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  • Rassegna Stampa 2018


    “Archita”, ecco le novità
    Entro febbraio l’inizio dei lavori di pulizia e messa in sicurezza


    Palazzo degli Uffici, qualcosa si muove. Entro febbraio, nello storico immobile che per oltre 130 anni ha ospitato il liceo classico “Archita”, inizieranno i primi interventi per il ripristino delle condizioni minime di decoro e per una prima messa in sicurezza di alcune parti. A marzo, invece, salvo imprevisti, dovrebbe essere indetta la gara d’appalto per coprire il solaio. Se non ci saranno intoppi, entro fine 2018 (o, al massimo, entro un anno) il solaio verrà chiuso a regola d’arte.
    “Sos” Palazzo degli Uffici, dunque, si parte con la pulizia dello storico immobile. Si sta per uscire, quindi, dal lungo blocco causato anche dalle diverse interpretazioni del nuovo Codice degli Appalti e dalla stasi amministrativa causata dallo svolgimento delle elezioni amministrative dello scorso giugno.
    In buona sostanza con 110mila euro circa, verranno assicurati gli interventi di pulizia e la rimozione dei detriti accumulati.
    È un primo passo questo. Quello più significativo verrà poi compiuto solo nei prossimi due mesi. Il riferimento è al recupero, restauro conservativo, manutenzione di Palazzo degli Uffici. Che ha un importo stimato in 1,5 milioni di euro e che prevede, tra le varie opere, la copertura del solaio scoperto già da qualche anno, dopo l’interruzione dei lavori da parte della ditta esecutrice, a sua volta, incaricata dalla società di scopo “Palazzo degli Uffici srl”. Tanto per essere ancora più chiari, al termine di questi interventi verranno anche rimossi i ponteggi ed i teli che attualmente occupano i prospetti dell’immobile. Ancor prima, però, di indire il bando per la messa in sicurezza, il Comune ha affidato a due professionisti tecnici tarantini esterni all'Amministrazione comunale per 39mila euro l’incarico di redigere il progetto esecutivo. Si tratta di Sergio Tracuzzi e Francesco D’Elia.
    Il progetto dovrebbe essere prossimamente consegnato alla direzione Lavori pubblici e poi, entro marzo, dovrebbe essere indetto il bando di gara. In conclusione, i lavori di messa in sicurezza dovrebbero iniziare entro maggio e concludersi nei successivi otto-nove mesi.
    In particolare, è inoltre prevista la rimozione della controsoffittatura dell’ex Corte d’Appello; la chiusura dei vani di passaggio sulla muratura portante; la realizzazione di muratura per il ripristino dello stato precedente; la demolizione delle murature eseguite; la ricostruzione delle scale demolite; il risanamento del solaio esistente nella galleria laterale dell’ex Corte d’Appello; la sostituzione della vecchia impermeabilizzazione; la sistemazione di pluviali in pvc; la realizzazione delle nuove strutture portanti in acciaio e zinco e, infine, la fornitura e la realizzazione di una nuova copertura da eseguire con “tavolato” e tegole o pannelli coibentati.

    articolo di Fabio Venere
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Lunedì 22 Gennaio 2018

  • #2
    “Sos” Palazzo degli Uffici: al via gli interventi di pulizia
    Il Comune ha assegnato i lavori per la rimozione di materiali e detriti


    Palazzo degli Uffici, si muove qualcosa. La scorsa settimana, per un importo di poco superiore ai 97mila euro, è stata aggiudicata la gara indetta dal Comune di Taranto per eseguire quello che, in gergo tecnico, si definisce “ripiegamento del cantiere”. Si tratta, in particolare, della rimozione del materiale e delle macchine presenti nel cantiere ma anche dello smaltimento ed eliminazione dei cumuli e del materiale di scavo, di alcuni sacchi, di tavoli di legno, oltre al trasporto ed al deposito in discarica autorizzata.
    A breve, dunque, partirà la pulizia dello storico immobile. È questo il primo atto formale dopo il lungo blocco causato anche dalle diverse interpretazioni del nuovo Codice degli Appalti e dal tempo perso per lo svolgimento delle elezioni amministrative o meglio per la stasi politica che si era creata nel passaggio da un’amministrazione all'altra.
    È stata assegnata, infatti, la gara con cui era stato indetto il bando per 110mila euro circa (poi aggiudicato definitivamente a 97mila euro con un ribasso di 10mila euro) per gli interventi di pulizia, rimozione dei detriti accumulati e per una prima messa in sicurezza dell’edificio che domina il Borgo Taranto.
    È un primo passo questo. Quello più significativo verrà compiuto solo nei prossimi mesi. Si spera entro la prossima primavera. Il riferimento è al recupero, restauro conservativo, manutenzione di Palazzo degli Uffici. Che ha un importo stimato in 1,5 milioni di euro e che prevede, tra le varie opere, la copertura del solaio scoperto già da qualche anno, dopo l’interruzione dei lavori da parte della ditta esecutrice, a sua volta, incaricata dalla società di scopo “Palazzo degli Uffici srl”. [...]

    articolo di Fabio Venere
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Lunedì 19 Febbraio 2018

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    • #3
      Sos Palazzo degli Uffici: il progetto è quasi pronto
      La proposta esecutiva verrà consegnata prima di fine mese

      Sos Palazzo degli Uffici, entro fine mese dovrebbe esserci il sigillo sul progetto esecutivo. Da quel che risulta alla Gazzetta, i due professionisti esterni incaricati di redigere la proposta per conto del Comune di Taranto (Sergio Tracuzzi e Francesco D’Elia) avrebbero praticamente ultimato il loro lavoro. Ora, non è da escludere che in via preventiva l’Amministrazione comunale decida di presentarlo ai funzionari della Soprintendenza magari sotto la forma di un rendering (ovvero, anticipazione grafica dell’intervento finale). E una volta incassato il «semaforo verde» dai tecnici ministeriali, ci sarà quella che in gergo si chiama validazione del progetto da parte degli uffici della direzione Lavori pubblici del Municipio. Se non ci dovessero essere ulteriori e particolari intoppi, a questo punto, è ragionevole pensare che ad aprile possa essere già indetto il bando di gara per la realizzazione dei lavori. Che, presumibilmente, non dureranno meno di otto - dieci mesi. E, quindi, ammesso che la gara per l’assegnazione dei lavori si concluda entro l’estate e che il cantiere si apra tra agosto e settembre, è ragionevole ipotizzare che tutto termini nella primavera del 2019.

