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Rassegna Stampa 2009

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  • Rassegna Stampa 2009

    IL FATTO: I LOCALI SONO STATI ASSEGNATI DALLA PROVINCIA
    Il Quinto Ennio sposta sei classi nel plesso di via Bruno

    Trasferimento imminente per sei classi del liceo classico Quinto Ennio. La nuova succursale, non appena completata la documentazione prevista, sarà al quinto piano del plesso di Sant'Antonio in via Bruno, già sede negli anni passati di classi del Pertini-Fermi e dallo scorso anno anche del liceo Archita (che quest’anno continuerà ad utilizzare il quarto piano). Dopo aver effettuato lavori di adeguamento e sistemazione a norma della legge 81/2008 (ex 626), tra le altre cose anche il rifacimento dei bagni, l’Amministrazione provinciale aveva assegnato le aule già prima di Natale. Il liceo di via Abruzzo lamentava infatti già da qualche anno il fabbisogno di nuove aule visto l’incremento della popolazione scolastica che ha scelto quella scuola. Esplorata sul territorio la possibilità di una diversa sistemazione, ma venuta meno l’ipotesi Salesiani, la scelta è quindi caduta sulla sede di via Bruno. Al liceo è stato così assegnato l’intero quinto piano dell’immobile in questione dopo i lavori di adeguamento. Non sembrerebbe però escluso - dichiara l’assessore provinciale alla Pubblica istruzione, Giuseppe Vinci - che possano essere assegnate altre aule in considerazione degli spazi ancora disponibili agli altri piani. Nei giorni scorsi, intanto, le componenti scolastiche - dichiara la preside Silvana D’Addario - avevano individuato nel pieno rispetto dell’intera organizzazione scolastica i criteri di scelta dei corsi che avranno ora a disposizione le aule di via Bruno.

    articolo di Maria Rosaria Gigante
    tratto da La Gazzetta del Mezzogiorno di Venerdì 16 Gennaio 2009

  • #2
    voglio vederli tutte le mattine per arrivare al quinto piano a piedi
    "I keep memories inside. Memories are nice but that's all they are."

    Originariamente inviato da CesaroSummability
    Ragion per cui (questa è per i miei fans Rizla e Clara, vi amo u_u)
    :Q_
    Take me to the magic of the moment on a glory night where the children of tomorrow dream away in the wind of change

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    • #3
      L’INTERVENTO: L’ASSESSORE CARRIERI REPLICA ALLE ACCUSE DI IMMOBILISMO E SPIEGA CIÒ CHE SI È FATTO

      «Dalla Provincia 30 milioni per i lavori nelle scuole»


      Ultimati proprio in questi giorni i lavori di impermeabilizzazione dei lastrici solari al padiglione centrale dell’istituto pedagogico «Vittorino da Feltre». Sono gli ultimi interventi, in ordine di tempo, eseguiti dall’Amministrazione provinciale nelle scuole di propria competenza, vale a dire gli istituti secondari. Ma simili lavori di impermeabilizzazione sono anche in corso anche all’istituto Archita di via Pitagora ed all’istituto tecnico Pertini-Fermi di corso Italia. Il tutto per rendere al massimo funzionali le strutture destinate a scuole e garantire agli studenti le migliori condizioni di fruibilità. Nel frattempo, stanno anche per partire i lavori per la realizzazione di nuove strutture edilizie, progetti nel cassetto da parecchi anni. E’ il caso del liceo scientifico di Massafra. Ma stanno anche per essere inaugurate strutture completamente rifatte: è il caso qui della palestra dell’istituto Pacinotti.
      Insomma, a chi accusa la Provincia di immobilismo, l’esecutivo guidato da Gianni Florido risponde evidenziando - così si legge in una nota a firma dell’assessore ai Lavori pubblici, Costanzo Carrieri - la mole di interventi posti nelle scuole, dove sono stati investiti oltre 30 milioni di euro in lavori finalizzati a ripristinare condizioni di sicurezza e vivibilità.
      Anzi, proprio le risposte date alle esigenze della popolazione scolastica testimonierebbero come, ereditato un patrimonio in precarie condizioni strutturali e molte volte privo delle necessarie certificazioni, il settore dell’edilizia scolastica abbia abbandonato negli ultimi anni la veste della cenerentola per intercettare, invece, gran parte dell’interesse degli amministratori. Del resto, la situazione ereditata negli anni passati con il trasferimento delle competenze dai Comuni alla Provincia richiedeva interventi massicci e decisivi, prevalentemente di messa in sicurezza degli istituti.
      Basti ricordare, ad esempio, i lavori effettuati prima al liceo Aristosseno e successivamente all’istituto Cabrini dove cedette parte di un soffitto che fortunatamente non causò alcuna vittima, ma solo un grande spavento. Si corse ai ripari controsoffittando le aule. Oggi, si continua ad intervenire sempre al Cabrini - dice l’assessore Carrieri -. Si sta infatti provvedendo al rifacimento dei bagni e degli spogliatoi della palestra che, dopo la bonifica dall’amianto, vede così finalmente ultimata una prima fase di lavori per una migliore fruibilità degli spazi destinati alle attività motorie. I lavori indicati nel caso del Cabrini sono stati eseguiti con il concorso della società Taranto Isola Verde ed ammontano a 150 mila euro. «Ma certamente con il bilancio 2009, in fase di predisposizione - assicura ancora Carrieri -, saranno destinate altre risorse per continuare a prestare attenzione ai problemi vari. Riteniamo che questa sia la maniera più giusta per continuare a dare risposte serie e immediate ai problemi dei nostri cittadini e non fare come chi, non avendo realizzato mai nulla di tutto questo in decenni di amministrazione pubblica, crede di poter dare pagelle agli altri». Del resto condizioni di precarietà, proprio per le eredità ricevute, sono ancora presenti in molti altri istituti scolastici.

      articolo di Maria Rosaria Gigante
      pubblicato da La Gazzetta del Mezzogiorno
      Mercoledì 21 Gennaio 2009

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      • #4
        Cede una cerniera e il finestrone si schianta in aula

        Un problema di sicurezza all’istituto Archimede
        I problemi già segnalati dalla scuola alla Provincia


        Un tonfo sordo in un’aula vuota all’istituto professionale Archimede alla Salinella. Se ci fossero stati gli studenti sarebbe stata una tragedia. Per fortuna quando sabato scorso uno dei finestroni della classe terza F si è schiantato all’improvviso sul pavimento, sfiorando uno dei banchi dell’ultima fila, la classe non c’era.
        Ad accorgersi di quanto avvenuto, ieri mattina, sono stati gli stessi studenti. Da un primo esame della finestra sembra che a cedere siano state le cerniere con cui l’infisso era stato montato al suo telaio. Il rinnovamento di tutti gli infissi della scuola era stato ultimato di recente a cura della Provincia che sta eseguendo una serie di lavori di ristrutturazione in diversi edifici scolastici del tarantino.
        Il dirigente scolastico dell’istituto professionale è andata su tutte le furie. Il problema delle cerniere pericolanti era noto nella scuola, al punto che dall’istituto erano già partite due segnalazioni alla Provincia in cui si chiedeva di intervenire quanto prima per risolvere la situazione. La prima lettera è del 23 settembre del 2008. La dirigenza scolastica dell’Archimede segnala il distacco di una cerniera dei finestroni montati nella terza F e chiede un intervento urgente per scongiurare il rischio di cedimento.
        Qualche giorno fa la, il 21 gennaio, scuola torna a scrivere alla ditta che ha effettuato i lavori ed alla Provincia che li ha commissionati. Nella seconda segnalazione viene descritto un altro problema simile ad una finestra dell’aula che ospita la seconda F. Anche in questo caso, per una cerniera inadeguata a sostenere il peso dell’infisso, si segnala la situazione di pericolo per gli studenti. Le due lettere non hanno avuto risposta fino a ieri quando, dopo aver appreso della notizia del crollo del finestrone, l’assessore provinciale ai Lavori pubblici, Costanzo Carrieri, ha immediatamente convocato un sopralluogo nell’edificio convocando per questa mattina anche i responsabili della ditta incaricata di eseguire i lavori all’Archimede. «Andremo fino in fondo a questa vicenda - ha detto Carrieri -, nell’interesse di tutti».
        La Provincia negli ultimi mesi ha investito molto nell’ammodernamento e nel miglioramento delle scuole. Complessivamente sono stati investiti nella ristrutturazione degli istituti più vecchi e fatiscenti circa 30 milioni di euro. Sono stati effettuati interventi di messa in sicurezza degli edifici scolastici e di adeguamento degli immobili di competenza della Provincia per garantire misure essenziali in tema di prevenzione degli incendi.
        L’esigenza di intervenire nacque sulla scia di una tragedia sfiorata, circa tre anni fa al Cabrini quando di schiato cedette il soffitto di un’aula. Fu un professore che, al cambio d’ora, sull’uscio avvertì uno scricchiolio, a dare l’allar me. E con un gesto rapido strappò letteralmente alla tragedia un’intera classe. Fatalità o paradosso, in quella scuola, dopo oltre 30 anni, erano stati fatti i primi lavori di adeguamento, ma una perdita idrica ultradecennale non vista fece collassare parte del soffitto.

        articolo di Maristella Massari
        pubblicato da La Gazzetta del Mezzogiorno
        Martedì 27 Gennaio 2009

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        • #5
          INGEGNERIA PREMIA I PIU' BRAVI

          Trentadue il numero massimo di esami e c’è anche la possibilità di due lauree triennali

