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Rassegna Stampa 2015

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    Il Comune spiega come finanzierà l’Università di Bari

    Il Comune spiega come finanzierà l’Università di Bari


    Decise le modalità di erogazione del contributo finanziario da parte del Comune all’Università di Bari previsto dal vecchio accordo di programma triennale, da tempo ormai scaduto. Si tratta di 300 mila euro su cui c’era stato nei mesi scorsi un tentativo di chiarimento tra Comune e Università. Ora saranno il sindaco, Ezio Stefàno, e l’assessore comunale alla Pubblica istruzione, Vincenza Vozza, ad annunciare, nel corso di una conferenza stampa indetta per venerdì prossimo, le modalità scelte.
    “L’impegno finanziario dell’ente con l’Università dovrà fare i conti con i limiti territoriali della città di Taranto perché sarà condizionato al potenziamento del Polo universitario jonico per garantire agli studenti tarantini un’offerta formativa stabile e definitiva”, si legge in una nota di Palazzo di Città. Che poi tenta ulteriormente di chiarire: “Con quest’azione, si intende infatti sostenere la carriera universitaria degli studenti tarantini meritevoli e favorire il potenziamento dei corsi post lauream e dei master che prevedano stage formativi presso le aziende del territorio. È un’azione che mira al rilancio occupazionale della città ed a favorire l’inserimento dei laureati tarantini in “start-up” qualificati, anche nel più ampio contesto regionale per limitare le “fughe di cervelli” e valorizzare il capitale umano locale”.
    Potrebbe essere in qualche modo la risposta ad una seconda ulteriore proposta di destinazione dei 300mila euro che i responsabili locali dell’Ateneo di Bari, nella fattispecie il direttore del Dipartimento Jonico, Bruno Notarnicola, e il delegato per il Polo jonico, Riccardo Pagano, avevano avanzato il mese scorso ai vertici comunali che preferivano parlare, invece, di borse di studio. La proposta dei due prof, formulata d’intesa con gli studenti, chiedeva che i 300 mila euro fossero divisi in 9 assegni di ricerca (del valore di 20 mila euro ciascuno), una borsa di dottorato di ricerca (valore 50mila euro per tre anni), nonché master per i laureati (valore complessivo di 50mila euro). Intanto, la Regione incontrerà il Polo universitario jonico. Stamane, infatti, l’assessore regionale al Lavoro ed istruzione, Sebastiano Leo, prenderà parte alla prima riunione di Dipartimento. Lo sforzo dell’amministrazione universitaria va nella direzione del consolidamento del Polo jonico, anche se pesa, e non poco, l’ultimo treno perso, ossia il corso di laurea in Scienze dei Beni culturali. Proprio ora che il tema sembra diventare centrale. Ad occuparsene potrebbe essere anche il prefetto, Umberto Guidato, che dovrebbe presto convocare il tavolo di confronto insediato a luglio.


    articolo di Maria Rosaria Gigante
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Mercoledì 9 Settembre 2015

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    Palazzo degli Uffici: entro fine mese pronto il bando per coprire il solaio

    Palazzo degli Uffici: entro fine mese pronto il bando per coprire il solaio

    “Entro fine mese, pubblicheremo il bando per la copertura del solaio di Palazzo degli Uffici”. Ad annunciarlo è Lucio Lonoce, vicesindaco di Taranto ed assessore ai Lavori pubblici del Comune di Taranto. Che aggiunge: “Spero che entro dicembre possa essere sottoscritto il contratto con l’impresa che risulterà aggiudicataria dell’appalto. E che, di conseguenza, i lavori (l’importo oscilla tra 1,5 e 2 milioni di euro) possono iniziare già a gennaio. Questa sarà una sorta di prima pietra del “nuovo” Palazzo degli Uffici. Poi, anzi parallelamente - prosegue l’assessore ai Lavori pubblici - avvieremo un confronto con la Provincia competente per legge sull’edilizia scolastica superiore e, quindi, responsabile della sistemazione del liceo Archita”. Lonoce, infine, non si esprime sulla proposta di Nino Palma dell’associazione “Aldo Moro” di realizzare un polo bibliotecario o una galleria d’arte ma si limita a ricordare che “nelle aree di proprietà comunale, lo stesso sindaco Stefàno ha manifestato la sua intenzione di sistemare lì tutti gli uffici comunali che attualmente sono dislocati in altri edifici sparsi in diversi quartieri della città”. [...]

    articolo di Fabio Venere
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Lunedì 07 Settembre 2015

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  • Plautus
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    Archita e Calò trasferiti nelle sedi di due istituti religiosi

    Tamburrano: la Provincia ha ridotto i casi difficili
    abbiamo recuperato 8 milioni di fondi regionali
    Archita e Calò trasferiti nelle sedi di due istituti religiosi, suore e salesiani


