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Rassegna Stampa 2012

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    Due “traslochi” per il liceo Archita

    Due “traslochi” per il liceo Archita
    Dal 7 gennaio una parte andrà nell'ex Mazzini ed un'altra parte nell'ex Consiglio

    Il 7 gennaio, al rientro dopo le festività natalizie, gli studenti del liceo classico “Archita” non entreranno più nello storico Palazzo degli Uffici.
    Il liceo classico si trasferirà infatti nella sede della ex “Mazzini” in via Pitagora che, già succursale del liceo, ospiterà anche le nove classi che sono attualmente a Palazzo degli Uffici. La parte più consistente, invece, ovvero le venti aule del liceo musicale, traslocheranno da Palazzo degli Uffici alla Città vecchia nella sede della ex scuola elementare Consiglio. Il trasferimento avverrà, appunto, durante la sosta natalizia.
    Ad accollarsi le spese del trasloco saranno Comune di Taranto e concessionario dei lavori di ristrutturazione (consorzio Aeders). Per le spese di locazione, invece, non ci dovrebbero essere problemi perché i locali individuati sono di proprietà comunale.
    Il tutto é stato formalizzato, nelle settimane scorse dopo un sopralluogo del sindaco Ezio Stefàno e dopo una riunione della commissione consiliare Assetto del territorio. Del resto il sito scelto (Galilei-Consiglio) é tra quelli indicati dai docenti del liceo. La sede, infatti, é risultata idonea a trasferire le classi del liceo musicale visto che i due edifici della Città vecchia, tra loro adiacenti, sono per due terzi inutilizzati. Basterà fare, peraltro, qualche piccolo lavoro di manutenzione per poter permettere agli studenti di entrare senza alcun problema. Il liceo classico, invece, verrà spostato alla Mazzini anche se lì resta qualche ufficio da sistemare.
    Nel frattempo, per quanto riguarda il cantiere, a Palazzo degli Uffici si continua a puntellare solo l'esterno per la messa in sicurezza. E questo per volontà del sindaco Stefàno che non ha voluto che i lavori entrassero nel vivo con gli studenti ancora all'interno dell'immobile. E in effetti i lavori veri e propri, dopo la sistemazione delle strutture esterne delle scorse settimane, non potranno iniziare se non dopo le feste. E questo perché il progetto di ristrutturazione, con tutte le misurazioni, deve essere sottoposto all'attenzione dei tecnici del Genio civile.
    Va sottolineato che l'ala dell'edificio in cui verranno nuovamente sistemati gli studenti ed i docenti avrà comunque la priorità rispetto alle altre parti del progetto. Progetto che, come già detto più volte, prevede la ristrutturazione e la riqualificazione di Palazzo degli Uffici. Nell'edificio che domina il Borgo di Taranto, verrà realizzato anche un hotel di lusso con una cinquantina di camere. Questa novità, rispetto alla proposta iniziale, non permette più di aprire all'interno del palazzo degli esercizi commerciali. Ci sarà, dunque, solo l'albergo? No, non proprio. Oltre al liceo “Archita” ed all'hotel, nell'edificio troveranno infatti spazio anche alcuni uffici comunali. In questo modo il Comune conta di ridurre ulteriormente le spese per i fitti passivi che, ogni anno, gravano per 1.8 milioni di euro sulle casse pubbliche.
    Ovviamente, pur coabitando nello stesso edificio, tra tre anni quando i lavori saranno finiti, non ci saranno... contaminazioni tra gli studenti e gli ospiti dell'albergo. Palazzo degli Uffici, infatti, ha quattro distinti ingressi che saranno sfruttati dal concessionario per non creare, appunto, confusione tra chi entrerà nel palazzo: studenti, insegnanti, personale non docente, impiegati comunali, dipendenti ed ospiti dell'hotel.

    articolo di Fabio Venere
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Giovedì 27 Dicembre 2012

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    Tamburi, l'Università riprende le lezioni del primo anno per le professioni sanitarie

    IL DISAGIO DEGLI STUDENTI: SI RIPARTE DA MERCOLEDÌ DOPO IL BLACK OUT CAUSATO DA UN FURTO
    Tamburi, l'Università riprende le lezioni del primo anno per le professioni sanitarie

    Per oltre un mese senza allacciamento alla rete elettrica a causa del furto di alcuni cavi di rame subìto a metà di ottobre nell'immobile di via Grazia Deledda, nel quartiere Tamburi, sede dei corsi di laurea delle professioni sanitarie. Il furto era stato scoperto qualche giorno dopo facendo saltare la prima lezione in calendario. Ora, finalmente, in queste ore si sta ripristinando il tutto e mercoledì della prossima settimana potranno prendere finalmente avvio, con qualche settimana di ritardo, anche le lezioni del primo anno dei corsi di laurea delle professioni sanitarie, Infermieristica, Tecnici della prevenzione e del riattivato corso in Fisioterapia. Invece, per gli studenti del secondo e terzo anno degli stessi indirizzi di studio, nella più classica delle situazioni all'italiana, si è dovuta fare di necessità virtù e concentrare le lezioni nelle fasce orarie in cui la luce diurna era sufficiente a rendere agibili le aule. Evitando, solo per pudore, la luce delle candele. E, nel migliore spirito di collaborazione ed autonomia concepibile, docenti e studenti si sono adeguati alla situazione portando con sé computer e batterie personali. Solo così si son potute già svolgere le lezioni di Chirurgia generale, Oncologia, Medicina fisica e riabilitativa e Medicina del Lavoro. “Al fine del garantire agli studenti - si legge in una nota stampa dell'Ateneo barese - la possibilità di sostenere nella prima sessione utile il relativo esame, sono state attivate ed ormai completate le attività didattiche di tirocinio tecnico-pratico per il secondo e terzo anno del corso in Infermieristica”. Per non accavallare le lezioni o non potendo fare a meno di ausili didattici che richiedono l'alimentazione elettrica, le lezioni di altre discipline saranno organizzate nei prossimi giorni. Da rimodulare anche le lezioni del primo anno. La necessità di utilizzare proiettori e quant'altro ha messo ko l'organizzazione già data in precedenza.
    Quanto, invece, alle voci circolanti relativamente ai disagi ed ai disservizi creatisi nello scorrimento della graduatoria degli studenti che hanno partecipato al concorso di ammissione, il professor Tommaso Losacco (presidente del consiglio delle classe delle professioni sanitarie) ed il professor Luigi Santacroce (presidente del corso in Infermieristica) rimandano il tutto a questioni strettamente amministrative, non di propria competenza. Ammettono, tuttavia, che anche a causa del ritardo nel completamento delle procedure di immatricolazione, si era reso necessario differire l'avvio delle attività didattiche. Ora i docenti, utilizzati in qualche modo ad incastro nei tre anni, dovranno riarticolare il proprio calendario delle lezioni per avviare dalla prossima settimana le attività del primo anno dei tre corsi di laurea.
    Certo, rimane la precarietà di una sede posta a ridosso del polo siderurgico. All'indomani della divulgazione delle perizie epidemiologiche utilizzate nel processo per inquinamento contro l'Ilva , Losacco ha posto il problema della sede ai vertici accademici. Segnalazione che non ha mancato di avviare la ricerca di una sede alternativa, senza però poter al momento trovare soluzione. Sarà anche per questo che Losacco sembrerebbe voler invertire l'ordine dei fattori e, più che replicare al mancato avvio delle lezioni del primo anno, pronuncia parole di elogio per quei docenti (universitari e di ambito ospedaliero) e gli studenti che responsabilmente hanno accettato di lavorare in queste settimane in situazione di grande difficoltà.