      In particolare, il progetto in questione mira al recupero, restauro conservativo ed alla manutenzione di Palazzo degli Uffici. Tutto questo ha un importo stimato in 1,5 milioni di euro e prevede, tra le varie opere, la copertura del solaio scoperto già da quattro anni, dopo l’interruzione dei lavori da parte della ditta esecutrice, a sua volta, incaricata dalla società di scopo «Palazzo degli Uffici Taranto srl». Tanto per essere ancora più chiari e per usare un’immagine che possa rendere bene l’idea, al termine di questi interventi verranno anche rimossi i ponteggi ed i teli che attualmente occupano i prospetti dell’immobile che, per oltre 130 anni, ha ospitato il liceo classico «Archita». Ancor prima, però, di indire il bando per la messa in sicurezza, il Comune aveva affidato a due professionisti tecnici tarantini esterni all’Amministrazione comunale per 39mila euro l’incarico di redigere il progetto esecutivo. Si tratta dell’ingegner Sergio Tracuzzi e Francesco D’Elia.

      Da quel che si apprende, inoltre, è prevista la rimozione della controsoffittatura dell’ex Corte d’Appello; la chiusura dei vani di passaggio sulla muratura portante; la realizzazione di muratura per il ripristino dello stato precedente; la demolizione delle murature eseguite; la ricostruzione delle scale demolite; il risanamento del solaio esistente nella galleria laterale dell’ex Corte d’Appello; la sostituzione della vecchia impermeabilizzazione; la realizzazione di nuovi cordoli di incanalamento di murature portanti; la sistemazione di pluviali in pvc; la realizzazione delle nuove strutture portanti in acciaio e zinco (anche se si potrebbe ricorrere al legno) e, infine, la fornitura e la realizzazione di una nuova copertura da eseguire con «tavolato» e tegole o pannelli coibentati.

      articolo di Fabio Venere
      pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Lunedì 19 Marzo 2018

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      • #4

        Ingegneria, pochi immatricolati ma la presenza resta strategica
        Di Sciascio: socialmente giusto esserci, ma poco aiuto dalle istituzioni

        Scritta una lettera al sindaco per chiedere un allungamento dei contratti triennali in scadenza


        “Abbiamo disattivato il corso di laurea in Ingegneria ambientale oltre un paio di anni fa, ma abbiamo ugualmente garantito quel tipo di formazione su Taranto. Il problema vero è che ci sono dei requisiti di docenza che non siamo in grado di garantire a fronte di un numero di studenti comunque ridotto. Pertanto, garantiamo diversi curriculum interamente erogati qui a Taranto come sede distaccata. Questo il terzo anno di rimodulazione, il prossimo anno avremo i primi laureati”.
        Così il rettore del Politecnico di Bari, Eugenio Di Sciascio replica alle voci fatte circolare sul web dagli studenti del Link che incalzano su un’operazione di rimodulazione ormai datata (con particolare riferimento a Ingegneria ambientale) e che attualmente garantisce a Taranto le lauree triennali in Ingegneria dei sistemi aerospaziali e Ingegneria civile e ambientale, nonché le magistrali in Ingegneria meccanica, Ingegneria per l’ambiente e il territorio, Aerospace Engineering.

        Rettore Di Sciascio, come stiamo messi a numeri?
        “Rispetto a Bari, sono numeri ridotti. Quest’anno gli immatricolati ad Ingegneria ambientale sono stati una trentina. Una settantina gli immatricolati al curriculum aerospazio, una ventina a Ingegneria civile. Complessivamente gli studenti del Centro interdipartimentale sono circa 500, una trentina invece i docenti delle varie fasce”.

        Ma, a questo punto, quali sono le prospettive per Taranto?
        “Noi la riteniamo una presenza strategica anche perché è socialmente giusto esserci. In questi anni, però, non abbiamo avuto dalle istituzioni cittadine alcun supporto”.

        Eppure qualche anno fa ringraziavate per l’erogazione di alcune borse di studio...
        “Era la Regione ad averci dato la possibilità di alcuni Rtda, contratti triennali che ora arrivano a scadenza. Ma dal Comune nulla. Ho anche scritto una lettera al sindaco proprio per chiedere un allungamento di questi contratti, ma non ho avuto alcuna risposta. Né positiva, né negativa”.

        Questo disinteresse vi farà desistere dalla presenza su Taranto?
        “Noi abbiamo l’obbligo morale di esserci. C’è il nostro impegno a restare qui. Certo, se dovessimo valutare esclusivamente in termini finanziari, dovremmo chiudere. Ma, fortunatamente, l’università non si occupa solo di finanza. Detto questo, devo ribadire che non c’è un impegno o un interesse del Comune o di altre entità territoriali”.

        Non siete stati neppure coinvolti in altri progetti?
        “Abbiamo lavorato sul tema delle bonifiche col commissario Corbelli che ci ha dato atto di aver fatto un ottimo lavoro”.

        Cosa chiedereste alle istituzioni?
        “È essenzialmente un problema di risorse. Abbiamo una sede su cui siamo intervenuti con fondi del Politecnico”.

        Ma la sede è in comodato d’uso?
        “Si, ma è difficile trovare degli interlocutori. Noi abbiamo fatto dei lavori per mettere in sicurezza l’immobile, ma questo nel disinteresse generale. Avevamo, a suo tempo, anche cercato una interlocuzione per chiedere una sede migliore, ma non c’è stato alcun seguito”.

        articolo di Maria Rosaria Gigante
        pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Mercoledì 13 Giugno 2018



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        • #5
          Un altro corso di laurea apre a Taranto