    Ed ora che si ritorna a scuola, occhi puntati sulle strutture edilizie. Cantieri a cielo aperto nelle scuole dell’obbligo di competenza del Comune che sta provvedendo anche ad importanti azioni di bonifica in alcuni istituti dei quartieri più esposti agli effetti dell’inquinamento e nelle scuole superiori dove, nonostante le ristrettezze economiche della Provincia e l’allarme lanciato ad agosto, si riesce a mettere in campo le risorse per i trasferimenti di alcune scuole e le manutenzioni minime necessarie. Ma, soprattutto, ci sono oltre 8 milioni di euro di fondi regionali che l’amministrazione guidata dal presidente Martino Tamburrano è riuscita a recuperare per ristrutturare 12 scuole. È il quadro a più colori che riguarda il patrimonio edilizio delle scuole di Taranto e provincia.
    “Stiamo garantendo, nonostante le difficoltà finanziarie dell’anno, l’apertura dell’anno scolastico ai nostri ragazzi - dice il presidente della Provincia, Martino Tamburrano -. Abbiamo ridotto all’osso i casi difficili. Per Taranto, in particolare, abbiamo risolto i casi dell’Archita e del Calò che andranno rispettivamente presso la sede delle suore di via Mignogna e presso i salesiani di viale Virgilio. Strutture per le quali stiamo risolvendo - siamo ormai alle battute finali - i problemi legati alle loro certificazioni (entro ieri mattina attesa la certificazione per l’immobile di via Mignogna - ndr). Questioni - sottolinea Tamburrano - che richiedono un impegno della Provincia non solo per quanto riguarda i fitti, ma anche per i traslochi e per qualche rifinitura finale nelle strutture, vedi la realizzazione di qualche bagno. Bloccheremo le cifre necessarie in attesa del bilancio. Tenendo conto anche dell’istituto alberghiero, il Leonardo da Vinci di Martina, le eventuali manutenzioni che saranno necessarie in un anno scolastico, parliamo di 3-400 mila euro tutto compreso. Abbiamo fatto, ritengo, un buon lavoro di razionalizzazione di tutto, in economia, utilizzando senza aumentare la spesa così come il Governo ci impone nel rispetto del Patto di stabilità. Inoltre - rileva Tamburrano - bisogna aggiungere che stiamo andando in gara per 12 scuole da ristrutturare (due gare in corso per il Liside e per il Falcone - ndr) grazie ad alcuni fondi che abbiamo riattivato dalla Regione, lavori che entro l’anno saranno effettuati. E qui parliamo di una spesa complessiva di oltre 8 milioni di euro”. [...]


    articolo di Maria Rosaria Gigante
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Domenica 6 Settembre 2015

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  • Plautus
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    Palazzo degli Uffici, si accelerano i tempi

    Palazzo degli Uffici, si accelerano i tempi
    atteso il bando per la copertura del solaio

    Il prossimo mese il Comune pubblicherà l’avviso. Appalto di 2 milioni di euro


    Palazzo degli Uffici, settembre (salvo imprevisti ed ulteriori rinvii) sarà il mese in cui l’Amministrazione comunale indirà il bando per la copertura del solaio. È di due milioni di euro l’importo previsto per sistemare a regola d’arte la sommità dello storico stabile di Piazza della Vittoria la cui superficie si estende per 5mila metri quadrati. Si spera che nel prossimo mese ci sia anche il, sinora colpevolmente rimandato, confronto con la Provincia. Certo, il Comune è il proprietario dell’immobile ma l’Amministrazione provinciale è responsabile, per legge, dell’edilizia scolastica superiore e, quindi, chiamarla in causa è un obbligo giuridico in linea generale. Lo è ancor di più, in particolare, considerato che nel caso del progetto di Palazzo degli Uffici, la Provincia di Taranto è firmataria del protocollo d’intesa in cui si impegnava a versare 8,5 milioni di euro. Al momento, quella firma e quella cifra sono indicati. Successivamente, però, sia il commissario Tafaro che il presidente Tamburrano hanno annunciato pubblicamente di voler rivedere l’impegno di Palazzo del Governo più che dimezzando l’esborso economico che verrebbe così rideterminato a 3,5 - 4 milioni di euro. Ora, però, i due enti locali devono necessariamente incontrarsi per fare il punto della situazione e sottoscrivere un nuovo accordo che dovrà necessariamente poi portare all’elaborazione di un nuovo progetto di ristrutturazione.
    Intanto, nelle scorse settimane sono praticamente ultimati gli interventi di messa in sicurezza di Palazzo degli Uffici. Questi interventi erano, del resto, l’ultimo tassello del mosaico da completare affinché poi i tecnici dell’Amministrazione comunale (proprietaria dell’edificio che per oltre 130 anni ha ospitato il liceo classico “Archita”) potessero dare il via al bando per la copertura del solaio. Che consentirà di realizzare nello stabile qualsiasi tipo di attività senza particolari problemi. Per essere più chiari, andrà bene per qualsiasi cosa gli enti locali decidano di fare o sistemare all’interno. In realtà, anche la copertura del solaio non è slegata dalla tipologia di attività che si voglia realizzare. Ad esempio, se tornasse d’attualità l’ipotesi di costruire un hotel (opzione remota, a dire il vero), le distanze tra il solaio stesso e la struttura sottostante sarebbero differenti rispetto al caso in cui, invece, si realizzassero degli edifici pubblici.
    La ripresa del cantiere da parte del Comune (contratto revocato al consorzio Aedars, di recente fallito) era stato solo l’ultimo atto amministrativo in ordine di tempo di questa vicenda così complessa da essere estenuante. E che colloca ormai Palazzo degli Uffici tra le “opere incompiute” pugliesi segnalate dal ministero delle Infrastrutture. Prima della ripresa del cantiere, infatti, c’era stata l’approvazione dell’atto di indirizzo che dava mandato al dirigente dei Lavori pubblici di rescindere il contratto con il consorzio “Aedars”. E, in realtà, prima ancora di questo “strappo”, ci sono dodici lunghi anni tutti da raccontare.
    Andrebbe dunque descritta la storia di un progetto nato male e (per ora) finito peggio. E ci sarebbe anche da ricordare i quattro cambi di assetto societario all’interno della società di scopo “Put srl”, ovvero Palazzo degli Uffici Taranto srl. Società le cui quote furono appunto rilevate dal consorzio “Aedars”, divenuto poi titolare del contratto nato dal progetto di finanza stipulato con il Comune nel lontano 2003. Contratto che avrebbe dovuto poi portare alla riqualificazione del liceo classico “Archita”, alla realizzazione di uffici comunali e di un hotel a 5 stelle per un appalto da 33 milioni di euro. Di questi, 18-19 li avrebbe dovuti versare il Comune di Taranto e 8,5 la Provincia di Taranto.
    Ed invece si è arrivati alla rescissione contrattuale per una serie di inadempienze contrattuali ed anche per una misura interdittiva antimafia poi revocata dalla magistratura amministrativa.