    articolo di Maria Rosaria Gigante
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Giovedì 29 Novembre 2012

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    “Congelate” le Superiori con meno di 600 alunni

    “Congelate” le Superiori con meno di 600 alunni
    È l'orientamento che manifesterà la Provincia nella Consulta
    Proposta entro fine mese, poi la Regione deciderà entro l'anno

    Dimensionamento della rete scolastica per il prossimo anno: sarà la giunta provinciale a deliberare entro fine mese la proposta di assetto da consegnare alla Regione che dovrà a sua volta pronunciarsi in merito entro fine anno. Una volta raccolte le delibere dei consigli comunali competenti sulle scuole dell'obbligo (la scadenza lo scorso 15 novembre ma il Comune di Taranto sta raccogliendo indicazioni dalla Regione e potrebbe decidere nei prossimi giorni), la prossima settimana l'assessore provinciale alla Pubblica istruzione, Francesco Massaro, tornerà quasi sicuramente a convocare la Consulta provinciale prima di avanzare una sua proposta. Ma già nella riunione della Consulta dei giorni scorsi, è emerso l'orientamento da parte della Provincia a chiedere alcune deroghe. Provvedimenti, questi, che congelerebbero ogni decisione per le scuole di istruzione superiore di secondo grado sottodimensionate (al di sotto dei 600 alunni) come Quinto Ennio di Taranto, Bellisario di Ginosa, Sforza di Laterza e Motolese di Martina. Per il resto, non ci sarebbe da fare grosse operazioni dopo l'assestamento dato alle scuole lo scorso anno se non per quelle scuole elementari e medie che attendono di essere verticalizzate in istituti comprensivi (problema che riguarda, tra le altre, le scuole medie Volta e Colombo, il 12° ed il 23° circolo didattico di Taranto).
    Ma non c'è solo questo. Per il Comitato per la qualità della vita, in relazione all'istruzione della secondaria, rimangono in piedi problemi come la necessità di istituire a Taranto dei poli (quelli liceali - due scientifici, un classico, un linguistico, uno delle scienze umane - e due professionali), la razionalizzazione dell'opzione Scienze applicate e degli istituti tecnici e professionali, l'istituzione di un istituto tecnico superiore, l'attivazione di due Cpia (educazione per gli adulti). Problemi che, intrecciati con l'altrettanto difficile situazione e nuova organizzazione in dipartimenti e non più in facoltà in cui è il polo universitario jonico, il Comitato chiede di affrontare in una seduta monotematica congiunta dei Consigli provinciale e comunale di Taranto. Seduta dalla quale far scaturire indicazioni per aprire la verifica (prevista a giugno e ancora da attuare) con l'Università ed il Politecnico di Bari. C'è da prendere decisioni sulle sedi per il polo jonico, su sede, borse di studio e prospettive del Polo scientifico tecnologico Magna Grecia, sul futuro dell'istituto Paisiello sul quale incombe il rischio chiusura e per il quale da anni si parla di trasformazione in Conservatorio statale. Infine, non secondarie due questioni: la sistemazione delle classi dell'istituto nautico dell'Archimede, del corso di laurea (da ripristinare) di Scienze della Maricoltura a Palazzo Amati, in collaborazione con Cnr e Centro per la cura della fauna marina protetta; il trasferimento delle classi del liceo musicale del liceo Archita presso la scuola Consiglio in Città vecchia. Fermo restando per il Comitato l'impegno a mantenere presidenza e segreteria del comprensivo Galilei-Giusti presso la sede della Galilei quale presidio istituzionale in Città vecchia.

    articolo di Maria Rosaria Gigante
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Domenica 25 Novembre 2012

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  • Plautus
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    Rubati cavi elettrici lezioni universitarie slittate al 26 novembre

    Rubati cavi elettrici lezioni universitarie slittate al 26 novembre

    I sindacati studenteschi lo hanno detto in tempi non sospetti: la struttura di via Grazia Deledda non è adatta per essere una sede universitaria. Il fabbricato che ospita il cosiddetto Polo delle professioni sanitarie (tre classi di infermieristica, una di fisioterapia e tre di tecniche della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro) attualmente è fuori uso perché sono stati rubati i cavi di rame e sabotati i quadri elettrici. La mancanza di erogazione di corrente elettrica ha comportato l'impossibilità di seguire le lezioni: quelle del primo anno sono slittate prima al 12, poi al 19 novembre e infine al 26 novembre prossimo. “Ma non sappiamo - sottolinea Eliano Cascardi, rappresentante di facoltà “Studenti per ...” - se, quando e dove si svolgeranno. Circolano voci sul possibile ritorno alla sede di viale Virgilio, una sorta di sottoscala con aule piccole. Non possiamo tornare indietro e non accettiamo questa soluzione che può essere comoda per l'Ateneo ma inadeguata per noi. Non possono esserci corsi di serie A e serie B. Paghiamo le tasse e vogliamo che il rettore ci tuteli”.
    Peraltro, come denunciato da LinkTaranto (sindacato studentesco universitario), non si può utilizzare l'unico proiettore rimasto, e considerando che fa buio prima, non è possibile seguire le lezioni senza aule illuminate.
    I disagi per studenti e docenti (che devono fare la spola da Bari a Taranto e sono costretti a cambiare i turni) sono inevitabili. “La sede - fa presente LinkTaranto - è isolata e questo, considerando la completa mancanza di un sistema di allarme o sorveglianza, facilita i furti all'in terno della sede. Non esiste una connessione ad internet, quindi non è possibile comunicare in modo tempestivo agli studenti lo spostamento degli esami e il cambiamento degli orari delle lezioni. Questo crea disagio soprattutto agli studenti pendolari residenti in provincia che spesso si ritrovano a dover fare dei viaggi a vuoto perché la lezione è stata cancellata all'ultimo momento”.
    Fino all'anno scorso erano presenti anche i corsi di Scienze della Formazione poi trasferiti presso la ex caserma Rossarol. “Gli studenti di professioni sanitarie, inizialmente sistemati presso un sottoscala in viale Virgilio, sono stati trasferiti provvisoriamente presso la sede di via Deledda, in attesa - precisa LinkTaranto - che fossero ultimati i lavori della loro sede (l'ex ospedale vecchio). Questi lavori non sono ancora terminati né, a quanto ci ha riferito personalmente il rettore, si può avere un'idea del tempo necessario per ultimarli.
    La ristrutturazione è a carico della Asl di Taranto la quale non è in grado di dare informazioni certe sulla questione”. La situazione, come è facile comprendere, ha indispettito gli studenti che rivendicano una sede dignitosa e hanno manifestato al rettore la necessità di trasferire i corsi in altra sede, “ma non nella struttura di viale Virgilio - fa presente ancora Cascardi - che fu dichiarata inagibile. Se così sarà, ci rifiuteremo di fare lezione. La soluzione ideale sarebbe quella dell'accorpamento ai cadetti delle scuole Cemm perché con loro gli studenti fanno già tirocinio”.

    articolo di Giacomo Rizzo
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Mercoledì 21 Novembre 2012

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  • Plautus
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    Florido: “Non ho un euro per i lavori nelle scuole”

