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Rassegna Stampa 2008

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  • Rassegna Stampa 2008

    L’8 gennaio si inaugura a Taranto l’anno accademico con D’Alema
    «Nella città in crisi l’Università di Bari decide di restare e si potenzia»

    Arriva il giorno dell’evento. L’evento più significativo per l’Università che c'è, che decide di restare e invece di scappar via - dice il rettore dell’ateneo barese Corrado Petrocelli - rafforza la sua presenza in un momento di crisi e sofferenza per la realtà tarantina.
    L’otto gennaio sarà una data storica per Taranto. La prima volta della cerimonia accademica di più alto significato per un ateneo che in questa occasione ha scelto, come location, una sede decentrata. Per ospitare tale evento, si affida all’altro simbolo di presenza costante e di identificazione con la città, la Marina Militare, che offre la disponibilità dell’ampia aula magna della Scuola sottufficiali. Ed evidentemente anche maggiori garanzie organizzative per la prima partita che si decide di «giocare» fuori casa. Con un solo rischio: che il tutto possa sì costituire una grossa occasione di visibilità per la città, ma soprattutto che migliaia di cittadini rimangano «assenti» da ogni punto di vista da ciò che accade intorno a loro, assistendovi solo dagli schermi delle emittenti che effettueranno la diretta televisiva (il rettore non ha voluto concedere l’esclusiva a nessuno) o dalle cronache dei giornali.
    Prevale, tuttavia, l’alto significato simbolico per la città che sarà rappresentata dai suoi massimi esponenti che avranno così l’occasione di assistere, insieme agli esponenti del governo regionale (non dovrebbe esserci, però, il governatore Nichi Vendola, pare sostituito dal presidente del Consiglio regionale Pietro Pepe), e soprattutto insieme al vicepresidente del Consiglio, Massimo D’Alema, alla presentazione dei programmi per il futuro del più grande ateneo pugliese. Un ateneo impegnato nella condivisione di un Codice Etico, nei mesi scorsi investito dalla bufera per i test di ingresso a Medicina e più recentemente dall’ultima indagine ministeriale sulla quantità di ricerca che lo posiziona a metà classifica.
    Nella cerimonia, per la quale saranno impegnate almeno 50 addetti dell’Università affiancati dal personale della Marina Militare, il rettore Petrocelli indosserà, come tutti i suoi colleghi provenienti da altri 17 atenei italiani, l’abito ufficiale, vale a dire toga ed ermellino. I presidi indosseranno anch’essi la toga con i colori identificativi della propria facoltà. Ma ci saranno anche rettori provenienti da atenei stranieri con cui l’Università di Bari intrattiene rapporti di collaborazione.
    La cerimonia ufficiale sarà aperta alle 10,30 dall’esecuzione di un brano da parte del Coro Harmonia dell’ateneo, composto da 35 elementi provenienti dai ruoli amministrativi. Seguiranno gli interventi dei lavoratori precari, del personale tecnico-amministrativo, del Comitato Pari opportunità, nonché del direttore amministrativo Giorgio De Santis. Sarà quindi la volta della prolusione del rettore Petrocelli che, nello specifico, in riferimento a Taranto, dopo aver fatto i conti con i limiti imposti dal decreto Mussi, potrebbe annunciare qualche ridimensionamento per l’offerta formativa ed il contestuale ampliamento in altri settori.
    L’attesa è per possibili future nuove facoltà di Scienze Umane e Scienze della Salute. Potrebbe rimanere deluso, invece, chi magari si attende particolari aperture verso un’ipotesi di autonomia dell’intero polo jonico. Già in precedenti occasioni, Petrocelli ha chiarito la sua idea di rete universitaria regionale all’interno della quale il polo jonico potrebbe raggiungere una sua particolare identità. Dopo l’intervento di D’Alema, al quale sarà consegnato il sigillo d’oro, la cerimonia si trasferirà a Palazzo D’Aquino, recentemente inaugurato sede rettorale, per un rinfresco ed un brindisi per il nuovo anno accademico.

    articolo di Maria Rosaria Gigante
    tratto da La Gazzetta del Mezzogiorno di Domenica 06 Gennaio 2008
    Ultima modifica di Plautus; 08/01/2008, 01:32.