    articolo di Maria Rosaria Gigante
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Martedì 18 Agosto 2015

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  • Plautus
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    Università di Bari, ecco i corsi di laurea a Taranto

    Università di Bari, ecco i corsi di laurea a Taranto
    “Sacrificate” Scienze in beni culturali e del turismo
    Non ci saranno nemmeno le lezioni con la teledidattica

    Università, in attesa che accada qualcosa e che la realtà locale metta mano al nuovo piano triennale che pare essere naufragato nelle nebbie (nonostante il torrido clima estivo), l’Ateneo di Bari ha varato - e dunque ufficializzato - l’offerta formativa universitaria per il prossimo anno accademico. Cosa c’è a Taranto? Al netto della definizione numerica dei posti che saranno resi disponibili nei corsi di laurea delle professioni sanitarie (la Scuola di Medicina di Bari dovrebbe suddividere in queste ore il pacchetto dei posti ricevuti dal ministero ed è stato annunciato un aumento a Taranto), ecco i corsi di laurea di primo livello sui quali potranno orientare le proprie scelte gli studenti tarantini e, ci si augura, anche studenti provenienti da altre realtà. Si tratta, dunque, di Economia e amministrazione delle aziende, Fisioterapia, Infermieristica, Informatica e comunicazione digitale, Scienze ambientali, Scienze e gestione delle attività marittime, Tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro.
    Tra i corsi magistrali a ciclo unico (cinque anni), da annoverare ovviamente Giurisprudenza. Per le lauree magistrali di secondo livello, invece, corso di laurea in Strategie d’impresa e management. Tutti corsi di laurea ai quali - è bene evidenziare - si aggiungono quelli previsti nella sede di Taranto del Politecnico di Bari. Ma, come è facile notare, si è impoverita nel corso degli anni l’offerta formativa erogata a Taranto. L’ultima “vittima” è il corso di laurea in Scienze dei Beni culturali e del turismo, cancellato nell’offerta complessiva di Ateneo. Dal manifesto non sembrerebbe evincersi, infatti, che il corso avrà un seguito, come era stato garantito nonostante la cancellazione a Taranto per insufficienza di organico. Il prosieguo era stato garantito nei mesi scorsi, quando era scoppiato il problema, perché si pensava di fare ricorso alla teledidattica. Ma, almeno, stando al manifesto degli studi, di tutto ciò non pare esserci traccia. Intanto, il corso affine di Scienze dei beni culturali - questo si presente nell’offerta didattica - appare presente solo a Bari.
    Ad accendere i riflettori su tale offerta formativa a Taranto è il Comitato per la Qualità della Vita, impegnato negli ultimi mesi nella raccolta di firme a sostegno del mantenimento di Beni culturali a Taranto, anche in considerazione della rivalutazione che il patrimonio artistico e dei beni culturali sembrerebbe voler avere negli impegni di Governo per Taranto, così come potrebbe emergere nel Tavolo convocato dallo stesso Governo per il 20 luglio. [...]

    articolo di Maria Rosaria Gigante
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Martedì 14 Luglio 2015

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  • Plautus
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    Palazzo degli Uffici, mano al solaio

    IL BANDO PER QUESTI LAVORI SARÀ LANCIATO NON APPENA TERMINERANNO GLI INTERVENTI DI MESSA IN SICUREZZA DELLO STORICO IMMOBILE DEL BORGO
    Palazzo degli Uffici, mano al solaio
    Da coprire 5mila metri quadrati. La tipologia scelta andrà bene per qualsiasi impiego finale