    Florido: “Non ho un euro per i lavori nelle scuole”
    La Provincia: stop alle manutenzioni ma non al riscaldamento

    Riordino delle province e tentazione salentina per Brindisi, Ezio Stefàno convoca tutti in Municipio. Per lunedì prossimo, 12 novembre, a partire dalle ore 16 circa, infatti, il sindaco di Taranto ha chiamato tutti i suoi colleghi dei comuni ionici, oltre al presidente della Provincia di Taranto, ai parlamentari ed ai consiglieri regionali.
    In una nota stampa, Stefàno scrive: “Il Governo ha, coraggiosamente, avviato un percorso di riforma finalizzato a ridisegnare una nuova geografia delle province, da sempre, queste, messe in discussione che però hanno sempre resistito a tutti i più arditi tentativi di rivisitazione, spesso per ragioni non solo legate a questioni di complessità economica-sociale e territoriale ma anche di mero campanilismo. In ogni caso c'è sempre stata una presa di posizione sia delle forze politiche, in maniera trasversale, sia dei territori - commenta il sindaco. Pertanto, le varie prese di posizione di enti ed organismi locali, i vari protagonismi, rendono più complesso il quadro di riforma e di riordino delle province, visti i continui cambiamenti di rotta e ripensamenti sugli assetti definiti in prima battuta dal governo nazionale. È necessario vederci chiaro anche perché - aggiunge Stefàno - la trattativa che si è aperta, sia a livello locale che nazionale, dovrebbe portare al riordino delle province con accorpamenti rispondenti a criteri di maggior affinità territoriale sia per aspetti storico culturali che economico-produttivo “ .
    Intanto, sempre ieri, l'ufficio di presidenza dell'Unione province italiane (Upi), per protestare contro i tagli del governo ha annunciato che, nelle scuole superiori, verranno spenti i termosifoni per mancanza assoluta di risorse. Tema, questo, che si intreccia in maniera evidente con quello del riordino e degli accorpamenti delle province.
    Presidente Florido, ha partecipato pure lei alla riunione dell'Upi?
    “Certamente sì. Sto rientrando da Roma”.
    E che fa? Spegnerà pure lei i termosifoni nelle scuole superiori?
    “Non abbiamo soldi. Questo governo ha, di fatto, chiuso le province da diversi mesi ormai ancor prima che emanasse il decreto sul riordino”.
    Lei spegne o no?
    “Sino a fine anno, sino a dicembre, non dovrei avere problemi nel pagare le bollette per i termosifoni. Ma questo, sarà possibile solo grazie al fatto che ho compiuto una scelta precisa”.
    Quale?
    “Ho azzerato, completamente, il capitolo relativo alle manutenzioni nelle scuole proprio per non lasciare gli studenti al freddo. Ma, mi chiedo, che modo di scegliere è? Eppure, l'ho dovuto fare per non far morire di freddo i nostri ragazzi”.
    Niente manutenzioni, dunque. Se si danneggiasse un tetto, un bagno, una palestra...
    “Non verrebbero riparati. Non ho soldi. In questo triennio, tra Berlusconi e Monti, ci hanno tolto più di dodici milioni di euro. Per non parlare poi dei vincoli imposti dal Patto di stabilità. È una follia. Così come è folle pensare che io, dal prossimo 1 gennaio, dovrei rimanere da solo a governare la Provincia senza avere più assessori al mio fianco trasformandomi in una via di mezzo tra Superman ed il Mago di Oz”.

    articolo di Fabio Venere
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Venerdì 09 Novembre 2012

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  • Plautus
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    Riferimento: Rassegna Stampa 2012

    LA NOVITÀ: MENO EMISSIONI INQUINANTI NELL'ARIA E MANUTENZIONE DEI LASTRICI SOLARI A CARICO DELL'AZIENDA PER 20 ANNI. CI SARÀ UN MINOR ESBORSO DI 5 MILIONI
    Fotovoltaico sul tetto di 13 scuole
    La Provincia presenta il progetto: risparmio energetico e avremo meno costi

    Energia pulita per almeno vent'anni ed un risparmio di ben 5milioni di euro, di cui 2 milioni e mezzo sulla bolletta dell'elettricità. È il duplice obiettivo che la Provincia di Taranto riuscirà a perseguire con l'installazione degli impianti fotovoltaici su tredici lastrici solari delle scuole superiori. Fatta eccezione per il liceo Ferraris, l'operazione è praticamente per tutti a costo zero. Gli impianti, ora in fase di collaudo, saranno operativi entro il prossimo 31 dicembre.
    Ieri mattina, nel corso di un sopralluogo all'istituto Pacinotti di Taranto, il presidente della Provincia, Gianni Florido, accompagnato da tecnici ed assessori, ha spiegato nel dettaglio l'iniziativa ed i suoi vantaggi. “In vent'anni riusciremo a risparmiare 5 milioni di euro - annuncia Florido - di cui 2 milioni e mezzo per la manutenzione dei lastrici solari a carico dell'azienda e 2 milioni e mezzo per il risparmio di energia. Ridurremo inoltre di 30 tonnellate le emissioni di Co2 e di 13 milioni di tonnellate l'olio combustibile. Si tratta, insomma, di un'operazione che ha solo dei vantaggi perché produrrà nello stesso tempo risparmio ed eco compatibilità senza alcun investimento economico da parte della Provincia”.
    L'iniziativa è stata possibile grazie ad un bando europeo al quale ha partecipato l'impresa Svicat di Bologna. La quale ha installato i lastrici solari nelle scuole individuate dalla Provincia. “Tutti i pannelli del Pacinotti messi insieme - sottolinea l'ingegner Bruno Ferri - hanno una potenza di 207 chilowatt. Questi chilowatt, opportunamente trasformati, vengono immessi nella rete Enel”.
    “In questi anni - commenta il vicepresidente della Provincia, Costanzo Carrieri - abbiamo puntato moltissimo sull'edilizia scolastica. Sono stati realizzati cinque nuovi istituti e riqualificati gli oltre 100 esistenti sul territorio. Adesso con l'ultima iniziativa intendiamo oltrepassare i confini guardando alla produzione dell'energia pulita anche per le nuove generazioni, oltre a beneficiare un notevole risparmio nel campo delle manutenzioni e delle emissioni e, non ultimo, sul costo della bolletta”.
    “La Provincia - aggiunge l'assessore alla Pubblica istruzione, Francesco Massaro - ha fortemente voluto che fossero le scuole ad essere la location di questo progetto perché da sempre il luogo eletto per ciò che rappresenta l'avanzamento tecnologico e la sperimentazione di possibilità alternative di sfruttamento energetico. Nello specifico questa scuola viene visitata dagli studenti degli istituti di altri Paesi europei che prendono atto dell'iniziativa. È quindi un progetto utile dal punto di vista didattico”.
    E non a caso il dirigente scolastico del Pacinotti, Gennaro Esposito, ricorda che “il progetto ha vinto il primo premio al festival Leonardo di Mosca nella primavera del 2011. Lo abbiamo voluto presentare - dichiara il preside - come espressione di una collaborazione tra la scuola che educa e fornisce le competenze attraverso l'insegnamento e la Provincia che ha il ruolo di programmare l'offerta dei servizi educativi sul territorio”.

    articolo di Pamela Giufrè
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Mercoledì 07 Novembre 2012

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  • Plautus
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    Lavori al liceo Archita - Stefàno: “Si va avanti”

