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Rassegna Stampa 2012

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  • Rassegna Stampa 2012

    “Università, nel 2012 la crescita del Polo”
    L'assessore Ciocia: “La nuova sede, un sogno realizzato”

    “Il 2011 è stato sicuramente l'anno del Convento di San Francesco. È stato il compimento di un sogno ed ora è un punto di partenza. Ora si apre la seconda fase che punta al rafforzamento del polo scientifico”. E' un bilancio positivo quello che l'assessore comunale all'Università, Paolo Ciocia, traccia in tema di presenza universitaria a Taranto.

    Assessore, però, a proposito della nuova prestigiosa sede in Città Vecchia, c'è chi lamenta inefficienze. Ad esempio, non c'è ancora linea telefonica e collegamento Internet...
    L'amministrazione comunale ha fatto quanto era di sua competenza, compresa un'ultima cosa: la sistemazione di rastrelliere per le bici. L'allaccio delle linee è di competenza dell'Università e sicuramente ora è tempo di risolverli, quei problemi.

    Con il superamento delle facoltà voluto dalla riforma Gelmini, per alcuni l'attuale situazione è un po' la rinuncia al sogno di una università autonoma...
    Sin dal primo giorno dell'insediamento della nostra amministrazione, ho sempre affermato che era inutile pensare ad cose irrealistiche. Ciò che è stato realizzato in questi anni trova riconoscimento nello Statuto dell'ateneo barese che a breve sarà adottato e che dice chiaramente che l'ateneo ha sede a Bari ed ha un polo universitario jonico.

    Si ritiene quindi soddisfatto?
    Sì, anche perché vedo soddisfazione da parte dei ragazzi e del personale. Taranto ha saputo ben resistere ai tagli ed ai ridimensionamenti della riforma. Inoltre, il rafforzamento del Dipartimento giuridico-economico dimostra chiaramente che l'idea che avemmo nel 2009 di istituire un dipartimento come sede di ricerca e di coordinamento della didattica fu un'idea vincente.

    Ma da quel dipartimento sono fuori altri pezzi importanti dell'offerta universitaria qui a Taranto...
    Spero che il dipartimento del Politecnico possa ampliarsi alla facoltà di Scienze. Auspicherei la concretizzazione di un dipartimento scientifico interfacoltà ed interateneo.

    Come chiudere il conto con i corsi di laurea persi in Maricoltura e dell'area sanitaria?
    Intanto, il primo Master in Risorse del Mare recentemente partito ci rimette in pista per la possibilità di riottenere Maricoltura sin dal prossimo anno accademico. Inoltre, anche per l'area sanitaria, abbiamo più che fondate certezze che con il 2012 si possa riportare a Taranto il corso di laurea in Fisioterapia. Certo, occorrerà che l'Asl recuperi presto i finanziamenti per la sede del SS. Crocifisso.

    Forse ora, però, la scommessa più grossa è la realizzazione del polo scientifico tecnologico?
    Sì, capofila è l'Università, ma ben quaranta tra enti, istituzioni e società, tutti insieme abbiamo fatto un Pon risultato al secondo posto e grazie al quale ci sono state rese disponibili risorse per 9 milioni e mezzo di euro (c'è già l'accredito dell'80% delle risorse, ndr) per l'acquisto di attrezzature scientifiche e l'implementazione del personale, da destinare al polo di Taranto per la ricerca in ambito ambientale.

    C'è ancora un problema di sede?
    La sede proposta ufficialmente nel Pon è a Paolo VI tra la facoltà di Scienze ed il Politecnico. So che è allo studio da parte dell'Arpa u n'altra proposta. La scelta sarà frutto di una valutazione tecnica che sarà fatta ad un tavolo di concertazione. Ora occorre, però, passare alla fase operativa.

    Ulteriori elementi a conferma di un impegno per l'Università?
    Beh, i primi tre ricercatori di questo quinquennio sono tarantini perché, come aveva promesso il rettore Petrocelli, i primi concorsi sono stati banditi per Taranto. Da parte del Comune, ci sono i nuovi stage formativi finanziati e rivolti da quest'anno ai neo laureati.



    Il Comitato qualità della vita: “Ecco le sfide del 2012”

    “Non c'è tempo da perdere; ora dobbiamo agire tutti insieme per creare le condizioni per il futuro dei nostri giovani. Ci attendono nel 2012 sfide importanti in particolare per la scuola e l'università, sfide che dobbiamo vincere !!”.
    È il messaggio che il Comitato per la Qualità della Vita, che si avvicina al suo trentennale, ha rivolto nel corso della tradizionale conferenza stampa di fine anno. “E' stato un anno celebrativo - ha detto il presidente Carmine Carlucci riferendosi in particolare alle numerose celebrazioni realizzate quest'anno per il 150° dell'Unità d'Italia -. Nelle ultime settimane è sembrato emergere una nuova consapevolezza: che solo un'offerta formativa scolastica razionale può aiutare i giovani a una formazione d'eccellenza; ed ancora che il polo universitario jonico può e deve trovare nell'azione di consolidamento e sviluppo le coordinate per essere accademia di ricerca. Nasce allora - ha auspicato il presidente Carlucci - l'impegno a risvegliare l'orgoglio per le nostre “radici joniche”, l'orgoglio di un popolo e di tanti giovani che vogliono riscoprire vocazionalità e potenzialità per troppo tempo represse puntando alla creatività ed all'innovazione”.

    articoli di Maria Rosaria Gigante
    pubblicati su La Gazzetta del Mezzogiorno di Sabato 31 Dicembre 2011

  • #2
    Riferimento: Rassegna Stampa 2011

    IL FUTURO DELL'ISTRUZIONE: L'ASSESSORE SASSO INCONTRA I SINDACATI E PAVENTA NUOVE DECISIONI. PIANO ATTESO A FINE MESE
    Scuole accorpate, la Regione cambia idea?
    Forse si rivedono i tagli. Comitato qualità della vita: confusione in vista delle iscrizioni

    Dovrà essere varato dalla Regione entro fine mese il piano di dimensionamento della rete scolastica. Ma intanto dopo l'incontro dell'assessore regionale alla Pubblica istruzione, Alba Sasso, con i sindacati, giungono voci di un probabile ridimensionamento delle soppressioni e degli accorpamenti proposti stando ad una serie di norme che imponevano di cancellare, accorpandole ad altre, le scuole al di sotto di mille alunni e organizzare i circoli didattici ancora esistenti in funzione di istituti comprensivi. L'assessore aveva detto ai sindacati che gli accorpamenti sarebbero stati circa 200 in tutta la Regione per il prossimo anno. Un po' troppi tanto da annunciare contestualmente l'avvio di una interlocuzione con il ministero allo scopo appunto di ridimensionare quei numeri. Anche a livello locale dove, tra Comuni e Provincia, si è giunti a confezionare e proporre alla Regione un piano con poco più di una quarantina di accorpamenti, ora si fa qualche dietrofront. O per lo meno c'è chi spera in tal senso e chi, dopo un faticoso lavoro di smantellamento e ricucitura di scuole, ora rischia di veder vanificata ogni cosa. Comunque vadano le cose, le decisioni della Regione arriveranno troppo tardi. A denunciare questo “inspiegabile ritardo” che genera forte confusione tra i genitori e gli studenti che dovranno fare le iscrizioni al prossimo anno entro il 20 febbraio, è il Comitato per la qualità della vita. “Il Paese rischia il default e ci si attarda a salvare istituzioni scolastiche sottodimensionate a tutto danno del bilancio ma anche della didattica” afferma il presidente Carmine Carlucci. “Fra un mese - aggiunge - scade il termine per le iscrizioni e grande è la confusione fra i genitori, ma anche fra gli operatori scolastici per le notizie contraddittorie e le titubanze a varare con coraggio una riorganizzazione della rete scolastica stabile in prospettiva almeno quinquennale”.

    articolo pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Domenica 22 Gennaio 2012

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    • #3
      La Regione attenua i tagli

      La Regione attenua i tagli: soppresse 30 scuole, non 42
      Ecco cosa cambia per l'istruzione dell'obbligo e la secondaria
      Misure operative dal prossimo anno, previsti 3 istituti per adulti

