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Rassegna Stampa 2017

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  • Rassegna Stampa 2017


    Finiti gli interventi di pulizia delle impalcature e dei locali
    Palazzo degli Uffici: lavori di manutenzione



    Palazzo degli Uffici, finiti gli interventi di pulizia delle impalcature e dei locali ancora imbrattati dall'incendio dei mesi scorsi. È stato rimosso anche materiale infiammabile (carte e cartoni vari). Si tratta, come si vede, di interventi di ordinaria manutenzione mentre, entro fine gennaio, verrà indetto il bando per i lavori di manutenzione straordinaria.
    Si va, dunque, (e finalmente) verso lo sblocco dei bandi di gara per la messa in sicurezza urgente. La decisione verrà formalizzata proprio in queste ore.
    La situazione di assoluta paralisi, si è sbloccata un mese fa dopo la pubblicazione delle ultime linee guida del nuovo Codice degli appalti che hanno definitivamente chiarito il ruolo che, nella nuova legge, dovrà assumere il Responsabile unico del procedimento (Rup). In buona sostanza, sembra che ora il nuovo testo unico sugli appalti abbia messo al riparo da requisiti più stringenti quei progettisti comunali (geometri, architetti, ingegneri) che comunque abbiano una certa anzianità di servizio. Se quest’'orientamento dovesse essere confermato, quindi, la direzione Lavori pubblici del Comune di Taranto potrebbe indire dapprima il bando di gara per la messa in sicurezza urgente dello storico immobile del Borgo umbertino e poi appaltare gli interventi per la copertura totale del solaio. Complessivamente, si tratta di lavori che hanno un importo vicino a 1,5 milione di euro.
    Di questi, 500mila euro saranno utilizzati per interventi di ripristino delle facciate con il cemento armato ma anche per evitare che vandali o balordi entrino nell’'ex sede del liceo Archita ed infine anche per la pulizia con la rimozione dei cumuli di rifiuti presenti. Questo bando, molto probabilmente, avrà carattere di urgenza. E questo, per far sì che i lavori di messa in sicurezza inizino entro marzo - aprile ma sempre nel caso in cui il bando di gara dovesse essere indetto entro fine mese. Contestualmente verrà indetto anche il bando di gara (ma gli interventi verranno avviati successivamente a quelli per la messa in sicurezza) per la copertura totale dei solai (1 milione di euro). Quella parziale, almeno secondo quanto emerso dall'’ultimo sopralluogo, regge. Nonostante tutto, regge.
    Se, infatti, nelle scorse settimane nell’'assessorato ai Lavori pubblici, era prevalso un atteggiamento improntato alla cautela, ora sembra che ci sia un cambio di passo. In questi ultimi mesi, per la cronaca, non è stato indetto il bando di gara per la copertura del solaio e per i necessari interventi di manutenzione sulle facciate per l’assoluta ed oggettiva mancanza di chiarezza derivante dall’'applicazione del nuovo Codice degli appalti. Il Testo unico che determina diverse procedure per gli enti locali, pur essendo entrato in vigore nello scorso aprile, del resto, ha paralizzato praticamente tutte le amministrazioni pubbliche d’Italia. E questo, sostanzialmente, perché il ministero delle Infrastrutture non aveva ancora sbrogliato la matassa su cui pure sono intervenute le associazioni imprenditoriali edili oltre all’Autorità nazionale anti corruzione (l’Anac). E così, dopo mesi di ping pong, ora sembra che siano stati definiti gli aspetti più controversi.
    In particolare, il riferimento è (anzi, era) ai requisiti che secondo il nuovo Codice degli appalti avrebbe dovuto avere il responsabile unico del procedimento (Rup), ovvero il tecnico comunale (geometra, architetto) che segue una gara di appalto dalla progettazione alla sua conclusione. Si tratta di titoli professionali piuttosto elevati che, ad esempio, al Comune di Taranto sono in pochi ad avere (tra i progettisti in organico). Ma le nuove linee guida, dando un giusto riconoscimento agli anni di esperienza maturata sul campo, faranno ora accendere il semaforo verde.


    articolo di Fabio Venere
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Martedì 3 Gennaio 2017

  • #2

    L'Università si rafforza: lauree in Bonifica ambiente e Sicurezza informatica


    Due nuovi corsi di laurea magistrali, uno in Bonifiche ed ambiente ed un secondo in Sicurezza informatica. Si consolida dal prossimo anno l'offerta formativa dell'Università di Bari a Taranto. Che anche in tema di Beni culturali dopo il vuoto creatosi con la cancellazione del relativo corso di laurea, rilancia con l'ipotesi di una Scuola internazionale. E c'è anche il sostegno all'ipotesi di un Dipartimento sanitario jonico-salentino finalizzato alla prevenzione delle patologie oncologiche. In una fase in cui si intensifica l'azione programmatoria del nuovo anno accademico, è il rettore dell'Università “Aldo Moro”, Antonio Uricchio, a parlare di prospettive.
    “L'Università di Bari - afferma - intende fortemente potenziare il proprio impegno su Taranto. Con due nuovi corsi di laurea magistrali, in Bonifiche e ambiente e in Sicurezza informatica, completiamo i percorsi presenti in modo da consentire agli studenti della triennale di non spostarsi, ma intendiamo anche attrarre studenti da altre realtà. Si tratta, infatti, di corsi che costituiscono una novità assoluta nel nostro Ateneo, e non solo. Peraltro, il numero massimo dei corsi di laurea magistrale da noi attivabili era di tre (il terzo, in Enologia e viticoltura, è interateneo con l'Università del Salento - ndr)”.

    Sono, dunque, superati i limiti posti dall'insufficiente numero di docenti incardinati a Taranto in passato?
    “I nuovi corsi sono incardinati sul polo scientifico tecnologico e nascono dalla volontà dei Dipartimenti di Biologia e Informatica che hanno visto allargare i propri organici. Anche il Dipartimento jonico ha consolidato la propria offerta formativa attraverso un ampliamento del numero dei docenti. Negli ultimi tempi abbiamo avuto sette nuovi professori associati, 4-5 ricercatori di tipo A e un ricercatore di tipo B, un ragazzo che viene dall'estero ma che ha origini tarantine”.

    Ma a che punto è l'iter per l'istituzione dei due nuovi corsi?
    “Le proposte andranno in Senato accademico entro gennaio e saranno presentate al ministero ed all'Anvur entro il 3 febbraio. Ma la proposta è stata confezionata e già condivisa con il territorio. In particolare con il commissario delle bonifiche, Vera Corbelli, che ha consentito di coinvolgere nostri studenti e ricercatori nelle azioni di risanamento intraprese e nelle indagini di carattere scientifico”.

    Ed Università e Politecnico di Bari fanno anche parte del Tavolo del Contratto istituzionale di sviluppo...
    “Sì, un motivo di particolare soddisfazione. Noi abbiamo già fatto le nostre proposte su Palazzo Delli Ponti, sulla Foresteria e sul Museo del Mare insieme con la Marina Militare. Il lavoro del Cis è particolarmente importante per la città, soprattutto nel recupero della parte antica. Il lavoro potrà essere completato e, soprattutto, ulteriormente declinato per poter sempre più attrarre studenti stranieri e turisti”.

    Rimane, però, un neo: la cancellazione del corso di laurea in Beni culturali, non più avviato neppure con la modalità della teleconferenza...
    “Sì, è vero, l'ipotesi della teleconferenza non ha raccolto particolari adesioni. In questo settore, tuttavia, c'è un'ipotesi di profilo più alto, ossia il progetto di una scuola speciale nell'ambito di una convenzione Mibact-Miur. Insieme al Politecnico, stiamo elaborando il progetto di una scuola internazionale sui Beni culturali, con profili tecnologici per il restauro e profili più prettamente culturali. Pensiamo ad una scuola di specializzazione di eccellenza, in lingua inglese, con numero limitato ma di attrazione internazionale. Il progetto è abbastanza avanti. Abbiamo avuto più incontri col professor Ruocco del Politecnico. Credo ci siano prospettive di avviare a breve questo nuovo percorso”.

    Cosa significa a breve?
    “Entro l'anno 2017”.

