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Rassegna Stampa 2019

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  • Rassegna Stampa 2019

    Rassegna Stampa - Scuola e Università a Taranto
    a cura dell'Associazione di Promozione Sociale Studenti Taranto



    Una Scuola superiore per i beni archeologici
    La proposta è di farla nascere a Taranto, la Regione stanzia i fondi



    In principio furono due scuole di specializzazione. Entrambe a Bari. La prima, presso il Politecnico, denominata Scuola di specializzazione in Beni Architettonici e Paesaggistici. Sette, nell'ultimo concorso per l'ammissione di quest'anno, i laureati italiani ed uno extracomunitario dichiarati vincitori ed idonei. La seconda è la Scuola di Specializzazione in Beni architettonici dell'Università di Bari al cui bando di ammissione per l'anno accademico in corso non fa seguito - sul sito dell'ateneo - la graduatoria degli eventuali ammessi. L'idea ora è quella di fondere le due scuole in una unica realtà congiunta tra Politecnico e Università, a questo punto denominata "Scuola superiore per i Beni Archeologici, Architettonici e Paesaggistici" e trasferirla a Taranto, città che più di altre in Puglia può vantare un patrimonio che giustificherebbe la presenza di un'area dell'alta formazione universitaria con questo profilo. Per di più, nell'ambito del Piano strategico della legge regionale speciale per Taranto, c'è lo spazio per il potenziamento dell'offerta formativa locale e dell'istruzione e formazione superiore. Al progetto di trasferimento, in realtà, si lavorava già da tempo tanto da essere giunti nelle settimane passate ad una intesa tra Politecnico e Regione Puglia. A fare da sponda il Dipartimento di Scienze dell'Ingegneria Civile e dell'Architettura del Politecnico di Bari che nei mesi passati ha esso stesso proposto lo spostamento a Taranto della sua "Scuola di specializzazione per i Beni Architettonici e Paesaggistici". Determinante è stata, quindi, la decisione della Regione Puglia di destinare proprio a questo capitolo 145 mila euro del proprio bilancio. Serviranno in buona parte (al 90%) a finanziare borse di studio per i laureati. L'obiettivo strategico è a questo punto quello di offrire opportunità formative di alto livello a Taranto. Intanto, per presentare la convenzione già siglata tra Regione e Politecnico e soprattutto sollecitare i passaggi ora necessari, l'altro ieri il consigliere regionale Gianni Liviano, che ha seguito il progetto, ha convocato tutte le parti ad un incontro pubblico presso la sala riunioni del Dipartimento jonico di Studi giuridici in Città Vecchia. Per il prof. Giorgio Rocco, a capo del Dipartimento del Politecnico, la scuola di specializzazione trasferita a Taranto dovrà ora contare sul coinvolgimento dell'Università di Bari e su un rapporto prioritario con le Soprintendenze. Ed anche l'Università di Bari, attraverso le parole del prof. Paolo Ponzio, si dice "pronta a riprendere il dialogo con il Politecnico". A sua volta l'assessore regionale al Diritto allo Studio-Istruzione-Università, Sebastiano Leo, sottolinea che gli investimenti sono necessari, ma "tutte le istituzioni interessate al progetto devono collaborare insieme". Sul progetto converge il favore del Comune di Taranto, del Museo MarTa, dell'Istituto per la Storia e l'Archeologia della Magna Grecia, della Soprintendenza archeologica di Br-Le-Ta. Ma, sin da subito, emerge la prima criticità: occorrono strutture e laboratori altrimenti sarà impossibile tenere lezioni ed attività.

    articolo di Maria Rosaria Gigante
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Venerdì 25 Gennaio 2019

  • #2

    Corso di Medicina: ora servono 18 docenti
    Dieci ordinari e 8 ricercatori per il prossimo anno accademico