      Un dimensionamento della rete scolastica per il prossimo anno appena appena più soft rispetto alla proposta originaria conseguente alle misure introdotte dal governo. Ovvero l'obbligo rinveniente dalla legge 111 del 2011 di costituire istituti comprensivi (scuola, infanzia, elementare e media) con almeno mille alunni e la modifica, sopraggiunta a novembre 2011 con il patto di stabilità, dei parametri minimi per mantenere l'autonomia scolastica (almeno 600 e non più 500). È quello che ha definitivamente licenziato la Regione con la delibera sul piano di dimensionamento del nuovo anno scolastico presentato ieri dall'assessore regionale al Diritto allo studio e istruzione, Alba Sasso, e dalla dirigente dell'Ufficio scolastico regionale, Lucrezia Stellacci.
      Piano appena più soft in quanto, accogliendo parzialmente l'ipotesi della delibera provinciale (che riproduceva le proposte dei comuni per le scuole dell'obbligo giungendo complessivamente a 42 soppressioni), il pacchetto regionale assegna una trentina di soppressioni a Taranto sulle 188 previste a livello regionale. Più esattamente a Taranto, dunque, si sopprimono 29 scuole della fascia dell'obbligo e 4 scuole della secondaria per un totale di 33, controbilanciato però dall'istituzione di tre Cpia (istruzione per gli adulti a Taranto, Castellaneta e Manduria). Uno in più rispetto a quanto originariamente previsto. Il che porta a 30 le scuole soppresse con la conseguente perdita di una trentina di dirigenze scolastiche e di altrettanti posti di dirigenti amministrativi.
      Ma se per i dirigenti scolastici è poco male, perché andranno a riequilibrare le 39 presidenze scoperte, i problemi più grossi saranno per gli organici degli amministrativi. “È un piano doloroso” ha commentato l'assessore Sasso, un piano presentato per rispettare la legge. Legge che alla Regione non piace molto, soprattutto quella che richiede la creazione di istituti comprensivi, e che la stessa Regione ha impugnato insieme ad altre sette. Fatto sta che, nella pratica, laddove si è potuto evitare di istituire nuovi comprensivi, si è evitato. Pertanto a Taranto, a fronte della proposta di 5 nuovi comprensivi avanzata dall'assessore comunale Anna Rita Lemma, la Regione ne ha avallati due: si mettono insieme dunque Bettolo e XXV Luglio (con 429 alunni) e il circolo Moro di via Umbria con la scuola media Leonida di viale Magna Grecia (con un totale di 1399 alunni). Restano al palo invece le verticalizzazioni proposte per il circolo didattico Vico con la scuola media De Carolis (1710 alunni), la scuola Tempesta di via Lago di Como con la scuola media Volta di via Venezia (1602 alunni), la scuola media Colombo con la scuola Carrieri entrambe in via Medaglie d'Oro (1334 alunni).
      Sconvolta dalla Regione la mappa delle modifiche proposte dal Comune per i comprensivi esistenti. Per cui i nuovi comprensivi esistenti sono ora così modificati dalla Regione: Acanfora con Dante (il Comune diceva Acanfora aggregato a Don Bosco), San Giovanni Bosco con Lorenzini (il Comune diceva Lorenzini aggregata a Alfieri). Restano autonome le scuole Europa (il Comune diceva aggregata alla Dante) e Alfieri (a cui il Comune accorpava la Lorenzini). Autorizzati, invece, gli accorpamenti previsti della scuola Viola al comprensivo Battisti, dei plessi Ciclamini e di via Genziane del Salvemini alla Frascolla, del comprensivo Galilei con Giusti; ed ancora Salvemini aggrega il plesso di via Gregorio VII. Confermata anche l'autonomia per il circolo didattico Pertini. Complessivamente dovrebbero essere dunque 7 le scuole dell'obbligo soppresse a Taranto. Le altre 21 tagliate sono disseminate un po' in tutti i comuni. Il piano regionale ha comunque rinviato al prossimo anno le verticalizzazioni definite più complesse.


      La novità è la nascita del polo commerciale
      Insieme Pitagora, Bachelet e Pertini
      Nasce il polo commerciale a Taranto. È una delle più grosse novità introdotte dal piano di dimensionamento della rete scolastica licenziata dalla Regione per quel che attiene la scuola secondaria. È quindi accolta la proposta di fondere in un'unica scuola gli istituti Pitagora, Pertini e Bachelet. Il Pertini, a sua volta, “cede” la sezione geometri all'istituto Pacinotti. Nasce anche l'indirizzo Trasporti e logistica all'istituto professionale Archimede. Mentre a Grottaglie, giunge l'ok definitivo per la fusione del liceo artistico Calò con il liceo artistico Lisippo di Taranto. Autorizzata anche la fusione della sede aggregata di Manduria, ora dipendente dal Mondelli di Massafra, con l'istituto Einaudi di Manduria. La succursale del liceo artistico Calò di Massafra è aggregata a sua volta al liceo De Ruggieri sempre a Massafra. Accorpati poi il Mondelli di Manduria all'Einaudi dello stesso comune ed aggregata la sede di Massafra e Statte dell'Amaldi al Mondelli di Massafra (esclusa la sede di Manduria).
      Nuovi indirizzi nelle scuole superiori. Ok della Regione per l'istituzione di una prima classe del corso serale dell'indirizzo Costruzioni, ambiente e territorio all'istituto Bellisario di Ginosa, l'istituzione di liceo delle scienze umane presso il De Sanctis-Galilei di Manduria. Autorizzati anche un indirizzo per Grafica e comunicazione presso l'istituto Liside-Nitti a Taranto, l'istituzione dell'opzione Scienze applicate al liceo scientifico Ferraris di Taranto.
      Niente da fare, invece, per altre proposte, alcune delle quali avevano peraltro ricevuto anche il parere sfavorevole e/o negativo di Provincia e Ufficio scolastico regionale. E quindi non è andata per la proposta di concentrare presso il Quinto Ennio l'offerta formativa di liceo classico per Taranto, no all'introduzione di Chimica, materiale e biotecnologie dell'articolazione Biotecnologie ambientali al Pacinotti, all'istituzione di liceo scientifico sportivo presso il Righi, nonché degli indirizzi di arti figurative, design e grafica al liceo artistico Calò di Grottaglie. No anche all'accorpamento della sede di Martina del liceo artistico Lisippo all'istituto Motolese della stessa città.
      In particolare per le scuole superiori la Regione ha segnalato la difficoltà a lavorare alla definizione della rete dell'offerta formativa, mentre in corso d'opera (il 12 novembre) venivano cambiati, con disposizione nel patto di stabilità, i parametri numerici per poter mantenere l'autonomia o l'attribuzione della dirigenza. Per quest'anno, quindi, la Regione ha cercato di mantenere il più possibile l'attuale equilibrio nella distribuzione degli indirizzi, per evitare sovrapposizioni e duplicazioni potenzialmente concorrenziali sullo stesso territorio, rimandando molte richieste al prossimo anno. Ed ora, a giochi fatti, via al completamento delle iscrizioni entro il 20 febbraio.

      articoli di Maria Rosaria Gigante
      pubblicati su La Gazzetta del Mezzogiorno di Venerdì 27 Gennaio 2012

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      • #4
        Appello del Sindaco di Taranto

        L'APPELLO: IL SINDACO SCRIVE ALLE SCUOLE, AGLI ORATORI, AI MOVIMENTI E ALLE ASSOCIAZIONI PRENDENDO SPUNTO DAI FATTI DI QUESTI GIORNI
        “Giovani e studenti siano vicini alle proteste del mondo del lavoro”

        Un invito ai giovani ad essere presenti, con le loro proposte e i loro interventi, sui problemi che stanno segnando in questi giorni la vita della città: dalle proteste dei pescatori a quelle dei trasportatori. È l'invito-appello che in una lettera rivolta “ai giovani della città” esprime il sindaco, Ezio Stefàno, il quale scrive alle scuole superiori ma anche agli oratori, ai movimenti e alle associazioni giovanili.
        “Sono giorni particolari quelli che stiamo vivendo in questo inizio 2012. Crisi finanziarie, economiche, istituzionali, tutte - scrive il sindaco - sembrano riportare difficoltà diverse di ambiti e di settori solo apparentemente distanti e scollegati. Purtroppo non è così poiché in crisi è l'intero modello socio-economico-finanziario occidentale ed europeo nello specifico. Oggi è la volta degli autotrasportatori e dei pescatori che lamentano gli straordinari rincari di carburanti e per i primi anche i pedaggi autostradali, che rendono i profitti tanto esigui da vanificare il loro duro lavoro. A questi lavoratori come ai tanti altri operanti nelle piccole, medie e grandi imprese sull'orlo della chiusura deve andare tutta la nostra comprensione ed il nostro massimo impegno per trovare immediate, possibili, ragionevoli e durature soluzioni”.
        In questa fase, sottolinea Stefàno, “quello che si percepisce è la quasi totale assenza di un confronto fra questi movimenti di imprenditori, operai, dipendenti, insomma del mondo del lavoro, e quello studentesco. Un tempo, primi a guardare, cercare e trovare la strategia per decidere ed agire, per esortare la cittadinanza attiva, erano proprio gli studenti. Le proteste trovavano contenuti e sostanza tra i banchi dell'Università e subito dopo nei licei per poi approdare in assemblea o in piazza a fianco dei lavoratori in un civile dibattito. Il mio augurio - dice il sindaco - e che questo silenzio sia dovuto ad una pausa di riflessione. Insomma sono sicuro che non sia una vera assenza di passioni sociali e di distanza dal bene comune”.
        Per Stefàno “gli studenti, i giovani, sono la speranza della comunità. Tra i giovani vi sono tanti talenti, tante risorse, tante energie, menti fresche ed idee innovative che daranno forma e costrutto al futuro della nostra società. Tutto questo si prepara oggi anche con le giuste richieste degli autotrasportatori, dei pescatori o di altre categorie, ma senza una partecipazione attiva, corretta, propositiva, propulsiva dei giovani poco di nuovo si potrà programmare”. Di qui, dunque, “un invito, uno stimolo a tutti gli studenti, ai giovani, ad impegnarsi per sostenere chi reclama giusti diritti e condizioni migliori di lavoro con metodi civili e in piena legalità”.