    Lavori al liceo Archita
    Stefàno: “Si va avanti”
    Il sindaco: è tutto in regola ma cerchiamo una nuova sede

    I lavori al liceo classico “Archita” hanno composto un sottile ma visibile strato di gelo nei rapporti tra Comune e Provincia di Taranto. Basta leggere il comunicato stampa dell'altroieri con cui l'Amministrazione provinciale dava per ormai decisa la sospensione dei lavori di ristrutturazione e riqualificazione. In realtà, quella della Provincia era (e non poteva non essere) una richiesta visto che l'immobile è di proprietà del Comune e considerato che il direttore dei lavori è il dirigente comunale dei Lavori pubblici, Aniello Moccia. Se poi a questo si aggiunge che, in ambienti vicini a Palazzo del Governo, si lamentava un certo fastidio per non essere stati informati (a loro dire) in tempo utile della ripresa dei lavori (tesi, informalmente, smentita da ambienti comunali) si comprende bene quale sia il clima tra i due enti locali. Lo stesso sindaco di Taranto, Ezio Stefàno, intervistato dalla Gazzetta, di fatto, conferma questa situazione.
    Sindaco, la Provincia le chiede di sospendere i lavori a Palazzo degli Uffici entro domani. Che fa? Accetta?
    “Mah. Sto notando, in questa vicenda, alcune invasioni di campo. Proprio oggi (ieri per chi legge, ndr) ho incontrato il nostro dirigente, Moccia. Bene, questi mi ha confermato che adesso si sta procedendo alla messa in sicurezza del cantiere. Ovvero, alla verifica ed al consolidamento dei ponteggi esistenti. Di fatto, i lavori veri e propri non sono ancora entrati nel vivo. Anzi, proprio per andare incontro alle esigenze degli studenti, recentemente, abbiamo aperto un varco per creare così una seconda uscita. Detto questo, da subito, pur non essendo di competenza del Comune ci metteremo al lavoro per individuare una sede alternativa e provvisoria, la più vicina possibile a Palazzo degli uffici, in cui poter ospitare gli studenti da dicembre gennaio sino al prossimo ottobre (2013) quando la scuola dovrebbe esserci consegnata nel suo splendore diventando il fiore all'occhiello per tutto il Borgo e per la città di Taranto”.
    Nella sua maggioranza, a dire il vero, sindaco, Pd e Ppv pongono dei problemi sulla legittimità della modifica al progetto. Insomma, quell'albergo lì dentro stona un po'...
    “È tutto legittimo. Avevamo solo assunto l'impegno a non far aprire lì dentro attività commerciali che avrebbero potuto far venire meno il decoro ed il prestigio del palazzo”.
    L'ex assessore Lemma propone di trasferire gli studenti alla “Galilei” in Città vecchia. Che ne pensa?
    “Sì, mi ha avvisato telefonicamente. È da valutare “ .


    PROPOSTA: L'EX ASSESSORE ALLA PUBBLICA ISTRUZIONE PENSA ALLA SEDE DELLA CITTÀ VECCHIA
    Lemma: “La soluzione? Io propongo la Galilei”

    Soluzione “Galilei” per trasferire gli studenti del liceo classico “Archita”. È questa la proposta che l'ex assessore comunale alla Pubblica istruzione, Annarita Lemma, avanza al sindaco di Taranto, Ezio Stefàno.
    Nella sua nota Lemma scrive: “Le ragioni rappresentate dagli studenti del liceo Archita sono di una tale evidenza che non avrebbero mai dovuto raggiungere le pagine di un giornale per essere condivise, sostenute e soprattutto ascoltate. Considerati il tempo evidentemente lungo da cui la scuola ha subito uno smembramento a causa dei lavori di ristrutturazione partiti, dopo mille vicissitudini, qualche giorno fa, c'era evidentemente il tempo per pianificare una soluzione”.
    Fatta questa premessa, l'ex assessore Lemma afferma: “ L'Amministrazione comunale, pur non essendo l'ente competente per grado di scuola, potrebbe rispondere anche prontamente alle richieste degli studenti e del corpo docente di avere una sede adeguata attraverso una razionalizzazione della propria rete. Già alla fine della scorsa consiliatura ebbi l'opportunità di verificare con alcuni docenti, preoccupati di ciò che sarebbe accaduto, se fosse stato possibile trovare una sede non molto lontana dall'attuale ubicazione. Riflettemmo insieme sulla possibilità per esempio di utilizzare una delle due sedi del comprensivo “Galilei” in Città vecchia”. Per Lemma “quest'ipotesi poteva essere molto interessante per diverse ragioni: le due sedi dello stesso comprensivo appaiono sovradimensionate considerato il numero di classi che complessivamente accolgono; il liceo era disponibile ad offrire nell'ipotesi di un trasferimento in una delle due, delle attività atte a potenziare il Piano di offerta formativa dello stesso comprensivo, trovando lì sistemazione, prevalentemente il corso di liceo musicale dell'Archita stesso; la Città vecchia si sarebbe arricchita di un'ulteriore presenza scolastica (il terzo grado d'istruzione)”. Infine, precisa l'ex assessore, “la vicinanza all'istituto Paisiello avrebbe consentito la definizione di un asse formativo di non poco rilievo. Complessivamente il quartiere antico di Taranto avrebbe implementato l'opera di riqualificazione sotto il profilo scolastico in particolar modo dopo l'avvio della sede universitaria”. Per Lemma “tutto questo avrebbe potuto trovare nella fase estiva un utile periodo per pianificare i passaggi e le condivisioni necessarie”.

    articoli di Fabio Venere
    pubblicati su La Gazzetta del Mezzogiorno di Mercoledì 7 Novembre 2012

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  • Plautus
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    Archita, la Provincia chiede lo stop dei lavori

    Archita, la Provincia chiede lo stop dei lavori
    Stefàno: “Deciderà il dirigente. Mi sembrava ci fosse un accordo...”