    Criticità, invece? Ad esempio, il piano triennale ampiamente scaduto e mai più riscritto...
    “Sì, è vero, c'è un buco in quella pianificazione triennale con gli enti locali. Però, l'attenzione non è mai mancata. Credo che dal prossimo anno si potrà arrivare ad un nuovo accordo triennale. Ci sono segnali di attenzione in questo senso. Anche il Comune, sebbene sia a fine legislatura, penso abbia la volontà di porre in essere un nuovo accordo. Seppure con ritardo, l'anno scorso sono state comunque pagate le borse di studio che hanno consentito di avviare il nuovo dottorato di ricerca su Taranto. Ci sono state anche borse di studio da parte della Provincia. Quindi, l'attenzione da parte degli enti locali non è mai mancata”.

    L'area sanitaria, invece?
    “È uno degli obiettivi forte della nostra azione futura. Ho più volte stimolato i colleghi di area medica a dar vita ad un Dipartimento jonico-salentino in materia sanitaria. Se ci sarà anche un'attenzione ulteriore del governo regionale per Taranto, anche l'Università di Bari e l'Università del Salento potranno insieme dar vita ad un'azione importante soprattutto sui temi della prevenzione delle malattie oncologiche”.

    articolo di Maria Rosaria Gigante
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Venerdì 6 Gennaio 2017

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    • #3

      Scuola di specializzazione di Architettura: si pensa ad una sede stabile per Taranto
      Di Sciascio: puntiamo su ambiente e aerospazio. Progetto di recupero del castello di Ginosa



      Eugenio Di Sciascio, rettore del Politecnico di Bari, come si è chiuso il 2016 per la sua istituzione a Taranto? Che segnali ci sono?
      “Noi stiamo continuando in una strategia, anche di investimento, sulla sede di Taranto nei due ambiti che abbiamo individuato: quello dell’aerospazio e quello dell’ambiente. Stiamo lavorando affinché questi due ambiti possano crescere. In relazione alle problematiche ambientali stiamo lavorando in stretto contatto con il commissario alle bonifiche, Vera Corbelli. Per quanto riguarda l’aerospazio, le attività fervono: c’è quella didattica che è importante e ci sono notevoli attività di ricerca su questi ambiti”.

      Quali progetti sono in cantiere per quest’anno?
      “Noi stiamo lavorando in questo momento nell’ambito di alcuni progetti. Alcuni riguardano l’aeroporto di Grottaglie, come un eventuale spazio-porto del futuro. Lavoriamo poi con altri progetti di ricerca legati ai temi dell’aerospazio, la maggior parte dei quali finanziati nell’ambito del distretto tecnologico”.

      Sta funzionando il laboratorio ambientale che nel 2015 inaugurò l’ex ministro dell’Istruzione, Giannini?
      “Sì. La maggior parte dell’attività è nell’ambito della convenzione che abbiamo con il commissario alle bonifiche, legate ai risultati che speriamo di avere a breve relativamente all’inquinamento del Mar Piccolo e alle eventuali azioni da intraprendere successivamente”.

      Che rapporto c’è tra l’Università e il mondo dell’impresa e dell’industria?
      “Abbiamo dei laboratori in cui ci sono relazioni con le aziende. Ci auguriamo che si sviluppino ulteriormente come avviene più facilmente forse a Bari”.

      Sei neo laureati in architettura hanno ottenuto un premio in Spagna, dall’Università di Valladolid e dal ministero della Cultura, per la tesi sul progetto di restauro del castello normanno di Ginosa e in precedenza c’era stato un riconoscimento per il progetto di restauro del castello di Massafra. Un motivo d’orgoglio in più per il Politecnico...
      “Certo. Ci auguriamo che, se le condizioni saranno positive, si possa anche portare la nostra scuola di specializzazione in Architettura ad avere sede stabile a Taranto. E i risultati dei nostri laureati dimostrano che da un lato c’è molto da fare e dall’altro che ci sono riconoscimenti a livello nazionale e internazionale”.

      A cosa mira il progetto per Ginosa che ha per titolo “Salvaguardia e valorizzazione di una memoria”?
      “A recuperare la funzionalità del Castello interdetto dal 2014 per i crolli causati da un alluvione. L’amministrazione comunale ha mostrato interesse. Gli ultimi interventi di restauro risalgono al 2011. Non è importante solo la qualità dell’aspetto progettuale, che ha ottenuto la segnalazione di merito e diritto di pubblicazione e potrà essere sviluppato eventualmente con fondi Ue, ma le ipotesi di nuova destinazione d’uso del Castello medievale, che nel tempo ha subito interventi di modifica. Il restauro punta al recupero, alla messa in sicurezza e al riutilizzo anche per altri scopi”.

      Taranto è alle prese con l’emergenza ambientale e sanitaria, oltre a subire i riflessi di una crisi generalizzata dell’economia. L’Università che supporto può offrire per cercare di invertire questa tendenza?
      “Il tema è estremamente complesso. Noi stiamo sviluppando, in vista delle varie iniziative governative e regionali per Taranto, una serie di progettualità, in particolare volte al rafforzamento sia di nuove modalità per vivere la città e per il risanamento del centro storico. Ma guardiamo anche a studiare un po’ meglio tutti i temi della logistica non solo portuale per quanto riguarda l’area di Taranto”.

      Si parla tanto di fuga di cervelli, di giovani che abbandonano il territorio per cercare fortuna altrove. Ci sono dei settori su cui puntare per avere sbocchi lavorativi?
      “In particolare sull’aerospazio stiamo lavorando bene. Ci sono vari segnali confortanti che riguardano anche il volo di droni sulla sede di Grottaglie, che ci fanno intravedere delle prospettive interessanti di crescita”.

      articolo di Giacomo Rizzo
      pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Venerdì 6 Gennaio 2017

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      • #4

        Mare, ambiente e aerospazio le tre direttrici su cui puntare
        I corsi di Università e Politecnico legati a vocazioni e criticità

        Il mare, l’ambiente, l’aerospazio: sono le tre direttrici su cui sta investendo, in modo prevalente, il polo universitario ionico. Un po’ per assecondare le vocazioni, un po’ per trasformare le criticità in occasione di riscatto. L’Università intende esaltare anche la sua terza missione: il dialogo con la società, valorizzare le differenze su cui va a incidere, rispondere alle esigenze culturali ed economiche. “Siamo convinti - spiega il rettore dell’Università “Aldo Moro”, Antonio Felice Uricchio - che una delle strade per superare il divario tra nord e sud, che è anche tra nord e sud del mondo, la conoscenza possa giocare un ruolo importante”. È già la sede universitaria nell’ex convento di San Francesco in via Duomo rappresenta una conquista. “Abbiamo recuperato - ha sottolineato Uricchio in occasione dell’incontro tra la comunità accademica e il presidente del Senato Pietro Grasso - un’area che era stata abbandonata per decenni e che grazie all’impegno delle amministrazioni locali e dell’Università è stata restituita alla cultura e alla conoscenza. Una chiesetta che fa parte di un complesso francescano risalente al quattordicesimo secolo oggi ospita il polo universitario ionico, un polo che ha alcune aree strettamente collegate alle linee di sviluppo del territorio”. Taranto, ha commentato il rettore, è “un polo universitario di quasi 5mila studenti, che ha investito sui temi del mare, dell’ambiente e della cultura e ha un polo giuridico economico rappresentato dal direttore del Dipartimento, ha un corso di Scienze ambientali ed è unica sede universitaria d’Italia che ha Scienze e gestione delle attività marittime, un corso di laurea che insieme alla Marina militare viene realizzato per studenti militari e civili. Ha anche lauree sanitarie ed è polo vocato ai temi dell’ambiente e delle bonifiche”. “Abbiamo dato vita, insieme al Politecnico di Bari e al Cnr, al Polo scientifico-tecnologico - ha aggiunto Uricchio - sui temi delle bonifiche e dell’ambiente, mettendolo al servizio del commissario governativo per le bonifiche Vera Corbelli, delle forze dell’ordine e della magistratura, perché disponiamo di infrastrutture di indagine e di ricerca che ci consentono di rilevare la presenza di fattori inquinanti nel sottosuolo e nell’aria e abbiamo svolto attività intensa nel mar Piccolo per la bonifica”.
        I temi del mare che hanno a Taranto una vocazione antica per la presenza della Marina militare, i temi dell’ambiente, che “costituiscono per noi - ha evidenziato Uricchio - un’emergenza, insieme ai temi della salute, costituiscono per il polo universitario ionico delle direttrici forti nella ricerca, nella didattica, e in quella che per noi è la terza missione: poter essere utili al territorio che vive una condizione di grande difficoltà per le criticità di carattere ambientale e sanitario. La cultura, la conoscenza, l’innovazione tecnologica, sono sicuramente leve fondamentali per guardare al futuro con delle prospettive importanti”.
        Anche il Politecnico di Bari, come ricordato dal rettore Eugenio Di Sciascio, ha “rafforzato l’interazione con le grandi aziende nell’interpretazione di una terza missione vera e spesso facente da motore nel rapporto con le piccole e medie aziende che insistono sul territorio. Ci sono tanti giovani che in questo momento studiano da noi e attraverso studi di ingegneria e architettura realizzano molto spesso ancora oggi quell’ascensore sociale che forse è ormai dimenticato in tante parti del nostro Paese”.
        Il Politecnico di Bari, che ha sedi importanti a Taranto e Foggia, è uno dei tre Politecnici d’Italia, il più piccolo e giovane ma anche l’unico nel Mezzogiorno. “Viviamo tra le tante ristrettezze ben note - ha osservato Di Sciascio - ma con una stagione felice in termini di attività, una stagione di impegno perché crediamo fortemente che oggi la ricerca applicata che si trasferisce sul territorio sia l’unica possibilità di salvezza per la Puglia e, in particolare, per l’area tarantina. Esclusivamente nella sede di Taranto svolgiamo corsi di Ingegneria dell’ambiente e Ingegneria del sistema aerospaziale. Guardiamo, dunque, alle vocazioni del territorio, anche alle criticità, ma definendo un’offerta precisa per l’ambiente, in collaborazione con l’Università, e per l’aerospazio. Questa è un’area in cui il distretto aerospaziale cresce e si sviluppa rappresentando per questa regione innovazione e sviluppo. Da questi ambiti passa la possibilità di una svolta di questi territori”.