        articolo pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Venerdì 27 Gennaio 2012

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        • #5
          Riferimento: Rassegna Stampa 2012

          LA POLEMICA: A STEFÀNO CHE AVEVA PARLATO DI UNA LORO SCARSA PRESENZA SUI PROBLEMI DELLA CITTÀ REPLICANO I MOVIMENTI
          “Giovani disimpegnati? No sindaco è la sua giunta che li trascura”


          Non è vero che i movimenti giovanili e studenteschi a Taranto siano disimpegnati. Così una serie di realtà (circolo Arci Palacool, sindacato studentesco Link Taranto, Unione degli studenti Taranto, Rete per gli spazi condivisi, Un sogno condiviso, CreativaMente, cooperativa Equociquì, Siderlandia.it e Giovani Comunisti Taranto) replicano al sindaco Ezio Stefàno che qualche giorno fa aveva loro contestato uno scarso interesse ed una scarsa presenza a proposito dei problemi denunciati da pescatori e autotrasportatori e per questo scesi per strada a protestare. Al sindaco che chiedeva dove fossero i giovani e perché non facessero sentire la loro voce, movimenti e associazioni così replicano: “Negli ultimi dieci anni la popolazione fra i 20 e i 34 anni è diminuita di duemila unità (senza considerare i tantissimi che, pur lontani da Taranto, continuano a conservare la residenza)”. E ancora: “nell'ultimo triennio in tutta la provincia si sono persi 12 mila posti di lavoro nella fascia d'età che va dai 25 ai 34 anni. Le prospettive che si presentano di fronte a un giovane tarantino al momento sono dunque due: emigrazione o disoccupazione”. Ciò nonostante - è la replica a Stefàno - “in questi anni, e in questi ultimissimi mesi in particolare, le iniziative da parte dei movimenti giovanili non sono mancate. Vogliamo parlare del Cloro Rosso: più di duecento eventi organizzati in due anni di occupazione della ex Martellotta fra presentazioni di libri, spettacoli teatrali, dibattiti, concerti? O di Link e della sua instancabile lotta per affermare ogni giorno i diritti degli studenti universitari all'interno delle facoltà tarantine e per porre la stessa figura dello studente al centro dello sviluppo culturale e sociale della nostra città? Se al sindaco poi sta a cuore una discussione sulla crisi come ha fatto a dimenticarsi del ciclo di seminari da lui stesso patrocinato (“Oltre la crisi. Itinerari dentro il mondo che cambia” promosso fra gli altri dallo stesso Link e da Siderlandia), svoltosi a Taranto fra novembre e dicembre proprio nelle aule dell'Università? O del lavoro quotidiano che la cooperativa Equociquì porta avanti attraverso la Bottega del Mondo - unico punto del commercio equo e solidale attivo a Taranto - per affermare proprio un nuovo modello di sviluppo, rispettoso della dignità dei popoli e delle persone? E come è possibile che gli sia sfuggita l'attività di promozione dei talenti artistici locali svolto dalle ragazze e dai ragazzi di Palacool? Per non parlare della straordinaria opera di riappropriazione degli spazi comuni portata avanti da Ammazza che Piazza...”
          “Piuttosto - replicano movimenti e associazioni al sindaco - cosa ha fatto in cinque anni l'amministrazione Stefàno per offrire opportunità ai giovani presenti in città e richiamare quelli emigrati in altre parti d'Italia? Qualcosa a dire il vero l'ha fatta: ha sgomberato per ben due volte il Cloro Rosso, continuando a ritardare i lavori di ristrutturazione della ex scuola Martellotta; ha chiuso la porta in faccia alla moltitudine di soggetti che chiedevano spazi per le proprie attività; ha lasciato che l'unica struttura messa in piedi in questi anni per sviluppare il protagonismo giovanile, il Cantiere Maggese, venisse gestito ben al di sotto delle sue possibilità (negli stabili di Largo San Gaetano vi sono ancora una intera sala di registrazione e una di montaggio inscatolate). Per non dire della Biblioteca civica, che continua ad essere gestita con criteri che qualsiasi esperto considererebbe di un altro secolo”.

          articolo pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Martedì 31 Gennaio 2012

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          • #6
            Riferimento: Rassegna Stampa 2012

            “Rilanciata così l'istruzione superiore”
            Massaro: non ci sono accorpamenti selvaggi
            Positivo Trasporti e logistica all'Archimede

            “Gli accorpamenti non sono stati realizzati in maniera selvaggia. Ci siamo preoccupati di disegnare un profilo di scuola secondaria superiore in grado di rilanciare l'offerta formativa in diversi settori, da quello liceale a quello tecnico, a quello della formazione professionale”. Qualche giorno dopo la presentazione del piano di dimensionamento della rete scolastica deciso dalla Regione Puglia, è l'assessore provinciale alla Pubblica istruzione, Francesco Massaro - le cui proposte sono state in larga parte accolte dalla Regione -, a riproporre ieri, in una conferenza stampa, il quadro delle novità per quel che riguarda l'istruzione superiore di competenza della Provincia dal prossimo anno. L'assessore distingue tra interventi di potenziamento dell'offerta formativa i nuovi indirizzi, le vere novità che interessano chi si trova a scegliere quale scuole superiore frequentare il prossimo anno e riordino della rete scolastica, quindi i nuovi accorpamenti e le nuove aggregazioni. Nell'ordine, in tema di nuovi indirizzi, viene evidenziata con evidente soddisfazione la proposta accolta di nuova attivazione presso l'istituto professionale Archimede di Taranto di un indirizzo in Trasporti e logistica. Qualcosa che si avvicina all'Istituto nautico. Ci sono poi i nuovi indirizzi di Scienze applicate presso il liceo Ferraris di Taranto, Grafica e comunicazione presso l'istituto professionale Liside di Taranto, il liceo delle Scienze umane presso il De Sanctis di Manduria, l'indirizzo di Scienze applicate e di Chimica, materiali e biotecnologie presso l'istituto superiore Einstein-Lentini di Mottola. Le scuole accorpate ed aggregate. Tra le novità spicca quella che mette insieme tutti gli istituti commerciali della città - Pitagora, Bachelet e Pertini - in un unico polo di studi economici di Taranto. Ed ancora, l'accorpamento dell'istituto tecnico per Geometri Fermi di Taranto al Pacinotti di Taranto, l'aggregazione tra l'Amaldi di Massafra e l'istituto secondario Mondelli della stessa città, l'aggregazione tra il liceo artistico Lisippo di Taranto e il liceo artistico Calò di Grottaglie. Inoltre, secondo le notizie lasciate trapelare ieri dall'assessore Massaro, potrebbero essere in arrivo ulteriori nuovi indirizzi. Critico per alcuni versi, invece, il comitato per la qualità della vita che, sempre ieri, nel corso della propria conferenza stampa di presentazione della Settimana della conoscenza iniziata ieri ed in programma sino al 3 febbraio, ha chiesto che il Comune di Taranto - le cui proposte relative alle scuole dell'obbligo sono state respinte - faccia sentire la sua voce. Ma anche per quel che concerne la nuova offerta delle superiori, il comitato punta il dito contro almeno due ipotesi rimaste al palo: un indirizzo bioambientale all'istituto Pacinotti (dove sono stati fatti investimenti per nuovi laboratori) e un indirizzo per odontotecnici al Bellisario di Ginosa. “Cosa c'è da pensare, che si vuole privilegiare il privato a tutto danno del pubblico?” si chiede il presidente del comitato, Carmine Carlucci. Per quanto riguarda, invece, il piano per Taranto, il comitato non condivide assolutamente la decisione di rinviare di un anno la riorganizzazione in particolare del 12° circolo di Taranto come del 23° e delle scuole medie Volta e Colombo. Occorre poi formare sul territorio non solo il polo commerciale, ma anche poli formativi in linea con il riordino, quindi il polo professionale, polo tecnico per geometri, classico, scientifico, delle Scienze umane, linguistico e musicale collegato con l'istituto di Alta cultura musicale Paisiello. Chiesta, infine, l'istituzione di un istituto tecnico superiore nel rispetto delle vocazioni socioeconomiche del territorio, con particolare riferimento alle esigenze di sviluppo turistico e della logistica, esigenze peraltro già assunte dall'Università e da Confindustria Taranto.