    Stop ai lavori per azzerare il rischio di creare ulteriori disagi o mettere in pericolo la sicurezza di studenti, docenti e personale amministrativo che studiano e lavorano al liceo Archita di Taranto.
    È questa la proposta avanzata ieri mattina durante l'incontro tenutosi a Palazzo del governo. Presenti il dirigente scolastico dell'Archita, Michele Marangi, gli assessori provinciali ai Lavori pubblici e alla Pubblica istruzione, Costanzo Carrieri e Francesco Massaro, il presidente del Consiglio comunale di Taranto, Piero Bitetti, il consigliere comunale delegato Alfredo Spalluto che, in passato, ha seguito l'intera vicenda in qualità di assessore comunale ai Lavori pubblici, il consigliere provinciale Cosimo Borraccino. Alla riunione hanno preso parte anche le delegazioni in rappresentanza degli studenti, dei docenti e dei genitori.
    Nei prossimi giorni saranno anche definite le soluzioni alternative per consentire il normale svolgimento delle lezioni. Saranno, infatti, individuati i plessi scolastici idonei ad ospitare le classi dello storico liceo ubicato a Palazzo degli Uffici dove nel frattempo, com'è noto, sono iniziati gli interventi di ristrutturazione e riqualificazione secondo quanto stabilisce l'accordo siglato da Comune e Provincia di Taranto.
    Dei costi relativi alla sistemazione temporanea delle classi in altri immobili - è stato sottolineato durante l'incontro - si farà carico la ditta che sta eseguendo i lavori così come stabilisce la convenzione sottoscritta dai due enti locali tarantini.
    Tra le possibili sedi alternative (e provvisorie) che potrebbero essere individuate per trasferire i 350 studenti che ora frequentano Palazzo degli Uffici ci dovrebbero essere la scuola “Mazzini” (che già ospita alcune classi del liceo) e, probabilmente, anche la “Consiglio” in Città vecchia. Per questo, l'Amministrazione provinciale ha chiesto al Comune di far sospendere, entro due giorni, i lavori in corso. In questo modo, gli uffici di Palazzo del Governo avrebbero il tempo per individuare le sedi provvisorie, trasferire gli studenti. In realtà, in ambienti vicini all'Amministrazione provinciale non si nasconde di certo una certa insoddisfazione verso la linea seguita dalla direzione dei lavori (il responsabile è il dirigente comunale, Aniello Moccia) che avrebbe riaperto il cantiere senza avvisare per tempo la Provincia competente, per legge, agli istituti scolastici superiori.
    Ed è proprio verso Moccia che il sindaco di Taranto, Ezio Stefàno, contattato dalla Gazzetta, si rivolge: “È lui il responsabile. Certe decisioni non le posso assumere certo io. Non sono un tecnico. Dico solo che ho la sensazione che si stia sollevando un polverone. Mi sembrava che tra il nostro dirigente, gli insegnanti e gli studenti fosse stato raggiunto un accordo in base al quale sarebbero entrati nella scuola da un varco di accesso appositamente creato. Mi pare sempre di ricordare che gli studenti sarebbero - prosegue Stefàno - rimasti lì sino alle festività natalizie per poi lasciare la scuola all'azienda e questo anche per lasciare alla Provincia il tempo necessario per trovare una nuova sede. Azienda che, a sue spese, provvedere al trasloco ed all'eventuale pagamento del canone di locazione”.

    articolo di Fabio Venere
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Martedì 06 Novembre 2012

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  • Plautus
    ha risposto
    Ora l'ex Questura ospiterà l'Archita?

    Ora l'ex Questura ospiterà l'Archita?
    Tra le altre ipotesi anche la “Consiglio” e l'ex “Nitti”

    L'ex sede della Questura entra nel ventaglio delle ipotesi per il trasferimento degli studenti del liceo Archita. È almeno una delle possibilità circolate nel corso della recente assemblea degli studenti. Si affianca, in ordine di tempo, a quelle già accennate dagli stessi studenti relative alla scuola “Consiglio” in Città vecchia, alla “Galilei” (sempre nel Borgo antico) ed all'ex sede dell'istituto “Nitti” in via Di Palma. Certo, a differenza di queste altre sedi l'ex questura ha un vantaggio non trascurabile: è di proprietà della Provincia e, quindi, non ci sarebbe da pagare alcun canone di locazione. In realtà, però, questo problema (quello del canone) non si dovrebbe neppure porre visto che, per contratto, la stessa impresa aggiudicataria dei lavori di riqualificazione di Palazzo degli Uffici (consorzio Aeders) si è impegnata a sostenere i costi del canone di locazione della sede che avrebbe dovuto ospitare, provvisoriamente, gli studenti del liceo “Archita”.
    Già, gli studenti. Nei giorni scorsi hanno manifestato tutto il loro disagio protestando con Comune e Provincia per le condizioni, precarie, cui sono costretti a convivere. La ripresa dei lavori, dopo otto anni, infatti, renderà sempre più problematica una coabitazione tra i ragazzi e gli operai che lavorano sulle impalcature.
    Per questo, non è ragionevole pensare seriamente di poter far convivere queste due esigenze così contrapposte. Non fosse altro per evidenti ragioni di sicurezza. Ed allora, se la situazione potrebbe diventare insostenibile, l'appuntamento con il trasferimento non può essere più rinviato. Ecco, forse, per recare i minori disagi possibili agli studenti si potrebbe “traslocare” durante le prossime festività natalizie. Ma, certo, non oltre.
    Ed allora, qui si ripropone il problema della sede. Dove mai potrebbero provvisoriamente trasferirsi i circa 350 studenti che, ogni giorno, frequentano Palazzo degli Uffici? Dove potrebbero essere sistemate le nove aule del liceo classico, le cinque del liceo musicale e le altre quindici che ospitano i laboratori, la segreteria e la biblioteca? Le ipotesi (ex questura, Consiglio, Galilei, Nitti) sono quelle accennate prima. Intanto, lunedì mattina, sulla questione - Palazzo degli Uffici ci sarà una riunione in Provincia. Presieduta dal vicepresidente, Costanzo Carrieri ed a cui parteciperà, in rappresentanza del Comune di Taranto, il consigliere Alfredo Spalluto a cui va riconosciuto il merito di aver sbloccato u n'opera che aveva ormai assunto i connotati della “grande incompiuta”.
    “Gli studenti del liceo Archita hanno ragione di lamentarsi e protestare. Lunedì prossimo chiariremo come stanno effettivamente le cose e di chi sono le responsabilità degli indubbi disagi provocati dai lavori in corso”. A parlare così è il vicepresidente della Provincia di Taranto, Costanzo Carrieri.
    “In questi ultimi giorni - afferma il vicepresidente della Provincia, titolare anche della delega ai Lavori pubblici - abbiamo letto tantissime cose sulla vicenda Archita e proprio per questo ho deciso, d'intesa con il mio collega assessore alla Pubblica istruzione, Francesco Massaro, di convocare una riunione per fare chiarezza”.


    LA RISTRUTTURAZIONE: IL GRUPPO DEL PD, E NON SOLO, RITIENE NON SUFFICIENTE SOLO L'OK DELLA GIUNTA
    E in Comune acque agitate per il via libera all'albergo

    Come se già non bastassero le (sacrosante) proteste degli studenti, sul cantiere di Palazzo degli Uffici non si respira un'atmosfera tranquilla neppure in Comune. E lo si è visto, inequivocabilmente, nella coda dell'ultima seduta del Consiglio comunale. Si doveva discutere, appunto, delle comunicazioni del consorzio “Aeders” sulle modifiche apportate al progetto originario di riqualificazione di Palazzo degli Uffici. Modifiche già approvate, nelle settimane scorse, dalla giunta Stefàno. Ed è proprio questo il punto. Secondo una parte non trascurabile della maggioranza consiliare che fa leva sul gruppo consiliare del Pd, infatti, le novità avrebbero dovuto avere il via libera dalla massima assise cittadina e non già dall'esecutivo. Sostanzialmente su questa lunghezza d'onda si era sintonizzato, intervenendo in aula, anche Giovanni Guttagliere, consigliere comunale de “La Puglia per Vendola”. Guttagliere, infatti, ha sottolineato che trattandosi di una modifica alla destinazione d'uso dell'immobile era necessario incassare prima il via libera della commissione Assetto del territorio. Da lui presieduta. Nel dibattito, si è inserito Alfredo Spalluto, capogruppo di Sds, ex assessore ai Lavori pubblici, che non poteva evidentemente non difendere il progetto. Del resto, sulla riqualificazione di Palazzo degli Uffici ci punta e ci scommette molto anche il sindaco di Taranto, Ezio Stefàno.
    E di fronte alle perplessità di chi avanza alcuni dubbi sulla legittimità di questa modifica, il Comune rassicura.
    All'inizio, infatti, nel Palazzo degli Uffici avrebbero dovuto trovare spazio degli esercizi commerciali, uffici e dei luoghi culturali e poi si è passati ad un contenitore che, riducendo il numero dei negozi, ospiterebbe oltre agli uffici un albergo di lusso. Per l'Amministrazione comunale, da quello che si apprende, il concessionario sarebbe solo tenuto a comunicare le modifiche progettuali apportate ma questo non si configurerebbe come un cambio di destinazione d'uso. Alla fine, è passata la mediazione proposta da Spalluto. Ovvero, o al prossimo Consiglio comunale oppure in commissione Assetto del territorio, il dirigente della direzione Lavori pubblici, Aniello Moccia, si confronterà con i consiglieri comunali. Per chiudere, questa volta definitivamente, la parte burocratica del progetto. E far proseguire il cantiere senza ulteriori stop.

