVORO SULLA RETE FORMATIVA IONICA, ORA LA PAROLA PASSA ALL'UFFICIO SCOLASTICO PROVINCIALE E POI ALLA REGIONE
          “Finalmente la razionalizzazione”
          Scuola, il parere positivo del Comitato Qualità per la Vita sulla delibera della Provincia

          “Finalmente dopo alcuni anni si è in presenza di un primo significativo interevento di razionalizzazione del sistema scolastico jonico”. Inserito nella Consulta insediata dall'assessore provinciale alla pubblica istruzione Francesco Massaro a supporto del lavoro da farsi per elaborare il piano di razionalizzazione della rete scolastica del prossimo anno, il Comitato per la Qualità della Vita plaude ai contenuti della delibera provinciale approvata nei giorni scorsi. Delibera che, come è noto, ha proposto novità organizzative per le scuole superiori (di competenza dell'ente provinciale) e messo insieme le delibere dei Comuni, competenti invece sulle scuole dell'obbligo. Dopo il parere che esprimerà anche l'Ufficio scolastico regionale, sarà la Regione Puglia a decidere sulla rete scolastica di ogni singola provinciale entro fine dicembre.
          Entrando nel merito delle proposte tarantine, il Comitato della Qualità della Vita giudica positiva la previsione di istituzioni scolastiche con una popolazione anche in prospettiva di mille alunni. “Ciò - si spiega - per assicurare una funzionalità che certamente non può considerarsi ottimale con un numero minore di alunni. Per cui “nel piano del Comune di Taranto interventi integrativi si rendono necessari per gli istituti comprensivi Galilei e Martellotta, così come appare debole la deroga per il circolo Pertini (al quartiere Paolo VI, ndr) che da subito potrebbe diventare istituto comprensivo utilizzando gli studenti delle quinte classi”. Sempre a proposito del comune capoluogo, il Comitato proporrebbe l'istituzione di un istituto comprensivo tra scuole Dante e San Giovanni Bosco, nonché tra Acanfora e Europa .
          Giudicata positivamente anche l'istituizione dei tre Cpia (istruzione per gli adulti) da allocare a Taranto, Manduria e Castellaneta.
          Per quanto riguarda le scuole superiori, invece, la delibera provinciale - commenta sempre favorevolmente il Comitato - salvaguardia la specificità di alcuni indirizzi di studio, in particolare, del Polo artistico, trasforma l'offerta dell'istituto Archimede dai tecnici del mare al tecnico Trasporti e logistica (in previsione di un istituto nautico), realizza il polo commerciale. In prospettiva, tuttavia, per il Comitato andrà fatta una riflessione sugli istituti professionali. Evitando l'accorpamento di scuole con percorsi formativi differenziati, occorrerebbe andare verso un riordino per poli (classico, scientifico, delle Scienze umane, linguistico, musicale e di alta formazione con riferimento alla logistica).

          articolo di Maria Rosaria Gigante
          pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Domenica 04 Dicembre 2011

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