            articolo di Maria Rosaria Gigante
            pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Martedì 31 Gennaio 2012

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            • #7
              Riferimento: Rassegna Stampa 2012

              I PROGETTI DELL'UNIVERSITÀ: IL RETTORE RICEVE LA TARGA DEL COMITATO PER LA QUALITÀ DELLA VITA
              “Incrementeremo i corsi sanitari e puntiamo all'ospedale militare”
              Petrocelli: accordo con la Marina in attesa di San Giovanni di Dio

              ”A Taranto vogliamo incrementare l'offerta formativa della facoltà di Medicina. Già il prossimo anno accademico potrebbe ritornare qui il corso di laurea in Fisioterapia. Inoltre, stiamo cercando un accordo con la Marina Militare perché, non essendo ancora pronta la sede di San Giovanni di Dio (si tratta dell'ex ospedale vecchio ubicato nel centro della città - ndr), i corsi dell'a re a sanitaria possano trovare sede presso l'ospedale militare che diventerebbe così un polo d'eccellenza dal punto di vista sanitario”.
              Importante annuncio del rettore dell'Università di Bari, Corrado Petrocelli, all'incontro voluto dal comitato per la Qualità della Vita e tenutosi presso il Salone di rappresentanza dell'Amministrazione provinciale nel 28esimo anniversario della petizione popolare per l'Università a Taranto. Una delle targhe ricordo realizzate dal comitato è andata proprio al rettore Petrocelli a testimonianza dell'impegno da lui profuso per l'Università a Taranto. Da parte di Petrocelli la conferma della volontà dell'Ateneo di Bari di mantenere e qualificare ulteriormente l'offerta formativa a Taranto.
              Ci sarà il Dipartimento. Anche su questo delicato punto il rettore ha confermato che è in fase di formalizzazione l'adesione di 40 tra docenti e ricercatori al Dipartimento giuridico-economico voluto a Taranto, il nuovo strumento operativo che sostituirà in tutti gli Atenei le vecchie facoltà.
              Ma l'elemento di maggiore qualificazione della presenza universitaria su Taranto è sicuramente il Polo scientifico tecnologico. Non ancora solo un progetto ma (Petrocelli lo ha sottolineato) già una realtà finanziata con circa 10 milioni di euro e che presto sarà la dimensione in cui si farà soprattutto ricerca ambientale a Taranto.
              “Il Polo scientifico tecnologico - ha a tal proposito riferito il prof. Angelo Tursi, che rappresenta l'Ateneo barese all'interno del Polo - non è un'operazione immobiliare ma una scommessa di carattere scientifico che stiamo vincendo. Abbiamo già ricevuto 10 milioni di euro su cui ora occorre lavorare. Se avessi il minimo sospetto che si tratta di un'operazione immobiliare, mi dimetterei il giorno dopo”.
              La chiara presa di posizione dei docenti universitari pare in qualche maniera essere la replica alle perplessità sollevate nei giorni scorsi da Confindustria secondo cui la revoca da parte della Regione di tutti gli accordi e le delibere relative alla realizzazione del nuovo ospedale San Raffaele del Mediterraneo in qualche modo intacca e blocca non solo la realizzazione dell'ospedale, ma anche del Polo scientifico tecnologico. Polo che, secondo il progetto iniziale, dovrebbe sorgere a ridosso dell'area individuata anche per il San Raffaele.

              articolo di Maria Rosaria Gigante
              pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Domenica 5 Febbraio 2012

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              • #8
                Palazzo Uffici, riparte il cantiere?

                Palazzo Uffici, riparte il cantiere?
                Il consorzio si rimette all'opera in attesa di ricevere le ultime autorizzazioni

                “Stiamo procedendo ad opere di accantieramento, si prega di non gettare i rifiuti”. È scritto proprio così su alcuni cartelli affissi sulle lamiere, ormai logorate dal tempo, del cantiere di Palazzo degli Uffici. Qui, i lavori di ristrutturazione e riqualificazione dello storico immobile che ospita la sede del liceo classico “Archita” sono fermi da oltre sette anni. Per questo, nonostante da tempo si parli di una prossima riapertura, il cronista che passa vicino piazza della Vittoria rimane un po' sorpreso nel vedere questi... avvisi ed ancora di più nel guardare quel varco riaperto ed un paio di operai al lavoro.
                Ed allora cosa sta accadendo da qualche giorno? La società aggiudicataria del project financing (progetto di finanza) voluto dall'Amministrazione Di Bello e riveduto e corretto (nei costi e nella gestione) dalla giunta Stefàno, ha deciso di rompere gli indugi. Il consorzio “Aeders”, dopo aver sottoscritto nei mesi scorsi il contratto con il Comune di Taranto, attende di ricevere il via libera dagli altri enti obbligati ad esprimere il proprio parere. Per essere più chiari, nelle settimane scorse, i progettisti della società hanno consegnato il progetto esecutivo (oltre che in Municipio) anche alla Provincia di Taranto, ai Vigili del fuoco, all'Asl e alla Sovrintendenza ai monumenti. Questi pareri rappresentano la condizione necessaria e sufficiente per riaprire il cantiere a tutti gli effetti. Sono l'ultimo tassello che manca per comporre un mosaico in cui le tessere, negli anni scorsi, erano state messe in maniera non proprio ordinata e conveniente per le casse comunali.
                In questi ultimi due anni la direzione Lavori pubblici (inizialmente con la collaborazione dell'assessorato al Bilancio) ha modificato in parte la precedente convenzione. Il Comune, attraverso l'Organo straordinario di liquidazione, ha anche riconosciuto all'impresa un parziale riconoscimento economico quale risarcimento danni per il fermo prolungato del cantiere (4 milioni rispetto ai 20 richiesti). In altre parole, il Comune ha fatto sostanzialmente tutto quello che doveva fare. La Provincia, competente per la parte dell'edificio in cui insiste il liceo Archita, pure. Ora si attende che gli altri enti diano il via libera dopo aver naturalmente accertato l'esistenza di tutte le condizioni previste dalle leggi.
                Nell'attesa, e così torniamo al cartello, il consorzio Aeders ha deciso di riaprire comunque l'area per avviare delle opere propedeutiche alla riapertura in grande stile. E così, gli operai sono al lavoro per ripulire le zone in cui dovranno lavorare e per controllare le condizioni dell'impalcatura sistemata ormai oltre sette anni fa. Salvo intoppi, i lavori potrebbero iniziare tra la primavera e la prossima estate. E finire nell'autunno del 2015.


                I costi della ristrutturazione
                Venti milioni a carico del pubblico 13,5 in quota ai privati

                Le “cifre” di Palazzo degli Uffici. Quali saranno i costi che Comune e Provincia dovranno sostenere? Il Comune di Taranto, grazie ad un mutuo con la Cassa Depositi e Prestiti, verserà 11 milioni di euro. E la Provincia? Sborserà a rate 8.5 milioni di euro. Pagherà un anno dopo la consegna dei lavori con otto rate bimestrali da un milione di euro ciascuna (l'ultima da 534mila euro). Riepilogando, dunque, gli enti locali contribuiranno alla realizzazione dell'opera sborsando 19,5 milioni di euro. La somma rimanente (13,5) sarà coperta dall'impresa, consorzio Aders, che poi sfrutterà economicamente anche gli utili derivanti dalla gestione delle aree presenti all'interno del Palazzo. Infine, la durata del contratto è di 36 anni mentre le superfici verranno così attribuite: 2.870 metri quadrati al Comune; 6.500 al liceo classico “Archita” (e, quindi, alla Provincia competente alla manutenzione degli istituti scolastici superiori). La superficie che resta a disposizione (9mila-10mila metri) sarà invece per il consorzio Aeders. E lì, in pratica, verranno sistemate le attività commerciali e culturali previste dal progetto.

                articolo di Fabio Venere
                pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Lunedì 6 Febbraio 2012

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                • #9
                  Scuola sfrattata, c'è l'esposto

                  Scuola sfrattata, c'è l'esposto
                  L'Alberghiero da Leporano a Pulsano, docenti e studenti in Procura