          • «Puntiamo a motivare i ragazzi che vogliono studiare Ingegneria. Puntiamo a motivare i più bravi. E’ la qualità che conta. I numeri non ci dicono della reale partecipazione». Un trend di immatricolazioni in crescita consolidatosi nell’ultimo anno in un 20% in più di studenti rispetto al passato ma non è questo l’aspetto che pare interessare maggiormente alla Facoltà di Ingegneria di Taranto. «Avremo sicuramente in futuro bisogno di fare dei monitoraggi e di seguire i nostri ragazzi per vedere come e dove si collocano nel mondo del lavoro. Al momento i dati sarebbero inquinati da situazioni transitorie: cambio di ordinamenti, studenti che si trasferiscono, studenti che modificano i piani di studio», dice il preside della facoltà di Ingegneria, Orazio Giustolisi. E’ la premessa alla presentazione della nuova offerta formativa del nuovo anno accademico approvata dal Cun (Consiglio universitario nazionale) ed oggetto delle attività di orientamento da parte della facoltà tarantina nella cui agenda c’è l’Open Day di mercoledì prossimo, 25 marzo (si ripete il 22 aprile).
          «Con la nuova offerta gli studenti non perdono nulla - insiste Giustolisi -. Attuiamo in questo modo il decreto 270, già previsto negli anni passati, portando il numero di esami ad un massimo di 32, cioè 20 nel triennio e 12 nel biennio. Sostanzialmente la nostra organizzazione torna al passato, visto anche il fallimento del 3 + 2. Puntiamo ad una più solida preparazione metodologica di base. Continueremo ad avere una pausa a metà anno che serve ai ragazzi per studiare ed ai docenti anche per organizzare meglio la didattica, fare più esercitazioni, più laboratori. Ci sono alcune materie che richiedono agli studenti un certo grado di assimilazione, per cui è previsto un esame finale a fine anno».
          A Taranto Ingegneria sta puntando anche ad un cosiddetto «percorso qualificante» per i più bravi ai quali sarà sostanzialmente offerta la possibilità di conseguire contestualmente due lauree triennali. «Secondo una delibera del consiglio di facoltà approvata pochi giorni fa, un iter che deve vedere il passaggio in altro organi accademici - aggiunge il preside -, stiamo prevedendo per gli studenti del primo e secondo anno la possibilità di seguire e sostenere gli esami anche dei corsi non comuni alla propria classe di riferimento (12 Cfu, Crediti formativi universitari, al primo anno e 12 Cfu al secondo). Gli studenti che entro il 1° novembre del secondo anno di corso abbiano sostenuto tutti gli esami (120 Cfu + 24 Cfu delle materie non comuni) con votazione media maggiore di 27/30 potranno chiedere di sostenere nel terzo anno gli esami di una delle altre due classi e di fare una tesi interdisciplinare nelle due classi scelte a cui sarà attribuito il doppio dei Cfu». Allo studio anche le modalità per consentire agli studenti già iscritti al primo o al secondo anno di «riallinearsi», fatti salvi i diritti acquisiti, alle modifiche introdotte dalla 270 ed alle ulteriori opportunità messe in cantiere dalla facoltà ionica.




          LA NOVITA’ CHE COSA CAMBIA

          «Revisione che aiuta gli studenti»

          • Laurea in Ingegneria civile e per l’ambiente ed il territorio e Laurea in Ingegneria dei Sistemi industriali ed elettronici. Dalla prima si accede alla laurea magistrale in Ingegneria civile oppure in quella in Ingegneria per l’Ambiente ed il territorio; dalla seconda, invece, si accede alla laurea magistrale in Ingegneria meccanica e in quella in Ingegneria elettronica. Si riorganizza così, dal prossimo anno accademico, la seconda Facoltà di Ingegneria di Taranto del Politecnico di Bari. La nuova offerta formativa, illustrata nei mesi scorsi alle parti sociali, è stata definitivamente approvata dal Cun (Consiglio universitario nazionale).
          Nessun ridimensionamento dell’offerta formativa esistente. Di primo acchitto potrebbe sembrare così se si pensa che attualmente la facoltà presenta quattro corsi di laurea triennale (Ingegneria civile, per l’Ambiente e il territorio, Industriale ed dell’in - formazione) e dalle corrispondenti lauree specialistiche. Praticamente - assicurano gli organi accademici - è di fatto assicurata e conservata l’offerta esistente. Ciò che è intervenuto, invece, è un attento lavoro di revisione e di diminuzione del numero di esami (massimo 32, a fronte di un numero di gran lunga maggiore con una parcellizzazione ulteriore dei Cfu, Crediti formativi universitari che ora, stando anche alla 270, sarà di minimo 6).
          Insomma, un risistemazione che si preannuncia a vantaggio degli studenti e della loro preparazione, che punta prevalentemente ad una solida impostazione metodologica di base, vista la facilità con cui competenze specialistiche possono diventare obsolete, nonché della richiesta di qualità proveniente dal mondo del lavoro in continua trasformazione. Un reale aggancio col mondo del lavoro che è poi uno dei pilastri del progetto del Polo tecniologico-scientifico «Magna Grecia» presentato dal Politecnico in Area vasta.




          articolo di Maria Rosaria Gigante
          pubblicato da La Gazzetta del Mezzogiorno
          Sabato 21 Marzo 2009

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          • #6
            La mensa al Politecnico ecco il progetto della Regione

            Lomelo: «La Puglia dice “no” ai tagli della Gelmini»



            • L’assegnazione del primo lotto dei lavori per la mensa al Politecnico in aggiunta alla mensa funzionante presso la facoltà di Economia, il progetto per una residenza di 88 posti letto, più i servizi consolidati come l’erogazione di borse di studio, il prestito libri, facilitazioni economiche per l’utilizzo dei mezzi di trasporto pubblico, altre agevolazioni per gli studenti. E’ servito a dare un’informazione più dettagliata sulla gamma di servizi offerti dall’Adisu, l’agenzia regionale per il diritto allo studio, proprio nella fase di passaggio di gestione, ma anche per presentare l’offerta formativa univesitaria presente sul territorio jonico, l’incontro organizzato ieri mattina, presso il Palamazzola, dal commissario straordinario della locale sede dell’Agenzia, Giuseppe Lacatena. All’incontro hanno partecipato folte delegazioni di studenti jonici al quinto anno delle scuole superiori e quindi alle soglie della scelta universitaria. Al tavolo dei “relatori” l’assessore regionale al Diritto allo studio e pubblica istruzione, Domenico Lomelo, nonché i presidi delle facoltà di Giurisprudenza, Antonio Uricchio, di Ingegneria, Orazio Giustolisi, ed i professori Pagano per Scienze della Comunicazione (facoltà di Scienze della Formazione) e Giuncato per Economia.
            Il nuovo volto dell’Adisu. La Regione ha da poco rinnovato i vertici dell’agenzia per il diritto allo studio, ha illustrato Lomelo. Nuovo presidente è, infatti, Alba Sasso, direttore generale Marino Crescenzo. L’Adisu Taranto, istituita da qualche anno grazie ad un emendamento bipartisan in consiglio regionale presentato dai consiglieri Pelillo e Tagliente, è gestita in questa fase transitoria dal commissario Lacatena che ha affidato l’incarico di direttore facente funzioni a Giacomo Marcario. Sarà il cda dell’Adisu, a fine aprile, a completare gli ulteriori tasselli.
            Servizi agli studenti ed offerta formativa. E’ il binomio sul quale punta l’assessore Lomelo. “Anche grazie al progetto del polo tecnologico, arriveremo a raddoppiare i servizi”, dice non senza appellarsi anche alla “capacità dei docenti di attrarre studenti”. C’è, però, anche – in tema di offerta formativa - un ruolo della Regione di fronte alle esigenze territoriali locali. “C’è la più ampia disponibilità da parte della Regione nei confronti delle esigente territoriali di Taranto, realtà penalizzata dalla bancarotta del Comune”. Per questo, anche sul piano dei servizi, e nella fattispecie per dotare la città di posti letto destinati agli studenti, Lomelo assicura che, se dovessero venir meno gli specifici fondi nazionali alla realizzazione della residenza universitaria in via Acton, sarà la Regione ad attingere ai fondi Fas destinati all’edilizia universitaria.
            Scuola e tagli. Oltre 1.600 unità in meno in Puglia il prossimo anno per effetto dei tagli. Eppure, nel frattempo, dice Lomelo, è cresciuta la domande del tempo pieno, passata dal 4% al 20%, mentre il 75% delle famiglie ha confermato l’attuale modulo di 30 ore. Due le possibili soluzioni: “Il ministro Gelmini sospenda gli effetti della riforma oppure intervenga sul tempo pieno evitando che i tagli siano concentrati solo in alcune regioni. Con quali risorse? Nazionalizzando somme a disposizione, ad esempio quelle per l’evasione scolastica o quelle rivenienti dai Pon”.


            articolo di Maria Rosaria Gigante
            tratto da La Gazzetta del Mezzogiorno di sabato 28 Marzo 2009
            Ultima modifica di Plautus; 24/05/2009, 15:17.