    Palazzo degli Uffici, sono in via di ultimazione gli interventi di messa in sicurezza dello storico immobile. Una volta conclusi del tutto, i tecnici dell’Amministrazione comunale proprietaria dell’edificio che per oltre 130 anni ha ospitato il liceo classico «Archita» daranno il via al bando per la copertura del solaio. Si tratta di una copertura, come si dice in gergo, «a regola d’arte» che coprirà tutti i 5mila metri quadrati e consentirà di realizzare nello stabile qualsiasi tipo di attività senza particolari problemi.
    Per essere più chiari, andrà bene per qualsiasi cosa gli enti locali decidano di fare o sistemare all’interno. In realtà, anche la copertura del solaio non è slegata dalla tipologia di attività che si decidano di fare. Ad esempio, se tornasse d’attualità l’ipotesi di realizzare un hotel (opzione remota a dire il vero), le distanze tra il solaio stesso e la struttura sottostante sarebbero differenti nel caso in cui, invece, si realizzassero degli uffici pubblici. Di certo, anche in considerazione di questi elementi, diventa non più rinviabile un confronto tra la Provincia, che per legge ha la competenza sulle scuole superiori, e l’Amministrazione comunale, proprietaria dell’immobile.
    La ripresa del cantiere da parte del Comune (contratto revocato al consorzio Aedars, di recente fallito) era stato solo l’ultimo atto amministrativo in ordine di tempo di questa vicenda così complessa da essere estenuante.
    Prima ancora c’era stata l’approvazione dell’atto di indirizzo che dava mandato al dirigente dei Lavori pubblici di rescindere il contratto con il consorzio «Aedars».
    E, in realtà, prima ancora di questo «strappo», ci sarebbero 12 lunghi anni tutti da raccontare.
    Andrebbe dunque descritta la storia di un progetto nato male e (per ora) finito peggio. E ci sarebbe anche da ricordare i quattro cambi di assetto societario all’interno della società di scopo «Put srl», ovvero Palazzo degli Uffici Taranto srl. Società le cui quote furono appunto rilevate dal consorzio «Aedars», divenuto poi titolare del contratto nato dal progetto di finanza stipulato con il Comune nel lontano 2003. Contratto che avrebbe dovuto poi portare alla riqualificazione del liceo classico «Archita», alla realizzazione di uffici comunali e di un hotel a 5 stelle per un appalto da 33 milioni di euro. Di questi, 18-19 li avrebbe dovuti versare il concessionario, 11 il Comune di Taranto e 8,5 la Provincia di Taranto. Ed invece si è arrivati alla rescissione contrattuale. Nel provvedimento, il dirigente comunale aveva fatto esplicito riferimento alla misura interdittiva emessa, nel 2013, dalla Prefettura di Roma per presunte infiltrazioni mafiose (tesi questa «smontata» da una sentenza del Tar e da una del Consiglio di Stato ma poi riemerse da alcuni provvedimenti cautelari del marzo scorso) e ad una serie di inadempienze contrattuali. Che, in particolare, sarebbero culminate con la sospensione dei lavori.
    Quella di Palazzo degli Uffici è, dunque, la storia di un progetto complesso e ambizioso ma che si è arenato. A questo proposito, serve ricordare che il Consiglio comunale, nel 2012, votò una delibera con la quale modificò l’iniziale proposta elaborata dal consorzio «Aeders», concessionario del progetto di ristrutturazione e riqualificazione di Palazzo degli Uffici poi revocato dal Comune.
    La modifica si era resa necessaria perché l’impresa, negli spazi dell’edificio ad essa assegnati, non volle realizzare più una galleria commerciale con 10 negozi ma un albergo associato ad un’importante catena alberghiera. Avrebbe dovuto trattarsi di un hotel di lusso di cinque stelle con circa 50-60 stanze.
    Ed allora quali sono (o meglio, quali erano) le «cifre» di Palazzo degli Uffici e quali saranno (o meglio, sarebbero stati) i costi che Comune e Provincia avrebbero dovuto sostenere? L’Amministrazione comunale di Taranto, grazie ad un mutuo acceso con la Cassa Depositi e Prestiti, era pronta a versare 11 milioni di euro. E la Provincia? L’Amministrazione provinciale che, inizialmente, si era impegnata a stanziare 8,5 milioni di euro, poi ha annunciato di voler ridimensionare, almeno secondo quanto proposto dall’ex commissario Mario Tafaro e dal presidente Martino Tamburrano, il suo impegno a 3,5-4 milioni. Riepilogando, dunque, gli enti locali avrebbero dovuto contribuire alla realizzazione dell’opera sborsando 19,5 milioni di euro. La somma rimanente (13,5) avrebbe dovuto essere coperta dall’impresa, consorzio Aeders, che poi avrebbe dovuto sfruttare economicamente anche gli utili derivanti dalla gestione delle aree presenti all’interno del Palazzo, secondo il modello del project financing (progetto di finanza). In realtà, il Comune ha comunque speso circa 4 milioni di euro per la realizzazione dei primi interventi di riqualificazione e per la rimozione dell’amianto presente nel Palazzo. Ma intanto l’opera resta incompiuta.