  • #2
    « L’Università ha deciso di dare una mano alla città»
    Economia spera l’ampliamento: enti locali aiutateci

    Le opinioni di tre presidi di facoltà: Cosimo Laneve, Sebastiano Tafaro e Luigi Notarnicola


    «E' una scelta che vuole essere carica di forti significati di speranza». così Cosimo Laneve, preside della facoltà di Scienze della Formazione (presente a Taranto con i corsi di laurea di Scienze della Comunicazione, Disagio e Scienze e Tecnologie della Moda), il più tarantino di tutti i presidi, «legge» la cerimonia di martedì prossimo a Taranto. Ma a sottolineare la portata e le aspettative sottese all’evento sono anche due tra i tre presidi tarantini di «adozione», vale a dire i responsabili delle tre facoltà autonome di Taranto, Sebastiano Tafaro (Giurisprudenza), Luigi Notarnicola (Economia), Silvia Romanelli (Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali).
    Secondo il preside Laneve, Taranto per rinascere deve scommettere sulla cultura ed è questa l’offerta che le viene da un referente forte come l’ateneo barese. «L'Università - dice - può dare speranza e futuro a questa città. La cultura servirà a rendere i cittadini più solerti. Una solerzia solitamente disattesa dai cittadini che pare non abbiano né storia, né memoria. Questo vuoto va surrogato con una presa di coscienza che solo la cultura può favorire. Il nostro ateneo ha deciso di dare una mano fortissima a questa città e questo è un significato che la cittadinanza dovrebbe riconoscere. C'è da augurarsi - aggiunge Laneve - che ci siano spinte convergenti da parte degli enti locali».
    Il preside Tafaro evidenzia invece l’investimento del mondo accademico per far crescere questa realtà che, come molte altre in Italia, è in fase di stagnazione. Da questa situazione, dice, «si può uscire solo con l’innovazione didattica e della ricerca». Contestando i criteri («formali e quantitativi», ma anche contraddittori verso lo stesso sistema universitario italiano al quale vengono centellinate le risorse ingessando così l’innovazione) della recente indagine ministeriale che ha penalizzato l’ateneo barese proprio a proposito dell’impegno nella ricerca, Tafaro annuncia la pubblicazione - nel giorno dell’inaugurazione dell’anno accademico - del primo numero degli Annali della Facoltà di Giurisprudenza di Taranto. «Uno strumento orientato alla ricerca e proiettato alla didattica nel quale la nostra facoltà ha voluto investire» rileva Tafaro . «Ora dipende dagli enti locali cogliere l’occasione e riuscire a spingere per un ampliamento», dice a sua volta il preside Notarnicola (Economia). Anche questa facoltà ha riservato un'ulteriore attenzione alla ricerca. Ha infatti aggiunto un terzo posto ai due posti di ricercatore assegnati dal Senato accademico con una divisione «democratica» di 30 posti alle 15 facoltà attraverso cui è articolata l’offerta formativa dell’ateneo barese. Questo terzo posto sarà finanziato attraverso fondi della facoltà e contribuirà così ad aumentare il numero di docenti. «Ora speriamo nelle ulteriori risorse per il 2008, nelle ulteriori decisioni del Senato accademico e nell’impegno di tutti. Credo - commenta Notarnicola - che la facoltà di Economia abbia dimostrato in questi mesi di essersi rimboccata le maniche con serenità ed umiltà».
    Intanto, il mondo accademico riflette anche sulla novità introdotta dal ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, nella selezione degli studenti per l’immatricolazione ai corsi di laurea a numero programmato. Previsto, infatti, a partire dal prossimo anno accademico un bonus di 25 punti per coloro che ottengono una valutazione di 80/100 agli esami di Stato ed abbiano riportato una media di 7/10 negli ultimi tre anni di scuola superiore.
    «La valutazione e la selezione degli studenti non può solo essere affidata ai quiz - concorda sostanzialmente il preside Laneve -. La valutazione della preparazione deve essere l’esito di una serie di fattori, di una sorta di portfolio, per capire quali elementi positivi e negativi concorrono alla formazione di uno studente. Mi pare giusto che la valutazione sia scandita attraverso momenti diversi e plurali».

    articolo di Maria Rosaria Gigante
    tratto da La Gazzetta del Mezzogiorno di Domenica 06 Gennaio 2008

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    • #3
      Sedi, infrastrutture ed un’offerta legata alla città
      Università di Bari ed Enti locali provano ad affrontare i problemi sul tappeto. Il nodo del Cuj: che farne?