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            • #7
              Riferimento: RASSEGNA STAMPA

              «Non possiamo farci scippare la Fisioterapia»

              Cancellato il corso di laurea, si teme lo stop alla Facoltà di Medicina e Scienze Salute


              • Sarebbe stato definitivamente cancellato il corso di laurea in Fisioterapia a Taranto. Si allontana dunque, anziché avvicinarsi, la prospettiva di una facoltà di Medicina e Scienze della Salute. A questo si aggiunge l’incertezza per quanto attiene l’istituzione e l’attivazione della facoltà di Scienze Umane. E naufragata sembrerebbe anche la prospettiva del polo tecnologico-scientifico Magna Grecia proposto dal Politecnico ed in un primo momento valutato tra le proposte più attraenti da inserire in Area vasta.
              «I nostri giovani non possono e non devono subire ulteriori scippi - denuncia Carmine Carlucci -. La città si mobiliti. E’ questo l’avvio di una sana e condivisa mobilitazione al di fuori degli schemi elettorali dal momento che sulla filiera della conoscenza non può e non deve esserci alcuna divisione o, peggio, strumentalizzazione a cominciare da un insediamento bipartisan degli organi statutari del Cuj (assemblea il prossimo 16 aprile, ndr), strumento che potrebbe coordinare l’impegno di tutti per lo sviluppo e il consolidamento del polo universitario jonico».
              CORSO DI LAUREA IN FISIO TERAPIA - Per l’anno accademico in corso sono stati 38 i posti disponibili su Taranto, con un sensibile aumento rispetto allo scorso anno. Attualmente, tra matricole e strudenti degli altri due anni, più i fuori corso, sono un centinaio gli studenti che frequentano la sede (in pessime condizioni) in viale Virgilio, tirocinio pratico al SS. Annunziata. Ma una nuova sede potrebbe essere pronta a breve. Dopo anni di impasse, infatti, l’Asl ha dato il via ai lavori di ristrutturazione dell’ospedale vecchio, destinato ai corsi dell’area sanitaria. La «cancellazione» del corso era stata confermata alla «Gazzetta» anche dall’assessore regionale alle Politiche della salute, Tommaso Fiore, che la settimana scorsa aveva convocato i presidi delle due facoltà di Medicina di Bari e di Foggia. «C’è una nuova norma nazionale che determina in 5 docenti le unità necessarie di personale incardinate nella sede del corso di laurea delle professioni sanitarie. Numero che il corso a Taranto non ha. Questo porterà, purtroppo, ad una riduzione dell’offerta formativa. Le Università sono imbottigliate nell’applicazione di questa norma». Fiore spiegava così il motivo della cancellazione del corso di laurea. Non ancora chiaro, tuttavia, se la chiusura di Taranto riuscirà ad incrementare i posti dell’omonimo corso di laurea a Brindisi e se ci sarà una compensazione almeno in numero di posti nei due corsi confermati di Infermieristica e Tecnici della Prenzione. Sarà peraltro il ministero della Salute a decidere il contingente-posti spettante ad ogni Università e da queste distribuiti nelle varie sedi.
              COSA SI E’ GIA’ PERSO - Fisioterapia non è il solo corso di laurea dell’area sanitaria perso a Taranto. In passato, sono stati cancellati anche i corsi per Igienista dentale, Riabilitazione psichiatrica, Educatore professionale.
              LE SOLUZIONI SECONDO LA REGIONE - Corsi interateneo, corsi interateneo per la formazione a distanza, un budget ad hoc del ministero per le professioni sanitarie, disponibilità sollecitate anche alle direzioni generali delle Asl. Sono, per l’assessore Fiore le possibili vie d’uscita. Per questo sono stati attivati i tavoli tecnici.
              ACCORDO DI PROGRAMMA ED ENTI LOCALI - «L’Università potenzierà il ventaglio dell’offerta formativa, con particolare riguardo alle discipline umanistiche e a quelle dell’area medico-sanitaria attraverso l’istituzione di due nuove facoltà così denominabili: facoltà di Scienze Umane e Facoltà di Medicina e Scienze della Salute»: così recita l’Accordo di programma sottoscritto a settembre 2008 con gli enti locali. «I firmatari di tale accordo - dice il Comitato per la Qualità della Vita - devono essere protagonisti e accompagnare l’azione positiva del Rettore e dell’Università di Bari intervenendo a livello regionale e nazionale».


              ________________________________________________


              Rossarol, oggi c’è un vertice

              Giurisprudenza? Il Comune vuole l’ex Corte d’Appello, l’Università l’ex caserma


              • Ex Rossarol, a che punto siamo? Secondo le ultime indicazioni da parte del Comune, l’immobile in Città vecchia, ristrutturato con fondi comunitari e destinato a sede universitaria, avrebbe dovuto essere consegnato entro lo scorso 28 febbraio all’Università di Bari che deve, secondo gli accordi, aggiungere i propri finanziamenti per completare i lavori, arredare, attrezzare e adibire il tutto ad aule universitarie. Il ritardo, dunque, è di oltre un mese. «Ci sono state delle lungaggini nell’esecuzione e nel portare a termine i lavori. Problemi essenzialmente tecnici legati al raddoppio di una cabina elettrica e cose simili. Il piano economico-finanziario è completo, la struttura è pronta», dice l’assessore comunale alla Pubblica istruzione ed Università, Paolo Ciocia. Per fare comunque lo stato dell’arte, l’Università ha chiesto un vertice, che si terrà stamane a Palazzo D’Aquino con il Comune e l’im - presa esecutrice. Non sarà, forse, un problema di agibilità dell’immobile? Secondo indiscrezioni, infatti, l’agibilità dell’immobile non c’è e la struttura potrebbe essere concessa con un utilizzo a rotazione delle aule. «L’agibilità complessiva può essere data solo quando saranno completati tutti i lavori - dice Ciocia -. Intanto, la sede sta parzialmente funzionando. Domani, infatti, si completa il corso di Diritto tributario».
              Quali corsi di laurea saranno trasferiti qui? Il polo umanistico, si è detto. Vale a dire i corsi di laurea di Scienze della Formazione, nonché Lettere e Beni Culturali. Quanto a Giurisprudenza, è nota la posizione del Comune. «Sono a favore del trasferimento nell’ex Corte d’Appello, non appena disponibile», dice Ciocia. Secondo i vertici accademici, invece, anche Giurisprudenza dovrà sistemarsi lì.



              articoli di Maria Rosaria Gigante
              tratti da La Gazzetta del Mezzogiorno di Sabato 4 Aprile 2009

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              • #8
                Riferimento: RASSEGNA STAMPA

                «L’Università non ha tradito la città»

                Il rettore Petrocelli replica alle accuse: «Siamo rimasti qui quando gli altri fuggivano»

                • «Scegliete secondo le vostre inclinazioni. Ciò che fate vi deve appassionare. Non sarà facile, non sarà breve, ma vi deve piacere. Se vi piace ciò che fate, sarete anche convinti. Altrimenti avrete il diritto di criticarci. Noi troveremo opportune correzioni in piena trasparenza».
                E’ il tratto umano più intenso del rettore dell’Università di Bari, Corrado Petrocelli, ciò che va dritto al cuore dell’affollata platea di studenti del liceo Archita a cui viene presentata l’elegante guida del polo universitario jonico. A fare gli onori di casa, la preside Ada Grassi e l’assessore comunale alla Pubblica istruzione, Paolo Ciocia. In un’aula magna-simbolo del prestigio storico della scuola ospitata in un immobile imbracato, simbolo a sua volta, invece, del degrado e dell’impasse delle istituzioni, l’incontro con gli studenti serve a presentare l’offerta formativa dell’Ateneo barese su Taranto ed illustrare tutto ciò che è Università qui. Di fronte al responsabile amministrativo del polo jonico, Raffaele Elia, al delegato per le sedi decentrate Giovanni Dotoli, al delegato per il polo jonico Cosimo Laneve, ed a tutti i presidi delle facoltà decentrate a Taranto e delle facoltà baresi che hanno corsi decentrati nel capoluogo jonico, il rettore Petrocelli ribadisce tutti gli impegni del suo ateneo per Taranto. «Nessuno è venuto meno a niente», dice con chiaro riferimento alle preoccupazioni emerse sulla stampa in merito ad un ridimensionamento dell’offerta didattica, prevalentemente nell’ambito delle professioni sanitarie, che andrebbe a compromettere impegni assunti con l’ultimo accordo di programma. «La critica è benvenuta», dice il rettore riconoscendo anche il ruolo della stampa, focalizzando poi la sua attenzione su ciò che chiama «fatti». Fatti che sono testimonianza di impegni, anche di quelli impegni che, per cause non dipendenti dalla propria volontà e da quelle dell’ateneo barese, saranno mantenuti con ritardo o rischiano di dover essere ridimensionati. Insomma, ce la mette tutta il rettore, e così fanno anche i presidi che parlano dopo di lui, a dare dell’ateneo un’immagine di coerenza e coesione.
                «In un momento in cui la gente fuggiva da Taranto, noi siamo rimasti e ci siamo rimboccati le maniche», ribadisce ancora una volta Petrocelli. «Questo ha significato programmare, cercare e mettere insieme risorse», sottolinea davanti ad un uditorio i cui unici rappresentanti istituzionali sono l’assessore Ciocia e il commissario del Consorzio universitario jonico, ormai in scadenza, viceprefetto Carlo Sessa. Petrocelli rammenta, quindi, quello che è stato fin qui realizzato: dalle tre facoltà di Giurisprudenza, Economia e Scienze al collegio dei direttori guidato da Raffaele Elia, dallo staff che si occupa di problemi finanziari a quello che si occupa di problemi strutturali, dai laboratori che si stanno costruendo agli accordi con gli enti, dall’ingresso nei nuovi immobili alle iniziative sempre più frequenti e di eccellenza portate avanti dalle facoltà, dal progetto di un osservatorio per l’educazione ambientale ad altre innovazioni come la «banca del tempo». Ma, poiché Università è anche «strutture, mense, un minimo di ricettività, spazio per il tempo libero, sala multimediale, attività sportiva», tutto ciò che insomma ruota intorno agli studenti e dà senso alla stessa vita universitaria, l’Ateneo barese aveva anche progettato ed ottenuto l’approvazione, nell’ambito di misure nazionali, di uno student-center nell’immobile di via Acton (attuale sede di Giurisprudenza). Il progetto ha, però, ricevuto un momentaneo stop. «Non appena il relativo fondo sarà rimpinguato, il nostro progetto potrà ripartire» sottolinea Petrocelli.
                Quanto poi alle prospettive che appaiono compromesse - la facoltà di Medicina e Scienze della Salute, la facoltà di Scienze Umane, entrambe assunte come impegni nell’ultimo accordo di programma siglato a settembre scorso - il rettore, ribadendo il principio della qualità dell’offerta formativa che si intende assicurare, prima replica: «Gli atti hanno bisogno di tempo». Poi interroga: «Si sa che mentre io parlo, il ministero ridisegna i profili dei dipartimenti e delle facoltà? Cosa costruiamo se poi un disegno di legge ci dice di realizzare il tutto il maniera diversa? E questo è un problema che riguarda il sistema universitario nel suo complesso». C’è un’ulteriore stoccata sul Polo tecnologico-scientifico Magna Grecia in cui anche l’Università di Bari era stata coinvolta accanto al Politecnico che l’aveva lanciato ed oggi non più tra le priorità dell’Area vasta. «Mi si diceva fosse una priorità nell’ambito del sistema Mezzogiorno. Noi avevamo fatto la nostra progettazione. Qualcuno si assumerà la responsabilità di una scelta diversa» dice Petrocelli.
                Come sempre accade, però, la mole dei problemi sembra schiacciare i «fatti» concreti. Pur prendendo le distanze dalle statistiche, l’incontro con gli studenti chiude con un dato significativo. «Dopo la laurea - è sempre il rettore a parlare -, l’87% degli studenti esprime un giudizio positivo sui nostri corsi che rifarebbero. Qualcuno cambierebbe corso ma lo farebbe sempre nell’ambito del nostro Ateneo».