                  Non solo rabbia delusione, rammarico e senso di impotenza, ma dall'altro ieri lo sfratto dell'istituto professionale alberghiero di Leporano dalla sede occupata per anni - presso l'ex Batteria Cattaneo a Leporano - ha prodotto anche un esposto in Procura.
                  Avevano affidato tutto il proprio sdegno in una lettera inviata alla “Gazzetta” docenti, non docenti e studenti rappresentanti degli studenti nel consiglio di istituto, esprimendo anche tutta una serie di perplessità. Le stesse che, appunto, sono ora diventate oggetto dell'esposto alla Magistratura. La questione è sul tappeto da anni: ripetutamente si tenta di mandare via da quella struttura una scuola che, invece, proprio per le vocazioni turistiche del luogo, avrebbe potuto essere un elemento di punta. Dal prossimo anno, tuttavia, la scuola - almeno una fetta importante della scuola, compresi i locali della dirigenza - cambia sede e si trasferisce a Pulsano presso l'istituto Giannone. Dove un'altra amministrazione ha dato la disponibilità di alcuni spazi.
                  Troppo piccoli ed angusti, però, per contenere una scuola complessa, con tanti laboratori di settore, un laboratorio multimediale, uno linguistico, uno di scienze, e poi magazzini, depositi e altri ambienti. Quant'altro, insomma, occorra per preparare personale bravo ed esperto a lavorare nel settore turistico-alberghiero. Nei giorni scorsi la conferma definitiva che l'operazione trasferimento fosse andata in porto: a scuola arrivano i codici meccanografici della nuova sede in altro Comune e al personale si chiede di optare per quella nuova sede di titolarità o per quel che rimarrebbe a Leporano. Immediato non solo il risentimento dei lavoratori, ma anche la preoccupazione che, cambiando sede, l'utenza faccia le sue valutazioni e si orienti altrove. Insomma, l'inizio della fine di una scuola finora in crescita.
                  “...Oppressi in balia dei potenti locali, increduli assistiamo con cadenza regolare alle reiterate ordinanze di sfratto da parte del Comune di Leporano”: ecco come operatori e utenti raccontano di sentirsi. Per poi incalzare: “Può un sindaco (Domenico Pavone - ndr) ritenersi il padrone assoluto del territorio che amministra e di una scuola statale, arrogandosi, tra l'altro, diritti molto discutibili, come quello di qualche mese fa, che lo vide porre i lucchetti alla palestra senza preavviso alcuno? Ha chiesto mai il sindaco di Leporano ai suoi concittadini se condividono la sua decisione? O meglio, i suoi concittadini sono a conoscenza del fatto che il loro sindaco da anni vuole liberarsi dell'unico istituto superiore presente nella zona?”
                  Ma il dito è puntato anche contro la Provincia in quanto, nonostante richieste e sollecitazioni di mediazione, appelli, incontri, proteste e indignazioni, non si sarebbe fatto interprete di tale situazione di disagio. Quanto alla sede di Pulsano, non mancano ulteriori dubbi: “Qualcuno, in verità, ha obiettato che il suddetto è ancora occupato da una discreta popolazione scolastica, che reclama il proprio diritto ad uno studio sereno e dignitoso, ma la risposta tra i denti è stata: “Cosa importa? li mettiamo in un'ala dell'Istituto, si stringeranno e così l'inverno non avvertiranno il freddo. Questo almeno per il prossimo anno scolastico. Poi si vedrà”.
                  C'è ancora un nodo di fondo. Forse proprio il punto essenziale. “Sembra che l'area su cui insiste il nostro istituto - proseguono operatori e studenti - sia di proprietà del Demanio dello Stato, ramo Marina. La domanda, pertanto, nasce spontanea: può il sindaco di Leporano decidere delle sorti di un'area che non è di sua proprietà, destinata, oltretutto, ad uso scolastico?” La lettera chiude con un accorato appello all'Amministrazione provinciale di Taranto perché ponga rimedio al “sopruso”.
                  Plaudono, invece, alla fusione del liceo artistico Lisippo di Taranto e relative sedi staccate di Manduria, Martina Franca e della sezione istituita presso la casa circondariale con il liceo artistico di Calò di Grottaglie, i docenti di questa ultima scuola dove avrà sede la direzione del nuovo liceo. È l'ulteriore effetto del piano di dimensionamento regionale delle scuole dal prossimo anno scolastico. La soddisfazione è espressa in una lettera a firma di un docente grottagliese dello stesso istituto: “I grottagliesi sono stati molto impegnati in questa vicenda a cominciare dal sindaco e da tutta l'Amministrazione comunale, ma, come si è visto sulla stampa, anche da parte di altri esponenti politici quali Santoro e Laddomada che si sono schierati subito a favore di tale scelta. A convincere l'Amministrazione provinciale della bontà di tale sede, è stata proprio la lunga esperienza del Calò di Grottaglie”.

                  articolo di Maria Rosaria Gigante
                  pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Giovedì 22 Marzo 2012

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                  • #10
                    Palazzo degli Uffici: arriva il via libera della Sovrintendenza

                    LA GRANDE INCOMPIUTA: PARERE POSITIVO ANCHE, DOPO ALCUNE INTEGRAZIONI, DA ASL E VIGILI DEL FUOCO
                    Passo avanti per Palazzo degli Uffici
                    Arriva il via libera della Sovrintendenza
                    Ora la società concessionaria deve nominare il direttore dei lavori

                    Arriva il “sì” della Sovrintendenza. E per il progetto Palazzo degli uffici, c'è un altro passo in avanti. Lento ma significativo soprattutto per gli studenti e gli insegnanti del liceo classico “Archita” di Taranto.
                    Nei giorni scorsi, infatti, la Sovrintendenza ai Beni architettonici ha espresso parere favorevole al progetto di riqualificazione dello storico immobile di piazza della Vittoria. Analogamente, dopo aver ottenuto le integrazioni richieste alla documentazione presentata dall'impresa, nei giorni scorsi, avevano espresso il loro parere favorevole anche i Vigili del fuoco e l'Asl. Ed ora, cosa manca per iniziare finalmente i lavori di restyling ? La società concessionaria, il consorzio Aeders, deve ancora nominare il direttore dei lavori osservando alcuni parametri fissati dal Comune di Taranto, direzione Lavori pubblici. A questo punto, si spera che gli ultimi passaggi burocratici possano essere consumati entro fine mese in modo di far riaprire il cantiere entro maggio. E questa, se venisse confermata, sarebbe una buona notizia per gli studenti, gli insegnanti, il dirigente scolastico e il personale non docente dell'Archita nel periodo in cui l'istituto scolastico compie 140 anni dalla fondazione.
                    Nei mesi scorsi, vista la complessità della vicenda vale la pena di ricordarlo, l'impresa si è impegnata a realizzare prima i lavori di riqualificazione e ristrutturazione del liceo “Archita”. Una sorta di corsia preferenziale rispetto alla parte commerciale dell'opera. Ed inoltre, l'impresa si è anche impegnata ad accollarsi (qualora ce ne fosse bisogno) gli oneri finanziari di un eventuale trasferimento dell'Archita in un'altra sede sempre e solo nel caso in cui la presenza della scuola dovesse risultare incompatibile con l'apertura del cantiere.
                    Ma quanto costa quest'operazione agli enti locali? Il Comune di Taranto verserà circa 11 milioni di euro derivanti da un mutuo contratto con la Cassa depositi e prestiti. E la Provincia? La giunta Florido conferma il suo impegno dichiarato 3-4 anni fa ma pagherà gli 8.5 milioni di euro a rate.
                    Inoltre, la durata del contratto è di 36 anni mentre le superfici vengono così attribuite: 2.870 metri quadrati al Comune; 6.500 al liceo classico “Archita” (e, quindi, alla Provincia competente per legge alla manutenzione degli istituti scolastici superiori). La superficie che resta a disposizione (circa 9mila10mila metri quadrati) sarà, invece, a disposizione del consorzio Aeders. Lì, in pratica, verranno sistemate le attività commerciali e culturali.

                    articolo di Fabio Venere
                    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Mercoledì 11 Aprile 2012

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                    • #11
                      "il polo jonico si avvia verso il disfacimento”

                      Nuove nubi sull'Università, arrivano conferme solo da Politecnico e Dipartimento economico-giuridico