    articolo di Fabio Venere
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Martedì 07 Luglio 2015

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  • Plautus
    ha risposto
    L’Università «Pegaso» arriva in città e dà impulso alla formazione on line

    L’Università «Pegaso» arriva in città e dà impulso alla formazione on line
    Nove i corsi di laurea e il sindaco parla di opportunità importante

    Avrà il suo e-learning center point (Ecp) anche a Taranto l’Università telematica «Pegaso» di Napoli, istituita con decreto ministeriale del 20 aprile 2006 e basata sui più moderni ed efficaci standard tecnologici in ambito e-learning. Quella di Taranto sarà una sorta di segreteria didattico-amministrativa dove potranno rivolgersi gli studenti di un più vasto bacino che si allarga alle quattro province di Taranto, Brindisi, Lecce e Matera, e dove si svolgeranno gli esami. La sede sarà al primo piano di Palazzo Galeota concesso in fitto dal Comune all’ente gestore «Sparta Formazione» ed al momento in via di allestimento. L’altro ieri la presentazione ufficiale dell’iniziativa a Palazzo di Città alla presenza dell’amministratore delegato della Unipegaso, Danilo Jervolino. «È un impulso positivo al processo di sviluppo e di crescita per la città al quale non vogliamo rinunciare» è il commento del sindaco Ezio Stefàno. Formazione rigorosamente on line per gli studenti che avranno la possibilità di iscriversi ai diversi corsi di laurea all’interno dell’offerta di «Unipegaso», ma che saranno tenuti a svolgere gli esami in presenza con i docenti titolari dei diversi insegnamenti nei center point appunto. Gli Ecp costituiscono il network dell’Ateneo e sono accreditati come «Centri qualificati per lo svolgimento di progetti didattici, educativi e formativi dell'Università telematica Pegaso», che ne riconosce la qualità poiché in possesso di specifici requisiti, preventivamente documentati e certificati dalla stessa Università. Tutte le attività dell'Ecp sono preliminari a quelle dell'Università e legate a quegli specifici progetti educativi e didattici indicati nelle linee guida dell'Ateneo. L’ente gestore organizzerà anche attività di promozione culturale collaterali sempre aderenti alle proposte formative universitarie. L’Unipegaso eroga nove corsi di laurea (Scienze dell’educazione e della formazione, Ingegneria civile, Scienze turistiche, Economia aziendale, Scienze motorie per le lauree triennali, Scienze pedagogiche, Management dello sport e delle attività motorie, Scienze economiche per le lauree magistrali, Giurisprudenza per le lauree magistrali a ciclo unico), master di primo e secondo livello, corsi di alta formazione e perfezionamento, i programmi «Futuro Sicuro e Occupato o Rimborsato», il master in giornalismo e comunicazione, Panorama Academy, la Scuola di Rigenerazione urbana e ambientale. I titoli accademici rilasciati al termine dei percorsi di studio che hanno lo stesso valore legale dei titoli rilasciati dalle Università tradizionali.

    articolo di Maria Rosaria Gigante
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Venerdì 29 Maggio 2015

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  • Plautus
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    Disco rosso per Beni culturali