                __________________________________________________ ___


                «Solo due corsi di laurea in Fisioterapia, insieme Taranto e Brindisi»

                Antonio Quaranta, preside facoltà di medicina


                • «Stando agli attuali parametri, riusciamo a garantire due corsi di laurea in Fisioterapia. Nel prossimo anno accademico, dunque, il primo anno sarà in comune nel polo didattico di Taranto e Brindisi. Lezioni e tirocini del secondo e terzo anno proseguiranno regolarmente a Taranto. Se poi nel corso dell’anno riusciremo a concretizzare ulteriori possibilità, si potrà pensare ad un terzo corso di laurea in Fisioterapia».
                Il preside della facoltà di Medicina dell’Università di Bari, Antonio Quaranta, conferma le determinazioni della facoltà sulla base di nuovi parametri ministeriali. «Dobbiamo rispondere a Regione e Stato - chiarisce nel suo intervento alla platea -. Non possiamo muoverci come vogliamo. Se Stato e Regione ci dicono di formare un certo numero di figure, a quello dobbiamo attenerci». Conferma poi l’impegno, sottoscritto nell’Accordo di programma, per una facoltà medica su Taranto. Ma, come aveva già fatto in passato, insiste: «Bisogna che le istituzioni si muovano». Il riferimento è alla Regione ed all’Asl. «Sono tre anni - aggiunge - che dico due cose: convenzioni e clinicizzazione dei posti letto ospedalieri». Ma è questa una direzione nella quale né il Piano sanitario regionale, né il Pal (Piano attuativo locale) si sono mossi. Insomma, l’Università non vuole apparire come l’unica istituzione responsabile di impegni che non si riescono a mantenere nei tempi auspicati. Al di là delle nuove impostazioni date a livello ministeriale, ci sono infatti passaggi che Regione e aziende sanitarie locali avrebbero dovuto ed invece non hanno mai sviluppato. Sia pure, dunque, con queste condizioni, l’impegno per Medicina e Scienze della Salute non è messo da parte».
                Intanto, la «perdita» di Fisioterapia viene tuttavia parzialmente compensata dalla crescita del numero di posti disponibili per l’altro corso di laurea delle professioni sanitarie che resta a Taranto, vale a dire Scienze Infermieristiche. Il numero dei posti - conferma infatti il nuovo coordinatore delle professioni sanitarie, Tommaso Losacco - passerebbe dagli attuali 75 a 90 posti (erano 54 lo scorso anno). Numeri che tuttavia contrastano con la richiesta di formazione in tal senso. Puntualmente ogni anno, infatti, sono migliaia gli aspiranti studenti delle professioni sanitarie che si presentano al concorso di ammissione. Test, che dopo gli scandali degli anni passati, hanno costretto l’ateneo barese ad adottare misure di assoluta garanzia. L’altro corso di laurea confermato su Taranto è quello per Tecnici della Sicurezza e Prevenzione sui luoghi di lavoro. «La professione del futuro», dice Petrocelli annunciando che all’Ateneo barese giungono da ogni provincia richieste formative in questo campo.


                ________________________________________________



                L’impegno del Comune
                Commissione tecnica per cedere in estate l’ex caserma Rossarol


                Sarà insediata una commissione tecnica per accelerare e ultimare tutto e, quindi, consegnare l’ex Rossarol all’Università entro l’estate. E’ l’impegno assunto ieri nel corso di un vertice tra Università e Comune, rappresentanti rispettivamente dal rettore Corrado Petrocelli e, delegato dal sindaco, dall’assessore alla Pubblica istruzione ed Università, Paolo Ciocia, alla presenza dei responsabili amministrati e tecnici dei due enti. «Le opere strutturali sono completate, abbiamo disponibilità per la chiusura finanziaria, c’è da ultimare alcune procedure per l’allaccio dei servizi prima di ottenere la certificazione di sicurezza», dice l’assessore Ciocia. «Non è stato facile - commenta Ciocia - mantenere un impegno di 1 milione e 600 mila euro su una disponibiliutà complessiva di 7 milioni di euro, a fronte di una forte pressione pubblica per risolvere i problemi delle strade ed ulteriori emergenze». «Sappiamo che la sede ideale per Giurisprudenza è la Corte d’Appello - dice Petrocelli -, ma i tempi lunghi non ci piacciono. Giurisprudenza ha bisogno di una sede subito. Per questo, almeno per ora, troverà spazio nel polo umanistico della Rossarol».



                articoli di Maria Rosaria Gigante
                tratti da La Gazzetta del Mezzogiorno di Domenica 5 Aprile 2009

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                • #9
                  «Così potenzierò Ingegneria»

                  Il nuovo preside Andria: le tecnologie della comunicazione sono la nostra nuova sfida


                  • «L’Ict (Information and communication technology) rappresenterà la nostra nuova sfida, accanto ai nostri settori di punta tradizionali legati all’ambiente, mantenendo anche un occhio attento verso i problemi industriali, della logistica, dei trasporti e del nostro porto, struttura di rilevanza nazionale».
                  Cambio al vertice della seconda Facoltà di Ingegneria di Taranto dove nei giorni scorsi il professor Gregorio Andria, nato a Massafra nel 1956, dunque tarantino, docente ordinario di Misure Elettriche ed Elettroniche presso la stessa facoltà, è stato eletto nuovo preside per il prossimo triennio. Andria, che dall’1 ottobre prossimo sostituirà il prof. Orazio Giustolisi, ha già ricoperto le cariche di preside vicario della stessa facoltà nel triennio 2003-2006 e di direttore vicario del Dipartimento di Ingegneria dell’ambiente e per lo sviluppo sostenibile (Diass) di Taranto nel triennio 2006-2009. Ha al suo attivo circa 150 lavori scientifici, molti dei quali su prestigiose riviste scientifiche internazionali.
                  Professor Andria, c’è da applicare la legge 270 e la razionalizzazione che essa ha comportato…
                  «Siamo stati obbligati ad adempiere ai limiti molto rigidi imposti dalla norma e questo ha costretto le piccole facoltà a sacrificare qualcosa. Qui da noi, tuttavia, i corsi di laurea triennali saranno ridotti da 4 a 2 dal prossimo anno, ma solo virtualmente, mentre rimangono confermate le quattro laurea specialistiche. Abbiamo operato in maniera tale da accorpare gli elementi comuni dei quattro indirizzi nei primi due anni e riservare gli elementi caratterizzanti al terzo anno. In questo modo, inoltre, dopo la triennale, ogni laureato può accedere a due delle quattro specialistiche. Complessivamente, comunque, l’offera formativa resta invariata».
                  Come sarà, allora possibile, ampliare in futuro l’offerta formativa?
                  «Con un’accorta politica di reperimento delle risorse, in particolare docenti, all’interno del Politecnico e con finanziamenti parzialmente coperti dall’esterno».
                  Cosa c’è nel suo programma?
                  «Cercheremo di dare migliore visibilità e rappresentatività della facoltà all’esterno, cercheremo di farci conoscere dappertutto, dalle associazioni degli industriali agli artigiani e alla piccola e media impresa, per dare al territorio occasione di sviluppo ed ai nostri giovani nuove opportunità di inserimento».
                  Ed all’interno della facoltà?
                  «Puntiamo ad un miglioramento nella qualità della didattica e di tutti i servizi offerti agli studenti in modo da facilitare loro l’ingresso, gestire on line tutte le procedure, destinare loro maggiori spazi per studiare in facoltà. Potenzieremo la ricerca guardando al nostro territorio e promuovendo iniziative di sviluppo in settori innovativi. Sfrutteremo al massimo, nella realizzazione del Polo tecnologico-scientifico “Magna Grecia” di Area vasta tarantina, le competenze di tutti i settori scientifico-disciplinari interessati».

                  articolo di Maria Rosaria Gigante
                  tratto da La Gazzetta del Mezzogiorno di sabato 24 Maggio 2009

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                  • #10
                    Riferimento: RASSEGNA STAMPA

                    Petrocelli: stop di un anno alle immatricolazioni


                    Rettore Corrado Petrocelli, allora, domani chiudete l’offerta formativa per il prossimo anno accademico?
                    «Sì, il 15 giugno - dice il rettore dell’Università di Bari - è il termine ultimo per l’approvazione generale a livello di Senato e di consiglio di amministrazione. In Senato, in realtà, abbiamo già approvato».

