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Rassegna Stampa 2016

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  • #16

    “Università, cresce il dipartimento”
    Notarnicola: più docenti, tiene Economia, cala Giurisprudenza ma meno che altrove


    Il dipartimento universitario jonico “Sistemi giuridici ed economici del Mediterraneo: società, ambiente, culture”, bene in salute. È il direttore del Dipartimento, Bruno Notarnicola, ordinario di Merceologia, fresco di nomina per un nuovo triennio, a tracciare un bilancio degli ultimi tre anni di attività e indicare le prospettive di crescita dei prossimi tre.
    Direttore, innanzi tutto, come andiamo ad immatricolazioni?
    “Negli ultimi anni, a fronte di un calo fisiologico nelle immatricolazioni in tutte le Università italiane, in particolar modo al Sud e in particolare negli studi giuridici, il dipartimento jonico è riuscito a tenere. C’è stato, è vero, comunque, un calo a Giurisprudenza, dell’ordine del 15 per cento (inferiore rispetto al calo nazionale ed in particolare al Sud, pari al 30), ma tengono Economia, in particolare il corso di studi magistrale in Impresa e management e Scienze delle attività marittime, cresciuto del 30 per cento”.
    Cosa attendersi?
    “Non lo nascondo, ci piacerebbe un aumento delle immatricolazioni su Giurisprudenza perché il calo del 15 per cento si vede. Abbiamo messo in atto una serie di azioni correttive”.
    Il numero di studenti certo incide sulla ripartizione dei finanziamenti...
    “Non solo il numero, anche la qualità perché si guarda ai Cfu conseguiti. Pertanto, il nostro sforzo, in particolare ad Economia, è teso anche a monitorare il percorso formativo degli studenti. Ci preoccupa che conseguano un certo numero di Cfu in modo da poterli portare, auspicabilmente in tre anni, al massimo in quattro, alla laurea. Non è facile”.
    Personale sempre insufficiente?
    “No, in questi tre anni il personale è aumentato. Abbiamo assunto un ordinario, istituito otto posti di professori associati, due posti di ricercatore di tipo B, sei posti di ricercatore di tipo A, grazie al supporto della Regione Puglia, e sei posti di dottorato di ricerca grazie all’accordo di programma col Comune di Taranto. L’emergenza, dunque, è passata. Sul piano della sostenibilità di Giurisprudenza, siamo del tutto tranquilli. Sulla sede di Economia, invece, siamo ancora in leggero affanno. Con un professore in più staremmo benissimo”.
    Quanto al personale tecnico amministrativo, invece?
    “Siamo cresciuti di cinque unità, ma rimaniamo ancora il dipartimento con i numeri più bassi. Speriamo che ci sia la dovuta attenzione da parte degli organi centrali. Inoltre, ci auguriamo che, con il prossimo accordo di programma, le tre unità venute meno dal Comune possano essere rimpiazzate. Uguale discorso sulla Provincia, sono andati in pensione due su quattro dipendenti”.
    Servizi e rapporto con gli studenti: a che punto siamo?
    “Abbiamo informatizzato e creato laboratori a Giurisprudenza. Inoltre, abbiamo puntato molto sull’internalizzazione aumentando gli studenti in Erasmus sia in uscita che in entrata. Abbiamo curato i progetti di tutorato parlando con i docenti, istituendo una commissione paritetica studenti-docenti e monitorando gli esiti degli esami. Mi pare un buon lavoro se il tasso di abbandono tra primo e secondo anno, che era un problema, è passato dal 50 al 35 per cento. Puntiamo ad un ulteriore decremento considerato che un 20 per cento di abbandoni è un dato fisiologico”.
    Sedi...
    “Notoriamente quella di Giurisprudenza (in Città vecchia) è bellissima ed abbiamo ancora fatto tanto: grazie all’impegno non indifferente degli organi centrali, abbiamo realizzato gli studi per tutti i docenti lì dove, nei tre piani di via Di Mezzo, c’erano degli open space. Abbiamo dotato la biblioteca di nuove librerie ed abbiamo anche molto investito su nuovi testi e pubblicazioni. Sulla sede di Economia (in via Ancona) abbiamo puntato, invece, sull’efficientamento energetico”.
    Infine, ci sono nuovi corsi in prospettiva?
    “Ci sarebbe da ripotenziare l’area letteraria e pedagogica. Ma non posso anticipare nulla, se non che è in agenda una prima valutazione in autunno”.