    Disco rosso per Beni culturali
    L’alternativa forse una Scuola

    Nessuna deroga per il corso di laurea in Scienze dei Beni culturali e del Turismo (attivato nel 2011-2012) che, su parere negativo del Consiglio di corso di laurea e dal Dipartimento di Antichistica dello scorso 28 marzo, anche il Senato accademico dell’Università di Bari ha dovuto cassare martedì della scorsa settimana. Insufficiente - anche a casa del mancato turn over di questi anni - il numero di docenti a disposizione e su cui contare per poter chiedere l’accreditamento del corso di laurea dal prossimo anno. Sicché si andrà con le lezioni in videoconferenza. Purtroppo non ha sortito alcun effetto neanche la richiesta di deroga da questi parametri che in qualche modo il rettore dell’Ateneo di Bari, Antonio Uricchio, ha sostenuto nei giorni scorsi al ministero dove ha consegnato copia delle otto mila firme raccolte a Taranto dal Comitato per la Qualità della Vita a sostegno del mantenimento del corso di laurea in Beni culturali. Niente da fare dal ministero che ha piuttosto concesso qualcosa all’Ateneo barese per i corsi di laurea in Medicina e delle Professioni sanitarie. Almeno su quel fronte, infatti, il rettore anticipa che non ci saranno problemi a Taranto per i corsi di laurea delle Professioni sanitarie la cui offerta formativa per il prossimo anno accademico è stata chiusa e confermata qualche giorno fa. Rimane una coda polemica di un vecchio lodo relativo al pagamento delle attività aggiuntive prestate dai docenti dell’area sanitaria presso il Policlinico. Una questione che ha tenuto in bilico quest’anno i corsi, partiti poi in ritardo per la protesta dei docenti. Ora, spiega il rettore Uricchio, per chiudere quest’ultima coda di polemica, è stato chiesto un ulteriore chiarimento al giudice che aveva arbitrato il lodo. Tornando, però, ai Beni culturali, la partita al ministero non si sarebbe chiusa completamente a sfavore di Taranto nel senso che, in previsione di una rimodulazione complessiva di questa offerta formativa in tutto il Paese, l’ipotesi che potrebbe essere messa in pista riguarda la realizzazione di una Scuola dei Beni culturali. Scuola che potrebbe proprio interessare Taranto. Progetti, insomma, ai quali occorrerà mettere mano e che ancora una volta richiedono una coesione a livello di istituzioni locali. Roba sicuramente da discutere sul tavolo che il prefetto Umberto Guidato ha deciso di convocare la prossima settimana, una volta superata la fase delle elezioni regionali. Intanto, il Comitato per la Qualità della Vita ha rivolto un nuovo appello ai parlamentari di Taranto affinché sostengano «anche attraverso l’urgente presentazione di una apposita mozione o ordine del giorno, la concessione di una deroga da parte del ministero nella definizione dell’offerta formativa universitaria per il prossimo anno accademico, relativamente al corso di laurea in Scienze dei Beni culturali per il turismo e alla eventuale laurea specialistica in Scienze ambientali. Una deroga - si legge nella lettera ai parlamentari - come quelle concesse ad altre realtà in difficoltà del Paese e che, pertanto, tenga conto sia della drammatica situazione socio-ambientale di terra jonica, sia della “strategia” che postula la legge Salva-Ilva Taranto». Infine, oggi, organizzato dal Comitato Qualità della Vita, «Festa della Scuola» alle 9,30 al Pacinotti. Festa della Scuola o «Giornata dei talenti»: così è stata anche chiamata a voler sottolineare l’apporto nella nostra comunità di alcuni «talenti senior» con i quali il Comitato ha avviato una ricognizione dei talenti junior distintisi nel corso dell’anno anche a livello nazionale e che saranno premiati quest’oggi. «Vogliamo dimostrare - si legge in una nota - che già oggi in Italia e in particolare in terra jonica opera la Buona Scuola formando giovani in maniera eccellente».

    articolo di Maria Rosaria Gigante
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Venerdì 29 Maggio 2015

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  • Plautus
    ha risposto
    A Taranto l’Università non è una realtà in disarmo

    A Taranto l’Università non è una realtà in disarmo

    In questi giorni si è spesso sentito parlare, e molto si è scritto, sulle difficoltà che la sede universitaria tarantina sta affrontando. Si è mobilitata invano, almeno per ora, la società civile per evitare la chiusura del corso di laurea triennale in Scienze dei Beni culturali per il turismo (anche se paradossalmente a qualcuno, forse, ha fatto piacere perché evidentemente lo riteneva inutile; ma lo spiegassero alla città e ai giovani di Taranto). Due anni fa, invece, con poco clamore si è disattivato il corso di laurea di Scienze della formazione che ha dato la possibilità a tanti laureati di lavorare con regolare contratto nelle cooperative che operano per il contrasto alle forme di disagio soprattutto nei quartieri come Città vecchia e Paolo VI. A fronte di queste «sconfitte», non certamente volute dalla volontà degli organi accademici dell’Università di Bari, ma solo a causa di una politica miope e/o strabica delle forze governative che hanno retto le sorti dell’Italia in questi ultimi decenni (sì, per l’Università la responsabilità è di tutti, centrodestra, centrosinistra e governi del presidente: Monti, Letta, Renzi e di quest’ultimo aspettiamo qualche cenno di vita e speriamo che ci sia anche una «Buona Università», ma non con le contraddizioni che hanno caratterizzato la «Buona Scuola») vi è, tuttavia, una realtà universitaria presente su Taranto assai effervescente sul piano culturale, didattico e di ricerca che, forse, non è abbastanza conosciuta o, forse, è volutamente ignorata.
    I corsi di laurea che dipendono ancora dai Dipartimenti di Bari (Scienze ambientali, Informatica digitale, professioni sanitarie) e quelli che rinvengono dal Dipartimento jonico (che per chi non lo sapesse rappresenta la boa, l’ancoraggio della presenza universitaria a Taranto perché è un Dipartimento con propria autonomia gestionale e finanziaria) ovvero laurea magistrale in Giurisprudenza, laurea triennale in Economia e amministrazione delle aziende, laurea magistrale in strategia d’impresa e management, laurea triennale in Scienze e gestione delle attività marittime, in convenzione con la Marina Militare ed unico in Italia, hanno una valutazione positiva da parte degli studenti che supera il livello medio nazionale. Per non parlare poi della valutazione positiva ai fini della ricerca che il Dipartimento jonico ha a livello nazionale e barese. Nell’Ateneo di Bari, il giovane Dipartimento tarantino si classifica, a seguito degli esiti della Vqr (Valutazione della qualità della ricerca, Anvur, ministero dell’Istruzione), al sesto posto su 24 Dipartimenti. Di recente, inoltre, i docenti e i ricercatori che afferiscono al Dipartimento jonico sono risultati tra i primi nell’incentivazione prevista dalla legge «Gelmini» che tiene conto di tre fattori: attività didattica, di ricerca e gestionale. Ci sono poi una serie di contatti di rete da cui scaturiscono convegni e seminari, quasi quotidiani, che danno luogo non solo a proficui scambi scientifici, ma soprattutto contribuiscono a creare quella comunità accademica e civile di cui Taranto necessita per la sua crescita in maniera diversa e alternativa alla monocultura dell’acciaio. E inoltre il Dipartimento jonico ha sviluppato negli anni un intenso lavoro di networking all'esterno attivando una serie di rapporti con imprese e istituzioni (locali, nazionali ed internazionali) dando luogo a diverse attività. Questi risultati positivi fanno sì, che, soprattutto il Dipartimento jonico, si presenta con le carte in regola per essere comunità universitaria, ovvero non un semplice erogatore di didattica. È sufficiente trascorrere qualche ora presso le sedi universitarie sia della Città vecchia sia della Salinella (concessi in comodato d’uso dal Comune) per rendersi conto di che cosa sia la comunità accademica e dell’aria che si respira, aria di civiltà, di confronto, di progettualità, di speranza, di sogni. Da non trascurare poi la «terza missione» che impegna il Dipartimento jonico a 360 gradi e che vede rafforzare il contatto diretto tra il mondo universitario ed il contesto socio-economico, favorendo la valorizzazione economica delle scoperte scientifiche e promuovendo iniziative di accrescimento del benessere collettivo dal punto di vista culturale, sociale, educativo e della consapevolezza civile. Ci tenevo a sottolineare queste positività della presenza universitaria a Taranto per portare a conoscenza dei lettori quanto e cosa si fa per il territorio. È un impegno gravoso, ma pieno di soddisfazione perché ha un nobile scopo: l’Università, con la sua didattica e ricerca, promuove il territorio facendo vibrare e brillare le intelligenze dei giovani della provincia jonica, i soli che, se adeguatamente preparati, possono fare riscattare il capoluogo jonico e la sua provincia dalle mortificazioni subite nel corso degli anni da parte di chi ha considerato Taranto terra di conquista e colonia da sfruttare.