                    E quali saranno le novità per Taranto, a parte il corso in Scienze e Gestione delle attività marittime? C’era il problema della soppressione del corso di laurea in Fisioterapia…
                    «Come ho già detto e oggi ribadisco, bisogna tener conto che questa è una soluzione relativa solo al prossimo anno accademico ed è legata a problemi di natura logistica e quantitativa. Noi intendiamo supportare al meglio le lezioni destinate ai nostri studenti. Se non abbiamo personale docente sufficiente ed una logistica ideale, al posto di dare vita a corsi ed a lezioni non adeguate a quello che è lo standard che noi perseguiamo, è meglio operare la sospensione, ma della sola immatricolazione, creando invece più opportunità negli altri settori e nelle altre sedi vicine. Questa decisione non riguarda solo Taranto, ma anche Tricase e Brindisi. Quello che c’era però continua ad esserci, vale a dire gli altri anni di corso. Il nostro impegno è programmare perché l’anno prossimo si parta in maniera migliore. Peraltro, abbiamo ora il problema dell’ospitalità delle attività nell’ambito medico che noi vogliamo in realtà complessivamente potenziare. Abbiamo sempre in mente non solo il problema delle professioni sanitarie, ma di un corso di laurea di Medicina da distaccare qui su Taranto. Ed allora, in attesa del San Giovanni di Dio, come diceva l’Accordo di programma ci siamo dati da fare. Stiamo pensando alla sede di via Deledda che può benissimo ospitare le attività didattiche dell’area sanitaria».

                    Soluzione, questa, che avete già adottato o state per adottare?
                    «Io ho autorizzato tutto lo studio di fattibilità sullo spostamento dei corsi (attualmente in veri e propri sottoscala in viale Virgilio - ndr). Sembra non ci siano problemi. Gli studenti devono avere un’offerta formativa adeguata sotto tutti i punti di vista, altrimenti poi ci si lamenta per le lezioni che non si tengono, dei locali che non sono ideonei, eccetera. Noi queste cose non le facciamo. E’ anche questa la ragione per cui la Marina ci ha chiesto di organizzare questo corso, perché ci siamo comportati in un certo modo».

                    Quindi, il prossimo anno non presenterà in aggiunta all’esistente altre novità a parte questo nuovo corso con la Marina…
                    «No, a parte questo, no. Questo peraltro è stato un corso che è stato apprezzato a livello nazionale. C’è stato un bel giudizio da parte del Cun (Consiglio universitario nazionale - ndr)».

                    Unico nel panorama nazionale o ci sono altri corsi similari?
                    «No, di similare non c’è altro. Nulla che metta insieme tutte queste competenze scientifiche e giuridiche. Inoltre, teniamo presente che c’è un’altra ragione per cui procediamo con i piedi di piombo: sta per essere emanato un provvedimento che ridisegna un po’ i requisiti necessari per mantenere in piedi un corso, la numerosità minima e massima di docenti e di studenti. Ragion per cui cerchiamo veramente di partire con il piede giusto».

                    Ci sarà un’ulteriore razionalizzazione dell’esistente? Per intenderci, un corso come Scienze della Moda potrebbe essere cancellato?
                    «Per Scienze della Moda, dobbiamo verificare la numerosità e vedere se veramente ce la facciamo a mantenere in piedi due corsi (quello di Bari e quello di Taranto - ndr), quale dei due è più accorsato. Qui sono molto sincero: questa è una verifica che va fatta. Se sono sostenibili entrambi, va bene».

                    Insomma, il prossimo potrebbe essere un anno di stand-by?
                    «Certamente, è un anno interlocutorio perché siamo in attesa di questo provvedimento per poi strutturare in questi mesi la nostra azione e creare le condizioni logistiche e di docenza per supportare tutta la nostra offerta formativa. Torno a dire: meglio una sosta che un’attività malfatta».

                    Ed a proposito di logistica, quando potranno essere utilizzati gli immobili in Città vecchia dove sono destinati i corsi di laurea di Scienze della Comunicazione e della facoltà di Giurisprudenza?
                    «Stiamo partendo con le gare per gli arredi ed i laboratori. Io continuo a sperare che l’ipotesi di settembre sia realistica. Stiamo andando avanti».


                    E avanza Scienze infermieristiche


                    Momentanea soppressione del primo anno del corso di laurea in Fisioterapia (gli studenti del seconso e terzo anno continueranno a frequentare a Taranto) e contestuale aumento dei posti disponibili al gettonatissimo corso di laurea in Scienze Infermieristiche, invece, che passa dai 75 posti dello scorso anno a 90. Una piccola ricompensa per il «congelamento» di Fisioterapia. Sono le novità annunciate nella formazione universitaria dell’area sanitaria per il prossimo anno accademico. Per restare nell’area sanitaria, l’altro corso di laurea esistente a Taranto è quello per Tecnici della prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro.



                    LA CONVENZIONE: IERI LA FIRMA DA PARTE DI UNIVERSITÀ DI BARI E MARINA, CAMPUS LA SCUOLA SOTTUFFICIALI

                    Attività marittime, nuova laurea aperta a militari e civili



                    • Sancisce definitivamente ed apre anche a studenti esterni, che non scelgono la carriera militare, la convenzione siglata ieri tra il rettore dell’Università di Bari, Corrado Petrocelli, e il comandante della Scuola Sottufficiali della Marina Militare, contrammiraglio Vittorio Francesco Cusmai. Concretamente si tratta di attivare dal prossimo anno accademico, presso la Scuola sottuficiali, moderno ed invidiabile campus universitario, il nuovissimo corso di laurea in Scienze e gestione delle Attività marittime, articolato nei tre curricula operativo, tecnico ed ambientale.
                    Destinato agli allievi marescialli ed agli studenti non militari, il corso mette in campo le seconde facoltà di Scienze Matematiche e Fisiche e di Giurisprudenza. La sinergia tra Ateneo barese e Scuola Sottufficiali si declina già a Taranto attraverso la realizzazione del corso di laurea in Infermieristica, per lo meno per la parte destinata agli allievi marescialli. La firma della convenzione tra Università e Marina, annunciano le due istituzioni, vuole rappresentare «un segno tangibile della realizzazione di un progetto per lo sviluppo della città jonica alla quale l’Università di Bari e la Marina sono legate sempre più da un rapporto solido e inscindibile».
                    «E’ la prima volta che un corso di laurea è aperto al personale civile. E’ un piccolo tassello che non può non far piacere. Crediamo possa servire a consolidare il polo universitario jonico», dice il contrrammiraglio Cusmai che ricorda le modalità con cui ieri si arrivava a diventare marescialli e cita, invece, la diversa formazione oggi assicurata sin dall’inizio della vita militare ai giovani marescialli. Tant’è che la «definizione» di questo nuovo corso ha richiesto un «bel pò di lavoro», di cui peraltro si dà atto all’ammiraglio Spagnolo ed al comandante Lamonaca. Sul fronte accademico, le citazioni giungono, invece, per i presidi Silvia Romanelli, Antonio Felice Uricchio, per il responsabile della delegazione amministrativa, Raffaele Elia, nonché per Lucia Pellegrino, a cui è affidato il coordinamento delle attività d’intesa con la Marina. Il rapporto Università di Bari-Marina - cita a sua volta il rettore - aveva anche reso possibile lo scorso anno la «rottura» di una vecchia tradizione per l’ateneo che per la prima volta spostò l’inaugurazione dell’anno accademico da Bari a Taranto, cerimonia ospitata appunto nella stessa Aula Magna ieri teatro della firma alla convenzione.



                    articoli di Maria Rosaria Gigante
                    tratti da La Gazzetta del Mezzogiorno di domenica 14 Giugno 2009

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                    • #11
                      Riferimento: RASSEGNA STAMPA