          Un altro grande successo per l’offerta formativa del Dipartimento jonico su Taranto: è stato definitivamente approvato dall'Anvur e dal Miur il nuovo corso di laurea triennale in Scienze giuridiche per l’immigrazione, i diritti umani e l'interculturalità. Dal prossimo anno accademico 2018-2019 i giovani tarantini, e non solo, hanno una possibilità in più per rimanere a studiare a Taranto e, quindi, così contribuire a rimpolpare il già cospicuo numero di quasi 3000 studenti che già siedono nelle aule dei corsi di studio del Dipartimento jonico. Il nuovo corso affianca i corsi di Laurea magistrale in Giurisprudenza, il triennale di Economia e amministrazione delle aziende, la magistrale in Strategia d’imprese e management, e la triennale di Scienze e gestione delle attività marittime. Come si vede un nutrito ventaglio di offerta formativa di qualità da parte di un Dipartimento che, ancorché giovane, è posizionato molto bene nella classifica interna dell’Ateneo barese, oltre che in quelle nazionali sia per la ricerca sia per la didattica. Né va dimenticato che il Dipartimento jonico completa la filiera formativa con il Dottorato di ricerca e con master e short master che danno la possibilità ai giovani di perfezionarsi e qualificarsi sempre più.
          Il nuovo corso di laurea triennale in Scienze giuridiche per l’immigrazione, i diritti umani e l'interculturalità pensato proprio per Taranto e per le sue specificità di città mediterranea aperta all'accoglienza e all'integrazione, si prefigge di formare figure professionali in grado di affrontare le problematiche legate al fenomeno dell’immigrazione. In particolare, il laureato deve essere capace di inserirsi nei diversi ambiti sociali con competenze specifiche in merito ai processi di integrazione e di tutela dei diritti fondamentali della persona umana. Queste figure professionali saranno formate con competenze assunte attraverso il fecondo scambio scientifico e didattico tra scienze giuridiche, economiche e umane (pedagogia, filosofia, letteratura). La struttura organizzativa del corso prevede che nei tre anni gli studenti affrontino progressivamente tematiche concernenti gli elementi base del diritto (Privato, Pubblico e Costituzionale) , i principi fondamentali della pedagogia, della interculturalità. Nel primo anno di corso gli studenti approcceranno a tematiche relative all'uso interculturale del diritto, come metodologia di approccio allo studio del fenomeno giuridico. Tali tematiche saranno utili alla caratterizzazione interculturale del corso dei successivi due anni. Nel secondo e nel terzo anno, acquisite le conoscenze fondamentali di base, il percorso di articola su argomenti di forte caratterizzazione sui diritti umani, nonché sugli elementi caratterizzanti/settoriali dello studio del fenomeno giuridico. Il percorso di studi prevede anche tematiche riferite agli elementi essenziali dello studio dell’economia e della demografia, riferiti in modo specifico all'immigrazione e ai problemi che essa genera all'integrazione. Il corso prevede, inoltre, gli stage che gli studenti potranno conseguire presso le strutture umanitarie (pubbliche e private) e i soggetti del terzo settore presenti sul territorio. Nelle attività a scelta lo studente avrà ampia possibilità di indicare insegnamenti, partecipazioni ad eventi o ulteriori stage congrui al percorso formativo. Ai laureati si richiedono competenze scientifiche, autonomia di giudizio, capacità di apprendimento continuo. Il corso triennale può consentire l’iscrizione al corso di laurea magistrale in Giurisprudenza o in altre lauree magistrali affini. È non poco rilevante che proprio nel bel mezzo della tempesta mediatica sul fenomeno immigratorio, il Dipartimento jonico con grande coraggio propone un corso di laurea triennale che, invece, intende studiare l’immigrazione nelle sue diverse articolazioni e problematiche per formare laureati che dell’immigrazione sappiano intravedere strade inedite e percorsi inclusivi. Questa è la scommessa che la scienza fa al senso comune che, come affermava Manzoni, spesso mette a tacere il buon senso. Ai giovani tarantini si offre una ghiotta opportunità per essere protagonisti attivi di un processo di profonda trasformazione della società, processi complessi, come appunto quello migratorio, ma che necessitano di essere governati con buona e saggia amministrazione e con percorsi formativi ed educativi mirati.

          articolo di Bruno Notarnicola e Riccardo Pagano - Dipartimento Jonico Università di Bari
          pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Domenica 24 Giugno 2018

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          • #6
            “L’università decolla se diventa autonoma”
            Carlucci (CQV): “È ancora considerata una sede decentrata”


            All'ombra di Bari. L’Università di Bari, con i suoi corsi di laurea a Taranto, che è anche sede del Dipartimento jonico, è al sesto posto (in risalita) tra i mega atenei italiani (oltre 40 mila studenti, ci sono poi le graduatorie dei grandi, medi, piccoli atenei e dei Politecnici) della classifica del Censis delle Università italiane. Con un punteggio di 82,6, Bari si posiziona dopo Bologna (che detiene da tempo il primo posto, quest’anno con 91 punti), Firenze (86,0), Padova (86,0), Roma La Sapienza (86,0) e Pisa (83,4). E comunque prima di Torino (81,6), Milano (79,8), Catania (76,0) e Napoli Federico II (72,4). Dunque la prima al Sud.
            “È una buona notizia”, commenta Carmine Carlucci, presidente del Comitato Qualità della Vita, da anni promotore di una serie di iniziative a favore del consolidamento della presenza universitaria a Taranto.
            “Però Taranto, rispetto alla sede centrale, non gode di ottima salute, nel senso che, al di là delle buone intenzioni e dei protocolli sottoscritti, anche di recente, permane un dato importante: Taranto è ancora considerata sede decentrata. È arrivato il momento, invece, in cui Taranto eserciti un ruolo decisivo. C'è, è vero, l’autonomia del dipartimento jonico, che peraltro si piazza bene nell'ambito della ricerca, ma ci sono corsi di laurea, come la triennale in Scienze ambientali (la magistrale rimase a Bari), Informatica, Comunicazione digitale e tutta l’area delle professioni sanitarie che rimangono afferenti a Bari”.
            La legge istitutiva dei corsi di laurea a Taranto sia per l’Università, sia per il Politecnico, prevedeva che Taranto non fosse sede decentrata. Poi intervenne la legge Gelmini. “Occorre dare atto al rettore Uricchio di essersi battuto per l’istituzione del Dipartimento jonico che, però, non è operativo sull'intera offerta. Occorre una modifica degli allegati della legge Gelmini perché si stabilisca che tutti i corsi dell’Università e del Politecnico non sono sede decentrata o sede amministrativa, bensì un unicum con la sede di Bari. Solo così potremo uscire dall'equivoco. Spero che i parlamentari jonici si impegnino ad affermare la centralità della formazione a Taranto. Purtroppo, ci sono troppi segnali negativi”.
            “Siamo da quattro anni senza accordo di programma - prosegue Carlucci -. Presso la Banca d’Italia a Lecce giacciono 20 mila euro del precedente accordo. Il Polo scientifico tecnologico Magna Grecia è ancora senza statuto ed ognuno stipula convenzioni per i fatti suoi. Tra qualche mese, il Cnr-Talassografico passa a Bari. Taluni corsi di formazione della Scuola Sottufficiali della Marina Militare, finalizzati alla formazione di figure che operano sulla logistica e sulla nautica, saranno presto trasferiti a La Maddalena. Il corso di laurea triennale in Scienze e gestione delle attività marittime, in collaborazione con la Marina Militare, ha valore per la carriera degli studenti-militari, non certo per i civili, tant'è che anche l’Autorità Portuale chiede la magistrale anche per recuperare Scienze della Maricoltura. Cancellata da anni”.