    articolo di Maria Rosaria Gigante
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Mercoledì 20 Luglio 2016

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    • #17
      Ecco cosa blocca Palazzo degli Uffici
      Il Codice degli appalti e le linee guida dell’Anac “complicano” il ruolo dei funzionari




      Palazzo degli Uffici, il bando di gara per il rifacimento del solaio e per la manutenzione della facciata è bloccato dal nuovo Codice degli appalti. Che ingabbia la figura del Rup (Responsabile unico del procedimento). Questo, tutto sommato, è noto da tempo. Anzi, esattamente, dalla scorsa primavera ovvero da quando è entrato in vigore il nuovo testo unico. Naturalmente, il problema non riguarda solo Taranto e soltanto Palazzo degli Uffici ma l’intero Paese.
      Le linee guida dell’Anac (l’Autorità nazionale anti corruzione) non hanno sbrogliato la matassa. Anzi. Si attende che il ministero definisca la situazione magari accogliendo, in parte, le richieste degli enti locali e delle organizzazioni degli imprenditori.
      Ma, detto questo, esattamente cosa sta rallentando l’Amministrazione comunale? La direzione Lavori pubblici non si sta muovendo sostanzialmente perché il nuovo Codice degli appalti prima e le linee guida dell’Autorità presieduta da Raffaele Cantone poi non hanno chiarito il ruolo del Rup. Acronimo che, in burocratese, vuol dire responsabile unico del procedimento. È quel dipendente comunale, in questo caso si tratta di un tecnico (geometra, architetto, ingegnere), che deve seguire tutte le fasi progettuali dell’opera appaltata.
      Nello schema di linea guida pubblicata dall’Anac che va sotto la denominazione di “nomina, ruolo e compiti del responsabile unico del procedimento per l’affidamento di appalto e concessioni”, l’Authority ha puntualizzato che “nell’emanare le relative linee guida si prefigge lo scopo di valorizzare la figura del RUP, in modo da esaltarne il ruolo di Project Manager, enfatizzando le competenze di pianificazione e gestione dello sviluppo di specifici progetti, anche attraverso il coordinamento di tutte le risorse a disposizione, e gli interventi finalizzati ad assicurare l’unitarietà dell’intervento, il raggiungimento degli obiettivi nei tempi e nei costi previsti, la qualità della prestazione e il controllo dei rischi”.
      In altre parole, secondo le linee guida dell’Autorità anticorruzione il responsabile unico del procedimento non può più essere solo il geometra comunale , così come accaduto in questi decenni. Ma, invece, dev’essere una figura specializzata e che abbia la qualifica di project manager . In realtà, l’Anac diversifica i requisiti necessari per il “nuovo” responsabile unico del procedimento (Rup) in base all’importo dell’appalto. E, quindi, la firma del geometra può essere sufficiente solo se il bando di gara non supera quota 500mila euro. Ma, anche in questo caso, deve avere tra i propri titoli professionali quello di project manager. Poi sino ad un milione di euro chi controlla tutti gli atti amministrativi (dall’inizio alla fine) di una gara di appalto deve avere almeno una laurea triennale mentre da 1,5 milioni di euro (ed oltre, naturalmente) il Rup deve essere in possesso di una laurea quinquennale. Al Comune di Taranto, considerata la gravissima carenza della pianta organica, i progettisti in possesso di questi titoli si contano sulle dita di una mano. E, di certo, il responsabile di tutti questi atti non può essere sempre e soltanto il dirigente o i dirigenti. Anche perché le gare di appalto che devono essere pubblicate sono almeno una cinquantina. E, ovviamente, i funzionari tecnici incaricati di seguire tutte le fasi amministrative devono essere diversi.
      Che fare, dunque? La strada obbligata è quella dell’attesa. Indire un bando in questa condizione d’incertezza, esporrebbe l’Amministrazione al rischio concreto di cadere in errore ed alla possibilità (forte) di subire dei ricorsi. Ed allora, anche Palazzo degli Uffici dovrà attendere. Almeno sino alla fine dell’anno.

      articolo di Fabio Venere
      pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Mercoledì 2 Novembre 2016
      Ultima modifica di Plautus; 06/01/2017, 17:38.