        articolo di Giacomo Rizzo
        pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Martedì 14 Marzo 2017

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        • #5
          Da gasolio a gas, Provincia riconverte i riscaldamenti
          Tamburrano nelle scuole: così ridurremo la spesa ma anche l'inquinamento. Si vedono i primi interventi

          In alcuni casi c’era un nulla di fatto anche da oltre una decina di anni. Lavori avviati e stoppati; lavori mai avviati; pratiche e lavori portati avanti a singhiozzo; finanziamenti da sbloccare. Ma finalmente, in questi ultimi tempi, la messa in sicurezza di numerosi edifici scolastici, la realizzazione di servizi igienici efficienti, la riconversione a gas o la messa a punto di impianti di riscaldamento è una realtà. Destinatarie delle attenzioni dell’amministrazione provinciale, le scuole superiori di Taranto e provincia che sembrerebbero in più casi aver acquistato dignità e decoro. Oltre otto milioni di euro: questa la cifra spesa nell’arco di un paio di anni per adeguare e migliorare l’edilizia in 18 scuole superiori.
          È il Presidente della Provincia, Martino Tamburrano, a manifestare soddisfazione per quanto riuscito a fare in un biennio di amministrazione. Un lavoro per il cui compimento dà atto alla buona volontà e all'impegno dei funzionari, ma anche ad alcuni consiglieri della precedente ed attuale amministrazione che hanno insistito perché tutto ciò avvenisse. “È la dimostrazione - dice Tamburrano - che quando si fa lavoro di squadra, si producono buoni frutti. I lavori sono stati eseguiti con coscienza e professionalità”.
          L’altro ieri il presidente Tamburrano si è simbolicamente recato in visita in due delle 18 scuole in cui sono stati effettuati o stanno per essere completati gli interventi. La scelta è caduta di fatto sul liceo Aristosseno e l’istituto Cabrini, destinatarie degli interventi economico-finanziari più consistenti, ossia un milione di euro ciascuno. Infissi cadenti, bagni indecorosi, misure di sicurezza non rispettate: queste le situazioni in cui si è intervenuti massicciamente nelle due scuole rendendo ora gli ambienti più confortevoli ed accoglienti. “Avevamo una situazione che era spesso frutto di anni di trascuratezza. Ho visto finalmente volti soddisfatti di presidi, insegnanti ed alunni”, dice Tamburrano.
          Uno dei temi di maggiore attrito tra studenti e Provincia è stato spesso quello del cattivo o del mancato funzionamento del riscaldamento. Situazione ora questa risolta in alcuni casi, in via di soluzione in altri. Alcuni degli impianti esistenti sono stati infatti già trasformati per cui non saranno più alimentati a gasolio ma a gas metano. Il che significherà anche poter contenere la spesa del riscaldamento ed i livelli di inquinamento. “Tra un paio di mesi - aggiunge Tamburrano - avvieremo le procedure per la riconversione di tutti gli altri impianti ancora a gasolio”. Il che consentirà anche di azzerare i disagi legati alle procedure di fornitura del gasolio”.

          articolo di Maria Rosaria Gigante
          pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Venerdì 31 Marzo 2017

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          • #6
            Professioni sanitarie: ecco i corsi innovativi
            Progetto sperimentale di Asl e Cittadella della carità


            Cultura e innovazione insieme per assicurare una formazione all’avanguardia per i corsi di laurea delle professioni sanitarie del polo didattico della Scuola di Medicina dell’Università di Bari, ossia i corsi di Infermieristica, Fisioterapia e Tecniche della prevenzione nell’ambito dei luoghi di lavoro. È la nuova dimensione presentata ieri, in occasione di una conferenza stampa presso la Cittadella della Carità che da qualche mese ospita i corsi di laurea tarantini, la strumentazione già in uso da quest’anno presso la sede tarantina. Grazie all’uso di tecnologie e sistemi informativi all’avanguardia, infatti, gli studenti hanno modo di assistere a lezioni a distanza dei docenti della Scuola di Medicina di Bari. “Si tratta di un progetto innovativo - ha infatti spiegato il direttore generale dell’Asl, Stefano Rossi - per il quale è stata implementata una infrastruttura di Teledidattica all’avanguardia”. Unified communication, queste le tecnologie usate ed in grado - ha spiegato il responsabile del Servizio Sistemi Informativi e telematici dell’Asl, Nehludoff Albano - di veicolare ad altissima velocità immagini, video, materiali didattici. Si tratta di un sistema utilizzabile non solo per la teledidattica, ma anche per la telemedicina, previsto dal Patto per la Sanità Digitale. Si punta, infatti, alla realizzazione di nuovi modelli organizzativi in sanità (teleconsulto, condivisione multidisciplinare) e nuove modalità di erogazione delle prestazioni ai cittadini (Televisita, Teleassistenza, Telemedicina, ecc.). Le potenzialità di queste nuove tecnologie - ha a sua volta spiegato il direttore della Scuola di Medicina, Loreto Gesualdo, collegato in videoconferenza - si prestano agevolmente ad erogare la didattica a distanza. Anzi, proprio questa metodologia sviluppata e praticata a Taranto sarà estesa, con il coinvolgimento della Regione, anche agli altri due poli didattici di Brindisi e Lecce. Il direttore Gesualdo ha anche annunciato che a breve sarà possibile collegare la piattaforma di Teledidattica alle modernissime tecnologie di cui è dotata la Scuola di Medicina; con particolare riguardo alla possibilità di visualizzare l’”Anatomia Patologica” (Anatomage Table) destinato alla didattica di avanguardia, in corso di adozione nelle scuole mediche leader a livello mondiale. Il progetto realizzato a Taranto - ha inoltre spiegato il responsabile dei corsi di laurea del polo didattico di Taranto, Luigi Macchia - rende possibile la realizzazione del calendario didattico venendo incontro alle esigenze di docenti e studenti. Ed ancora, l’interazione possibile tra studenti e docenti sia durante le attività schedulate sia nell’ambito di colloqui ed attività didattiche complementari, è un’altra utile potenzialità del sistema, hanno sottolineato il responsabile della formazione dell’Asl, Donato Salfi, e la coordinatrice dei corsi di laurea delle professioni sanitarie dell’Asl Ta, Carmela Lacatena. Presenti, oltre al commissario straordinario dell’Arti (Agenzia regionale per la Tecnologia e l’Innovazione), Vito Albino, anche i referenti di Fastweb, Cisco Spa e “Brand.it”.

            articolo pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Martedì 11 Aprile 2017

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            • #7
              «Scuola-lavoro? No, studenti sfruttati»
              L'accusa: all'Ilva nonostante inquini e alla Lega Navale messi a scartavetrare barche. Anche a Taranto corteo il 9.