                      Patto con l’Ateneo impegno delle aziende ad assumere i laureati


                      • Università col suo bagaglio di ricerca ed innovazione tecnologica e mondo dell’impresa fanno sistema. E’ stata siglata ieri a Bari, presso l’Ateneo, da Università di Bari, Confindustria Taranto e Finindustria una convenzione per l’attivazione di spin-off per la riorganizzazione più efficiente del sistema produttivo. Due obiettivi: trasferimento dell’innovazione tecnologica, occupazione per i laureati. Ad aver dato impulso in tal senso le tre facoltà joniche di Economia, Scienze e Giurisprudenza, con un particolare ruolo svolto da quest’ultima. Ad apporre la firma alla convenzione il rettore Corrado Petrocelli e il responsabile di Confindustria Taranto e Finindustria, Luigi Sportelli.
                      «L’Università degli Studi di Bari - ha commentato il rettore Petrocelli - porta avanti due mission: fare ricerca e produrre alta qualità. La terza mission è quella di creare un volano, costruire un elemento dinamico-propulsivo sul territorio. Questo cammino lo stiamo realizzando perché possa fornire un sostegno in termini di innovazione e sviluppo tecnologico alle imprese del territorio ionico, con cui già abbiamo un rapporto forte. E lo dimostra il progetto Fixo, il primo in Italia ad aver realizzato stage. La sigla di questa convenzione è una tappa di un percorso di integrazione con il tessuto imprenditoriale, e devo riconoscere che molto è dato dalla dinamicità e dalla convinzione dei presidi delle tre Facoltà presenti a Taranto. In particolare, ha lavorato molto il preside della seconda Facoltà di Giurisprudenza Antonio Uricchio, che maggiormente si è speso a tal fine. Va sottolineato, inoltre, che queste iniziative vengono fuori in un momento di crisi dell’Università, un momento in cui vi è un sottofinanziamento degli atenei italiani».
                      L’Università di Bari ha emanato nel 2004 il «Regolamento per la costituzione di spin off dell’Università di Bari e la partecipazione del personale universitario alle attività dello stesso». A sua volta Confindustria Puglia, dopo aver sottoscritto con l’Università una convenzione finalizzata alla promozione di attività di interesse comune nei settori della ricerca scientifico-economica e della incentivazione dei processi di sviluppo delle imprese pugliesi, ha individuato cinque linee operative, tra cui quella attinente agli «Investimenti in ricerca ed innovazione: Rapporti con l’Università» e quella connessa al «Processo di internazionalizzazione». Nell’ambito dello sviluppo regionale, inoltre, Confindustria ha promosso la costituzione del "Distretto logistico pugliese", del "Distretto produttivo dell’ambiente e del riutilizzo" e del "Distretto produttivo della filiera ModaPuglia" nei quali l’Università è partner nel nucleo promotore. Confindustria ha, quindi, creato una propria società di servizi denominata «Consorzio terziario avanzato Taranto», della quale fanno parte in qualità di soci le Università di Lecce e Bari ed il Politecnico di Bari, ed ha costituito la holding di partecipazione, Finindustria srl, con capitale di 600mila euro. Ora, con la convenzione sottoscritta ieri, si tratterà di creare imprese spin off innovative e di servizi alle imprese stesse basati su un insieme di economie, esterne all’Università, utili alla creazione ed alla gestione e atti a garantirne il successo in particolare nel territorio tarantino.
                      L’Università dal canto suo contribuirà con proprio personale, mezzi tecnologici e spazi alla realizzazione delle iniziative promozionali, informative e formative.


                      articolo di Maria Rosaria Gigante
                      tratto da La Gazzetta del Mezzogiorno di mercoledì 24 Giugno 2009

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                      • #12
                        Riferimento: RASSEGNA STAMPA

                        L’ANNUNCIO: UNA LETTERA DEL PRESIDE DI MEDICINA AL DIRETTORE GENERALE DELLA ASL

                        Il polo di Scienze sanitarie trasloca ai Tamburi


                        • Preannunciata ufficiosamente dai vertici accademici già nelle settimane passate, è diventata ufficiale nelle ultime ore la comunicazione del trasferimento dei corsi di laurea dell’area sanitaria (Scienze Infermieristiche e Tecnici della prevenzione sui luoghi di lavoro, mentre il primo anno di Scienze Fisioterapiche è ufficialmente spostato su Brindisi) dall’attuale sede di viale Virgilio nell’immobile di via Grazia Deledda, al quartiere Tamburi. Attualmente occupata dai corsi di laurea della facoltà di Scienze della Formazione, quella sede sarebbe disponibile dal prossimo anno accademico. Con una lettera, sarebbe stato il preside della facoltà di Medicina dell’Università di Bari, Antonio Quaranta, a comunicare al direttore generale dell’Asl Taranto, Domenico Colasanto, il trasferimento delle attività didattiche. Ma la decisione non sarebbe mai stata concordata con l’azienda sanitaria locale che - per una convenzione quadro tra l’assessorato regionale alla Sanità e l’Università e per una più recente convenzione tra azienda sanitaria ed Università – sopporta il grosso delle spese per la gestione dei corsi qui a Taranto, fornendo la sede, assicurando i tirocini, erogando circa 6 mila euro ogni anno per ogni corso di laurea, coprendo le spese di trasferimento dei docenti da Bari (docenze divise a metà tra Università e personale alle dipendenze dell’Asl). La lettera avrebbe così scatenato il fermo risentimento dei vertici aziendali intenzionati ora a chiedere spiegazioni ai vertici accademici. Intanto, in forma di protesta, il coordinatore dei tirocini del corso per Tecnici della prevenzione, Gennaro De Pasquale, annuncia per oggi le proprie dimissioni. “E’ una improvvida autonoma determinazione dell’Università”, dice. “Peraltro – aggiunge – l’Asl sta provvedendo alla ristrutturazione dell’immobile del SS. Crocifisso (ospedale vecchio) destinato appunto ai corsi di laurea. Inoltre, negli ultimi anni ha speso il necessario per adeguare comunque la sede di viale Virgilio, in passato sede della scuola per infermieri. I lavori hanno riguardato la videosorveglianza, gli impianti elettrici, l’impianto di climatizzazione, la rete wireless, una serie di interventi insomma che hanno avuto il loro costo. Il trasferimento delle attività didattiche al quartiere Tamburi – spiega De Pasquale – mette in serie difficoltà la gestione dei tironici affidati al personale Asl in servizio presso i vicini servizi sanitari, dall’ospedale al dipartimento di prevenzione e spesso utilizzati con molta flessibilità a tamponare le buche date dai docenti provenienti da Bari”.

                        articolo di Maria Rosaria Gigante
                        tratto da La Gazzetta del Mezzogiorno di venerdì 26 Giugno 2009

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                        • #13
                          Riferimento: RASSEGNA STAMPA

                          «Ai Tamburi le lauree sanitarie»

                          Trasferimento temporaneo in attesa di finire la ristrutturazione dell’ospedale vecchio


                          • La sede dei corsi di laurea dell’area sanitaria (Infermieristica e Tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro, oltre a quelli ad esaurimento di Igiene dentale, Fisioterapia, Tecniche della riabilitazione psichiatrica ed Educatore professionale) sarà quella prevista da una precedente intesa tra Università di Bari ed Asl, vale a dire l’ospedale vecchio. Ma, in attesa di utilizzare l’immobile (sono in corso i lavori di adeguamento che dovrebbero essere conclusi entro fine anno, massimo i primi mesi del 2010), le lezioni teoriche saranno trasferite dall’attuale sede di viale Virgilio strutturalmente non più idonea - come denunciato in passato dagli studenti - nella struttura di via Grazia Deledda da dove dovrebbero andar via i corsi della facoltà di Scienze della Formazione, a loro volta destinati insieme con la facoltà di Giurisprudenza all’ex Rossarol in via di completamento in Città vecchia.
                          La decisione del trasferimento momentaneo per Infermieristica e Tecnici della prevenzione ai Tamburi era stata comunicata ufficialmente nei giorni scorsi all’Asl che aveva lasciato trapelare un certo disagio per il mancato coinvolgimento, pur avendo, in virtù della convenzione, le proprie responsabilità sulla sede e sulla gestione dei corsi, in primo luogo nel coordinamento del tirocinio pratico effettuato dagli studenti nelle strutture sanitarie ospedaliere. Ieri sera un incontro tra il rettore dell’Università di Bari, Corrado Petrocelli, il preside della facoltà di Medicina, Antonio Quaranta, e il direttore generale dell’Asl Taranto, Domenico Colasanto, ha finito col far convergere tutti sulla necessità dell’operazione. Infermieristica e Tecnici della prevenzione andranno dunque al quartiere Tamburi dal prossimo anno accademico. Sarà predisposto un’aggiunta al protocollo di intesa che, nel ribadire che la sede finale rimane il SS. Crocifisso, stabilirà che le attività didattiche saranno solo momentaneamente trasferite in via Grazia Deledda. Per contenere i disagi derivanti dall’allontanamento dalle sedi presso le quali si effettuano invece i tirocini - SS. Annunziata e altre strutture sanitarie limitrofe -, l’Università, dice il direttore generale Colasanto, si è impegnata a «compattare» il calendario dell’attività didattica.
                          Intanto, ieri il coordinatore delle attività di tirocinio del corso per Tecnici della prevenzione, Gennaro De Pasquale, ha confermato la propria decisione di dimettersi, sottolineando che la denuncia studentesca relativa alla grave situazione in cui versa la sede di viale Virgilio risalirebbe a prima dell’esecuzione di alcuni importanti lavori di adeguamento da parte dell’Asl. Perplessità vengono ulteriormente espresse circa la concreta possibilità di gestire le attività di tirocinio con quelle didattiche in strutture territorialmente distanti tra di loro. A questo punto va anche risolto al più presto un problema di collegamento, ma anche di adeguata illuminazione dell’area circostante, della sede di via Grazia Deledda con la città. Condizioni per le quali in passato non sono mancate le proteste degli studenti.