            articolo di Maria Rosaria Gigante
            pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Giovedì 5 Luglio 2018

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            • #7

              Approvato il progetto esecutivo per riqualificare Palazzo degli Uffici
              Ci sarà la messa in sicurezza e la copertura del solaio dell’edificio



              Palazzo degli Uffici, approvata la progettazione esecutiva per le opere di messa in sicurezza dell’immobile e copertura dell’edificio. Il tutto per un importo di 1,4 milioni di euro che sale a 1,7 comprendendo i vari oneri imposti dalla legge. Ora, entro le prossime settimane, la direzione Lavori pubblici potrà indire il bando di gara per la realizzazione dei lavori nello storico immobile che, per oltre 130 anni, ha ospitato il liceo classico “Archita”.
              In particolare, sono previsti ulteriori interventi di ripiegamento del cantiere, con smontaggio e trasporto impalcature, smontaggio e trasporto gru, rimozione recinzione di cantiere e trasporto a deposito, custodia in deposito autorizzato per impalcature, gru, materiale vario, recinzione di cantiere; messa in sicurezza prospetti lato via D’Aquino - piazza della Vittoria, chiusura vani finestre prospetti lato via D’Aquino - piazza della Vittoria; stabilizzazione pennacchi lato via D’Aquino e piazza della Vittoria; rimozione parte coperture in lastre ondulate di cemento amianto, falda esterna piazza Archita e corso Umberto e copertura sale ex tribunale; rimozione controsoffittatura sala ex Corte d’Appello, con trasporto a discarica e oneri di conferimento. Ed ancora, sono previsti anche questi altri interventi: rimozione della struttura portante in legno del solaio, compreso il trasporto in discarica e gli oneri di conferimento; chiusura dei vani di passaggio su murature portanti spesse 30 centimetri; realizzazione di murature per ripristino dello stato di fatto; demolizione delle murature eseguite compreso il trasporto in discarica e gli oneri di conferimento; ricostruzione delle scale demolite; risanamento del solaio esistente della galleria laterale ex Corte d’Appello.
              E infine, nel progetto esecutivo sono proposte: la rimozione della vecchia impermeabilizzazione e la nuova realizzazione dei camminamenti in copertura; il risanamento - rivestimento dei cornicioni perimetrali esterni in rame; fornitura in opera di tubi per far scorrere l’acqua piovana in Pvc, comprese le vaschette, per il convogliamento acque meteoriche a livello della strada; ripristino delle murature coronamento superiore prospetto; realizzazione dei nuovi cordoli di incatenamento murature portanti per alloggiamento copertura; realizzazione nuove strutture portanti in acciaio zincato (principali - secondarie - controventi ai piani) e la fornitura e posa in opera di nuova copertura da eseguire con tavolato e tegole o pannelli coibentati.
              I progettisti sono Sergio Tracuzzi e Francesco D’Elia (studio tecnico associato) mentre l’importo complessivo del progetto sale a 2,2 ma solo considerando le somme a disposizione del Comune per eventuali imprevisti o altro.

              articolo di Fabio Venere
              pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Mercoledì 1 Agosto 2018

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              • #8

                "Scienze e Tecniche dello Sport per il Turismo": a Taranto un altro corso di laurea
                L'emendamento di Borraccino approvato in Consiglio regionale



                Sarà istituito a Taranto il corso di laurea magistrale in Scienze e Tecniche dello Sport per il Turismo. È stato approvato, nella seduta del Consiglio regionale dell'altro ieri l'emendamento all'assestamento di bilancio, voluto dalla quasi totalità dei consiglieri regionali tarantini, di cui è stato primo firmatario Mino Borraccino, per l'istituzione del Corso di Laurea Magistrale in "Scienze e Tecniche dello Sport per il Turismo" presso il Dipartimento Jonico dell'Università di Bari. Con una dotazione finanziaria di 100 mila euro per i prossimi tre anni, verranno selezionati, attraverso un bando pubblico, indetto dall'Università, due ricercatori universitari specializzati in "Metodi e Didattiche delle Attività Sportive" che individueranno le strategie didattiche per consentire l'attivazione dell'innovativo corso di Laurea.
                Borraccino in una nota esprime la sua personale soddisfazione per un atto importante, sottoscritto da otto consiglieri regionali della provincia di Taranto su nove, tutti tranne il consigliere pentastellato Galante. "Grazie a questo Corso di Laurea - scrive Borraccino - gli studenti avranno la possibilità di completare il loro corso di studi in Scienze dei Beni culturali per il Turismo per esempio, presente a Taranto, con la laurea magistrale a carattere turistico-sportivo che formerà specifiche figure professionali da impiegare nel terzo settore, alternativo all'industria. Una bella opportunità per i giovani pugliesi e per la città di Taranto, storica culla culturale delle discipline classiche pronta a trasformarle in chiave moderna. Ringrazio ancora i miei colleghi Perrini, Turco, Morgante, Liviano, Pentassuglia, Mazzarano e Franzoso per aver creduto nel mio emendamento, sottoscrivendolo e per averlo poi fortemente sostenuto".
                Soddisfazione viene espressa anche dal consigliere regionale di Direzione Italia/Noi con l'Italia, Renato Perrini. "Istituire un Corso di Laurea Magistrale in "Scienze e Tecniche dello Sport per il Turismo", nel Dipartimento Jonico dell'Università di Bari, è dare un'altra idea di Taranto ed è formare i giovani in attività, specie quella del Turismo, che possono davvero costruire un'alternativa concreta all'immagine di una città che conquista i titoli dei giornali solo ed esclusivamente per l'Ilva. Per questo ho non solo sostenuto e firmato l'emendamento proposto dal collega Borraccino, ma mi sono attivato perché tutti i colleghi tarantini lo firmassero. Non è la prima volta che la sinergia trasversale dei consiglieri tarantini porta a risultati significativi per il territorio".
                "Il rilancio di Taranto passa anche attraverso iniziative politicamente trasversali come l'attivazione di nuove opportunità didattiche e lavorative. E in Consiglio regionale ne abbiamo dato prova con la firma di tutti all'emendamento del collega Borraccino. Una bella pagina di politica", dice il consigliere regionale de La Puglia con Emiliano, Giuseppe Turco. "Significa - spiega - aprire nuove strade che possono davvero proiettare la città verso nuovi traguardi, anche internazionali. Non a caso questo emendamento arriva proprio nelle settimane in cui l'amministrazione comunale ha giustamente avanzato una proposta pienamente condivisibile: candidare Taranto a sede dei Giochi del Mediterraneo del 2025. Un appuntamento che genera un indotto economico, commerciale e occupazionale non di poco conto".