                      Una settimana cruciale - la prossima - per il futuro dell'offerta formativa universitaria a Taranto. Trova, infatti, sin da ora conferma l'offerta del Politecnico (le tre laure triennali di Ingegneria civile e per l'ambiente ed il territorio, Ingegneria meccanica, Ingegneria elettronica e delle telecomunicazioni, nonché le tre lauree magistrali in Ingegneria per l'Ambiente e il territorio, Ingegneria elettronica e Ingegneria meccanica) e sostanzialmente anche quanto previsto nelle ormai facoltà di Giurisprudenza ed Economia (cessano come tutte le altre facoltà di vivere dall'inizio del prossimo anno accademico) confluite nell'unico Dipartimento jonico (economico-giuridico) a cui hanno aderito 47 docenti delle due facoltà. Ma per tutto il resto, l'attuazione a regime della riforma Gelmini potrebbe creare non poche sorprese. Saranno i consigli di facoltà (in vita ancora per poco) dell'Ateneo barese a disegnare l'offerta che dal prossimo anno sarà erogata attraverso i nuovi dipartimenti. Offerta che, entro metà mese, dovrà essere comunicata al ministero. Per questo domattina a Bari i vertici accademici sono riuniti per definire soprattutto le questioni più critiche. Nel pomeriggio a Taranto (presso la facoltà di Giurisprudenza, ore 15,30, per la presentazione degli annali della facoltà ormai giunti alla quarta edizione e quest'anno dedicati alla memoria del prof. Mario Giovanni Garofalo), al rettore Corrado Petrocelli potrebbe esser chiesta qualche prima anticipazione.
                      Tra i maggiori problemi a Taranto, la permanenza del corso di laurea in Scienze della comunicazione con 230 iscritti. Sarebbero solo 5 i docenti che hanno aderito al dipartimento sorto a Bari e disponibili a venire ad insegnare a Taranto. Troppo pochi. Ne occorrerebbero, invece, secondo quanto prevede il decreto ministeriale, 13 di cui almeno 8 di ruolo. Sono preoccupati gli studenti del Link che l'altro ieri avevano indetto un'assemblea studentesca, andata però deserta. Forse più a dimostrazione del senso di impotenza e frustrazione di fronte alle cose. Ed, infatti, anche l'organizzazione studentesca è ormai più che convinta che con gli ulteriori, rigidi criteri che saranno presto fissati dal governo Monti, “prima o poi tutti i corsi tarantini che non hanno meriti sono destinati a soccombere. Per questo - dice Remo Pezzuto di Link - gli studenti tarantini dovrebbero lottare per un'offerta di qualità con la didattica migliore. Tutto il resto non ha più senso”.
                      “Per il prossimo anno - commenta il comitato per la Qualità della vita - ci resta solo il Dipartimento jonico con Giurisprudenza ed Economia e i tre corsi Ingegneria. Grande incertezza su tutti gli altri corsi di laurea: chiude Maricultura, Scienze della Formazione è in bilico, nulla si sa concretamente per i corsi di Scienze, forse saranno confermate le Professioni sanitarie e Scienze dei Beni culturali”. Il presidente dell'associazione, Carmine Carlucci, infine sottolinea che quest'ultima campagna elettorale non ha riservato “alcuna attenzione alle speranze dei giovani se è vero, come purtroppo è vero, che poco o nulla è stato detto e proposto per il futuro dell'Università a Taranto, per l'istituzione dell'Istituto tecnico superiore, per la ricerca, e ancor meno in relazione al salasso economico richiesto per partecipare al Tfa (Tirocinio formativo assistito)”. Il Comitato incalza facendosi promotore di un tavolo per l'11 maggio, “un tavolo - si afferma - che in verità è solo l'espressione di un reale disagio e sofferenza dal momento che dopo tanti anni di lotta e sacrifici anche da parte degli Enti locali per i tagli del Governo, ma anche per l'insensibilità dei docenti universitari nominati a Taranto, il polo jonico si avvia verso il disfacimento”.



                      LA NOVITÀ: I TIROCINI PER ACCEDERE ALL'INSEGNAMENTO
                      E i laureati che vogliono diventare professori ora vanno in trasferta

                      Cambiano le modalità di accesso all'insegnamento. Ora i laureati dovranno accedere ai cosiddetti Tfa (Tirocini formativi assistiti, i nuovi corsi abilitanti all'insegnamento) le cui attività saranno organizzate e gestite dalle Università. Per accedervi gli aspiranti prof dovranno superare le prove di accesso. Potranno, quindi, iscriversi ad un Tfa scegliendo in base alle rispettive graduatorie ed ai posti disponibili messi a concorso.
                      Il ministero ha recentemente reso noto le date per le prove di accesso, nonché appunto i posti a concorso per ogni singola disciplina d'insegnamento, le modalità di svolgimento e le sedi universitarie in cui si svolgeranno i Tfa per questo primo anno. Per i laureati tarantini aspiranti prof, è tempo di trasferta. Oltre che di notevole spesa. Ed, infatti, a parte il costo per la partecipazione ad ogni singolo test (è possibile accedere a più test in base al proprio titolo di studio), occorre poi preventivare il costo del corso, spesa che varia a seconda delle diverse università ma tutte nell'ordine di più di qualche migliaio di euro. Intanto, è corsa da parte dei sindacati della scuola all'organizzazione dei corsi per la preparazione dei candidati alle prove selettive.
                      Ma veniamo ai posti disponibili in Puglia. Si tratta di 530 posti distribuiti tra l'Ateneo barese (100 posti per Italiano, storia e geografia nella secondaria di primo grado), 35 di Matematiche e scienze nella secondaria di primo grado, 50 per lingue straniere), l'Ateneo di Foggia (100 posti per Italiano, Storia e geografia nella secondaria di primo grado), l'Università del Salento (80 posti per Tecnologia, 100 per Italiano, storia e Geografia nella secondaria di primo grado, 35 per Matematica e scienze nella secondaria di primo grado, 30 per Lingue straniere).
                      Gli appuntamenti. Organizzato dalla segreteria provinciale di Taranto della Cisl Scuola, lunedì 14 maggio si terrà un incontro pubblico nell'auditorium dell'istituto “Pacinotti” a Taranto, dalle 17 alle 20, sui test preliminari per l'ammissione ai Tfa. E', invece, fissato per le 17 del 16 maggio presso l'auditorium della scuola media “Colombo” di Taranto, in via Medaglie d'Oro 117, l'incontro di formazione sul tema “Formazione iniziale degli insegnanti e tirocinio formativo attivo”, organizzato dalla Uil scuola e l'Irase di Taranto. Aprono i lavori Dolores Loiacono, presidente Irase Taranto, e Pasquale Di Taranto, segretario provinciale Uil Scuola Taranto. Relaziona la professoressa Francesca Severa, segretario nazionale Irase.

                      articoli di Maria Rosaria Gigante
                      pubblicati su La Gazzetta del Mezzogiorno di Domenica 06 Maggio 2012

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                      • #12
                        Corsi di laurea confermati da quasi tutte le facoltà

                        Corsi di laurea confermati da quasi tutte le facoltà
                        Medicina deciderà a fine mese. Torna fisioterapia?
                        Sfuma la possibilità di recuperare Maricoltura

                        Sostanzialmente confermata l'offerta formativa dell'Università di Bari per il prossimo anno accademico. È l'orientamento della maggior parte delle facoltà, quelle con sede a Taranto e quelle con sede a Bari e corsi di laurea qui su Taranto. Ma ora sarà il comitato di valutazione dello stesso Ateneo e, successivamente, il Senato accademico a dover confermare ogni cosa. A non aver ancora deciso la facoltà di Medicina e Chirurgia il cui consiglio si riunirà il 28 maggio, ma da fonti interne si apprende che anche lì l'orientamento sarebbe quello di confermare l'esistente. Inoltre è al vaglio anche la possibilità di riportare a Taranto il corso in Fisioterapia, perso qualche anno fa.
                        Dove, invece, sembrano definitivamente perse le speranze è per il recupero del corso di laurea in Scienze della maricoltura, un corso legato alla facoltà di Medicina veterinaria. Ma è l'ultimo anno che sono le facoltà con i loro consigli a varare l'offerta formativa per l'anno successivo. Dal prossimo anno accademico, infatti, secondo quanto previsto con la legge Gelmini, le facoltà cessano di esistere. Al loro posto arrivano i Dipartimenti. Quello “giuridico-economico” sarà il dipartimento “Made in Taranto” in via di costruzione e definitivo varo. Tra i docenti di Giurisprudenza, Economia, qualcuno di Scienze della Formazione e - pare - anche dell'area scientifica, il Dipartimento conterebbe già su circa 45 adesioni di altrettanti docenti che hanno dunque scelto come sede Taranto. I promotori sono comunque fiduciosi di poter giungere nell'arco di queste ultime settimane a quota 50.
                        Ma veniamo all'offerta formativa che al momento le facoltà hanno confermato di voler tenere ferma a Taranto. Confermano tutto Giurisprudenza (corsi di laurea in Giurisprudenza e Operatore dei Servizi giuridici), Economia (la triennale in Economia e Amministrazione delle aziende, la magistrale in Strategie d'impresa e management) e Scienze matematiche, fisiche e naturali (corsi di laurea in Informatica e comunicazione digitale, Scienze ambientali, Scienze e gestione delle attività marittime). Ha deciso per la riconferma anche la facoltà barese di Scienze della formazione (a Taranto Scienze della Comunicazione nelle organizzazioni e Scienze dell'educazione e dell'animazione socio culturale), facoltà ed offerta su cui si erano appuntate attenzione e preoccupazione negli ultimi periodi. Anche la facoltà di Lettere e Filosofia ha dato via libera alla riconferma a Taranto del corso di laurea in Scienze dei Beni culturali per il turismo. L'attesa è, dunque, ora per l'area sanitaria. E poi per la pronuncia definitiva del comitato di valutazione e del Senato accademico.
                        Intanto ieri nell'incontro pubblico il Comitato per la qualità della vita, prendendo spunto e forza dall'intenzione annunciata la sera prima dell'arcivescovo Filippo Santoro relativo al progetto di un congresso internazionale per discutere di fabbrica, ambiente, cultura e giovani, ha sollecitato dibattito e decisioni sugli impegni per l'offerta formativa da dare ai giovani tarantini. Considerate le difficoltà in cui si imbattono il sistema universitario da una parte e il mondo della scuola dall'altro, il comitato chiede formalmente la verifica del patto sottoscritto da 15 diverse istituzioni a sostegno dell'offerta universitaria in particolare. Il punto è capire cosa realmente sia giusto ed opportuno per Taranto, cosa si può effettivamente realizzare, se nelle modalità fin qui garantite e quanto potrà e dovrà, invece, cambiare sulla spinta dell'organizzazione per Dipartimenti dell'Università . La verifica del patto - ad avviso del comitato - non può non avvenire nell'ambito degli Stati generali della conoscenza di cui si sollecita l'organizzazione. Un percorso che include anche la convocazione al più presto della Consulta provinciale della Pubblica istruzione per lavorare da subito al piano di dimensionamento del prossimo anno scolastico. Tale operazione si presenta, infatti, ora ora ancora più complessa rispetto al passato in considerazione del fatto che dall'1 gennaio 2013 anche le competenze sulla scuola superiore passano dalle Province ai Comuni.