    Condizione indispensabile per poter portare il corso di laurea di Medicina a Taranto sin dal prossimo anno accademico il riuscire a reperire, a stretto giro di posta, almeno 18 docenti (di cui almeno 10 ordinari o associati e 8 ricercatori) da incardinare su tale corso. Impossibile prevedere, almeno in questa fase, docenti esterni, ad esempio primari ospedalieri pure in possesso dell'abilitazione nazionale all'insegnamento da associato (un paio nell'Asl jonica), che dovrebbero passare per un apposito concorso che, sia pure confezionato ad hoc, non potrà essere espletato prima di qualche mese. Occorre, invece, trovare i 18 docenti disponibili a venire a Taranto al più presto perché l'iter per l'attivazione del nuovo corso di laurea prevede tappe forzate e tutto dovrebbe esser pronto entro giugno, tra soli quattro mesi. L'impegno assunto nei giorni scorsi, nel corso dell'incontro organizzato dal movimento "Idea indipendente", dal prof. Loreto Gesualdo, preside della Scuola di Medicina dell'Università a Bari, di portare Medicina nel capoluogo jonico troverà un passaggio indispensabile lunedì prossimo nel corso della prevista seduta del Consiglio della Scuola di Medicina. La congiuntura favorevole verrebbe, peraltro, dalla deroga concessa dal Miur nel numero di posti da prevedere il prossimo anno nei corsi di laurea. Ebbene, all'ateneo barese sono stati concessi 40 posti in più: da 320 a 360. Almeno una ventina i posti che potrebbero essere attivati su Taranto. I docenti necessari - 18 appunto - potrebbero essere reperiti tra coloro che avevano puntato sulla possibile attivazione di un omonimo corso di laurea anche a Lecce e che ora, stando ad alcune scuole di pensiero, sembrerebbe essere andata a monte. A questi si aggiungerebbero anche quei docenti che potrebbero essere “liberati” da una temporanea disattivazione di alcuni corsi di laurea dell’area sanitaria. Stando poi ad ulteriori fonti, potrebbe essere interessato a incardinarsi su Taranto il prof. Paolo Livrea, già preside della Facoltà di Medicina di Bari, in pensione ma appena insignito della nomina di professore emerito. In ogni caso, la possibile attivazione di Medicina a Taranto avverrebbe all'interno di un'ipotesi di decentramento da Bari. Si sarebbe, dunque, troppo lontani (anche temporalmente) dall'ipotesi ventilata dal governatore Emiliano di una università pugliese con nodi territoriali da declinare secondo le diverse esigenze locali. Lo sapeva bene Emiliano che aveva commentato: "Un discorso difficile da portarsi avanti". Ma quand'anche l'ipotesi Medicina a Taranto dovesse trovare larga sponda lunedì prossimo nel Consiglio della Scuola di Medicina, ci sarebbero altre grosse difficoltà da superare. Secondo fonti ben accreditate, la seconda indispensabile condizione sarebbe la definizione di un accordo di programma o una convenzione con l'Asl e la Marina (per il coinvolgimento dell'Ospedale Militare). Accordo che non si comprende bene se sia quello di cui parla il Comune di Taranto, quasi pronto per la firma prevista a metà marzo. Ed accordo nel quale il Comune annuncia di impegnare due milioni di euro anche se non è chiarito in quanto tempo. Secondo altre fonti, infatti, in bilancio ci sarebbero 300mila euro da spalmare in tre anni. Infine, una terza non indifferente questione e condizione: l'immediata identificazione di una sede dove le lezioni dovrebbero aver inizio dal prossimo ottobre.

    articolo di Maria Rosaria Gigante
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Giovedì 28 Febbraio 2019


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    • #3

      Palazzo degli Uffici: via libera alla copertura
      Assegnato l'appalto per 1,1 milioni di euro a due imprese