      Anni di battaglie, di passioni, ma anche grandi delusioni, alla fine la presenza universitaria è diventata realtà e oggi conta 5-6mila studenti


      Cinque, forse anche seimila studenti complessivamente. Una variabile consistente è costituita dal dato delle matricole che è in crescita. I numeri ufficiali saranno forniti in questi giorni. Piano, lentamente e faticosamente, dopo anni di battaglie, passioni investite e colpi mortali inferti ad una nascita ed ad uno sviluppo, che avrebbe potuto anche essere più anticipato nel tempo e repentino nell’evoluzione, da chi non ci ha creduto fino in fondo o non ha avuto la capacità di incidere più di tanto, così l’Università è diventata una realtà. Che sia un ripiego o una scelta per chi la frequenta, è quello che oggi c'è e, soprattutto, è quello che va difeso e finalmente proiettato a identificarsi maggiormente con la città. Gli investimenti e le risorse destinate dagli enti locali in questi anni - va dato atto - non sono state poche, a volte anche a costo di lasciare scoperti altri settori formativi, come la scuola dell’obbligo e la scuola superiore. Per questo è giusto attendersi un ritorno concreto. Ma è evidente che occorre un ulteriore sforzo per far crescere non solo di quantità, ma soprattutto di qualità un’offerta che, altrimenti, può correre ancora il rischio di vedersi sminuita e tacciata di «liceizzazione».
      I problemi - è inutile negarlo - ci sono. E non sono solo in termini di strutture e sedi che pure si sono ampliate dopo la cessione da parte del Comune degli immobili in Città vecchia.
      Lo sa bene la stessa Università che occorrono laboratori (per la ricerca), biblioteche, dipartimenti, servizi, strutture ricettive (c'è un progetto per la realizzazione di una casa per lo studente nella sede di via Acton), completamento dell’offerta formativa in verticale (lauree specialistiche per non doversi recare altrove dopo alcune lauree triennali). Lo sanno bene Università ed Enti locali che devono rinnovare un accordo di programma (scaduto lo scorso 31 ottobre) che, alla luce degli impegni e delle difficoltà degli ultimi mesi, appare di più difficile scrittura. Lo sanno bene un po' tutti che lo sforzo deve andare nella direzione di una maggiore caratterizzazione dell’offerta formativa, più ancorata alle sue vocazioni territoriali ed alle sue reali prospettive di sviluppo. Sul piano locale poi, occorre decidere, ed in fretta, cosa fare del Consorzio universitario jonico dopo una lunga fase commissariale. Rivitalizzazione o azzeramento perché si vada verso una Fondazione (secondo il disegno dell’Amministrazione provinciale), l’importante appare ora creare uno strumento snello in cui le realtà locali e territoriali, e possibilmente anche quelle imprenditoriali, siano rappresentate e poste nella condizione di parlare alla pari per affiancare e sostenere lo sviluppo del polo universitario.
      Innegabile che in tutti questi anni, una voce sia sempre stata pungolo e stimolo, a volte contestata, di parte secondo alcuni e per questo facilmente e scarsamente considerata, quella del Comitato per la Qualità della Vita. La stessa voce che agli inizi degli anni Ottanta mise insieme le firme di 83 mila cittadini che chiedevano l’Università e che oggi continua a battersi chiedendo sinergia di azione.

      articolo di Maria Rosaria Gigante
      tratto da La Gazzetta del Mezzogiorno di Domenica 06 Gennaio 2008

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      • #4
        Maturità, ecco le materie d'esame
        Escono greco e matematica

        Decisa la seconda prova scritta. Le prove il 18 e 19 giugno
        Il decreto stabilisce anche il ruolo dei membri esterni