                articolo di Maria Rosaria Gigante
                pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Giovedì 2 Agosto 2018

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                • #9
                  "Scienze dello sport": si parte dal 2019
                  C'è la copertura finanziaria per il nuovo corso di laurea magistrale



                  Se l'intero iter sarà esperito correttamente, il nuovo corso di laurea magistrale in Scienze e Tecniche dello Sport per il Turismo potrà partire a Taranto dall'anno accademico 2019-2020. Alquanto anomala la sua previsione trattandosi di un corso di laurea magistrale che è il naturale sbocco della laurea triennale in Scienze motorie ed attiene la Scuola di Medicina dell'Università di Bari, più esattamente il Dipartimento Scienze mediche di base a cui già afferisce un corso di laurea simile. Ma tant'è. Le richieste in tal senso ci sarebbero state. Gli spazi di manovra all'interno dell'Università di Bari, pure. E, soprattutto, c'è una dotazione finanziaria di 300 mila euro per tre anni della Regione Puglia ottenuti con un emendamento all'assestamento di bilancio, di cui il primo firmatario è stato il consigliere regionale Cosimo Borraccino (Sinistra italiana/LeU) e poi sottoscritto dalla quasi totalità dei consiglieri tarantini (ad eccezione del pentastellato Galante). Tali finanziamenti serviranno a selezionare, attraverso un bando pubblico, che sarà indetto dall'Università, due ricercatori universitari specializzati in "Metodi e Didattiche delle Attività Sportive" per consentire l'attivazione del corso di Laurea. Ora si tratta di far partire l'intero iter procedurale. Si dovrebbe cominciare intorno a settembre, fa sapere Borraccino, per chiudere l'iter accademico entro febbraio e chiedere entro maggio l'accreditamento al Ministero che si pronuncia intorno a giugno. Il primo anno utile potrebbe essere, dunque, il 2019-2020.
                  "Il corso - precisa Borraccino - sarà appendice del dipartimento Scienze mediche di base dell'Università di Bari dove già afferisce il Corso di laurea in scienze e tecniche dello Sport ed il settore scientifico disciplinare Metodi e didattiche delle attività sportive, come da noi finanziato. Tale precisazione può essere anche utile per chiarire il ruolo del Dipartimento Jonico che aveva espresso qualche difficoltà che, però, abbiamo fortunatamente superato".
                  In tema di nuovi corsi di laurea, inoltre, ma a questo punto già autorizzati ed operativi dall'anno accademico 2018-2019, l'offerta formativa dell'Università di Bari ha previsto l'istituzione a Taranto di "Scienze giuridiche per l'immigrazione, i diritti umani e l'interculturalità", presso il Dipartimento Jonico. Il nuovo corso di laurea prevede un percorso formativo specifico su fenomeni dell'attuale società sempre più stringenti e di grande attualità, ossia i diritti umani, l'inclusione e il multiculturalismo.


                  articolo di Maria Rosaria Gigante
                  pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Venerdì 10 Agosto 2018

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                  • #10

                    Taranto, in arrivo un corso di laurea in Medicina dall'anno accademico 2019
                    Il rettore dell'Università di Bari, Antonio Uricchio: «Doppio canale con Lecce»


                    Prende corpo anche per Taranto il progetto di attivazione di un corso di laurea in Medicina. Dopo l'annuncio dei giorni scorsi degli accordi che - d'intesa con Unisalento - daranno il via di un corso in lingua inglese a Lecce, il rettore dell'Università di Bari, Antonio Felice Uricchio, conferma il doppio canale su cui l'ateneo barese sta lavorando e che prevede, appunto, la parallela istituzione di un corso (in lingua italiana) anche a Taranto. La prospettiva tracciata dall'ateneo barese potrebbe trovare pratica attuazione dall'anno accademico 2019/2020. «Il progetto di sviluppo della nostra aerea medica guarda in particolare all'area jonico-salentina e, quindi, l'idea che abbiamo sviluppato è quella di creare un doppio canale a Taranto e Lecce», conferma il rettore Uricchio. «Del resto - aggiunge - sin dall'inizio del mio mandato, avevo assunto con la comunità tarantina l'impegno di attivare un dipartimento sanitario. L'idea ora sta prendendo corpo. Speriamo di poterla portare avanti con successo».

                    Le motivazioni di base?
                    «Aumentare il numero di posti anche in considerazione del fatto che il rapporto tra coloro che partecipano ai test e gli ammessi è di uno a dieci, tra i più alti d'Italia. Venire incontro alla esigenza di un maggior numero di laureati nel nostro territorio a seguito del preoccupante trend in discesa della curva pensionistica dei medici nei prossimi anni, non ultimo per venire incontro alle esigenze ambientali e sanitarie del territorio tarantino».

                    Chi collabora al progetto per Taranto?
                    «Le istituzioni locali hanno manifestato grande interesse ed attenzione. Nell'ambito della discussione ancora in corso sul nuovo accordo di programma, il Comune ha rappresentato questa esigenza in modo forte. Non mancherà anche il sostegno da parte dell'Asl. Stiamo, insomma, costruendo questo percorso di arricchimento dell'offerta formativa sanitaria già presente su Taranto (Infermieristica, Fisioterapia, Tecniche della prevenzione sui luoghi di lavoro, ndr) all'interno del più ampio progetto di istituzione di un dipartimento sanitario jonico-salentino».

                    Coinvolta anche la Regione?
                    «Abbiamo già discusso con la Regione. Avendo competenza in materia sanitaria e facendo parte della Conferenza Stato-Regione dove vengono definiti i numeri, il coinvolgimento della Regione - e non solo sul piano delle risorse economiche - è fondamentale».

                    Quali ora i passaggi da mettere in pista per concretizzare il progetto?
                    «La clinicizzazione dei posti letto ospedalieri è uno dei primi argomenti oggetto di valutazione. Ed, in effetti, già il nuovo protocollo di intesa che abbiamo sottoscritto con la Regione Puglia nel mese di marzo-aprile copre anche questa questione perché delinea una rete che va oltre la struttura del Policlinico di Bari e che consente di sviluppare attività di ricerca e di didattica anche nei reparti territoriali».