              Stop Invalsi e no all'utilizzo ad altri fini dei percorsi di alternanza scuola-lavoro. Studenti medi verso lo sciopero del 9 maggio. La protesta è organizzata anche a Taranto dagli studenti dell’Unione degli Studenti. «Il 9 maggio 2017 - annunciano in una nota - verranno somministrati a tutte le classi seconde delle scuole secondarie di secondo grado i test Invalsi che non compileremo a testa bassa. Facciamo appello agli studenti e alle studentesse per scendere in piazza quel giorno e gridare, a voce alta, che non vogliamo che il mondo dei saperi sia oggetto di economizzazione, mercificazione e strumentalizzazione da parte dei poteri alti».

              La protesta locale esprime poi altri motivi. «Diritti non piegàti» è infatti il nome della campagna che prende spunto da quanto accaduto agli studenti di due scuole tarantine, Pacinotti e Lisippo, rispettivamente inviati a fare alternanza scuola-lavoro presso l’Ilva e presso la Lega Navale. «Fin dall'inizio come sindacato studentesco - affermano gli studenti - abbiamo affermato che questo modello di apprendimento avrebbe incrementato e rafforzato le disuguaglianze sociali all'interno dei luoghi dei saperi e avrebbe prodotto solo sfruttamento minorile e manovalanza gratuita».

              I timori iniziali avrebbero trovato conferma a Taranto. «In una città come la nostra che vive quotidianamente il ricatto occupazionale e il disastro ambientale - dicono gli studenti - era prevedibile che le scuole tarantine sarebbero state oggetto delle aziende che ancora oggi distruggono il nostro territorio: sono infiniti i casi di sfruttamento». In particolare, in riferimento al Pacinotti che ha realizzato il suo percorso all’Ilva, gli studenti dell’Uds si chiedono polemicamente: «Com'è possibile che un'azienda che ha creato e crea inquinamento, provocando solo tumori e disoccupazione, possa formare degli studenti e delle studentesse? È una vergogna assistere alla strumentalizzazione e alla precarizzazione del nostro futuro e, soprattutto, è paradossale che all'interno dei luoghi dei saperi si sostenga proprio chi ha distrutto la nostra amata città». Quanto agli studenti del Lisippo-Calò che avrebbero scartavetrato delle barche presso la Lega Navale, l’Uds si chiede cosa «c'entri questa manovalanza gratuita con la passione verso l'arte. Qual è il percorso formativo e costruttivo?»

              La campagna «Diritti non piegàti» avviata ora sull'intero territorio nazionale mira a far emergere e a denunciare tutti i casi di manovalanza gratuita rivendicando i diritti degli studenti. «Pretendiamo - dicono - uno statuto con codice etico che ci tuteli durante il percorso di alternanza scuola-lavoro». Inoltre, boicottando le prove Invalsi, gli studenti denunciano il nozionismo che si vuole imporre con un metodo di valutazione che non permette lo sviluppo di senso critico e la valorizzazione di inclinazioni e potenzialità degli studenti. Per gli studenti è eccessivo lo spreco di soldi pubblici dietro l’operazione Invalsi: la somministrazione delle prove, secondo i dati registrati nel 2013, ammonta ad 8 milioni di euro; la manutenzione ed i costi di gestione della sede di Invalsi di Frascati, un palazzo storico del '600, sottrae al fondo pubblico ogni anno circa 400mila euro; infine, si sostiene, stipendi elevati ai soggetti ministeriali pari a circa 150mila euro ogni anno.

              articolo di Maria Rosaria Gigante
              pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Domenica 7 Maggio 2017

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              • #8
                Sos Palazzo degli Uffici : la legge blocca il bando
                Ostacoli dalla versione definitiva del nuovo Codice degli appalti


                Palazzo degli Uffici, ingabbiato dalle impalcature e... dalla legge. Se per tutto l’anno scorso i bandi di gara necessari a mettere in sicurezza sono stati bloccati proprio nel momento in cui stavano per essere indetti dall'entrata in vigore del Codice degli appalti, ora è la versione definitiva di quel «pacchetto» di norme a far rallentare tutto. Ancora una volta. E per l’ennesima volta. Sia chiaro: anche in questo caso le novità non hanno intralciato solo i progettisti del Comune di Taranto ma messo in difficoltà diversi enti locali italiani. Eppure, nonostante questo, non si riesce proprio a consolarsi considerato che il progetto dello storico immobile del Borgo umbertino risale a quattordici anni fa (2003). Non a caso, già da un anno e mezzo il cantiere che domina piazza della Vittoria è entrato nell'elenco delle «grandi incompiute» stilato dal ministero delle Infrastrutture.

                Ed allora, cos'è accaduto questa volta? Lo scorso 20 maggio è entrato in vigore il testo che corregge il Codice degli appalti approvato nell'aprile del 2016. In particolare, è interessante l’introduzione dell’obbligo del riferimento ai parametri per calcolare i compensi dei professionisti. Ed ancora, le tabelle di calcolo degli importi a base delle gare di progettazione dovranno essere utilizzate dalle stazioni appaltanti (Comuni, Province, Regioni, ministeri) nella definizione dei compensi a base di gara. Infine, è previsto l’obbligo di rendere sistematiche sin dalla fase del progetto di fattibilità, e in ogni momento successivo, le indagini relative al «comportamento» energetico dell’opera, in particolare il contenimento dei consumi energetici.

                Sin qui le principali (si spera le ultime) novità introdotte. Ed allora, chiarita definitivamente la situazione, gli uffici della direzione Lavori pubblici del Comune di Taranto potranno indire i due bandi che sono in attesa da oltre un anno. Entro l’estate si spera. Complessivamente, si tratta di lavori che hanno un importo vicino a 1,5 milione di euro. Di questi, 500mila euro saranno utilizzati per interventi di ripristino delle facciate con il cemento armato ma anche per evitare che vandali o balordi entrino nell'ex sede del liceo classico Archita ed infine anche per la pulizia con la rimozione dei cumuli di rifiuti presenti. Questo bando, molto probabilmente, avrà carattere di urgenza. Contestualmente verrà anche pubblicato l’avviso relativo all'appalto (ma gli interventi verranno avviati successivamente a quelli per la messa in sicurezza) per la copertura totale dei solai (un milione di euro). Quella parziale, almeno secondo quanto emerso dall'ultimo sopralluogo effettuato, regge. Nonostante tutto, regge.

                articolo di Fabio Venere
                pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Lunedì 5 Giugno 2017

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                • #9

                  Arrivano tre docenti ordinari e si rafforza anche il dottorato
                  L’Ateneo finanzia sei borse di studio. Notarnicola: un risultato eccezionale perché questo è il vivaio dei professori tarantini