      Assegnato l'appalto per la messa in sicurezza di Palazzo degli Uffici.
      In particolare, sarà l'associazione temporanea d'imprese composta da "Quadrato Divisione Industria srl" e "Consorzio Stabile Sinergica" a realizzare i primi interventi di riqualificazione dello storico immobile che domina il Borgo umbertino di Taranto. Le due società si sono aggiudicate il bando pubblicato lo scorso gennaio per 1 milione 155mila euro, riducendo del 20 per cento l'importo posto a base d'asta.
      "Si tratta di un'ottima notizia - commenta l'assessore ai Lavori pubblici, Massimiliano Motolese - poiché in linea con le previsioni, e salvo intoppi di natura burocratica, rivedremo il cantiere dello storico edificio del Borgo ripopolarsi di maestranze già nella prossima primavera".
      L'intervento prevede la realizzazione di nuove coperture al posto di quelle esistenti, fatiscenti e precarie, e il cosiddetto "ripiegamento" del vecchio cantiere. "Finalmente non vedremo più le antiestetiche impalcature che avvolgono il palazzo - aggiunge l'assessore - che saranno sostituite e ricoperte da nuovi teloni. Verrà rimossa anche la gru presente nell'atrio". I lavori, dunque, dovrebbero iniziare tra un paio di mesi. La durata degli interventi prevista è di 270 giorni, ovvero nove mesi (salvo imprevisti).
      Intanto, gli uffici dell'assessorato stanno progettando la ristrutturazione di facciate, prospetti e infissi, procedura che si prevede conclusa entro l'anno e per la quale è già stato contratto un mutuo con la Cassa depositi e prestiti.
      In particolare nell'immobile che per oltre 130 anni ha ospitato il liceo classico "Archita", sono previsti: ulteriori interventi del cosiddetto ripiegamento del cantiere, con il trasporto delle impalcature, lo smontaggio e il trasporto della gru, la rimozione della recinzione di cantiere e il trasporto a deposito, la custodia in deposito autorizzato per impalcature, gru, materiale vario, messa in sicurezza dei prospetti lato via D'Aquino - piazza della Vittoria; la chiusura dei vani finestre del prospetti lato via D'Aquino - piazza della Vittoria; la stabilizzazione dei cosiddetti pennacchi che insistono sul lato di via D'Aquino e piazza della Vittoria; la rimozione della parte delle coperture in lastre ondulate di cemento dell'amianto, della falda esterna a piazza Archita e corso Umberto e la copertura delle sale dell'ex tribunale; oltre alla rimozione della controsoffittatura della sala dell'ex Corte d'Appello, con trasporto a discarica e oneri di conferimento.
      Ed ancora: rimozione della struttura portante in legno del solaio e risanamento del solaio esistente della galleria laterale ex Corte d'Appello.


      articolo di Fabio Venere
      pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Sabato 9 Marzo 2019

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      • #4

        Comune e università: un patto di tre anni
        Un milione e 200mila euro per sostenere l'offerta formativa



        Arriva con qualche anno di ritardo, ma il nuovo accordo di programma triennale tra Comune di Taranto e Università di Bari, a sostegno dell'offerta formativa erogata dall'ateneo barese nel capoluogo jonico, è sicuramente il più importante e significativo mai avuto sinora. Un milione e 200mila euro le risorse destinate dall'amministrazione comunale a favore dell'ateneo "Aldo Moro" per il triennio 2019/2021, oltre ulteriori 250 mila euro da erogare subordinatamente all'avvio nell'anno accademico 2019/2020 del corso di laurea in Medicina. Di fatto, rispetto al passato, oggi il Comune risulta essere l'unica istituzione che investe sull'offerta formativa universitaria e sulla ricerca, quindi per il futuro dei giovani universitari e lo sviluppo economico della città. Dopo l'approvazione dei giorni scorsi da parte del consiglio di amministrazione dell'Università, l'accordo è stato approvato anche dalla giunta comunale. Lunedì 1 Aprile la cerimonia per la firma da parte del rettore Antonio Uricchio e del sindaco Rinaldo Melucci. Sia pure con anni di ritardo, ma il nuovo accordo mette sul piatto risorse più consistenti e, soprattutto, sostiene direttamente l'istituzione di Medicina. Significativo, inoltre, che il tutto avvenga anche quasi in sintonia con la promozione dell'ateneo barese da parte dell'Anvur con una B. Nell'ambito della stessa valutazione, è stato preso in considerazione anche uno dei corsi di laurea in ambito economico istituito presso il Dipartimento jonico (che a sua volta non rientrava, però, tra i tre dipartimenti dell'ateneo presi in considerazione dall'agenzia di valutazione del sistema universitario). Secondo le prime indiscrezioni, anche queste valutazioni relative al corso di laurea tarantino sarebbero più che positive.
        Intanto, in attesa dei dettagli relativi alla valutazione Anvur, riflettori accesi sull'accordo di programma. Importanti gli impegni assunti da Università e Comune. "Significativo - illustra una nota di Palazzo di Città - il sostegno alle attività di ricerca e all'offerta formativa attraverso i corsi di laurea e post laurea nelle sedi tarantine dell'Università, mediante il finanziamento del costo del reclutamento di cinque ricercatori, con regime di impegno a tempo pieno, con contratti di lavoro a tempo determinato, della durata di anni tre, eventualmente rinnovabili". Oltre alla spesa per i cinque ricercatori, il Comune finanzierà corsi post lauream, anche attraverso la realizzazione di un master di secondo livello in materia di pubblica amministrazione, con particolare riferimento alle discipline di interesse degli enti locali, short master, corsi di perfezionamento scientifico e di aggiornamento professionale, Summer/spring school e dottorati di ricerca, nonché ulteriori corsi di formazione per i dipendenti del Comune di Taranto. Ed ancora, per favorire la permanenza a Taranto dei nostri giovani, il Comune mette in campo contributi finalizzati a favorire le immatricolazioni nei corsi di laurea attivi presso la sede di Taranto, nonché premi di laurea a beneficio degli studenti più meritevoli.
        Specificatamente poi, la nuova convenzione prevede che l'Università istituisca presso la Città di Taranto un canale formativo del corso di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia, in lingua inglese, destinato, nella sua prima fase di avvio, a 50 studenti. Ed infine, anche a proposito dell'istituzione del corso di laurea in Scienze e tecniche dello Sport (in qualche modo supportato dalla Regione), l'accordo dice che l'Università ne valuterà la possibilità.