    articoli di Fabio Venere
    pubblicati su La Gazzetta del Mezzogiorno di Sabato 3 Novembre 2012

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  • Plautus
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    Riferimento: Rassegna Stampa 2012

    Il cantiere riaperto e i disagi
    Gli studenti del liceo Archita in corteo sino al municipio

    Approda in Comune la protesta degli studenti del liceo classico Archita, costretti a convivere con la ripresa del cantiere per la riqualificazione di Palazzo degli Uffici.
    Il presidente del Consiglio, Piero Bitetti, pur ribadendo che la competenza delle scuole superiori appartiene alla Provincia, ha assicurato che il Comune non si tirerà indietro. “Per questo - afferma Chiara Tacente una dei rappresentanti degli studenti - lo abbiamo invitato a partecipare all'incontro che noi studenti stiamo organizzando alla presenza del sindaco, un rappresentante della provincia, un rappresentante della ditta appaltatrice dei lavori, il preside e alcuni docenti e ha accettato. Intanto torneremo a scuola, ed entreremo dalla Capuana (verrà aperto un piccolo varco nel cantiere). Ma - continua - dobbiamo trovare una soluzione adeguata”. Molto polemico sulla gestione di questa vicenda da parte di Comune e Provincia è anche Martino Tamburrano , consigliere provinciale Pdl.

    articolo di Fabio Venere
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Mercoledì 31 Ottobre 2012

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  • Plautus
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    “Chiediamo una sede per il liceo”

    IL CASO ARCHITA: IERI L'INCONTRO CON IL VICEPRESIDENTE DELLA PROVINCIA, COSTANZO CARRIERI: SERVE UN TAVOLO CON IL COMUNE E L'AZIENDA “AEDERS”
    “Chiediamo una sede per il liceo”
    Gli studenti: non possiamo stare in una struttura inagibile. Abbiamo proposto tre sedi

    Liceo “Archita”, soluzione cercasi. Ieri mattina, una delegazione degli studenti del liceo classico ha incontrato il vicepresidente della Provincia, Costanzo Carrieri ed il consigliere provinciale di Sel, Mino Borraccino. Jacopo Zaccagno e Chiara Tacente descrivono così alla Gazzetta tutta la loro preoccupazione: “Non possiamo continuare a studiare, ogni giorno, in una scuola parzialmente inagibile. Non possiamo stare lì respirando le fibre di amianto che si muovono durante gli interventi di manutenzione in corso. Dobbiamo andare via da lì”. Attualmente, a Palazzo degli Uffici, insistono nove aule dell'indirizzo “classico”, cinque di quello “musicale” oltre a 15 laboratori del liceo musicale. A quest'elenco, bisognerebbe aggiungere anche le aule per le segreterie e la biblioteca. Gli studenti, dal canto loro, non si limitano a protestare. Ma propongono. E chiedono di “traslocare” alla scuola “Consiglio” o alla “Galilei” o all'ex scuola “Nitti”.
    In serata, il consigliere provinciale Mino Borraccino (Sel) ha inviato una nota stampa sulla questione Palazzo degli Uffici: “141 anni di storia si legge nel comunicato stampa da cui ripartire per il futuro della nostra città, ridare splendore, decoro e sicurezza alla scuola, al Palazzo monumentale e all'intero borgo cittadino di Taranto”.
    Ed ancora: “Contestualmente, però, serve celermente trovare (a cura dell'azienda appaltatrice, secondo schema di contratto), una nuova temporanea localizzazione dei locali per lo svolgimento regolare dell'anno scolastico. Questo il sunto del lungo e costruttivo incontro tenutosi stamane (ieri, ndr) in Provincia, alle ore 11, tra me, il vicepresidente Carrieri e una delegazione di studenti del Liceo Archita di Taranto. Alla fine dell'incontro, i ragazzi hanno proposto - spiega Borraccino - la convocazione di un tavolo tecnico congiunto tra Provincia, Comune di Taranto (in qualità di stazione appaltante), ditta aggiudicataria dei lavori e istituzione scolastica. Oggi, chi scrive, insieme al Vicepresidente - si riporta testualmente - abbiamo garantito che come Provincia non faremo mancare il nostro sostegno a ragazzi e docenti”.
    Proprio questa mattina, intanto, in Consiglio comunale si discuterà sul progetto di riqualificazione di Palazzo degli Uffici. Nel progetto, come già noto, è prevista anche la realizzazione di un albergo di lusso (cinque stelle). Nel palazzo, inoltre, troveranno spazio anche degli uffici comunali e nove esercizi commerciali.

    articolo di Fabio Venere
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Martedì 30 Ottobre 2012

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  • Plautus
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    “Al liceo Archita siamo a rischio”

    “Al liceo Archita siamo a rischio”
    La denuncia degli studenti: situazione indecorosa


    “Viviamo in una situazione indecorosa e siamo costretti, ogni giorno, a vivere in una struttura che mette a rischio la nostra incolumità”. È questa la denuncia firmata da Chiara Tacente, rappresentante degli studenti del liceo classico “Archita” di Taranto.
    “È inutile dire, in quanto è sotto gli occhi di tutti, che in seguito all'inizio dei lavori, abbiamo un unico ingresso afferma in una nota a nome degli altri studenti senza uscita di sicurezza e subiamo i disagi dei rumori che provengono dal cantiere, delle polveri che siamo costretti ad inalare e dell'amianto che deve essere ancora smaltito”.
    Poi la nota, rivolta alla Provincia (competente per legge), al dirigente scolastico ed al sindaco, prosegue così: “Sfidiamo voi, autorità competenti, a mandare i vostri figli in questa struttura che, sicuramente, ritornerà ad essere il fiore all'occhiello della città ma che, al momento, è solo una struttura fatiscente, piena di pericoli e poco agibile. Chiediamo una soluzione che restituisca dignità al nostro essere giovani studenti. Vogliamo confrontarci con voi, e per tale motivazione lunedì 29 ottobre (oggi, ndr) una delegazione di noi studenti si recherà in Provincia per tentare di ottenere un incontro con l'assessore Francesco Massaro. Siamo - si conclude così questa denuncia - come nomadi senza fissa dimora”.
    Parole pesanti come macigni ma che, in buona sostanza, si possono condividere. Se, infatti, da un lato, va salutato con favore l'avvio dei lavori dopo otto anni per la riqualificazione di Palazzo degli Uffici, dall'altro, è arrivato il momento di fare delle scelte. E di assumersene la responsabilità. Con il passar del tempo, la convivenza degli insegnanti e degli studenti con un cantiere così imponente sarà materialmente impossibile. E, potenzialmente, pericolosa. La logica del “tirare a campare “ va abbandonata. Ed allora, bisogna assolutamente trovare una sede adeguata per gli studenti del liceo Archita. E farlo in tempi brevi. Peraltro, il concessionario che ha iniziato i lavori (il consorzio Aeders) si è dichiarato disponibile a pagare i costi del canone di locazione per trasferire il liceo in un'altra struttura. L'amministratore di Palazzo degli Uffici srl, Flavio Zuanier, in quest'intervista alla Gazzetta, oltre a parlare del progetto, parla anche della coabitazione (difficile) tra il cantiere e gli studenti.

