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    Rassegna Stampa - Scuola e Università a Taranto
    a cura dell'Associazione di Promozione Sociale Studenti Taranto



    Una Scuola superiore per i beni archeologici
    La proposta è di farla nascere a Taranto, la Regione stanzia i fondi



    In principio furono due scuole di specializzazione. Entrambe a Bari. La prima, presso il Politecnico, denominata Scuola di specializzazione in Beni Architettonici e Paesaggistici. Sette, nell'ultimo concorso per l'ammissione di quest'anno, i laureati italiani ed uno extracomunitario dichiarati vincitori ed idonei. La seconda è la Scuola di Specializzazione in Beni architettonici dell'Università di Bari al cui bando di ammissione per l'anno accademico in corso non fa seguito - sul sito dell'ateneo - la graduatoria degli eventuali ammessi. L'idea ora è quella di fondere le due scuole in una unica realtà congiunta tra Politecnico e Università, a questo punto denominata "Scuola superiore per i Beni Archeologici, Architettonici e Paesaggistici" e trasferirla a Taranto, città che più di altre in Puglia può vantare un patrimonio che giustificherebbe la presenza di un'area dell'alta formazione universitaria con questo profilo. Per di più, nell'ambito del Piano strategico della legge regionale speciale per Taranto, c'è lo spazio per il potenziamento dell'offerta formativa locale e dell'istruzione e formazione superiore. Al progetto di trasferimento, in realtà, si lavorava già da tempo tanto da essere giunti nelle settimane passate ad una intesa tra Politecnico e Regione Puglia. A fare da sponda il Dipartimento di Scienze dell'Ingegneria Civile e dell'Architettura del Politecnico di Bari che nei mesi passati ha esso stesso proposto lo spostamento a Taranto della sua "Scuola di specializzazione per i Beni Architettonici e Paesaggistici". Determinante è stata, quindi, la decisione della Regione Puglia di destinare proprio a questo capitolo 145 mila euro del proprio bilancio. Serviranno in buona parte (al 90%) a finanziare borse di studio per i laureati. L'obiettivo strategico è a questo punto quello di offrire opportunità formative di alto livello a Taranto. Intanto, per presentare la convenzione già siglata tra Regione e Politecnico e soprattutto sollecitare i passaggi ora necessari, l'altro ieri il consigliere regionale Gianni Liviano, che ha seguito il progetto, ha convocato tutte le parti ad un incontro pubblico presso la sala riunioni del Dipartimento jonico di Studi giuridici in Città Vecchia. Per il prof. Giorgio Rocco, a capo del Dipartimento del Politecnico, la scuola di specializzazione trasferita a Taranto dovrà ora contare sul coinvolgimento dell'Università di Bari e su un rapporto prioritario con le Soprintendenze. Ed anche l'Università di Bari, attraverso le parole del prof. Paolo Ponzio, si dice "pronta a riprendere il dialogo con il Politecnico". A sua volta l'assessore regionale al Diritto allo Studio-Istruzione-Università, Sebastiano Leo, sottolinea che gli investimenti sono necessari, ma "tutte le istituzioni interessate al progetto devono collaborare insieme". Sul progetto converge il favore del Comune di Taranto, del Museo MarTa, dell'Istituto per la Storia e l'Archeologia della Magna Grecia, della Soprintendenza archeologica di Br-Le-Ta. Ma, sin da subito, emerge la prima criticità: occorrono strutture e laboratori altrimenti sarà impossibile tenere lezioni ed attività.

    articolo di Maria Rosaria Gigante
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Venerdì 25 Gennaio 2019

  • #2

    Corso di Medicina: ora servono 18 docenti
    Dieci ordinari e 8 ricercatori per il prossimo anno accademico