                    Quanto, invece, alle risorse didattiche? Saranno coinvolti anche i medici ospedalieri locali?
                    «Sì, è prevista la possibilità per i medici ospedalieri abilitati di essere chiamati come docenti universitari. Quindi, anche questa è una opportunità interessante. Ad insegnare saranno, dunque, sia i docenti universitari, magari attraverso una razionalizzazione dell’offerta formativa nel suo complesso, sia gli ospedalieri, come accade già per le professioni sanitarie».

                    Ci sarà spazio anche per la Marina Militare?
                    «Nell'accordo precedente, la Marina Militare era uno dei sottoscrittori con cui vorremmo continuare a collaborare. Anzi, sono convinto che ci sarà la disponibilità della Marina. È un partner strategico fondamentale e, soprattutto, di livello per cui sicuramente un partner che vogliamo sempre più al nostro fianco. E l'ipotesi antica di utilizzare per un simile progetto l'Ospedale Militare, potrà essere ripresa».


                    articolo di Maria Rosaria Gigante
                    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Mercoledì 29 Agosto 2018

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                    • #11
                      "Pieno sostegno al Rettore"
                      Melucci, disponibili a collaborare per il corso di laurea in Medicina



                      Il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci interviene sulla notizia pubblicata dalla "Gazzetta" relativa all'ipotesi di attivazione a Taranto dall'anno accademico 2019-2020 di un corso di laurea in Medicina.

                      Sindaco, dopo l'annuncio fatto dal rettore dell'Università di Bari, Antonio Uricchio, sull'avvio dell'iter che potrà portare all'attivazione del corso di laurea in Medicina a Taranto, quali azioni mette in campo il Comune?
                      "Intanto, ringrazio pubblicamente il Magnifico Rettore per aver recepito un nostro preciso impulso in questi mesi ed aver dato ufficialmente avvio alla procedura. Non faremo mancare il nostro costante sostegno politico e materiale, in termini di risorse finanziarie, sedi prestigiose ed adeguate, principalmente tra l'Isola Madre e il Borgo Umbertino, nonché nei termini di un coinvolgimento di partner privati di rilievo. Certamente, un ruolo essenziale non può che essere giocato dalla Regione Puglia e dalle Istituzioni centrali. A cominciare dai fondamentali scenari riferibili alle proposte di specializzazione per i nostri studenti, come anche alla rapidità di realizzazione del polo del San Cataldo, dove spingere la ricerca e dare reale prospettiva d'impiego".

                      Si sta lavorando su un nuovo accordo di programma, dice il Rettore. Quali le novità e quando sarà pronto?
                      "Il testo dell'accordo è sostanzialmente predisposto, dovrebbe garantire un flusso di risorse superiori ai due milioni di euro nel prossimo triennio, oltre a prevedere una serie abbastanza innovativa di sinergie con l'Ente universitario, persino con ricadute formative per la macchina amministrativa. Pensiamo di poterlo rendere operativo entro l'inizio del prossimo anno accademico. Resteremo in egual misura assai esigenti ed aperti ad ogni ulteriore necessità del Polo Ionico. Credo che se il Piano Strategico di Taranto, in via di redazione da Asset per conto della Regione, venisse costruito su basi pragmatiche e finalmente con vera convinzione da parte della politica, specie dal lato della auspicata diversificazione produttiva del nostro territorio, ne gioverebbe significativamente la presenza universitaria in città e l'offerta didattica futura, magari sempre più orientata anche ai giovani stranieri".

                      Quali, a proposito di Medicina, gli altri partner ritenuti strategici in considerazione che il corso di laurea binario da attivare a Lecce pare avere già più "sostenitori"?
                      "Non posso entrare nel merito delle strategie dell'ateneo barese, che per altro non è e non sarà il nostro unico interlocutore in materia, né posso dirmi scontento dei legittimi progressi dei nostri fratelli salentini, anche se mi ha rammaricato un poco apprendere dalla stampa di questa doppia linea di azione su Medicina. A me interessa che la qualità e varietà sia della didattica che dei dottorati di ricerca, a cominciare dalla tematica della selezione del corpo docente, non conosca discriminazioni o soluzioni di ripiego a Taranto. È mio compito garantire l'infrastruttura e rendere appetibile la piazza. Il resto, ferma restando la pari dignità dell'offerta, ritengo lo faccia il mercato. Forse, per tradizione accademica e condizioni tecnico-economiche di partenza, possiamo sembrare in ritardo. Ma mi sento di poter affermare che pochissime realtà in Europa hanno oggi il paniere di grandi player multinazionali che possiede Taranto. Da tutti questi sono certo che giungerà presto un contributo sostanzioso al nostro sviluppo, proprio muovendo dagli interessi dei nostri studenti".

                      Oltre a Medicina, a cos'altro pensa l'amministrazione comunale in tema di formazione universitaria?
                      "Per troppo tempo ci siamo illusi che bastasse avere in città un'insegna universitaria qualunque per diventare un luogo colto, produttivo, in una parola normale. Non è così, ce lo indicano le più autorevoli statistiche. Se questo è vero, non possiamo accontentarci più di corsi troppo generalisti per creare pronte ricadute economiche ed occupazionali, oppure troppo incoerenti con il nostro assetto produttivo e le nostre vocazioni. Oggi necessitiamo di un approccio più mirato, quindi non possiamo ambire a tornare ad essere un grande porto mediterraneo senza una facoltà di economia dei trasporti, oppure una strutturata meta turistica senza una facoltà di economia del turismo, non possiamo puntare a connetterci col distretto pugliese del settore senza una facoltà di ingegneria aerospaziale, non possiamo non cogliere l'opportunità di essere nei prossimi anni una delle stazioni appaltanti più grandi di Italia e quindi luogo naturale per gli studi di architettura e di scienza della pubblica amministrazione. Ed ancora, si può chiedere ai nostri mitilicoltori di affrontare le future sfide dell'export senza l'introduzione in azienda di biotecnologi? Da questo focus l'Amministrazione non si smuoverà di un passo".

                      articolo di Maria Rosaria Gigante
                      pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Sabato 1 Settembre 2018

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                      • #12
                        Ingegneria, aumentano le immatricolazioni
                        Domani circa 50 candidati sosterranno gli esami di ammissione