    Ingegner Zuanier, ce la farete in tre anni a finire questi lavori ?
    “Abbiamo tutto l'interesse a rispettare il nostro cronoprogramma. Intanto siamo contenti di aver ripreso i lavori dopo otto anni”.
    Sono un po' meno felici di voi i commercianti per aver perso i parcheggi in piazza Archita ?
    “Premesso che, per motivi di sicurezza, non avevamo alternative vorrei ricordare che quell'area ci è stata concessa dal Comune. Ho qui con una delibera del Consiglio comunale la n. 172 del 2008, mi pare, che ci assegna quella superficie”.
    In piazza Archita, quindi, ci saranno le auto dei clienti di quest'albergo di lusso. Ma non le sembra di sfidare troppo la sorte? Un investimento così massiccio in una città del Sud in piena crisi economica...
    “Tra tre anni, a lavori finiti, la situazione migliorerà. E poi, pensiamo che Taranto abbia tutte le caratteristiche per essere un polo di attrazione per chi proviene da altre città di Puglia e Basilicata. Lo stesso speriamo accada anche per i nove esercizi commerciali che realizzeremo dentro Palazzo degli Uffici. Così, riqualificheremo il vostro Borgo”.
    E gli studenti? Sino a quando potranno rimanere lì?
    “Non mi faccia indicare date. Dico solo che prossimamente avremo la necessità di avere gli spazi liberi. Trasloco difficile? Ma no! Dalle mie parti, vicino Venezia, ho trasferito una scuola di 1.200 studenti in due giorni”.

    articolo di Fabio Venere
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Lunedì 29 Ottobre 2012

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  • Plautus
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    Riferimento: Rassegna Stampa 2012

    Palazzo degli Uffici riapre il cantiere
    E la giunta Stefàno dà il via libera al nuovo progetto

    Palazzo degli Uffici, dopo mesi di silenzio ieri due notizie in un giorno solo. La prima è relativa alla riapertura, di fatto, del cantiere; la seconda, invece, al via libera concesso dalla giunta Stefàno al progetto definitivo.
    Andando per gradi, ieri appunto sono stati avviati i primi interventi per la messa in sicurezza dello storico immobile. In particolare, i tecnici del consorzio “Aeders”, in queste ore, stanno procedendo con la rimozione di alcuni elementi che potrebbero mettere a rischio il lavoro degli operai. Ovvero, nei prossimi giorni, verrà fatta un'attenta verifica sui ponteggi sistemati negli anni scorsi. Il tutto, prima di far salire nuovamente su quelle impalcature che, da anni, “ingabbiano” lo storico palazzo che ospita la sede del liceo classico “Archita”. Nel frattempo, per poter iniziare materialmente i lavori manca all'appello un ultimo via libera (quello del Genio civile) ma ormai si può dire che davvero non ci sono più particolari ostacoli verso la riqualificazione e ristrutturazione di Palazzo degli uffici.
    Intanto, dal Municipio, arriva il via libera al progetto definitivo presentato dal dirigente della direzione Lavori pubblici, Aniello Moccia. Questo progetto è quello che comprende, all'interno dell'edificio (tra il terzo ed il quarto piano) la realizzazione di un albergo di lusso. Come già anticipato, l'estate scorsa, dalla Gazzetta si tratterebbe di un hotel di 50 - 60 stanze. La struttura alberghiera occuperebbe complessivamente tra i 5 ed i 6mila metri-quadri. La hall dell'albergo verrebbe realizzata a piano terra e poi ci sarebbero degli ascensori per trasportare gli ospiti nella sede dell'hotel. La sala convegni dell'albergo, infine, secondo gli accordi, potrebbe essere anche utilizzata dal Comune di Taranto per le proprie attività culturali.
    Ed ora, quanto tempo ci vorrà per realizzare quest'opera? Dopo il via libera al progetto definitivo di ieri, il Comune dovrà approvare il progetto esecutivo. Solo dopo questi ulteriori passaggi burocratici i lavori entreranno nel vivo. La durata degli interventi previsti dovrebbe oscillare tra i 30 ed i 36 mesi. Sin qui, i tempi. Ma non si è ancora in grado di rispondere ad un interrogativo. Ovvero: gli studenti del liceo classico “Archita” potranno rimanere nello storico immobile che domina piazza della Vittoria? In teoria, sì. In realtà, per i tipi di interventi previsti almeno a partire dal prossimo anno scolastico il problema di una (non proprio agevole) coabitazione potrebbe comunque porsi. In quel caso, il consorzio Aeders si farebbe carico dei costi della locazione.



    L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE VERSERÀ CON UN MUTUO CIRCA 11 MILIONI DI EURO
    È un appalto da 32 milioni soldi anche dalla Provincia

    Ma perché si parla di “nuovo” progetto per Palazzo degli Uffici? La modifica si è resa necessaria perché l'impresa concessionaria, negli spazi dell'edificio ad essa assegnati, non vuole realizzare più solo una galleria commerciale con 10 negozi ma anche un albergo associato ad un'importante catena alberghiera.
    Ed allora, quali sono le “cifre” di Palazzo degli uffici e quali saranno i costi che Comune e Provincia dovranno sostenere?
    L'Amministrazione comunale di Taranto, grazie ad un mutuo acceso con la Cassa Depositi e Prestiti, verserà 11 milioni di euro. E la Provincia? La giunta Florido sborserà a rate 8.5 milioni di euro. Pagherà un anno dopo la consegna dei lavori con otto rate bimestrali da un milione di euro ciascuna (l'ultima da 534mila euro).
    Riepilogando, dunque, gli enti locali contribuiranno alla realizzazione dell'opera sborsando 19,5 milioni di euro. La somma rimanente (13,5) sarà coperta dall'impresa, consorzio Aeders, che poi sfrutterà economicamente anche gli utili derivanti dalla gestione delle aree presenti all'interno del Palazzo. Infine, la durata del contratto è di 36 anni mentre le superfici verranno così attribuite: 2.870 metri quadrati al Comune (ci metterà degli uffici risparmiando sui fitti passivi); 6.500 al liceo classico “Archita” (e, quindi, alla Provincia competente alla manutenzione degli istituti scolastici superiori). La superficie che resta a disposizione (circa 9mila-10mila metri) sarà, invece, a disposizione del consorzio Aeders. E lì, in pratica, verranno sistemate le attività commerciali e, appunto, un albergo.
    A giugno, intanto, si era sbloccata anche la questione legata al direttore dei lavori. Gli ingegneri Giuseppe Vecchi e Gianfranco Tonti, originari direttori dei lavori, al momento di depositare al Tar di Lecce la documentazione integrativa relativa al loro ricorso contro il Comune di Taranto per la loro esclusione dalla carica di direttore dei lavori, hanno preferito fare un passo indietro. I due, assistiti dall'avvocato Giuseppe Misserini esperto in Diritto amministrativo, hanno voluto compiere. Fu quello, indubbiamente, un gesto di distensione con cui Tonti e Vecchi andarono incontro alla città che attende da troppi anni ormai che quest'opera venga completata.