        Greco al liceo classico, matematica allo scientifico: sono queste le materie scelte dal ministero della Pubblica Istruzione per la seconda prova scritta della maturità 2007/2008. Ed ancora lingua straniera al Liceo linguistico, pedagogia al Liceo pedagogico ed elementi di architettura al Liceo artistico. La prima prova, il tema di italiano, è uguale per tutti gli indirizzi di studio. Le prove scritte dell'esame di maturità dell'anno scolastico 2007/2008 si terranno il 18 giugno (prima prova) e 19 giugno (seconda prova).

        Per gli istituti tecnici e professionali sono state scelte queste materie: per l'indirizzo ragionieri, economia aziendale; per l'indirizzo geometri, costruzioni;
        nei tecnici per programmatori e in quelli per periti aziendali, tecnica e organizzazione aziendale, informatica industriale; nei tecnici industriali, elettronica e telecomunicazioni, meccanica, tecnologie chimiche. Nei licei artistici la materia di seconda prova conserva il suo carattere progettuale e si svolge in tre giorni.

        Gli indirizzi di studio per i quali sono state scelte le materie per la seconda prova scritta e quelle da affidare ai membri esterni delle commissioni sono in tutto 912: 5 indirizzi per i licei, 39 per gli istituti tecnici, 23 per quelli professionali, 33 per gli istituti d'arte. A questi si aggiungono le sperimentazioni con 176 progetti assistiti e 636 sperimentazioni autonome.

        Il decreto individua, inoltre, le materie affidate ai membri esterni, ai quali sono stati assegnati per tutti gli indirizzi di studio l'italiano e la matematica, ad eccezione del liceo scientifico a cui sono state affidate l'italiano e le scienze, perché questa è già la materia della seconda prova scritta. Per quanto riguarda la terza materia, questa è stata scelta tra quelle che più caratterizzano l'indirizzo di studi, per numero di ore di lezione e per contenuti trattati. La scelta delle materie affidate ai membri esterni, "ha seguito quest'anno il criterio della rotazione delle discipline - spiega una nota del ministero - per mettere tutti i docenti in condizione di poter esercitare la funzione di commissario esterno e di consentire a tutti di acquisire utili esperienze attraverso il confronto con altre e diverse impostazioni".

        da repubblica.it (8 gennaio 2008)

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        • #5
          Originariamente inviato da Plautus Visualizza il messaggio
          Previsto, infatti, a partire dal prossimo anno accademico un bonus di 25 punti per coloro che ottengono una valutazione di 80/100 agli esami di Stato ed abbiano riportato una media di 7/10 negli ultimi tre anni di scuola superiore.[/SIZE]
          «La valutazione e la selezione degli studenti non può solo essere affidata ai quiz - concorda sostanzialmente il preside Laneve -. La valutazione della preparazione deve essere l’esito di una serie di fattori, di una sorta di portfolio, per capire quali elementi positivi e negativi concorrono alla formazione di uno studente. Mi pare giusto che la valutazione sia scandita attraverso momenti diversi e plurali».
          grazie 1000 x qst notizia...
          "Impossibile" è solo una parola pronunciata da piccoli uomini che trovano più facile vivere nel mondo che gli è stato dato, piuttosto che cercare di cambiarlo.
          "Impossibile" non è un dato di fatto, è un'opinione...
          "Impossibile" non è una regola, è una sfida...
          "Impossibile" non è uguale per tutti...
          "Impossibile" non è per sempre...
          Impossible is nothing.
          sigpic

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          • #6
            In effetti, ne stiamo già discutendo in classe di questo...
            Libero.Pensiero. Se ami anche tu pensare liberamente, unisciti a noi! Link

            Ninni Bastardo & Ninna Illusionista


            -Da quando c'è lui...treni in orario e tutto in ordine!
            -Per fare arrivare i treni in orario, però, se vogliamo, mica c'era bisogno di farlo capo del governo: bastava farlo capostazione. (Massimo Troisi, Le vie del signore sono finite)