        articolo di Maria Rosaria Gigante
        pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Mercoledì 20 Marzo 2019

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        • #5

          Patto Università-Comune confidando in Medicina
          Convenzione triennale per ampliare l'offerta formativa





          "Investimento strategico per lo sviluppo socio-economico del territorio jonico". È l'impostazione che spinge per la prima volta il Comune a destinare un milione e 200 mila euro del bilancio all'Università di Bari a Taranto. In un triennio, si tratta di ampliare e sostenere la ricerca scientifica e l'offerta formativa. Ma per la prima volta ci sono anche sostegni economici diretti a chi studia e si laurea a Taranto. E, per la prima volta, il Comune promette anche risorse extra se, realizzando un vecchio sogno e mantenendo fede ad impegni assunti in passato dall'ateneo barese, dal prossimo anno accademico - parliamo ormai del prossimo autunno - partirà a Taranto il corso di laurea in Medicina.
          È stato un lavoro evidentemente lungo e faticoso, ma gli autori del nuovo accordo di programma triennale stipulato ieri a Palazzo di Città tra il sindaco Rinaldo Melucci ed il rettore Antonio Uricchio, sembra lasciare tutti soddisfatti.
          È di 1.200.000 euro, dunque, il contributo complessivamente assegnato all'Università di Bari, 400 mila per ognuno dei tre anni dell'accordo dal 2019 al 2021. I 400 mila euro annui sono la somma dei 150 mila euro impegnati con un accordo dello scorso anno (il 28 maggio 2018) per il 2019 e 2020 più 250 mila euro di disponibilità ulteriormente residue messe in campo dal Comune per ciascuna annualità, il 2019 e il 2020. Per il 2021, l'ammontare complessivo delle disponibilità residue saranno invece di 400 mila euro.
          Come dovranno essere suddivise tali risorse?

          300.000 euro andranno nel triennio alla proroga dei contratti di ricercatore (con l'accordo del maggio scorso);
          725.887 euro a cinque nuovi contratti di altrettanti ricercatori (che dovranno svolgere l'attività didattica e di ricerca esclusivamente presso le sedi universitarie di Taranto in queste aree ben definite: Economia aziendale, Diritto del Lavoro, Diritto Privato, Ecologia, Informatica);
          23.800 euro ad un assegno di ricerca (in "Lingua e Traduzione - Lingua Inglese" sulla prospettiva economica internazionale della zona economica di Taranto);
          30.312,50 euro per il sostegno all'iscrizione a corsi post lauream e di formazione ai dipendenti del Comune di Taranto;
          90.000 euro agli immatricolati ai corsi di laurea con sede a Taranto (previsto un contributo pro capite per l'acquisto libri fino ad un massimo di euro 500);
          15.000 euro per premi di laurea agli studenti di Taranto;
          ed altri 15.000 euro sempre per premi agli studenti di Taranto (cinque premi di laurea per anno, dell'ammontare di 1.000 euro ciascuno).
          Per il nuovo corso di laurea in Medicina, da erogarsi in inglese e per 50 studenti, il Comune erogherà - all'effettiva partenza delle attività dal prossimo anno - un massimo di 250.000 euro, derivante dalle economie degli stanziamenti dell'esercizio 2018. Il tutto sarà, comunque, disciplinato da un accordo ulteriore. Per Medicina, inoltre, il Comune dovrà cedere immobili in comodato d'uso all'Università e quest'ultima, a sua volta, ricollocare attività affini negli immobili già condotti in comodato d'uso.
          "Un importante impegno che apre nuove prospettive e ci consente nei prossimi anni di incrementare notevolmente il nostro impegno su Taranto", commenta il rettore Uricchio. "Un avvenimento epocale anche per ciò che significa in termini psicologici per questa comunità", chiosa a sua volta il sindaco Melucci. Soddisfazione per i risultati raggiunti viene anche espressa dal sen. del Movimento 5 Stelle, Mario Turco, e dal consigliere regionale de La Puglia con Emiliano, Giuseppe Turco.