                  Si consolida la presenza del Dipartimento Jonico in Sistemi giuridici ed economici del Mediterraneo. Sono infatti entrati in servizio il 3 luglio in qualità di docenti di prima fascia i professori Paola Caputi Jambrenghi, docente di Diritto amministrativo, Francesco Mastroberti, docente di Storia del diritto, Nicola Triggiani, docente di Procedura penale, già professori associati del Dipartimento Jonico. Ottenuta l’abilitazione nazionale già nel 2012, i docenti hanno dovuto attendere qualche tempo prima che ci fosse il budget necessario per il loro passaggio nei ruoli della prima fascia. D’altro canto, in questi anni, l’Università di Bari ha giustamente preferito rinforzare la “pattuglia” di docenti necessari a garantire, in base alle norme previste, la sostenibilità dei corsi di laurea del Dipartimento Jonico. “Abbiamo creato 8 posti di seconda fascia (posti di associato), ora i 3 posti di ordinario, 2 ricercatori di tipo B, 6 ricercatori di tipo A, 6 assegni di ricerca (possibili grazie al vecchio accordo di programma fatto col Comune di Taranto), 11 posti di dottorato di ricerca - sintetizza il direttore del Dipartimento, Bruno Notarnicola -. Numeri che mettono in evidenza il grande impegno dei docenti e del Dipartimento”.
                  Ma è soprattutto sul risultato - definito “eccezionale” - del dottorato di ricerca che partirà quest’anno con modalità diverse, che il direttore Notarnicola si dice particolarmente orgoglioso. “Diritti, economie e culture del Mediterraneo”: questo il tema del dottorato giunto alla sua seconda edizione a Taranto nell’ambito del 33esimo ciclo nazionale. Quale è la novità sostanziale? “L’anno scorso - spiega Notarnicola - avevamo avuto sei posti con borse di studio, delle quali due erogate dall’Università e tre dall’esterno (una dal Comune, una dalla Provincia, grazie all’accordo di programma, e una dall’azienda Italcave). La sesta borsa di studio riguardava un dottorato industriale finanziato dal ministero (previsti 6 mesi presso l’azienda Granarolo e 6 mesi in un centro di ricerca a Barcellona). Per la seconda edizione di quest’anno, invece, nessuna borsa dall’esterno ma ben sei dall’interno, ossia tutte finanziate dall’Università di Bari. Ai sei posti con borsa se ne aggiungono altri due senza borsa che scattano in automatico”.
                  Come è stato possibile? “Intanto, una premessa. Non è stato facile lanciare un dottorato di ricerca in un periodo in cui anche le Università prestigiose chiudono i dottorati a causa di procedure di accreditamento dei dottorati da parte dell’Anvur sempre molto più riduttive. L’Università di Bari - sottolinea Notarnicola - ha potuto invece confermare i 15 dottorati che aveva e, lo scorso anno, aggiungere il dottorato del Dipartimento Jonico. Valutandolo sulla base della vecchia Vqr (Valutazione qualità dei rettori), il collegio di dottorato (composto da 12 docenti più 4 ricercatori e coordinato dal professor Riccardo Pagano), lo aveva comunque classificato al quindicesimo posto. Quest’anno, grazie all’ingresso di tre nuove figure ed una nuova Vqr, il collegio di dottorato ha valutato il nostro dottorato posizionandolo al terzo posto. Questo ha fatto sì che l’Ateneo decidesse di finanziare in toto sei borse di studio a copertura dei sei posti disponibili (più i due senza borsa di studio - ndr). Per il nostro Dipartimento è un risultato eccezionale anche perché il dottorato costituisce il vivaio dei futuri docenti tarantini”. E ora, mentre gli interessati attendono il relativo bando (entro fine luglio), l’attesa cresce anche per ulteriori dottorati. “Presenteremo altre cinque proposte progettuali entro la scadenza del 26 luglio - dice Notarnicola -. Sapremo a novembre se il ministero le riterrà idonee”.

                  articolo di Maria Rosaria Gigante
                  pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Domenica 9 Luglio 2017

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                  • #10
                    Fusco e Palazzo degli Uffici, il Comune fa il punto su lavori e stato dei luoghi

                    Per il Teatro si è in linea con la tabella di marcia, completamento atteso a metà 2018
                    Per l’antico edificio, il ripristino al vaglio della giunta. Tre possibili destinazioni d’uso


                    Sopralluogo al Teatro Fusco e al Palazzo degli Uffici, il Comune punta alla riqualificazione del patrimonio storico-artistico e culturale della città. L’assesore ai Lavori pubblici, Aurelio Di Paola, si è infatti recato al cantiere del Fusco per verificare lo stato di avanzamento dei lavori di riqualificazione. L’intervento che interesserà l’edificio sarà realizzato seguendo le più moderne tecniche ingegneristiche, incluso anche l’utilizzo della fibra di carbonio per il rinforzo delle strutture portanti. Al termine del restauro, sarà quindi possibile restituire alla città un teatro moderno con interni di pregio, compresa una zona da cui si potranno ammirare, attraverso una pavimentazione trasparente, reperti archeologici rinvenuti negli scavi preliminari ai lavori.
                    L’ultimazione dell’intervento è prevista per la prima metà del 2018. E per ora, assicura il Comune, tutto procede nel rispetto della tabella di marcia.
                    Nella stessa giornata, inoltre, l’assessore Di Paola ha anche preso visione dello stato dei luoghi di Palazzo degli Uffici. Della riqualificazione di questa antica costruzione si parlerà nella prossima giunta comunale.
                    Il sopralluogo dell’assessore ai Lavori pubblici fa seguito alle sue dichiarazioni relative allo stato di abbandono in cui si trova da anni il Palazzo degli Uffici, perennemente circondato da impalcature. Di Paola non nasconde infatti il suo dispiacere davanti a questa scena e chiarisce subito che la restituzione alla città del Palazzo degli Uffici rappresenterà una priorità dell’amministrazione Melucci. Un progetto ambizioso, ma sicuramente non impossibile, se si pensa che, una volta restaurato, basterebbe un’adeguata illuminazione per valorizzare a dovere l’edificio ubicato nel Borgo.
                    Ora il sindaco Rinaldo Melucci e la sua giunta dovranno decidere la destinazione finale di Palazzo degli Uffici una volta completato il restauro. Potrebbe diventare un albergo, come nei progetti originari; un centro dotato di negozi; sede di uffici o di musei da affidare in gestione e quasi sicuramente tornare ad ospitare il liceo Archita.
                    L’assessore chiarisce che “la destinazione servirà a valutare il ruolo e l’impatto del Palazzo degli Uffici nel processo di rivitalizzazione del Borgo. Se diventerà un albergo, dovrà accogliere turisti stranieri. Se sarà un polo commerciale - chiarisce -, dovrà mantenere un determinato ed elevato standard, richiamando gli acquirenti da tutta la provincia. Nel caso in cui l’edificio accoglierà uffici, si dovrà fare in modo che la loro presenza porti una positiva ricaduta economica sugli esercizi commerciali circostanti. Qualora poi Palazzo degli Uffici diventasse sede museale, dovrà anche essere contenitore di importanti eventi culturali”.
                    Intanto, però, conclude l’assessore, la partita dovrà giocarsi nella giunta comunale alla quale spetta anche decidere in che modo pianificare l’intervento di restyling, fermo restando l’utilizzo di circa 8 milioni di euro affidati al Comune per il ripristino di solai e scale.

                    articolo di Pamela Giufrè
                    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Venerdì 1 Settembre 2017

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                    • #11

                      Sicurezza informatica nuova laurea magistrale

                      Dal nuovo anno accademico al via una nuova laurea magistrale. È quella in “Sicurezza informatica”. Sarà erogata nel quartiere Paolo VI nella sede dei corsi del Dipartimento di Scienze di Bari. A guidare il nuovo corso di studi di laurea magistrale che ora consente di avere una filiera completa di studi nell’ambito dell’informatica, è la professoressa Roselli. Si tratta, peraltro, del terzo corso di laurea magistrale di questo tipo in Italia.
                      La laurea magistrale - si legge nella locandina predisposta dall’Università di Bari - si propone di formare specialisti in grado di svolgere attività di analisi, progettazione, sviluppo, testing, assessment, coordinamento e gestione di sistemi informatici sicuri. Oltre alle competenze informatiche, i laureati magistrali acquisiscono competenze relative alla gestione aziendale e agli aspetti giuridici che riguardano il trattamento dei dati da un punto di vista della loro elaborazione, trasmissione e conservazione. Il percorso formativo previsto fornisce competenze finalizzate ad approcciare la segretezza delle informazioni e l’integrità dei dati, a realizzare architetture sicure, a gestire la sicurezza nelle reti e nei sistemi distribuiti, a usare tecniche e metodi per l’analisi della sicurezza e per l’autenticazione in sistemi biometrici. Ma anche a gestire i data mining per cyber security, conoscere la regolamentazione giuridica circa l’utilizzo di soluzioni informatiche per la sicurezza, conoscere e usare i processi per la valutazione e le tecniche per la mitigazione del rischio.
                      Questi i profili professionali in uscita: analisti e progettisti software in ambito sicurezza; specialisti in reti e comunicazioni informatiche; Security officer assistant Pmo; gestori sistema di sicurezza. Tra gli sbocchi professionali, posizioni nell’ambito del Secure Ict service settori civili e militari, di aziende specializzate in cyber security, industria, telecomunicazioni e media, società di servizi e di consulenza, banche e assicurazioni, logistica e trasporti, settori R&D. Per i laureati è possibile l’iscrizione all’albo degli ingegneri (settore dell’Informazione, sezione A).