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            • #7
              io nn ne sapevo rien...
              "Impossibile" è solo una parola pronunciata da piccoli uomini che trovano più facile vivere nel mondo che gli è stato dato, piuttosto che cercare di cambiarlo.
              "Impossibile" non è un dato di fatto, è un'opinione...
              "Impossibile" non è una regola, è una sfida...
              "Impossibile" non è uguale per tutti...
              "Impossibile" non è per sempre...
              Impossible is nothing.
              sigpic

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              • #8
                Università, così cambia l’offerta formativa

                Tornano a Bari i corsi in Educazione per il disagio minorile e Scienze della comunicazione

                Arrivano le lauree in Scienze dell’Educazione e dell’animazione socioculturale ed in Scienze della Comunicazione nelle Organizzazioni. Sostituiscono, caratterizzando l’offerta formativa jonica della facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Bari, la vecchia laurea in Educazione professionale nel campo del disagio minorile, devianza a marginalità, e la laurea in Scienze della Comunicazione (confermate invece a Bari).
                E’ dei giorni scorsi l’approvazione al Cun della proposta di riformulazione e razionalizzazione dell’offerta formativa prevista dalla facoltà barese nell’ambito della legge 328/2000. A portare la notizia agli studenti jonici è stato il prof. Riccardo Pagano, docente di Pedagogia generale, nell’ambito della giornata dell’Orientation Day, organizzata dalla Città dei Mestieri, Comune e Provincia di Taranto, Consorzio Universitario Jonico, e rivolta agli studenti del quinto anno delle scuole superiori.
                Sono queste le novità sostanziali previste per il nuovo anno accademico a Taranto, accanto alla cancellazione di due corsi di laurea dell’area sanitaria della facoltà di Medicina che invece conferma ed amplia il numero di posti in Scienze Infermieristiche, Tecnici della sicurezza e prevenzione sui luoghi di lavoro, Fisioterapia. Confermati tutti gli altri corsi di laurea già esistenti delle Facoltà di Veterinaria (Maricoltura), Scienze Matematiche e Fisiche (Scienze Ambientali ed Informatica), Economia, Giurisprudenza, Scienze delle Formazione (Scienze e Tecnologia della Moda), Ingegneria del Politecnico.

                E' una prima occasione di contatto per gli studenti con il mondo accademico, con alcuni docenti e col mondo delle professioni, quello offerto nei giorni scorsi dall’Orientation Day svoltosi al liceo scientifico Battaglini. Per numerosi di loro è l’occasione per cimentarsi con le prove simulate dei test di ingresso ai corsi di laurea a numero programmato (prevalentemente area sanitaria, Scienze della comunicazione). Ma è anche l’occasione per conoscere i servizi offerti dall’Edisu, l’ente per il diritto allo studio che presto diverrà agenzia regionale. E’ proprio il commissario per il polo universitario jonico, Giuseppe Lacatena, a confermare la notizia della prossima attivazione a Taranto di una Casa per lo Studente, 88 posti letto, pensata in funzione della prospettiva di intercettare su Taranto studenti provenienti dalle province e regioni limitrofe. Sarà realizzata, nell’arco di 18 mesi, con un finanziamento regionale di 1.300.000 euro presso l’attuale sede di via Acton non appena la facoltà di Giurisprudenza sarà trasferita.
                Ammettendo il ritardo, il commissario Lacatena annuncia anche l’imminente avvio dei lavori (previsione di spesa 500 mila euro, già messi in Bilancio dalla Regione) della mensa universitaria da tempo attesa alla facoltà di Ingegneria. Tra i principali servizi erogati dall’ente per il diritto allo studio, la biblioteca (disponibili per i prestiti la maggior parte dei testi in uso), borse di studio (su 1.200 domande pervenute lo scorso anno erogate 650 borse di studio di varia entità, anche grazie ad un incremento di 100 mila euro destinati negli ultimi due anni a Taranto dall’assessore alla p.i. Lomelo), abbonamenti per i trasporti urbani (500 abbonamenti Amat), rimborso tasse universitarie.

                articolo di Maria Rosaria Gigante
                tratto da La Gazzetta del Mezzogiorno di domenica 25 Maggio 2008
                Ultima modifica di Plautus; 28/05/2008, 13:47.