                        Certo non si può parlare del boom di richieste di partecipazione al test che c'è stato quest'anno al Politecnico di Torino anche per la sede locale del Politecnico di Bari. Ma di sicuro c'è una ripresa di richiesta di immatricolazioni ai corsi di laurea che si tengono qui a Taranto, il piuttosto nuovo corso di laurea triennale in Ingegneria dei Sistemi aerospaziali (cento posti) e l'altro corso più storico che da Ingegneria ambientale torna ad essere in Ingegneria civile e ambientale (altri cento posti). Corsi a cui è assicurata la prosecuzione dell'intera filiera con le lauree magistrali corrispondenti. Intanto, domani proprio qui a Taranto toccherà a poco più di una cinquantina di candidati sottoporsi alla cosiddetta prova "Tai", esami di ammissione, edizione standard, quella di settembre, appunto. Se si supera il test, si potrà procedere all'immatricolazione vera e propria. C'era stato - come è ormai tradizione consolidata da qualche anno - anche un test anticipato in primavera. Chi ha superato quel test, ha potuto direttamente immatricolarsi. "Sono circa una cinquantina tra i 60 partecipanti nei mesi scorsi - dice il direttore del Centro interdipartimentale del Politecnico di Bari "Magna Grecia", Gregorio Andria - ad aver confermato l'immatricolazione qui da noi".
                        Un'opportunità, quella del test anticipato e la garanzia di un posto disponibile, che il Politecnico spera di incentivare ancora di più in futuro. Così come spera possa riscuotere sempre più successo l'iniziativa finalizzata all'orientamento nelle scuole superiori dove i docenti del Politecnico si recano per svolgere qualche lezione delle discipline di base.
                        Ora, se dovessero rimanere posti liberi dopo il "Tai", si riaprirà un'altra finestra (prova suppletiva) per gli esclusi delle sezioni precedenti o per chi avesse maturato l'idea di iscriversi al test di ammissione dopo la data del 28 agosto, termine entro il quale ci si è iscritti per la prova di domani.
                        Lo scorso anno, ammette il prof. Andria, i posti disponibili nella sede di Taranto hanno visto un'occupazione al 70%. Quest'anno, c'è questa ripresa anche se è presto per fare bilanci. Il nodo rimane la tendenza di molti, e non solo di chi può permetterselo, a migrare verso sedi più blasonate. Dov'è la differenza? "Di sicuro - dice il prof. Andria -, le graduatorie internazionali parlano chiaro: noi siamo comunque primi in graduatoria quanto alla ricerca. Ma c'è da lottare anche contro i luoghi comuni di chi ritiene quella pugliese una università di serie B". Settori trainanti della ricerca sono, in particolare, l'informatica, l'automazione, l'aerospazio. "A quest'ultimo proposito - aggiunge Andria - la nostra proposta formativa per i sistemi aerospaziali è in perfetta sintonia con i progetti per lo spazio-porto di Grottaglie. Ed anche per l'Ingegneria civile ed ambientale, abbiamo consolidato una ottima collaborazione con il Commissario per le Bonifiche, Vera Corbelli. Dunque, quello è un corso di laurea che va sempre più orientandosi al tema delle bonifiche e della riqualificazione del territorio". Su cosa si è perdenti? "Sicuramente in tema di servizi anche se noi torniamo ad essere competitivi nell'assistenza e nel rapporto numero docenti-studenti. È completamente diverso frequentare lezioni con 300 studenti, come accade altrove. Qui ci assestiamo su un massimo di 70-80 studenti presenti a lezione". Infine, ci si augura che anche le difficoltà legate alla logistica ed al trasporto siano finalmente superate. "Stiamo lavorando con Amat e Ferrovie sud-est per ottenere corse dirette verso la nostra sede evitando il tour del quartiere".

                        articolo pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Martedì 4 Settembre 2018

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                        • #13
                          Comune, Asl e Provincia lavorano alla laurea in Medicina
                          Presenti all'incontro Marina, Ordine dei Medici e Università



                          In moto la macchina procedurale per puntare all'attivazione dall'anno accademico 2019/20 del corso li laurea in Medicina a Taranto, così come annunciato nei giorni scorsi dal rettore dell'ateneo barese, Antonio Uricchio. Non pochi i passaggi necessari a livello locale dove occorre instaurare la necessaria sinergia con le istituzioni, nonché a livello di ateneo barese dove la proposta dovrà passare al vaglio del Senato accademico e del Consiglio d'amministrazione. Si tratta di costruire una proposta forte che soddisfi a pieno i criteri fissati dal Miur, dalla Crui (conferenza dei rettori) e istituzioni a livello centrale che dovranno dare l'okay finale. Una strada in salita che, comunque, dopo anni di appelli ed attesa, si comincia a percorrere. È dei giorni scorsi un incontro presso l'Asl jonica, su invito degli organi accademici, con i referenti degli enti locali, Comune e Provincia, la stessa Asl, i referenti dell'Ospedale della Marina Militare, l'Ordine dei Medici, e delegati del rettore Uricchio e del Presidente della Scuola di Medicina dell'ateneo barese, Loreto Gesualdo. Si è trattato di un incontro tecnico, ancora procedure embrionali e propedeutiche ad una azione vera e propria. Il riserbo è massimo. Non si vogliono alimentare false speranze e neppure apparire scettici. Di sicuro c'è da fare in fretta perché la proposta dovrà essere pronta e definita a livello di ateneo entro la fine dell'anno. Gli impegni da coordinare a livello locale non sono pochi. Proviamo ad immaginare, quello di base: la ricerca di una sede idonea ad ospitare almeno il primo anno di corso. Nella sua recente intervista alla Gazzetta, il rettore Uricchio aveva accennato alla ripresa di un'ipotesi legata alla sede dell'ospedale militare. Ma altre ipotesi sono altrettanto in pista. Il prossimo passaggio potrebbe essere già la firma di un accordo di programma con le istituzioni coinvolte. Inoltre, in considerazione delle difficoltà incontrate anche da altre università a vedersi approvare nuovi corsi di laurea o specializzazioni, un'altra ipotesi che si sarebbe ventilata nei giorni scorsi a porte chiuse nella sede della direzione generale dell'Asl jonica sarebbe quella di pensare ad un corso di laurea in medicina in lingua inglese, alla stregua di quanto ipotizzato anche d'intesa con Unisalento per Lecce. Si potrebbe così forse più facilmente derogare ai rigidi paletti posti col contingentamento dei posti a livello ministeriale.
                          Qualche chiarimento in più sarebbe venuto, inoltre, in tema di risorse didattiche. Per attivare il primo anno di corso, sarebbe previsto l'utilizzo di 18 docenti di cui almeno dieci docenti strutturati di prima e seconda fascia, il resto sarebbe coperto da ricercatori e da altri soggetti che a livello locale siano in grado di garantire adeguati livelli di offerta didattica.