                      articolo di Maria Rosaria Gigante
                      pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Domenica 17 Settembre 2017

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                      • #12

                        Palazzo Uffici, la gara nei primi 6 mesi del 2018

                        Di Paola: immobile importante, si decide con la città cosa diverrà

                        Recupero di Palazzo degli Uffici: aprire la gara entro la prima metà del 2018. È il tempo che si è data l’amministrazione comunale per la quale, si legge in una nota, “Palazzo degli Uffici costituisce una priorità. Pur nella consapevolezza delle variabili che esulano dalla capacità di governo, la giunta Melucci - si dichiara - sfida l’obiettivo dell’avvio delle operazioni di gara entro la prima metà del 2018, termine che si è posto autonomamente e senza alcun impegno formale o scadenza prefissata ma nella sola esigenza di dare in tempi brevi risposte certe alla comunità che aspetta ancora la restituzione di questo importante bene storico della città”.
                        Su Palazzo Uffici sono giunti diversi solleciti al sindaco Rinaldo Melucci e agli assessori. L’ultimo è quello del comitato che mette insieme ex professori e studenti del liceo Archita che per tanti anni è stato appunto nello storico immobile del Borgo. “Stiamo rispettando il programma di attività e di interventi che abbiamo messo in sequenza e tempificato per recuperare e valorizzare Palazzo degli Uffici - afferma l’assessore ai Lavori pubblici, Aurelio Di Paola - . Non permetteremo che le lungaggini, lo stato di degrado e gli agenti atmosferici possano ammalorare ancora una testimonianza di storia e di gloria così importante per la città. Attualmente - rileva Di Paola - sono in corso le attività propedeutiche all’avvio delle operazioni per l’affidamento della riprogettazione e dell’esecuzione dei lavori che consistono nella verifica della disponibilità di fondi pubblici per la copertura finanziaria dell’intervento e nella individuazione delle nuove destinazioni d’uso”.
                        Il Comune dice che la giunta va avanti anche sul Palazzo degli Uffici. Per l’assessore si tratta di “un cantiere che attualmente è solo amministrativo per l’espletamento delle procedure propedeutiche all’affidamento dei lavori, ma che si conta di trasformare in tempi brevi in un cantiere fisico e operativo”.
                        Ma cosa fare di Palazzo degli Uffici una volta recuperato? Risponde Di Paola: “Cosa diventerà Palazzo degli Uffici lo decideremo seguendo un processo decisionale partecipato con gli stakeholders più rappresentativi delle principali forze politiche, economiche, sociali e culturali del territorio al fine di convergere in tempi brevi verso un modello di destinazione d’uso condiviso. Vogliamo ascoltare e valutare attentamente i contributi e le proposte che saranno forniti nella fase della consultazione con gli stakeholders e delineare un assetto funzionale di questo Palazzo capace di coniugare la valorizzazione della sua funzione storica, urbanistica e culturale della città”. Per Di Paola, inoltre, si terrà conto “della strategicità del Palazzo per lo sviluppo economico del Borgo e della città. In questo senso abbiamo avviato una prima valutazione con la giunta al fine di individuare una prima ipotesi di destinazione d’uso con una proposta su cui ho raccolto la convergenza dei colleghi assessori. In seguito - conclude Di Paola -, seguendo la nostra timeline, saranno avviate le procedure di affidamento delle attività di progettazione e realizzazione dell’intervento di riqualificazione”.

                        Campo scuola, idea per i lavori
                        Il Municipio punta alle risorse del bando lanciato da Anci i Istituto credito sportivo

                        Il Comune di Taranto punta al bando “Sport Missione Comune”, nato da un protocollo d’intesa stipulato tra l’Anci (l’Associazione nazionale dei Comuni italiani) e l’Ics (l’Istituto di credito sportivo) e progetta la riqualificazione del campo scuola di atletica leggera “Giuseppe Valente” nel quartiere Salinella.
                        “Il bando - annuncia Palazzo di Città - mette a disposizione dei Comuni italiani la somma totale di 100 milioni di euro per realizzare opere di ristrutturazione, ammodernamento e costruzione di impianti sportivi”. “Questo bando - spiega l’assessore ai Lavori pubblici, Aurelio Di Paola - rappresenta per il Comune un’opportunità per progettare la riqualificazione e l’ammodernamento di una struttura sportiva della città secondo le indicazioni della Fidal. Il campo scuola - aggiunge l’assessore - è uno spazio importante, ma ancora non adeguatamente valorizzato, per l’atletica leggera”. “Dopo gli opportuni interventi di riqualificazione”, l’impianto “potrà elevarsi a strumento di riscatto e di rilancio di una periferia troppo spesso abbandonata, nonché proporsi nel circuito delle manifestazioni e competizioni internazionali di atletica leggera”. Per Di Paola, “la valorizzazione della struttura contribuisce anche alla valorizzazione di un quartiere della città e offre risposte mirate alle esigenze della formazione, dell’avvicinamento dei ragazzi e dell’educazione allo sport. Diventa il luogo dove praticare sport e coltivare passioni, aggregare i più giovani ma anche le famiglie. Partiamo da qui - conclude l’assessore comunale - ma lavoreremo sulle strutture sportive per recuperarle, riqualificarle e valorizzarle perché crediamo nei valori dello sport e nelle potenzialità dei nostri giovani che devono trovare nella loro città strutture accoglienti per gli allenamenti e funzionali alle pratiche e discipline sportive”.

                        articoli pubblicati su La Gazzetta del Mezzogiorno di Mercoledì 20 Settembre 2017

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                        • #13
                          Palazzo degli Uffici: arriva richiesta danni
                          La società chiede 10 milioni di euro al Comune di Taranto