    intervento di Riccardo Pagano (Delegato del Rettore per il Polo Universitario di Taranto)
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Venerdì 29 Maggio 2015

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  • Plautus
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    Ex Archita, i lavori sono urgenti

    Ex Archita, i lavori sono urgenti
    Il consulente del Comune: “Nessun problema di staticità ma va messo in sicurezza”

    Palazzo degli Uffici, non ci sono problemi statici ma il Comune di Taranto deve comunque eseguire degli interventi urgenti di messa in sicurezza.
    Sono fondate indiscrezioni, infatti, a riferire l’esito della relazione scritta dal consulente esterno all’Amministrazione comunale. Il professionista, peraltro, aveva ricevuto quest’incarico pochi giorni dopo che il Municipio era ritornato in possesso del cantiere che sovrasta piazza della Vittoria e si impone da piazza Garibaldi.
    Da quel che si apprende, l’architetto chiamato ad esprimere un proprio parere tecnico sulla condizione dell’immobile che per oltre 135 anni ha ospitato il liceo classico “Archita” ha escluso che lo storico edificio possa avere dei problemi statici ma, al tempo stesso, ha imposto all’Amministrazione comunale (proprietaria dell’immobile) di osservare delle misure di sicurezza che i tecnici della direzione Lavori pubblici stanno già attuando.
    In particolare, il consulente del Comune ha imposto che i lavori lasciati incompleti dal consorzio aggiudicatario del progetto di finanza (“Aedars”) vengano eseguiti entro due anni. Da domani, intanto, sarà possibile vedere in azione una autogrù da 40 metri per la verifica dei prospetti che sono senza impalcatura. Ed ancora, entro il prossimo 8 giugno dovrebbero essere terminate le opere di messa in sicurezza comprese quelle relative ai teli in copertura.
    E una volta fatto questo, la direzione Lavori pubblici del Comune di Taranto potrà volgere il suo sguardo al futuro che resta l’aspetto più problematico e complesso non foss’altro per la necessità di rapportarsi con la Provincia, ente competente per legge ad occuparsi delle scuole superiori. Ed infine, nel frattempo, i tecnici di Palazzo di Città (anzi di via Plinio luogo in cui ha sede l’assessorato ai Lavori pubblici) stanno per trasportare nella depositeria comunale le attrezzature lasciate dalla vecchia società (consorzio Aedars di Roma che, a sua volta, aveva affidato ad un’impresa di Mesagne l’esecuzione dei lavori di ristrutturazione e riqualificazione).
    Incassata la buona notizia relativa alla solidità statica dell’immobile (nonostante tutto quello che è accaduto in questi anni e nonostante il lento logorio del tempo) ed annotati gli interventi necessari per la messa in sicurezza, il primo grande tassello da sistemare sarà quello relativo alla copertura del solaio. Il progetto è pronto da tempo ed è stato fissato anche l’importo (2 milioni di euro) per coprire a regola d’arte i 5mila metri quadrati della struttura. Che, peraltro, in parte ha la fragile protezione rappresentata da dei teli di plastica messi lì dopo la rimozione dell’amianto presente e la mancata copertura dell’area imposta dalla sospensione dei lavori. Fortunatamente l’infiltrazione delle acque piovane agevolata da quella copertura provvisoria non ha causato danni rilevanti all’antico edificio.
    Poi, anzi contestualmente a questi interventi, Comune e Provincia di Taranto dovranno necessariamente sedersi attorno ad un tavolo e trovare una soluzione magari coinvolgendo anche il dirigente scolastico ed una rappresentanza di insegnanti e studenti del liceo. Altrimenti, posto che la situazione è complessa e che la matassa è ingarbugliata sin dal 2002-2003, non avrà un gran senso sentir parlare di “l’Archita come fiore all’occhiello della città” o di “Palazzo degli Uffici simbolo del Borgo”. Se questi ultimi tentativi fallissero e se quelle frasi venissero poi ancora ripetute, sarebbero solo un esercizio di pura retorica.