                        articolo di Maria Rosaria Gigante
                        pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Sabato 12 Maggio 2012

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                        • #13
                          “Fondi tagliati: stanno saltando le borse di studio”

                          LA DENUNCIA DEGLI STUDENTI DEL MOVIMENTO LINK
                          “Fondi tagliati: stanno saltando le borse di studio”


                          Diritto allo studio sempre più svilito e borse di studio sempre più una chimera per gli studenti universitari. A rilevarlo sono gli studenti del Link, in una nota a firma della neo coordinatrice provinciale, Mara Pavone.
                          “A marzo sono stati stanziati i tanto attesi fondi del ministero per l'integrazione delle graduatorie Adisu riguardanti l'assegnazione delle borse di studio - dice Pavone -. I dati sono allarmanti: infatti degli 826 aventi diritto soltanto 419 sono risultati borsisti (51%). Il restante 49% dovrà accontentarsi di un'esenzione dal pagamento delle tasse universitarie. Le borse di studio non verranno erogate per mancanza di fondi. È una conseguenza del taglio al fondo statale per il finanziamento del Diritto allo studio universitario, passato dai 249 milioni di euro del 2009 ai 175 milioni del 2011. Nell'anno accademico 2009-2010, quando ancora il fondo non era stato dimezzato, la copertura delle borse di studio a Taranto era del 75%”.
                          In attuazione della riforma Gelmini, i decreti attuativi stanno complicando la situazione. In particolare - dicono sempre gli studenti - il decreto 436 prevede l'innalzamento della tassa Adisu (in Puglia di 77,47 euro) fino a 160 euro (varierà in base all'Iseuu). Viene inoltre concessa la possibilità alle regioni di alzare la tassa fino ad un massimo di 200 euro. Il decreto 437 stabilisce, invece, che gli Atenei che necessitano di assumere nuovo personale potranno farlo solo aumentando l'importo delle tasse degli studenti. Inoltre, con l'eventuale introduzione del principio del pareggio di bilancio nella nostra Costituzione - segnalano gli studenti -, “perdere una borsa di studio, vedersi raddoppiare le tasse universitarie, veder diminuire la qualità della didattica per mancanza di fondi potrà essere considerato quindi ≪costituzionale≫”.

                          articolo di Maria Rosaria Gigante
                          pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Sabato 12 Maggio 2012

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                          • #14
                            Maturità 2012

                            Gli studenti: via da Taranto per iscriverci all'Università
                            Tra i ragazzi del liceo Battaglini all'uscita dalla prima prova
                            C'è chi andrà nelle città del Nord e chi addirittura negli Usa


                            Cantando Venditti a squarciagola seduti sugli scalini della scuola o in spiaggia sotto le stelle. Hanno passato così la notte prima degli esami alcuni degli studenti tarantini che ieri si sono cimentati nella prima prova della Maturità 2012.
                            Lo hanno svelato alla “Gazzetta” i ragazzi del liceo scientifico “Battaglini”. Molti di loro, già poco dopo le 12,30 di ieri avevano consegnato il compito di italiano, per tutti meno terribile di matematica nella quale sono impegnati stamattina e della terza prova generale.
                            Il primo ad uscire dal “Battaglini” è infatti Pierluigi Massimilla, della quinta A, che insieme al suo compagno di classe, Luca Latagliata, è uno dei tre rappresentanti d'istituto. “Ci siamo ispirati alla tradizione - raccontano Massimilla e Latagliata - trascorrendo la notte prima degli esami quasi interamente fuori casa. Abbiamo fatto qualche giro poi siamo venuti a sederci sugli scalini della nostra scuola e abbiamo intonato la canzone di Antonello Venditti”.
                            Qualche giro? E dove? “Abbiamo anche fatto una capatina sotto casa della professoressa della nostra commissione d'esami - dice Latagliata - ma in silenzio e senza disturbare. Lo abbiamo fatto così, solo per esorcizzare la paura degli esami”.
                            Paura che però non è stata eccessiva per Pierluigi e Luca. Almeno per la prova di italiano. “Ho scelto la traccia su Montale senza esitazione - dichiara Pierluigi Massimilla - anche se mi aspettavo una proposta su qualcuno degli ermetici. Non ho però avuto dubbi perché Montale fa anche parte della mia tesina”. Idee chiare anche sul futuro: “Studierò Economia e management a Milano”.
                            Invece scelta ancora da definire per Luca. “Mi sono già iscritto al Politecnico di Milano - spiega lo studente - ma aspiro a Medicina. In realtà mi sento più portato per Ingegneria, però una laurea in Medicina in questo momento offre maggiori sbocchi professionali ed economici”.
                            Una cosa è certa. I due compagni di classe non resteranno a Taranto. Pensiero condiviso da Claudio Sciannerella, che alla prova di italiano ha scelto il tema sulle nuove generazioni: “Dopo la scuola studierò Economia a Roma o un'altra materia in un'Università del Nord, forse Parma o Siena. Non ho infatti alcuna intenzione di restare al Sud. Non vorrei tornarci neppure per lavoro. Certo, Taranto mi mancherà. Ma purtroppo questa città ha poco da offrire a noi giovani. Anche i miei genitori, per quanto dispiaciuti per la mia partenza, sono d'accordo”.
                            Per ora Claudio si concentra sul presente. A spaventarlo è soprattutto la terza prova. Ed anche per lui il metodo migliore per allontanare l'ansia è stato cantare a più non posso “Notte prima degli esami” di Venditti. “Con i compagni di classe - racconta - ci siamo dati appuntamento in spiaggia e abbiamo passato la serata ricordando questi ultimi anni di scuola”.
                            Niente mare invece, fino a quando non sarà del tutto chiusa questa importante parentesi di vita oltre che di studio, per Antonella Gregucci. Anche lei ha scelto il tema di cultura generale. E benché la paura del compito di italiano fosse meno intensa di quella per l'odierna prova di matematica, Antonella ha preferito trascorrere la serata di lunedì in tutta tranquillità: “Sapevo che la notte sarebbe stata piuttosto agitata. Ma la mia ansia è solo legata all'esame in sé. A scuola, infatti, mi sono sempre impegnata e spero di poter essere ricompensata con un buon voto”. Sarà importante per Gregucci il risultato della Maturità. La studentessa di Monteiasi, che tutti i giorni per cinque anni ha fatto la pendolare, aspira infatti ad iscriversi alla facoltà di Fisioterapia a Bari.
                            Sempre a Bari, ma ad Economia, è diretta dopo la scuola Roberta Calabrese che ieri è stata una dei pochi studenti ad aver scelto la traccia sullo sterminio degli ebrei. “Fa parte del programma di storia - spiega la ragazza - e mi è sembrato un argomento interessante e fattibile”. La sera prima del compito di italiano, Roberta ha scacciato via le preoccupazioni a tavola: “Abbiamo mangiato una puccia tutti insieme senza pensare al tema”.
                            Ieri però tenere lontane le ansie era più facile. Il vero incubo per gli studenti è oggi. “Italiano non mi spaventa quanto matematica - conferma Francesco Pernice, ancora indeciso tra Economa e Scienze politiche - ma vedremo. Ho sempre studiato e aspiro ad un buon voto”.
                            “Le tracce di italiano - dice anche Martina Sgobba - non erano molto difficili. Di sicuro però matematica sarà meno abbordabile. Per fortuna la commissione è tranquilla ed io ho studiato tanto anche in vista dell'Università. Mi iscriverò a Medicina o a Infermieristica pediatrica, che al Sud non c'è”.
                            E andrà addirittura negli Stati Uniti, per frequentare Economia, Valerio Imperatore. Lo studente non ha legami sentimentali a Taranto, ma non dipende da questo la sua scelta. “Ritengo che l'Università di Filadelfia permetta una maggiore preparazione - spiega Valerio -. Però mi piacerebbe tornare a lavorare a Taranto dopo gli studi”. E comunque il dato che fa riflettere è che degli studenti intervistati ieri al “Battaglini” nessuno ha dichiarato di voler fare l'Università a Taranto. Certo è solo un campione piccolo di ragazzi, non è esaustivo, ma lascia egualmente da pensare.