    articoli di Fabio Venere
    pubblicati su La Gazzetta del Mezzogiorno di Venerdì 12 Ottobre 2012

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  • Plautus
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    Riferimento: Rassegna Stampa 2012

    Ritorno tra i banchi per 90mila
    Massaro (Provincia): pur in una fase di ristrettezze siamo pronti ad aiutare le scuole

    Al via dunque. Tornano ufficialmente a scuola domani gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado della Puglia. Ma, in realtà in molti casi, la campanella del primo giorno di scuola è già stata fatta suonare nei giorni scorsi e quindi con anticipo. Servirà a lasciare qualche giorno di vacanza in più nel corso dell'anno scolastico, associando le giornate ad altre giornate di festa previste dal calendario scolastico regionale. Intanto, tra vecchi e nuovi problemi, si riparte. Ma quali sono i dati di quest'anno?
    Eccoli: le scuole di Taranto e provincia sono in tutto 98. Gli istituti superiori 34, di cui 13 a Taranto, i comprensivi 54 (13 a Taranto), le medie 3 e tutte a Taranto, i circoli didattici 7 di cui 5 in città. La scuola dell'infanzia si articola con 604 sezioni e 14.743 bambini, la primaria conta invece su 1343 classi e 28.040 bambini, la secondaria di primo grado su 821 classi e 16.297 ragazzi e quella di secondo grado su 1.358 classi e 30.195 studenti. In totale abbiano 89.275 studenti, 604 sezioni e 3.522 classi .
    E il messaggio per il primo giorno di scuola giunge dall'assessore provinciale alla Pubblica istruzione, Francesco Massaro. “Voglio esprimere a nome della Provincia di Taranto, del presidente Gianni Florido e mio personale i sentimenti di grande vicinanza al mondo della scuola che in questi giorni inizia un nuovo anno scolastico - scrive l'assessore Massaro -. Vicinanza e simpatia che esprimo verso tutta la scuola ionica insieme alla gratitudine per il ruolo che essa svolge di fondamentale architrave nella tenuta e nella costruzione della nostra comunità la cui crescita civile, economica e sociale non deve assolutamente cessare di essere un obiettivo concreto per il quale continuare, tra le tante difficoltà, a battersi ed impegnare. Con le parole di monsignor Santoro (è l'arcivescovo di Taranto - ndr) sentiamoci tutti, istituzioni, cittadini e mondo della scuola, parti attive di un “laboratorio di speranza” a cui fornire il proprio contributo non risparmiando energie e volontà costruttive”.
    Massaro rivolge quindi agli insegnanti, agli operatori scolastici, ai dirigenti, alle famiglie, ma, soprattutto, agli studenti, “il più sincero e fraterno augurio di buon lavoro, di un buon anno scolastico che sia intensamente produttivo e bello come bella resta ancora la più umana e avvincente delle sfide, la conoscenza”. Rivolto poi al mondo della scuola superiore, di competenza della Provincia in attesa del trasferimento ai Comuni, Massaro conferma “l'impegno della Provincia di Taranto e tutta la nostra disponibilità ad accompagnare con ogni sforzo e spirito di vera colleganza lo svolgimento dell'anno scolastico pur tra le terribili difficoltà e ristrettezze che rendono sempre più ardua l'azione di provveditorato pubblico. È un anno importante questo - conclude Massaro - che pone anche sfide entusiasmanti come quella di veder nascere nuovi poli di istruzione tecnica nei settori tradizionali degli studi economici e commerciali e in quelli tecnologici e di vedere anche avviati nuovi indirizzi importanti ed utili per il territorio nel settore nautico e delle tecnologie ambientali. Sfide che la scuola ionica ha accolto e che, siamo certi, saprà vincere. Auguri dunque”.
    Il primo giorno di scuola è, però, occasione anche per salutare chi ha completato il proprio ciclo nella scuola e, perché no?, anche nelle aule universitarie. A loro è tradizionalmente dedicata anche quest'anno la manifestazione “Una vita per la scuola. Una scuola per la vita” organizzata dal Comitato per la qualità della vita. L'appuntamento è alle 9,30 nel Chiostro del Convento di San Francesco con l'alza bandiera e la tavola rotonda sul tema “La nostra università per il mio futuro”. Invitati i rappresentanti del polo universitario jonico, delle istituzioni, Confindustria, Camera di Commercio, Arpa, Comune e Provincia, Ufficio scolastico regionale e provinciale, Adisu. Alle 11,30 consegna delle pergamene ai laureati del 2011-12; nel pomeriggio, dopo la messa di ringraziamento nella Cattedrale di San Cataldo, consegna delle pergamene ai maturati con 100 e 100 e lode ed ai pensionati dall'1 settembre 2012.

    articolo di Maria Rosaria Gigante
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Domenica 16 Settembre 2012

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  • Plautus
    ha risposto
    Riferimento: Rassegna Stampa 2012

    L'INCONVENIENTE: LA PROVA ERA STATA RINVIATA DAL 4 SETTEMBRE A IERI. ORA È A DATA DA DESTINARSI
    Un guasto tecnico ai pc e salta il test a Ingegneria


    Salta il test d'ammissione ad Ingegneria a Taranto. Ieri almeno un centinaio di studenti sono stati costretti a tornare a casa senza aver sostenuto la prova. Tra loro c'era anche chi aveva rinunciato a tentare l'esame d'ingresso al corso di laurea in Fisioterapia a Bari perché programmato nella stessa giornata e persino chi era arrivato da Roma.
    La prova è stata rinviata a data da destinarsi, come riferisce l'avviso pubblicato nel pomeriggio di ieri sul sito internet del Politecnico di Bari. “Problemi tecnici”: ecco la motivazione che, solo dopo le 11, e solo dopo aver fatto alcuni tentativi per risolvere il guasto tecnico ai pc, i docenti avrebbero dato alle aspiranti matricole che dalle 9 del mattino si erano presentate nella sede di viale Del Turismo nel quartiere Paolo VI.
    “Siamo infuriati raccontano alcuni ragazzi sfogando la loro rabbia alla “Gazzetta” perché, dopo aver scelto Taranto credendo nella valorizzazione del polo universitario tarantino, non abbiamo potuto fare l'esame neanche stavolta”.
    In un primo momento, infatti, gli studenti avrebbero dovuto sostenere la prova il 4 settembre, come gli iscritti alla sede di Bari. Ma il test è slittato a ieri. “Forse - dicono i ragazzi - se anche per noi la prova fosse stata confermata il 4 settembre, non si sarebbero verificati i problemi tecnici di oggi (ieri per chi legge - ndr). E magari avremmo anche potuto sostenere i test nelle altre facoltà a numero chiuso. Alcuni di noi, non sapendo della coincidenza delle date, hanno anche versato la tassa d'iscrizione pari a 40 euro che ora è persa. In questa fase è infatti importante tenere aperte tutte le porte perché, anche se abbiamo studiato tanto, l'ammissione non è scontata. Alla luce di tutta questa disorganizzazione, non c'è da stupirsi se la maggior parte dei giovani tarantini sceglie di studiare fuori città”.
    Inutile protestare alla segreteria: pare che anche quest'ufficio fosse chiuso per motivi organizzativi.

    articolo di Pamela Giufrè
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Mercoledì 12 Settembre 2012

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