          articolo di Maria Rosaria Gigante
          pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Martedì 2 aprile 2019
          Ultima modifica di Plautus; 06/04/2019, 14:55.

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          • #6

            Facoltà Medicina: saranno 60 i posti
            E il corso si farà in lingua italiana


            Saranno 60 i posti disponibili per il corso di laurea in Medicina che l'Università di Bari intende attivare dal prossimo anno accademico a Taranto. Ed il corso, contrariamente a quanto si era ipotizzato in precedenza, sarà in lingua italiana. È quanto emerge nel corso del focus organizzato l'altro ieri sera dal Comitato per la Qualità della Vita d'intesa con l'Ordine dei Medici. L'iter per l'istituzione del corso è ormai in fase avanzata, aveva assicurato l'altro ieri alla Gazzetta anche il rettore Antonio Uricchio. La novità è costituita dal fatto che nel frattempo il ministero ha ufficializzato l'aumento del numero di posti per i corsi di Medicina in Italia e, quindi, anche all'ateneo barese che attendeva questo dato appunto per stabilire quanti posti prevedere su Taranto. A dare queste indicazioni gli stessi rappresentanti dell'ateneo barese intervenuti all'incontro. Gli stessi che annunciano anche il superamento della questione corso in lingua inglese o corso in lingua italiana. Emerge, però, una preoccupazione: quella delle risorse necessarie. Lo stesso Comune di Taranto che ha individuato alcune risorse da destinare a Medicina (250 mila euro) nell'ambito del recente accordo di programma triennale firmato dal sindaco Rinaldo Melucci e dal rettore Uricchio, ha però finalizzato la consegna di questi aiuti alla effettiva attivazione del corso. Per poter attivare il corso, occorre però l'assunzione di un certo numero di ricercatori e le risorse occorrono prima. Da qui la speranza che sia la Regione a farsi carico di tale questione. Per questo il Comitato annuncia la stesura di un appello che sarà presto rivolto alla Regione. Se ne discuterà quest'oggi nel corso di un ulteriore incontro. Sempre l'altro ieri, è emersa anche la quasi certezza che sarà contestualmente attivato dal prossimo anno a Taranto il corso di laurea magistrale in Scienze dello Sport. Anche in questo caso, i posti disponibili sarebbero 60.
            Assicurando l'impegno della Regione per Medicina, interviene sul tema anche l’assessore regionale allo Sviluppo Economico, Cosimo Borraccino. "Un ulteriore arricchimento - afferma - sarà l'istituzione del Corso di Laurea Magistrale in Scienze Motorie, promosso con un apposito finanziamento di 300 mila euro all'anno per tre anni".

            articolo di Maria Rosaria Gigante
            pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Sabato 13 aprile 2019

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            • #7

              Incerto il futuro dell'Archita nel nuovo Palazzo degli Uffici
              La Provincia non ha dubbi, il Comune per ora rinvia ogni decisione