                            articolo di Pamela Giufrè
                            pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Giovedì 21 Giugno 2012





                            La novità del web ha funzionato: tracce nelle scuole nei tempi giusti
                            Rinunciano agli esami per malattia 6 presidenti e 57 commissari

                            Nessun flop. Tutto ha funzionato nel migliore dei modi. Solo piccoli inconvenienti tecnici da ricondurre alla gestione informatica di qualche commissione. Inconvenienti isolati, risolti presto, tanto da poter sostenere che la prima maturità telematica ha esordito ieri senza sbavature nelle scuole tarantine. Ed oggi si bissa. Arriveranno via web anche le tracce della seconda prova. E così pure il 26 giugno, giorno di quarta prova scritta nei licei e negli istituti tecnici in cui è presente il progetto sperimentale EsaBac (licei ad opzione internazionale spagnola e tedesca, nei licei classici europei ed in alcuni indirizzi linguistici).
                            Nessuno nasconde che un po' di apprensione ci fosse per questa prima volta delle prove che, invece, di giungere, come accadeva da sempre, attraverso una serie di staffette tra ministero, Forze dell'Ordine, funzionari scolastici e via discorrendo, dovevano e sono arrivate con un semplice click. Calcolato un risparmio di circa 240mila euro e una bella dose di stress e pericolo. Certo, sono state anche numerose le misure di sicurezza adottate per il nuovo corso. Previsto un sistema di cifratura a doppia password per consentire a ciascuna commissione di scaricare il proprio “plico telematico”. Così come previsto, il secondo pezzo di codice è stato comunicato ieri mattina al Tg1. Saranno state le 8,35.
                            Tutto bene si diceva. Magari in qualche scuola ci si è inceppati più sulle macchine fotocopiatrici che sulla procedura per scaricare i testi. Nella peggiore delle ipotesi gli studenti (i maturandi sono quest'anno oltre 6 mila) hanno potuto cominciare la prova intorno alle 9.
                            A presiedere le operazioni ed eventualmente a far scattare le misure di emergenza conseguenti all'ipotetica mancanza di energia, è stato a livello provinciale Franco Fuoco, dall'Ufficio scolastico provinciale. Già a metà mattina aveva la voce rilassata e soddisfatta. “Si è cominciato a sentir parlare della possibilità che quest'anno le tracce delle prove scritte degli esami di Stato potessero arrivare via web forse solo a marzo. Ci siamo augurati che i dirigenti ministeriali portassero a compimento questa decisione” racconta. In poco tempo si è formato il personale, a maggio prova generale nelle scuole. Anche nel pre-test le scuole tarantine avevano reagito bene. “Ora commenta Fuoco possiamo sostenere che quella scommessa è stata vinta”.
                            Col nuovo “plico telematico” va in pensione anche il sistema di rilevazione delle scelte degli studenti tra le tracce proposte. Sondaggio che impegnava gli uffici scolastici provinciali. Con modalità telematiche, ogni commissione ha, invece, comunicato ogni dato direttamente al ministero.
                            Infine, le rinunce di presidenti e commissari. In controtendenza col dato nazionale che fa emergere un numero in crescita di dirigenti e docenti datisi per ammalati, nelle scuole tarantine le rinunce sono giunte da 6 presidenti e 53 commissari (su 157 commissioni d'esame nominate dal ministero dell'Istruzione). Un dato che si ritiene statisticamente in linea col passato.

                            articolo di Maria Rosaria Gigante
                            pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Giovedì 21 Giugno 2012


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                            • #15
                              Un albergo e dieci negozi nel Palazzo degli Uffici

                              Un albergo e dieci negozi nel Palazzo degli Uffici
                              Una novità nel progetto presentato dal consorzio di imprese “Aeders”

                              Ristrutturazione di Palazzo degli Uffici, forse è la volta buona per riaprire il cantiere. Nei giorni scorsi, infatti, è saltato quello che, secondo il Comune, era l'ultimo ostacolo alla ripresa dei lavori. Lavori, peraltro, fermi da più di sette anni. Ma di cosa si trattava? Gli ingegneri Giuseppe Vecchi e Gianfranco Tonti , originari direttori dei lavori del progetto ideato nel 2003 dalla giunta Di Bello (ma a condizioni economica mente più svantaggiose per il Comune rispetto a quelle poi definite dall'esecutivo Stefàno) avevano fatto ricorso al Tar contro la loro esclusione.
                              I due professionisti tarantini, a sorpresa, hanno fatto un passo indietro al momento di depositare al Tar di Lecce la documentazione integrativa al loro ricorso contro il Comune di Taranto per l'esclusione dalla carica di direttore dei lavori .
                              I due, assistiti dall'avvocato Giuseppe Misserini esperto in Diritto amministrativo, hanno voluto compiere un gesto di distensione andando incontro alla città che attende da troppi anni ormai che quest'opera venga completata. E così, alla fine, è molto probabile che il direttore dei lavori sia lo stesso dirigente comunale dei Lavori pubblici, Aniello Moccia.
                              Già, i lavori. Ma, a questo punto, quando inizieranno? È difficile che questo avvenga prima di ottobre. Il fatto che l'Amministrazione comunale sia priva della giunta insieme all'assenza di Moccia, per motivi personali, non agevola di certo l'immediata riapertura del cantiere. In realtà, il contenzioso amministrativo tra Vecchi - Tonti, da una parte, ed il Comune di Taranto, dall'altra, non era e non è l'unico ostacolo in campo che impediva lo sblocco dei lavori .
                              L'istituto autonomo “Opere Pie”, ad esempio, è proprietario di due locali al piano terra ancora occupati da due storici esercizi commerciali. Occupati ancora nonostante, almeno in un caso, sia terminato il contratto di locazione. Di lì, a quanto pare, dovranno andar via.
                              Ma non solo. Il prossimo Consiglio comunale dovrà necessariamente votare una delibera con la quale si modifica l'iniziale progetto elaborato dal consorzio “Aeders”, concessionario del progetto di ristrutturazione e riqualificazione di Palazzo degli uffici. La modifica si rende necessaria perché l'impresa, negli spazi dell'edificio ad essa assegnati, non vuole realizzare più solo una galleria commerciale con dieci negozi ma anche un albergo associato ad un'importante catena alberghiera.
                              Ed allora, quali sono le “cifre” di Palazzo degli uffici e quali saranno i costi che Comune e Provincia dovranno sostenere?
                              L'Amministrazione comunale di Taranto, grazie ad un mutuo acceso con la Cassa Depositi e Prestiti, verserà 11 milioni di euro. E la Provincia? La giunta Florido sborserà a rate 8.5 milioni di euro. Pagherà un anno dopo la consegna dei lavori con otto rate bimestrali da un milione di euro ciascuna (l'ultima da 534mila euro). Riepilogando, dunque, gli enti locali contribuiranno alla realizzazione dell'opera sborsando 19,5 milioni di euro. La somma rimanente (13,5) sarà coperta dall'impresa, consorzio Aeders, che poi sfrutterà economicamente anche gli utili derivanti dalla gestione delle aree presenti all'interno del Palazzo.
                              Infine, la durata del contratto è di 36 anni mentre le superfici verranno così attribuite: 2.870 metri quadrati al Comune (ci metterà degli uffici risparmiando sui fitti passivi); 6.500 al liceo classico “Archita”. La superficie che resta a disposizione (circa 9mila10mila metri) sarà, invece, a disposizione del consorzio Aeders. E lì, in pratica, verranno sistemate le attività commerciali e, appunto, un albergo.

                              articolo di Fabio Venere
                              pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Giovedì 21 Giugno 2012

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