                          Palazzo degli Uffici, la grande incompiuta finisce nelle aule giudiziarie. Anzi, ci ritorna. La contrapposizione tra il Comune di Taranto e la società di scopo costituita, anni fa, proprio per riqualificare l'immobile del Borgo (la “Put”, ovvero Palazzo degli Uffici Taranto), dopo un lungo e senza esito percorso davanti al Tar di Lecce, si sposta ora a Bari. Ed esattamente al Tribunale delle imprese. In questa sede, secondo fondate indiscrezioni, la società di scopo “Put” (le quote sono del consorzio Aedars, aggiudicatario del progetto di finanza indetto dal Comune nel 2003), avrebbe richiesto al Municipio danni per 10 milioni di euro circa. È probabile che i legali della società lamentino di aver subito dei danni economici in seguito alla rescissione del contratto decisa nel febbraio del 2014 dall'Amministrazione Stefàno per una serie di presunte inadempienze rispetto agli impegni previsti. È molto probabile, a questo punto, che l'Amministrazione Melucci contrattacchi difendendo le sue tesi e, magari, quantificando invece i danni che lo stesso Comune avrebbe subito nel corso degli ultimi anni e soprattutto chiedendo il rimborso di tutte le spese sostenute per la pulizia e gli interventi urgenti effettuati nel cantiere. Inizierà una sfida a suon di carte bollate a meno che, naturalmente, le parti raggiungano prima un accordo. Già, a partire dai prossimi giorni sulla richiesta risarcitoria ricevuta, si confronteranno i tecnici della direzione Lavori pubblici e quelli dell'Avvocatura comunale. In realtà, quella (recentissima) depositata alla sezione di Bari del Tribunale delle imprese non è l'unica controversia di carattere giudiziario che contrappone il consorzio Aedars a Palazzo di Città. Per tre anni e mezzo, infatti, è stato depositato un ricorso contro l'Amministrazione comunale al Tar di Lecce che ora, però, pare essere stato trasferito al tribunale amministrativo del Lazio.
                          Del resto, a proposito della possibilità di finanziare la riqualificazione di Palazzo degli Uffici con i fondi del Contratto di sviluppo (Cis), lo stesso coordinatore del “tavolo”, Giampiero Marchesi, aveva invitato l'Amministrazione comunale a definire prima le controversie instaurate con l'ex concessionario. Che, certo, se non sono proprio un ostacolo determinante alla ripresa dei lavori, ovviamente non l’agevolano.
                          Per la cronaca, nel gennaio del 2016, Comune e consorzio ripresero ad avere quantomeno dei contatti. Ci furono un paio di incontri, un fitto carteggio ma il Municipio non accettò la richiesta avanzata dalla controparte. Ed allora, cosa chiese Aedars? Il confronto, peraltro, venne richiesto dall'avvocato Gaetano Cappellano Seminara, all'epoca designato dal Tribunale di Roma amministratore giudiziario del consorzio.
                          il rappresentante di Aedars chiese al Comune di poter proseguire i lavori di ristrutturazione dello storico immobile che domina piazza della Vittoria e che, per oltre 130 anni, ha ospitato il liceo classico Archita. In realtà, nella proposta dell'amministratore giudiziario, il consorzio si candidò ad eseguire direttamente le opere di messa in sicurezza e di consolidamento di Palazzo degli Uffici “per risolvere la controversia in maniera stragiudiziale”. L’avvocato Seminara fece anche appello ad una collaborazione “consona tra organi dello Stato”. In altre parole, l'amministratore giudiziario di Aedars propose al Municipio di definire una transazione. Nel confronto e nella successiva documentazione spedita, la direzione Lavori pubblici non chiuse la porta alla possibilità che i lavori riprendessero ma chiarì che il contratto era rescisso (“è un presupposto imprescindibile”, sostennero in quel periodo fonti vicine al Municipio). Questa fu considerata la condizione necessaria e sufficiente per il Comune di Taranto affinché potesse riprendere il percorso. Ed invece, il consorzio non sembrò volersi sintonizzare completamente sulla lunghezza d'onda tracciata dall'Amministrazione. E così, ci fu la più classica delle fumate nere.

                          Per ristrutturare lo storico edificio, c’è anche l'ipotesi Invimit
                          Società interamente controllata dal Ministero dell'Economia

                          Non solo i fondi (non ancora individuati, peraltro) provenienti dal Contratto di sviluppo. Per la riqualificazione di Palazzo degli uffici, l'Amministrazione comunale non esclude altre ipotesi. In questo senso, del resto, vanno letti i contatti che il Comune di Taranto avrebbe avuto con l’Invimit (Investimenti immobiliari italiani). Si tratta di una società il cui capitale è interamente detenuto dal Ministero dell'Economia e delle Finanze. L'obiettivo di fondo di Invimit è di cogliere le opportunità derivanti dal generale processo di valorizzazione e dismissione del patrimonio immobiliare pubblico, attraverso l'istituzione, l'organizzazione e la gestione di fondi comuni di investimento.
                          Una delle caratteristiche fondanti della società è quella riqualificare e rigenerare senza consumare altro suolo.
                          Invimit, infine, ha avviato una collaborazione con l'Associazione nazionale comuni italiani (Anci), per attivare un centro di competenza specifica nel settore della valorizzazione dei patrimoni immobiliari degli enti locali.
                          Nel caso in cui, però, Palazzo degli Uffici (o parte di esso) venisse ceduto all’Invimit, il Comune di Taranto perderebbe la proprietà dello storico immobile. È del tutto evidente che, in questo caso, l'istituto ministeriale dovrebbe poi dare in locazione alcune aree dell'edificio per incassarne i relativi proventi e compensare così i costi sostenuti per la ristrutturazione.

                          articoli di Fabio Venere
                          pubblicati su La Gazzetta del Mezzogiorno di Lunedì 23 Ottobre 2017



                          Messa in sicurezza prima che sia tardi
                          Il Comune valuti la procedura di “somma urgenza”

                          Nell'estate del 2013 l'ultimo presidio dell'Archita lasciava il Palazzo degli Uffici, sede storica dell'Antico liceo dal 1° gennaio 1876.
                          Poco dopo chiudeva i battenti l’ultimo esercizio commerciale ubicato nel Palazzo, su via d'Aquino. Arrivava a compimento lo svuotamento del maestoso edificio, ormai in degrado inarrestabile, iniziato nel 2003 con lo sfratto dell'Istituto per la storia e l'archeologia della Magna Grecia (piazza della Vittoria) e il primo spostamento forzoso dell'Archita.
                          Da allora fiumi di parole e finte inaugurazione di cantieri, con cambi di teloni sulle impalcature, hanno scandito la totale inerzia pubblica nei confronti dell'importante monumento.
                          Eh, sì: monumento: non solo per il vincolo al quale è sottoposto, ma perché quello che nacque nell'ultima stagione del riformismo borbonico come Orfanotrofio, a fine ‘700, e che poi rimase come “fabbrico derelitto” fino a molto dopo l'unità d'Italia, è stato comunque il fabbricato che ha improntato di se tutto il disegno della città nuova (il Borgo), tanto nella disegno delle strade quanto nelle misure degli isolati, multipli o sottomultipli di quel palazzo.
                          Da alcuni anni le tettoie (contenenti amianto) dell'ultimo piano sono state parzialmente rimosse, cosa che ha dato adito anche ad un contenzioso tra il consorzio di imprese aggiudicatario della ristrutturazione ed una ditta che in subappalto aveva iniziato a rimuovere l'Eternit. Per molti mesi i muri portanti del palazzo, di tufo, sono stati esposti alle intemperie ed alle piogge; fino a quando, dopo vivaci proteste di studenti ed ex studenti e docenti dell’Archita e di quanti fotografavano quotidianamente il degrado dai condomini vicini, sui muri scoperchiati è stato steso un telone di plastica. Meglio di niente, ma poco più di niente, visto che da anni, ormai, il telone è l'unica barriera fra le piogge ed il tufo. Non solo. Ormai svuotato di arredi e infissi, il Palazzo degli Uffici (che in alcuni locali al pianterreno “custodisce” ancora numerosi volumi delle biblioteche dell'Archita e dell'Istituto per la storia e l'archeologia della Magna Grecia; e meno male che l'incendio del 2016 non arrivo fino a quei depositi!) è diventato un colossale rifugio per topi e insetti ed un deposito di guano, perché per le sempre più numerose colonie di colombi e gabbiani è come un comodissimo, ampio wc. Il guano, per chi non lo sapesse, è uno dei prodotti più contaminanti che esistano, fra elevata carica batterica e persino tallio, un metallo altamente tossico.
                          Il Palazzo in abbandono, insomma, oltre a costituire un danno culturale (architettonico, storico, urbanistico) ed economico (è ormai di intera proprietà comunale, la sua eventuale distruzione impoverirebbe enormemente la comunità) è contemporaneamente un pericolo per la sicurezza (se crolla, crolla su corso Umberto e via d'Aquino, due strade trafficatissime anche a notte fonda) e per la salute, perché costituisce, oltre che un vivaio di topi, blatte ed altri insetti, infestanti e portatori a loro volta di infezioni, una bomba batteriologica per gli escrementi dei volatili.
                          Sembra di rivivere, in peggio, la situazione che si era creata intorno al 1890, quando però il Borgo era ancora pressoché inesistente, in seguito al parziale sterro - con lavori poi non portati a termine - di un cimitero che sorgeva nell’area dell’Orfanotrofio, come lamentava un abitante del luogo: “Quantunque la cessata amministrazione avesse disposto per lo sterro nell'antico camposanto posto a levante dell'Orfanotrofio proprio fino ad ora non solo non venne eseguito il lavoro ma pare che siasi studiato il modo di peggiorare le condizioni igieniche della località con poca edificazione degli abitanti dei fabbricati adiacenti costretti alla vista di tombe scoperchiate ed a respirare un'aria ammorbata da residui organici antichi e moderni in putrefazione” (15 settembre 1890, lettera di protesta al sindaco, in Cippone , “Il Borgo prima del Borgo”). Adesso il rischio è di trasformare in una specie di cimitero tutti gli isolati intorno al Palazzo degli Uffici, che come un colossale dente cariato e non curato infetta la bocca della città.
                          Occorre sottolineare ancora come l'esigenza primaria sia quella di procedere per “somma urgenza”, mettendo immediatamente in sicurezza e “bonificando” il Palazzo degli Uffici, senza aspettare che si risolvano i contenziosi sulle concessioni, gli appalti e subappalti, la ristrutturazione, la destinazione d'uso?