                          CONFERMA PRESIDE QUARANTA

                          «E a Taranto istituiremo la seconda facoltà di Medicina»


                          • «Assoluto disagio ambientale delle aule messe a disposizione dalla Asl per le attività didattiche frontali”. E’ quanto apparso evidente al preside della facoltà di Medicina, Antonio Quaranta, in un sopralluogo effettuato nella sede dei corsi di laurea dell’area sanitaria ubicati in viale Virgilio. La necessità di migliorare l’efficienza e l’immagine organizzativa ha così spinto Quaranta a chiedere al rettore Petrocelli «di trasferire tutte le attività frontali dei corsi di laurea presso il plesso universitario di via Grazia Deledda». Il tutto in linea col processo di riorganizzazione avviato negli ultimi due anni dalla facoltà barese alla luce delle norme di legge che impongono anche una valutazione della «qualità degli ambienti messi a disposizione dalle strutture sanitarie, dell’organizzazione e della produttività didattica quali-quantitativa di ciascun corso di laurea». Tale impostazione ha già «determinato la chiusura di ventotto corsi di laurea pur consentendo all’Università di Bari di continuare ad assicurare una offerta didattica sufficiente a rispondere alle esigenze territoriali della Regione Puglia». Ma non ci sono solo ridimensionamenti dei corsi (vengono definiti «ad esaurimento» i corsi di Igiene dentale, Fisioterapia, Tecniche della riabilitazione psichiatrica ed Educatore professionale di Taranto). «Nella programmazione triennale dell’Università di Bari - rammenta Quaranta - è stata, peraltro, prevista l’istituzione di una seconda Facoltà di Medicina con sede a Taranto. Il Consiglio di Facoltà di Medicina ha per intanto valutato la possibilità di trasferire a Taranto un corso di laurea in Medicina e Chirurgia subordinandola alla clinicizzazione, come previsto per legge, di almeno 180 posti letto». Di un impegno per la facoltà di Medicina si parla, infatti, nell’ultimo accordo di programma triennale sottoscritto lo scorso anno.


                          articoli di Maria Rosaria Gigante
                          tratti da La Gazzetta del Mezzogiorno di sabato 27 Giugno 2009

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                          • #14
                            Riferimento: RASSEGNA STAMPA

                            «Andiamo ai Tamburi ma garantiteci almeno i servizi base»

                            Gli studenti dei corsi di laurea dell’area sanitaria chiedono i bus navetta per spostarsi in ospedale


                            • Ed ora siano organizzate e calibrate bene le attività didattiche e si organizzino al meglio i trasporti, magari con navette dedicate agli spostamenti tra le diverse sedi in cui, almeno per il prossimo anno accademico, si svolgeranno le attività didattiche e quelle di tirocinio ossia gli ospedali e le strutture sanitarie.
                            Gli studenti universitari scendono in campo sul tema del trasferimento - «temporaneo» - dei corsi dell’area sanitaria, vale a dire Scienze infermieristiche, Tecnici della sicurezza e Prevenzione sui luoghi di lavoro ed il corso ad esaurimento di Scienze fisioterapiche, dall’attuale sede di viale Virgilio, non più adeguata, all’immobile di via Grazia Deledda al quartiere Tamburi. Sede, quest’ultima, dalla quale andranno via i corsi di laurea della facoltà di Scienze della formazione, a loro volta destinati ad essere trasferiti presso l’ex caserma Rossarol nella Città vecchia. Non è un «no», il loro, alla decisione del trasferimento nell’aria già da tempo, ma praticamente ufficializzata la settimana scorsa alla direzione generale dell’Asl e poi ulteriormente confermata nell’incontro tra il rettore dell’università di Bari, Corrado Petrocelli, ed il direttore generale dell’Asl, Domenico Colasanto. Non si oppongono gli studenti dell’Udu (Unione degli universitari), ma - su indicazione del coordinatore locale, Enzo Siciliano - avanzano precise richieste perché «al di là della decisione presa dagli organi accademici in accordo con l'Asl di Taranto è essenziale porre al centro dell'attenzione la sicurezza, la dignità e la qualità della didattica e dei servizi erogati agli studenti».
                            Gli studenti, in buona sostanza, sembrano comprendere le ragioni che hanno spinto gli organi accademici baresi a prendere la decisione in attesa che l’Asl completi i lavori presso il SS. Crocifisso, l’Ospedale vecchio, sede destinata appunto ai corsi dell’area sanitaria. «Nonostante i recenti interventi dell'Asl che hanno interessato la sede in viale Virgilio - dicono -, i problemi più rilevanti come gli spazi a disposizione degli studenti, il numero ridotto di aule per le lezioni frontali e l'accesso per gli studenti diversamente abili, non sono ancora stati risolti». La situazione in cui versa la sede di viale Virgilio desta da tempo, infatti, serie preoccupazioni. L’ampliamento del numero di posti per Infermieristica l’anno prossimo (a discapito, comunque, di Fisioterapia il cui primo anno non sarà attivato) pone ulteriori problemi di capienza della sede. Da ricordare, inoltre, l’agibilità di una sede è uno dei criteri perché corsi di laurea e facoltà possano essere confermati o, in alcuni casi, attivati.
                            L’immobile di via Grazia Deledda è sicuramente molto più ampio e confortevole, ma presenta altri problemi come la distanza tra quella che diventa la sede destinata alla didattica e l’ospedale SS. Annunziata utilizzato per i tirocini. Per questo - dicono gli studenti - è necessaria «un'organizzazione attenta ed oculata della didattica che permetta agli studenti di non risentire della distanza fra la sede in cui si svolgono le lezioni e quelle dove si svolgono i tirocini. Un ulteriore intervento potrebbe essere l'attivazione di un servizio di navette dedicato agli spostamenti tra le varie sedi. E' impensabile avviare un trasferimento che interessi centinaia di studenti senza considerare cosa questo comporti».




                            Ieri insediata la Consulta
                            E tra il Comune e gli universitari ora il dialogo migliora



                            Il trasferimento della sede dei corsi di laurea dell’area sanitaria ha subito trovato eco tra le prime preoccupazioni espresse dagli studenti invitati dal Comune per la prima volta ad insediare una Consulta degli studenti universitari. Gli studenti eletti nei consigli di facoltà, nel consiglio di amministrazione dell’Università di Bari e nel Consiglio degli studenti, nonché una rappresentanza di studenti fuori sede, faranno ora parte anche di questo nuovo organismo che diventa organo consultivo per il Comune. Ciò che gli studenti sono chiamati ad esprimere sarà un parere obbligatorio, ma non vincolante, in tema di politica universitaria dell’ente. Dopo l’insediamento ufficiale di ieri - a Palazzo di Città - e i primi scambi di opinione, gli studenti continueranno a incontrarsi nei prossimi giorni ed hanno fissato per il 20 luglio la data della seduta per la nomina di un presidente e di un vicepresidente, da eleggere chiaramente tra gli studenti stessi. E’ stato l’assessore alla Pubblica istruzione e Università, Paolo Ciocia, insieme ai consiglieri comunali Baio e Calabrese, ad incontrare per la prima volta a Palazzo di Città gli studenti universitari. Il percorso è stato reso possibile grazie al perfezionamento di una delibera prevista già dalla precedente amministrazione, ma mai adottata. Ora l’ipotesi di una sorta di «parlamentino» degli universitari è diventato realtà. Certo, molto dipenderà non solo dai consiglieri chiamati a fare da trait-d’union tra gli universitari e l’amministrazione e dalla reale disponibilità dell’amministrazione, ma anche dalla capacità degli studenti di far emergere le proprie volontà e le proprie proposte. Intanto, c’è lo strumento. Ed è un importante passo in avanti, non certamente unico esempio in Italia, ma comunque uno dei pochi. Così, ieri, effettuate le prime operazioni di insediamento, si subito passati ad una prima verifica delle questioni sul tappeto. Che, almeno in una prima fase, sono prevalentemente di natura logistica. Da qui l’esigenza, ad esempio, di avere notizie certe sull’operazione di trasferimento dei corsi sanitari nella sede di via Grazia Deledda. La necessità, inoltre, di intrecciare una rete trasversale di informazioni spingerà gli studenti a creare un blog o spazi di incontro virtuale sul web, utilizzando magari nell’immediato anche Facebook. Insomma, ci si organizzerà. L’assessore Ciocia non ha mancato di evidenziare gli sforzi dell’amministrazione in campo universitario, nonostante le serie difficoltà economiche in cui l’ente si è trovato a operare. «L’amministrazione - dice - ha confermato gli impegni riservando 1 milione e 800 mila euro per il completamento della Rossarol, quando l’intero budget dell’amministrazione era di 7 milioni di euro». La disponibilità a lavorare insieme viene anche dai due consiglieri Baio e Calabrese che lanciano degli input: una casa per lo studente, locali destinati agli studenti, convenzioni con esercizi commerciali.