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      • #18
        Palazzo degli Uffici: lavori di manutenzione
        Finiti gli interventi di pulizia delle impalcature e dei locali



        Palazzo degli Uffici, finiti gli interventi di pulizia delle impalcature e dei locali ancora imbrattati dall'incendio dei mesi scorsi. È stato rimosso anche materiale infiammabile (carte e cartoni vari). Si tratta, come si vede, di interventi di ordinaria manutenzione mentre, entro fine gennaio, verrà indetto il bando per i lavori di manutenzione straordinaria.
        Si va, dunque, (e finalmente) verso lo sblocco dei bandi di gara per la messa in sicurezza urgente. La decisione verrà formalizzata proprio in queste ore.
        La situazione di assoluta paralisi, si è sbloccata un mese fa dopo la pubblicazione delle ultime linee guida del nuovo Codice degli appalti che hanno definitivamente chiarito il ruolo che, nella nuova legge, dovrà assumere il Responsabile unico del procedimento (Rup). In buona sostanza, sembra che ora il nuovo testo unico sugli appalti abbia messo al riparo da requisiti più stringenti quei progettisti comunali (geometri, architetti, ingegneri) che comunque abbiano una certa anzianità di servizio. Se quest’'orientamento dovesse essere confermato, quindi, la direzione Lavori pubblici del Comune di Taranto potrebbe indire dapprima il bando di gara per la messa in sicurezza urgente dello storico immobile del Borgo umbertino e poi appaltare gli interventi per la copertura totale del solaio. Complessivamente, si tratta di lavori che hanno un importo vicino a 1,5 milione di euro.
        Di questi, 500mila euro saranno utilizzati per interventi di ripristino delle facciate con il cemento armato ma anche per evitare che vandali o balordi entrino nell’'ex sede del liceo Archita ed infine anche per la pulizia con la rimozione dei cumuli di rifiuti presenti. Questo bando, molto probabilmente, avrà carattere di urgenza. E questo, per far sì che i lavori di messa in sicurezza inizino entro marzo - aprile ma sempre nel caso in cui il bando di gara dovesse essere indetto entro fine mese. Contestualmente verrà indetto anche il bando di gara (ma gli interventi verranno avviati successivamente a quelli per la messa in sicurezza) per la copertura totale dei solai (1 milione di euro). Quella parziale, almeno secondo quanto emerso dall'’ultimo sopralluogo, regge. Nonostante tutto, regge.
        Se, infatti, nelle scorse settimane nell’'assessorato ai Lavori pubblici, era prevalso un atteggiamento improntato alla cautela, ora sembra che ci sia un cambio di passo. In questi ultimi mesi, per la cronaca, non è stato indetto il bando di gara per la copertura del solaio e per i necessari interventi di manutenzione sulle facciate per l’assoluta ed oggettiva mancanza di chiarezza derivante dall’'applicazione del nuovo Codice degli appalti. Il Testo unico che determina diverse procedure per gli enti locali, pur essendo entrato in vigore nello scorso aprile, del resto, ha paralizzato praticamente tutte le amministrazioni pubbliche d’Italia. E questo, sostanzialmente, perché il ministero delle Infrastrutture non aveva ancora sbrogliato la matassa su cui pure sono intervenute le associazioni imprenditoriali edili oltre all’Autorità nazionale anti corruzione (l’Anac). E così, dopo mesi di ping pong, ora sembra che siano stati definiti gli aspetti più controversi.
        In particolare, il riferimento è (anzi, era) ai requisiti che secondo il nuovo Codice degli appalti avrebbe dovuto avere il responsabile unico del procedimento (Rup), ovvero il tecnico comunale (geometra, architetto) che segue una gara di appalto dalla progettazione alla sua conclusione. Si tratta di titoli professionali piuttosto elevati che, ad esempio, al Comune di Taranto sono in pochi ad avere (tra i progettisti in organico). Ma le nuove linee guida, dando un giusto riconoscimento agli anni di esperienza maturata sul campo, faranno ora accendere il semaforo verde.


        articolo di Fabio Venere
        pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Martedì 3 Gennaio 2017

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