                          articolo pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Giovedì 6 Settembre 2018

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                          • #14
                            "Università autonoma? Servono tante risorse"
                            Il professor Notarnicola: "Ma abbiamo già 3500 studenti"



                            Le parole del ministro Di Maio circa la mancanza a Taranto di un museo degno della grandezza del suo passato di capitale della Magna Grecia hanno suscitato le rimostranze della direttrice del MarTa, Eva Degl'Innocenti. Nelle stesse dichiarazioni, Di Maio parlava anche del bisogno di una università per Taranto. Ma in questo caso il direttore del Dipartimento jonico in "Sistemi Giuridici ed Economici del Mediterraneo: società, ambiente, culture" dell'Università di Bari, Bruno Notarnicola, si sfila da ogni eventuale polemica. Con i suoi 3500 studenti e 60 docenti incardinati nel Dipartimento jonico e in altri dipartimenti dell'ateneo barese operanti su Taranto, appare abbastanza evidente quanto la realtà universitaria tarantina sia ben consolidata. Se poi a quella legata all'Università Aldo Moro di Bari si aggiunge l'altrettanto consolidata realtà del Centro Magna Grecia collegato a sua volta all'altro ateneo barese, il Politecnico, si evince ancor di più come la più complessiva realtà universitaria jonica abbia numeri e capacità superiori a quelli di taluni atenei italiani. "Il ministro Di Maio non può non sapere" afferma il direttore Notarnicola. "In una recente audizione, ha affermato che Taranto ha bisogno di una sua università. Sa dei corsi decentrati a Taranto da Bari. Non più tardi di lunedì scorso, gliene ha parlato il rettore Uricchio. Inoltre, il parlamentare pugliese pentastellato Mario Turco, anch'egli docente universitario, conosce molto bene la realtà tarantina ed ha informato Di Maio. Le sue dichiarazioni vanno, dunque, piuttosto intese in questo senso: Taranto ha bisogno di una università autonoma. Da questo punto di vista, allora, si sfonda una porta aperta. Nessuna polemica, dunque. Prendo atto delle dichiarazioni di Di Maio e ribadisco che a Taranto ci sono tutte le condizioni per realizzare una sua università. E noi siamo prontissimi. Certo - aggiunge -, occorrono investimenti non indifferenti da parte di tutti". Una prospettiva quella dell'autonomia da sempre un'ambizione della città, ma messa da parte per le norme stringenti degli ultimi decenni. Ma ora il lavoro finalizzato al consolidamento e al rafforzamento dell'esistente potrebbe portare a questo. Potrebbe andare in questa ottica l'iter attivato per puntare ad un corso di Medicina a Taranto dall'anno accademico 2019/2020. E non si fa mistero di ulteriori idee progettuali finalizzate all'attivazione di corsi interdipartimentali e iniziative anche interateneo in grado di superare la dicotomia tra Università e Politecnico. La prima occasione utile per fare il punto sull'intera situazione sarà sicuramente la ormai imminente "Notte dei Ricercatori", il 28 settembre.
                            Intanto, in una lettera aperta, il Comitato per la Qualità della Vita invita il ministro Di Maio a programmare una visita a Taranto. Un'occasione potrebbe venire dalla partecipazione ad un evento sull'Università organizzato dal Comitato per il 20 settembre. Tante le criticità del sistema universitario jonico nel suo complesso già sottoposte all'attenzione dei ministri Bussetti e Bonisoli e ai parlamentari jonici la cui presenza il Comitato auspica all'evento del 20. Un'altra occasione di partecipazione a Taranto potrebbe derivare dall'altro evento sui beni culturali del 10 ottobre. Anche questo un ambito dove - incalza la lettera a Di Maio - varie sono le "criticità" a cominciare dalla cancellazione della Soprintendenza, alla carenza di risorse e di personale in considerazione dei numerosi siti archeologici qui presenti ed aperti alla loro fruizione.


                            articolo pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Venerdì 14 Settembre 2018

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                            • #15
                              Ecco la laurea magistrale in Scienze della Natura
                              Si amplia l'offerta formativa universitaria
                              La cerimonia inaugurale è in agenda per il 3 ottobre



                              Importante ampliamento dell'offerta formativa universitaria a Taranto nel solco dei fabbisogni territoriali. Arriva, infatti, la laurea magistrale in Scienze della Natura e dell'Ambiente (II anno, con indirizzo Bonifiche Ambientali). Più che di un ampliamento, occorrerebbe in realtà parlare di un ritorno. La laurea magistrale torna, infatti, a Taranto dopo numerosi anni. La cerimonia inaugurale è in agenda per il prossimo 3 ottobre, alle ore 15:30, presso la sede di Scienze Ambientali al quartiere Paolo VI. Ad annunciarlo è il rettore dell'Università di Bari, Antonio Uricchio.
                              Contestualmente, e sempre in tema con le peculiarità territoriali e i fabbisogni più recenti, sarà anche attivata dal Dipartimento di Biologia dell'Università di Bari, presso la sede dei corsi di laurea di Scienze qui a Taranto, la Scuola di Alta Formazione in "RIfiuti, Bonifiche e Controlli ambientali (RIBOCO)". Scuola che - col coordinamento del prof. Angelo Tursi - è finalizzata ad ampliare il numero di persone che potrà avvalersi delle lezioni specialistiche. Durata del corso 250 ore, frequenza obbligatoria per l'80%. Iscrizioni dal 21 settembre all'8 ottobre. Disponibili massimo 40 posti. Inizio corso l'11 ottobre (martedì, mercoledì e giovedì), fine corso entro dicembre 2019.
                              Il corso è riservato ai laureati (lauree triennali, specialistica, magistrale, e lauree col vecchio ordinamento) di tutte le classi e ai diplomati con due anni di attività lavorativa certificata ed anche dipendenti delle Forze dell'Ordine.
                              Sono previste attività di laboratorio presso il Polo scientifico tecnologico Magna Grecia e presso i laboratori di Arpa Puglia. Previste anche attività formative presso gli impianti di trattamento rifiuti (differenziati, indifferenziati, compostaggio, incenerimento) e presso i cantieri di bonifica. I docenti provengono dal mondo della ricerca scientifica, strutture pubbliche e private. Il costo è di 150,00 più ulteriori contributi di iscrizione.


                              articolo pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Venerdì 28 Settembre 2018

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