                            articoli di Maria Rosaria Gigante
                            tratti da La Gazzetta del Mezzogiorno di mercoledì 1 Luglio 2009

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                            • #15
                              Riferimento: RASSEGNA STAMPA

                              «Con l’istituzione dei Dipartimenti potremo fare la ricerca scientifica»


                              • Il rinnovo di un impegno per il polo universitario jonico, nonostante una crisi generale e la razionalizzazione delle risorse imposta dal decreto ministeriale 270. L’Università degli Studi di Bari presenta l’offerta formativa del nuovo anno accademico su Taranto - per certi versi una vera e propria dieta dimagrante, per altri una «mise en forme» - e pone sul piatto della bilancia tutta la sua «intenzionalità» a crescere sul territorio, ad essere determinante per lo sviluppo della realtà jonica e ad a fungere persino da collante tra le istituzioni, in primo luogo Comune e Provincia. Non per nulla, ci si riallaccia al giudizio espresso dal ministro Gelmini che individua nell’accordo di programma siglato a Taranto da otto diverse istituzioni un modello da indicare per l’intero sistema universitario italiano. E per rendere sempre più robusto quell’impegno per Taranto, superata - ma non del tutto - la fase critica della ricerca di sedi, l’Università ora parla di ricerca, pura ed applicata, senza la quale - viene ribadito - «non ci sarà crescita». La legittima aspirazione accademica di fare ricerca, dunque, trova finalmente uno sbocco anche a Taranto.
                              C’erano molti dei protagonisti dello sviluppo accademico ieri a Palazzo d’Aquino, sede della delegazione rettorale, per la presentazione dell’offerta per il prossimo anno, il delegato del rettore per le sedi decentrate Giovanni Dotoli, il delegato per il polo jonico, Cosimo Laneve, i presidi Di Staso (Lettere), Romanelli (Scienze), il neoeletto Notarnicola (Economia), Uricchio (Giurisprudenza), ed i loro delegati, Crescenzo (Veterinaria), Nitti (Medicina), per le diverse facoltà e corsi di laurea, il responsabile amministrativo del polo jonico, Raffaele Elia. Manca, in realtà, per sopraggiunti impegni, l’autorevole rettore Corrado Petrocelli. Mancano i rappresentanti degli enti locali, entrambi alle prese con la formazione delle nuove giunte. A portare i saluti del riconfermato presidente dell’Amministrazione provinciale Gianni Florido, è il dirigente del settore scuola e università, Pietro Capuzzimati. Per l’Azienda sanitaria locale, ci sono il direttore generale Domenico Colasanto ed il responsabile del settore formazione, Giancarlo Magno. Per la Marina Militare, l’ammiraglio Cusumai lega l’incisiva presenza della Marina Militare a Taranto con la vecchia e nuova sinergia con l’ateneo barese. Ospite d’onore il prof. Cosimo Damiano Fonseca, già rettore dell’Università della Basilicata e già delegato per il polo jonico, per il quale il ministro Gelmini ha appena firmato il decreto di nomina di professore emerito dell’Università di Bari. Fonseca ricorda quando, in qualità di presidente della conferenza dei rettori, insieme all’allora ministro Berlinguer, riuscì ad inserire Taranto nel piano di sviluppo nazionale. «Sono ancora convinto della bontà di quell’atto di forza», dice esortando tutti a lavorare sempre con tenacia.
                              Sono Dotoli e Laneve a illustrare il tema della ricerca che concretamente significa insediamento di dipartimenti e, in prospettiva, anche di nuove facoltà, nella fattispecie Scienze Umane e Medicina e Scienze della Salute, come è già scritto nell’accordo di programma. Ci sarà, dunque, un dipartimento di Scienze Umane a cui afferiranno i corsi di laurea della facoltà di Scienze della Formazione, Lettere, con un’incursione anche di Lingue. Parallelo corre l’impegno per la ricerca in campo giuridico-economico. E poi c’è, sul piano più prettamente scientifico, la nascita di laboratori che guardano alle scienze ambientali, al lavoro, alla tecnologia, alle realizzazioni in Area vasta. Nella prospettiva di realizzare un laboratorio tessile e chimico per il quale si è detto disponibile il Comune di Martina, è annunciato anche il probabile trasferimento nella Valle d’Itria del corso in Scienze e Tecnologie della Moda.

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                              IL PRESIDE DI GIURISPRUDENZA, ANTONIO URICCHIO


                              «La scarsa occupabilità penalizza le nostre facoltà»


                              Riforma del sistema universitario attesa da 50 anni ormai in dirittura d’arrivo. Un solo accenno è fatto in apertura dei lavori ieri a Palazzo d’Aquino, dove si parla del futuro del polo jonico. Implicito, però, che tutti gli sforzi di razionalizzazione delle risorse servono all’ateneo barese per riuscire a conquistare punti nella graduatoria degli atenei virtuosi ed a strappare finanziamenti maggiori dal 7% del Fondo ordinario degli atenei e dei fondi stanziati nella Finanziaria 2007. In attesa del regolamento dell’Agenzia di valutazione che darà le pagelle agli atenei, tuttavia, neppure un accenno viene formalmente alla più recente graduatoria nazionale del «Sole 24 Ore» dove l’ateneo barese è al 54mo posto. La difesa d’ufficio viene informalmente dal preside di Giurisprudenza, Antonio Uricchio (foto). «Quella graduatoria - dice - è fatta da numerosi parametri. Intanto, in quanto a talenti, siamo al 12mo posto. Quando, invece, parliamo di occupabilità, è evidente che scontiamo le difficoltà occupazionali del nostro territorio. Così come, quanto ad attrattività, per vocazione storica Bari riesce ad attrarre studenti solo dalle regioni limitrofe».

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                              IL PUNTO: Ma tra i problemi c’è quello delle sedi


                              • Criticità. E’ il responsabile amministrativo del polo, Raffaele Elia, a sollecitare al riconfermato presidente della Provincia, Florido, una verifica dell’accordo di programma perché questo non sia «una sterile elencazione di risorse, ma occasione per qualificare meglio la spesa». «Verifica necessaria», replica Capuzzimati, dirigente dell’ente, «per finalizzare ed indirizzare meglio le risorse messe a disposizione». Elia annuncia anche il potenziamento delle segreterie di Palazzo d’Aquino, ma non nasconde le difficoltà dei collegamenti telematici in Città vecchia. Altra nota dolente, le sedi. Anzi, la sede, vale a dire l’ex Caserma Rossarol, data per imminente soluzione logistica per i corsi di laurea della facoltà di Scienze della formazione, Lettere e Filosofia, Giurisprudenza almeno due anni accademici fa. «E’ stato fatto il collaudo e siamo in attesa di ricevere il relativo verbale», dice Elia. «I nostri tecnici sono alle prese con le gare per arredare aule e studi. Dovremmo utilizzare quella sede per l’anno accademico che sta per cominciare». «Forse», aveva aggiunto a puro titolo scaramantico poco prima al condizionale il preside Laneve. Inoltre, l’eventuale alternativa per Giurisprudenza (l’oramai ex sede della Corte d’Appello) richiederebbe lavori e risorse - dice il preside Uricchio - «che è impossibile immaginare». Sempre in tema di sedi, non si fa accenno all’ormai deciso trasferimento dei corsi dell’area sanitaria dalla sede di viale Virgilio al plesso di via Deledda. Ma Magno (Asl) indica la data (il prossimo 26 gennaio) della consegna dell’Ospedale vecchio, ormai ristrutturato, «un vero gioiellino». Quanto, infine, ai corsi stessi dell’area sanitaria, Nitti (Medicina) si sofferma sull’allargamento del numero di posti di Infermieristica (90) e conferma il corso di Tecnici della prevenzione (35). Respinge l’accusa di «scippo» per il corso in Fisioterapia (primo anno trasferito a Brindisi). «La Regione - dice - chiede 130 unità, ma noi non riusciamo a garantire più di 2 corsi, 75 posti. Così anche per Infermieristica: a fronte di 850 unità richieste, riusciamo a formarne 550».

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                              COSÌ L’OFFERTA A TARANTO

                              Ecco l’Università


                              GIURISPRUDENZA
                              Operatore dei servizi giuridici (triennale), Giurisprudenza (magistrale a ciclo unico), Scienze Giuridiche (ad esaurimento).

                              ECONOMIA
                              Economia e amministrazione delle aziende (triennale), Strategia d’impresa e management (magistrale 2 anni). Economia aziendale, Economia e Commercio (triennale ad esaurimento), Consulenza professionale per le aziende (specialistica ad esaurimento).

                              SCIENZE
                              Informatica e comunicazione digitale, Scienze ambientali (triennali), Scienze e tecnologie per l’ambiente ed il territorio (specialistica 2 anni). Gestione delle risorse del mare e delle cose (triennale ad esaurimento).

                              LETTERE E FILOSOFIA
                              Lettere e culture del territorio, Scienze dei beni culturali per il turismo e l’ambiente (triennali).

                              SCIENZE FORMAZIONE
                              Scienze dell’educazione e dell’animazione socio-culturale, Scienze della comunicazione nelle organizzazioni (triennali). Scienze della comunicazione, Educazione professionale nel campo del disagio minorile, della devianza e delle marginalità (triennali ad esaurimento).

                              MEDICINA E CHIRURGIA
                              Infermieristica, Tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro (triennali). Fisioterapia, Tecniche della riabilitazione psichiatrica (triennali ad esaurimento).

                              MEDICINA VETERINARIA
                              Scienze della maricoltura, acquacoltura e igiene dei prodotti ittici (triennale).

                              CORSI INTERFACOLTA'
                              Scienze e Tecnologie della Moda (triennale), Scienza e gestione delle attività marittime (triennale, in convenzione con la Scuola Sottufficiali della Marina Militare).


                              PROVE SIMULATE
                              • Prove simulate per la preparazione gratuita ai corsi di laurea a numero programmato organizzate dalla Città dei Mestieri con Provincia, Comuni di Taranto e Pulsano, Cuj: martedì 21 luglio (ore 9, Castello De Falconibus Pulsano), mercoledì 22 luglio e lunedì 31 agosto (ore 9, Istituto Pacinotti).


                              articoli di Maria Rosaria Gigante
                              tratti da La Gazzetta del Mezzogiorno di venerdì 17 Luglio 2009
                              Ultima modifica di Plautus; 18/07/2009, 01:13.

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