              Archita o non Archita, questo è il problema. Il dilemma tutto tarantino non ha, non la può avere, la portata storica del monologo di Amleto e non ha, se è per questo, neppure l'intensità che Shakespeare ha trasmesso nell'opera. Eppure, almeno a queste latitudini municipali, l'interrogativo ha piena cittadinanza. Per ora, la domanda circola solo nel ristretto campo degli addetti ai lavori, ma prossimamente potrebbe allargarsi come una macchia d'olio. Che fa scivolare chiunque ci passi.
              Il quesito sulla futura collocazione del liceo classico "Archita", con il passar delle ore, ha assunto forma e sostanza dopo la presentazione delle schede progettuali depositate da Comune e Provincia, nell'ambito del tavolo tecnico sul Cis. Ecco, entrambi gli enti locali, vorrebbero attingere ai fondi che il Contratto istituzionale di sviluppo metterà a disposizione per riqualificare Palazzo degli Uffici. Che, per oltre 130 anni, ha ospitato il liceo classico "Archita" di Taranto. Quello, tanto per citare il suo allievo più famoso, in cui studiò Aldo Moro, poi per sei volte presidente del Consiglio dei ministri.
              Leggendo gli atti depositati dall'Amministrazione provinciale, non si ha alcun dubbio che la presidenza Gugliotti (Azzaro è il suo delegato) voglia lasciare lì il liceo. Del resto, terminerebbe il costoso smembramento della scuola che, da anni, è divisa tra la sede della "Mazzini" in via Pitagora e un istituto religioso in via Mignogna angolo piazza Immacolata. In questo modo, l'Archita (complessivamente intesa) potrebbe trovar posto nel Palazzo degli Uffici che verrà. Semplicemente tornerebbe a casa. In quella che è stata, per oltre un secolo, la sua casa.
              Il Comune di Taranto, guidato da Melucci, nella scheda presentata a Roma, invece, pensa per quello storico immobile a diverse destinazioni quali, ad esempio, una pinacoteca stabile, spazi da riservare al museo MArTA per un suo eventuale ampliamento, ma anche aree per sistemare centri universitari e attività commerciali e di business. Di scuola, non si parla.
              Contattato dalla Gazzetta, l'assessore comunale ai Lavori pubblici, Massimiliano Motolese, si limita a dire: "È davvero prematuro parlarne ora. Prima dobbiamo capire se l'opera sarà finanziabile o meno. Poi, penso che sia utile che i due enti locali si parlino per trovare una soluzione. Intanto, posso solo ribadire che l'indirizzo del Comune - insiste Motolese - è quello di trasformare quel Palazzo, rendendo così il Borgo più attrattivo. Dovremo poi valutare quali attività siano in grado di raggiungere quest'obiettivo e quali, se sistemate lì dentro, potrebbero invece allontanarlo facendo fallire così l'intero progetto".


              Ci sono 45 aule, ma 15 sono per il classico
              L'assetto è costituito dalle due scuole storiche della città: il liceo ginnasio e il "magistrale"


              Ma quante sono le aule di cui dispone ora il liceo "Archita" nelle sue attuali sedi? Rispondere, con certezza, è fondamentale per comprendere effettivamente di quanti spazi abbia bisogno il Palazzo degli Uffici che verrà (e se mai verrà).
              Da quel che risulta alla Gazzetta, in particolare, il numero di aule è pari a 45 di cui 15 sono riservate all'indirizzo classico. Ma non solo. Nell'inventario della struttura, ci sono anche: una piccola biblioteca, in cui sono stati messi in sicurezza i libri di maggior pregio (a spese della scuola); un'aula di più ampie dimensioni per le riunioni collegiali; due piccole aule utilizzate come sala docenti; una presidenza; un ufficio per il segretario; un deposito; tre uffici di segreteria; due laboratori multimediali; laboratorio di fisica; uno di chimica e scienze; un laboratorio di tecnologie musicali; sala di registrazione; una grande stanza per l'archivio storico e un'altra di ragguardevoli dimensioni per l'archivio corrente.
              Per la cronaca, anzi per la storia, è opportuno sottolineare come l'assetto del liceo è costituito dalle due scuole superiori storiche della città: il liceo ginnasio "Archita" e l'istituto magistrale "Livio Andronico" (la cui antica insegna è visibile dall'ingresso di corso Umberto). Entrambi gli istituti, sono stati sistemati in quel palazzo sin dalla loro istituzione visto che, a differenza di oggi e a differenza delle altre scuole superiori, erano gestite dal Comune e non dalla Provincia. Sono scuole, soprattutto il liceo classico, che rappresentano questa città. Un mancato ritorno nella loro sede originaria significherebbe cancellare un ennesimo segno storico di Taranto, che ne ha già persi tanti.

              articolo di Fabio Venere
              pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Domenica 21 aprile 2019

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