                          articolo di Giuseppe Mazzarino
                          pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Lunedì 23 Ottobre 2017



                          L'assessore ai lavori pubblici: “Presto il bando per coprire solaio del liceo Archita”
                          Di Paola: sarà messo in sicurezza

                          “Il Comune di Taranto sta per pubblicare il bando di gara per affidare a proprie spese i lavori di messa in sicurezza del cantiere quali, in primis, il ripristino del solaio e di alcune scalinate demolite dall'ex concessionario, nonché a predisporre la costituzione nel giudizio promosso da Put srl , presso il Tribunale di Bari”.
                          Lo annuncia in una nota inviata alla “Gazzetta” l'assessore ai Lavori pubblici, Aurelio Di Paola. L'esponente della giunta Melucci conferma, quindi, l'indiscrezione riportata sull'edizione di ieri del nostro giornale e relativa alla richiesta di risarcimento danni avanzata verso l'Amministrazione comunale dalla società di scopo “Palazzo degli Uffici Taranto srl”. Richiesta che si aggira intorno ai 10 milioni di euro ed a cui il Comune di Taranto “risponderà” nelle aule giudiziarie. [...]

                          articolo pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Martedì 24 Ottobre 2017

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                          • #14
                            Lavori in 24 scuole superiori
                            Ecco gli interventi di “efficientamento energetico” per 15 milioni di euro


                            Quindici milioni di euro per l'efficientamento energetico di 24 scuole superiori di Taranto e provincia. I lavori partiranno nell'arco di un anno e mezzo, due al massimo, come annunciato ieri mattina in una conferenza stampa nella sala di presidenza della Provincia di Taranto. Ad illustrare gli interventi in cantiere, il presidente Martino Tamburrano. C'erano, tra gli altri, i funzionari tecnici della Provincia di Taranto ed i rappresentanti di Ance Taranto,rispettivamente Paolo Campagna ed Antonio Marinaro. Alla conferenza stampa sono inoltre intervenuti anche i dirigenti scolastici di alcuni degli istituti interessati, ed in particolare l'istituto scolastico “Majorana” di Martina Franca, l'istituto scolastico “Mondelli” di Massafra e l’istituto Pacinotti di Taranto. Rispettivamente, Francesco Raguso, Anna Caroli e Vito Leopardo.
                            Le proposte sono relative al bando Por Puglia Fesr-Fse 2014-2020, asse prioritario quarto “Energia sostenibile e qualità della vita”, azione 4.1. “Interventi per l’efficientamento energetico degli edifici pubblici”. Per cominciare, al “Majorana”, al “Mondelli” e al “Pacinotti”, l’intervento partirà con la ristrutturazione degli edifici con riferimento all’involucro esterno, alle dotazioni impiantistiche, all'introduzione di sistemi intelligenti di telecontrollo, regolazione, gestione, monitoraggio e ottimizzazione dei consumi energetici, nonché l'installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili destinata all'autoconsumo.
                            “Accogliamo e facciamo nostra - spiega il presidente Tamburrano - una proposta partita dal privato e la giriamo alla Regione Puglia in modo che possa trovare realizzazione pratica. Abbiamo adottato questo metodo anche per altre misure e ce ne sono diverse per le quali stiamo predisponendo dei nostri progetti. In particolare, ci inorgoglisce il modo in cui otterremo la possibilità di intervenire nelle scuole, al cui risultato hanno contribuito i nostri uffici, perfettamente in grado di interpretare al meglio le azioni e gli stimoli venuti dall'esterno. Credo che questa iniziativa, più le nostre progettualità, ci consentiranno di fare un buon lavoro. Questo progetto ammonta a circa 15 milioni da destinare a 24 importanti istituti scolastici del territorio e conferma la nostra attenzione per l'edilizia scolastica fin dal primo momento del nostro insediamento”. A Taranto e provincia si contano in tutto 100 scuole superiori. Le 24 già inserite nel progetto vantano una popolazione di circa mille alunni ciascuna: “Credo che sia un buon risultato, considerando che almeno 24mila studenti potranno vivere meglio in classe dopo questi interventi di ristrutturazione ed efficientamento. Siamo stati celeri nel riprendere i progetti senza perdere i finanziamenti. Se la Regione Puglia ci risponderà presto, procederemo rapidamente anche alla gara formale, completando l’iter nel giro di 18 mesi”. Gli interventi miglioreranno la tenuta termica degli edifici scolastici, soprattutto quelli dove d’inverno si avverte maggiormente il freddo”.

                            articolo di Pamela Giufrè
                            pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Martedì 24 Ottobre 2017

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                            • #15
                              Palazzo degli Uffici: si parte con la pulizia
                              Ci sono 110mila euro per dare un nuovo decoro all'immobile


                              "Sos" Palazzo degli Uffici, si parte con la pulizia dello storico immobile. Si esce finalmente dal lungo blocco causato anche dalle diverse interpretazioni del nuovo Codice degli Appalti e dal tempo perso per lo svolgimento delle elezioni amministrative.
                              È stata pubblicata, infatti, la determina con cui è stato indetto il bando per 110mila euro circa per gli interventi di pulizia, rimozione dei detriti accumulati e per una prima messa in sicurezza dell'edificio che domina il Borgo di Taranto. Le buste contenenti le offerte, verranno aperte il prossimo 5 dicembre e, probabilmente, entro gennaio ci sarà l’affidamento dell’incarico all'impresa aggiudicatrice.
                              È un primo passo questo. Quello più significativo verrà compiuto solo l'anno prossimo. Il riferimento è al recupero, restauro conservativo, manutenzione di Palazzo degli Uffici. Che ha un importo stimato di 1,5 milioni di euro e che prevede, tra le varie opere, la copertura del solaio scoperto già da qualche anno, dopo l’interruzione dei lavori da parte della ditta esecutrice, a sua volta, incaricata dalla società di scopo "Palazzo degli Uffici srl". Tanto per essere ancora più chiari e per usare un’immagine che possa rendere bene l’idea, al termine di questi interventi verranno anche rimossi i ponteggi ed i teli che attualmente occupano i prospetti dell’immobile che, per oltre 130 anni, ha ospitato il liceo classico “Archita”. Ancor prima, però, di indire il bando per la messa in sicurezza, il Comune ha affidato a due professionisti tecnici tarantini esterni all'Amministrazione comunale per 39mila euro (poi saliti a 50mila con gli oneri fiscali e previdenziali) l’incarico di redigere il progetto esecutivo. Si tratta dell’ingegner Sergio Tracuzzi e Francesco D’Elia.
                              Il progetto dovrebbe essere consegnato alla direzione Lavori pubblici entro la fine di gennaio e così, presumibilmente, entro febbraio dovrebbe essere indetto il bando di gara. In conclusione, i lavori di messa in sicurezza dovrebbero iniziare entro aprile 2018 e concludersi nei successivi otto-nove mesi. In buona sostanza, salvo imprevisti, quello che inizierà poco prima di Natale, dovrebbe essere l’ultimo inverno senza copertura per Palazzo degli Uffici.
                              In particolare, è inoltre prevista la rimozione della controsoffittatura dell’ex Corte d’Appello; la chiusura dei vani di passaggio sulla muratura portante; la realizzazione di muratura per il ripristino dello stato precedente; la demolizione delle murature eseguite; la ricostruzione delle scale demolite; il risanamento del solaio esistente nella galleria laterale dell’ex Corte d’Appello; la sostituzione della vecchia impermeabilizzazione; la realizzazione di nuovi cordoli di incanalamento di murature portanti; la sistemazione di pluviali in pvc; la realizzazione delle nuove strutture portanti in acciaio e zinco e, infine, la fornitura e la realizzazione di una nuova copertura da eseguire con “tavolato” e tegole o pannelli coibentati.

                              articolo di Fabio Venere
                              pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Lunedì 27 Novembre 2017

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