    Condizione indispensabile per poter portare il corso di laurea di Medicina a Taranto sin dal prossimo anno accademico il riuscire a reperire, a stretto giro di posta, almeno 18 docenti (di cui almeno 10 ordinari o associati e 8 ricercatori) da incardinare su tale corso. Impossibile prevedere, almeno in questa fase, docenti esterni, ad esempio primari ospedalieri pure in possesso dell'abilitazione nazionale all'insegnamento da associato (un paio nell'Asl jonica), che dovrebbero passare per un apposito concorso che, sia pure confezionato ad hoc, non potrà essere espletato prima di qualche mese. Occorre, invece, trovare i 18 docenti disponibili a venire a Taranto al più presto perché l'iter per l'attivazione del nuovo corso di laurea prevede tappe forzate e tutto dovrebbe esser pronto entro giugno, tra soli quattro mesi. L'impegno assunto nei giorni scorsi, nel corso dell'incontro organizzato dal movimento "Idea indipendente", dal prof. Loreto Gesualdo, preside della Scuola di Medicina dell'Università a Bari, di portare Medicina nel capoluogo jonico troverà un passaggio indispensabile lunedì prossimo nel corso della prevista seduta del Consiglio della Scuola di Medicina. La congiuntura favorevole verrebbe, peraltro, dalla deroga concessa dal Miur nel numero di posti da prevedere il prossimo anno nei corsi di laurea. Ebbene, all'ateneo barese sono stati concessi 40 posti in più: da 320 a 360. Almeno una ventina i posti che potrebbero essere attivati su Taranto. I docenti necessari - 18 appunto - potrebbero essere reperiti tra coloro che avevano puntato sulla possibile attivazione di un omonimo corso di laurea anche a Lecce e che ora, stando ad alcune scuole di pensiero, sembrerebbe essere andata a monte. A questi si aggiungerebbero anche quei docenti che potrebbero essere “liberati” da una temporanea disattivazione di alcuni corsi di laurea dell’area sanitaria. Stando poi ad ulteriori fonti, potrebbe essere interessato a incardinarsi su Taranto il prof. Paolo Livrea, già preside della Facoltà di Medicina di Bari, in pensione ma appena insignito della nomina di professore emerito. In ogni caso, la possibile attivazione di Medicina a Taranto avverrebbe all'interno di un'ipotesi di decentramento da Bari. Si sarebbe, dunque, troppo lontani (anche temporalmente) dall'ipotesi ventilata dal governatore Emiliano di una università pugliese con nodi territoriali da declinare secondo le diverse esigenze locali. Lo sapeva bene Emiliano che aveva commentato: "Un discorso difficile da portarsi avanti". Ma quand'anche l'ipotesi Medicina a Taranto dovesse trovare larga sponda lunedì prossimo nel Consiglio della Scuola di Medicina, ci sarebbero altre grosse difficoltà da superare. Secondo fonti ben accreditate, la seconda indispensabile condizione sarebbe la definizione di un accordo di programma o una convenzione con l'Asl e la Marina (per il coinvolgimento dell'Ospedale Militare). Accordo che non si comprende bene se sia quello di cui parla il Comune di Taranto, quasi pronto per la firma prevista a metà marzo. Ed accordo nel quale il Comune annuncia di impegnare due milioni di euro anche se non è chiarito in quanto tempo. Secondo altre fonti, infatti, in bilancio ci sarebbero 300mila euro da spalmare in tre anni. Infine, una terza non indifferente questione e condizione: l'immediata identificazione di una sede dove le lezioni dovrebbero aver inizio dal prossimo ottobre.

    articolo di Maria Rosaria Gigante
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Giovedì 28 Febbraio 2019


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    • #3

      Palazzo degli Uffici: via libera alla copertura
      Assegnato l'appalto per 1,1 milioni di euro a due imprese



      Assegnato l'appalto per la messa in sicurezza di Palazzo degli Uffici.
      In particolare, sarà l'associazione temporanea d'imprese composta da "Quadrato Divisione Industria srl" e "Consorzio Stabile Sinergica" a realizzare i primi interventi di riqualificazione dello storico immobile che domina il Borgo umbertino di Taranto. Le due società si sono aggiudicate il bando pubblicato lo scorso gennaio per 1 milione 155mila euro, riducendo del 20 per cento l'importo posto a base d'asta.
      "Si tratta di un'ottima notizia - commenta l'assessore ai Lavori pubblici, Massimiliano Motolese - poiché in linea con le previsioni, e salvo intoppi di natura burocratica, rivedremo il cantiere dello storico edificio del Borgo ripopolarsi di maestranze già nella prossima primavera".
      L'intervento prevede la realizzazione di nuove coperture al posto di quelle esistenti, fatiscenti e precarie, e il cosiddetto "ripiegamento" del vecchio cantiere. "Finalmente non vedremo più le antiestetiche impalcature che avvolgono il palazzo - aggiunge l'assessore - che saranno sostituite e ricoperte da nuovi teloni. Verrà rimossa anche la gru presente nell'atrio". I lavori, dunque, dovrebbero iniziare tra un paio di mesi. La durata degli interventi prevista è di 270 giorni, ovvero nove mesi (salvo imprevisti).
      Intanto, gli uffici dell'assessorato stanno progettando la ristrutturazione di facciate, prospetti e infissi, procedura che si prevede conclusa entro l'anno e per la quale è già stato contratto un mutuo con la Cassa depositi e prestiti.
      In particolare nell'immobile che per oltre 130 anni ha ospitato il liceo classico "Archita", sono previsti: ulteriori interventi del cosiddetto ripiegamento del cantiere, con il trasporto delle impalcature, lo smontaggio e il trasporto della gru, la rimozione della recinzione di cantiere e il trasporto a deposito, la custodia in deposito autorizzato per impalcature, gru, materiale vario, messa in sicurezza dei prospetti lato via D'Aquino - piazza della Vittoria; la chiusura dei vani finestre del prospetti lato via D'Aquino - piazza della Vittoria; la stabilizzazione dei cosiddetti pennacchi che insistono sul lato di via D'Aquino e piazza della Vittoria; la rimozione della parte delle coperture in lastre ondulate di cemento dell'amianto, della falda esterna a piazza Archita e corso Umberto e la copertura delle sale dell'ex tribunale; oltre alla rimozione della controsoffittatura della sala dell'ex Corte d'Appello, con trasporto a discarica e oneri di conferimento.
      Ed ancora: rimozione della struttura portante in legno del solaio e risanamento del solaio esistente della galleria laterale ex Corte d'Appello.


      articolo di Fabio Venere
      pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Sabato 9 Marzo 2019

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