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                • #9
                  Il 14 luglio la Provincia dovrebbe pronunciarsi sull’ubicazione della facoltà di Giurisprudenza
                  Il 20 luglio l’offerta formativa dal Senato accademico
                  Accordo Università-Enti locali, rinvio a settembre

                  Università, avanti piano. Mentre gli studenti sono in fase di scelta, sembra tutto sommato avere i piedi legati il processo di sviluppo dell’Università a Taranto. Procedono, comunque, le modifiche nell’offerta formativa da parte dell’Università di Bari che, dopo aver incassato i pareri favorevoli del Cun alle modifiche proposte (nelle razionalizzazioni e nelle diverse denominazioni dei corsi di laurea esistenti), andrà il 20 luglio, in Senato accademico, all’approvazione definitiva dell’offerta formativa per il prossimo anno. Intanto, sono aperti i bandi per presentare le domande per i test di selezione per l’ammissione ai corsi di laurea a numero programmato. Stabilita, così, la data del 9 settembre per i test per le professioni sanitarie, la Città dei Mestieri, Cuj, Comune e Provincia di Taranto annunciano per il 24 luglio le seconde ed ultime prove simulate ai test di ammissione (ore 9, istituto Pacinotti) per i corsi di laurea a numero programmato (le domande scadono il 20 agosto), vale a dire per Taranto Professioni sanitarie, Informatica e Comunicazione digitale, Scienze dell’educazione e dell’animazione socio-culturale, Scienze della comunicazione nelle organizzazioni e Scienze e tecnologia della moda.
                  Data attesa per gli studenti tarantini è anche quella del prossimo 14 luglio: è il giorno in cui la Provincia ha fissato un incontro per decidere sul trasferimento della facoltà di Giurisprudenza dall’attuale sede di via Acton, destinata a diventare Casa dello studente con un progetto già approvato e finanziato. Le ipotesi in campo sono, come è noto, due: l’ex Ancifap una volta che la Corte d’Appello sarà stata trasferita, ma uno dei nodi è appunto sui tempi di questo ulteriore trasferimento. In realtà, non meno rilevante il veto posto da qualcuno su quella sede. L’alternativa più volte proposta, per un certo periodo data anche per certa, è quella dell’ex Rossarol, che il Comune deve cedere per i lavori definitivi all’Università di Bari. Ammesso che si risolvano una volta per tutte le questioni finanziarie legate alle ultime tranche di pagamento, si ripropone un’altra non irrilevante questione. Quella sede è da sempre destinata ai corsi di laurea della facoltà di Scienze della formazione (Scienze dell’educazione e dell’animazione socio-culturale, Scienze della comunicazione nelle organizzazioni e Scienze e tecnologia della moda), Lettere e Beni culturali, tutti insieme nell’ottica di un polo umanistico propedeutico all’istituzione di una facoltà di Scienze umane.
                  Altra questione logistica da risolvere quella della sede dei corsi delle professioni sanitarie. Si da ancora una volta per imminente l’avvio dei lavori al San Giovanni di Dio, attualmente parzialmente utilizzato come deposito per le masserizie delle famiglie abusive delle case delle Poste al quartiere Paolo VI. I lavori, questa volta, potrebbero cominciare anche a fine agosto e nel giro di qualche mese rendere fruibile una sede per la quale si avanzano ulteriori progetti: potrebbe, infatti, essere destinata ad ospitare la facoltà di Medicina.
                  Infine, Consorzio Universitario jonico e accordo di programma. Insediata l’altro pomeriggio l’assemblea consortile, non si è andati avanti nell’insediamento degli organi statutari, ma si è dato mandato al commissario Carlo Sessa di avviare l’iter definitivo per il superamento dell’ente consortile e l’insediamento di una Fondazione di partecipazione. Infine, dovrebbe slittare a settembre il nuovo rinvio per l’accordo di programma Università-enti locali per il triennio 2007-10.

                  articolo di Maria Rosaria Gigante
                  tratto da La Gazzetta del Mezzogiorno di venerdì 11 Luglio 2008

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