    articolo di Fabio Venere
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Lunedì 25 Maggio 2015

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  • Plautus
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    Crollo a Palazzo degli Uffici: la Procura apre un’inchiesta

    Crollo a Palazzo degli Uffici: la Procura apre un’inchiesta
    Tra le ipotesi di reato anche i danneggiamenti per l’abbandono dello stabile

    Crollo doloso e danneggiamenti. Sono le ipotesi di reato sulle quali la Procura di Taranto ha aperto un fascicolo di indagine per verificare eventuali responsabilità penali sullo stato di abbandono in cui versa il Palazzo degli Uffici di Taranto.
    Al momento non ci sarebbero indagati, ma è chiaro che il procuratore capo Franco Sebastio, che coordina personalmente le attività investigative, vuole vederci chiaro.
    Ieri mattina nell’eterno cantiere del centro cittadino sono giunti infatti i Vigili del Fuoco e i finanzieri del nucleo di Polizia tributaria: una task force che, oltre a ricostruire l’intero iter procedurale che dal 2004 non ha ancora portato alla riqualificazione dell’edificio, dovrà stabilire se vi sono rischi che potrebbero pregiudicare lo stato dell’immobile o anche dei cittadini.
    Nei prossimi giorni sarà il comando dei Vigili del Fuoco a inviare una dettagliata relazione al procuratore Sebastio che successivamente valuterà le ulteriori mosse.
    Qualche settimana fa Palazzo degli Uffici è ufficialmente tornato in possesso del Comune di Taranto. Dopo due diffide cadute nel vuoto, il 23 aprile scorso, i tecnici della direzione Lavori pubblici dell’amministrazione comunale, grazie all’intervento dei vigili urbani, sono entrati nel cantiere di piazza della Vittoria che era formalmente affidato al consorzio “Aedars”, aggiudicatario del progetto di finanza e sino a poco tempo fa responsabile del cantiere.
    In questi giorni due consulenti del Comune, un architetto e un ingegnere strutturista, hanno verificato se esistono o meno dei problemi di staticità dell’edificio.
    Gli esiti dei sopralluoghi finiranno in un documento che i tecnici consegneranno nei prossimi giorni all’ente locale e in caso di danni strutturali, toccherà al Comune eseguirli e poi chiedere i danni - oltre alle spese per la sostituzione dei teli e ponteggi dell’impalcatura ormai danneggiati - al concessionario.
    In queste ultime settimane, inoltre, il cantiere, che versa ormai in uno stato di grave abbandono, è diventato meta preferita di ladri e malfattori. In uno degli ultimi furti è stato trafugato addirittura un busto bronzeo raffigurante lo statista Aldo Moro.
    Era il 2002 quando la prima giunta comunale di Rossana Di Bello approvò il primo progetto per il Palazzo degli Uffici: i lavori furono affidati a un’associazione temporanea di imprese capeggiata dalla ditta Romagnoli con l’appalto in concessione.
    Il privato metteva i soldi necessari ai lavori e il Comune avrebbe pagato un canone annuo di un milione di euro per 44 anni e alla società concessionaria spettava il diritto di utilizzo per fini commerciali di circa 10mila metri quadrati del Palazzo.
    L’iter, però, si scontrò da subito con alcuni ostacoli burocratici. Nel frattempo la “Palazzo degli Uffici Taranto srl”, società di progetto detenuta al 100 per cento dalla ditta concessionaria, cambiò proprietà: ben quattro ditte fino a oggi si sono passate di mano in mano la concessione dei lavori per Palazzo degli Uffici.
    E anche il progetto è cambiato più volte. La prima galleria commerciale è diventata un albergo a cinque stelle.
    Ma al di là di quello che c’è sulla carta, ai tarantini è rimasto solo un eterno cantiere. E l’ennesima inchiesta della Magistratura.

    articolo di Francesco Casula
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Martedì 12 Maggio 2015

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  • Plautus
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    Sì a Ingegneria aerospaziale e ambientale

    Sì a Ingegneria aerospaziale e ambientale
    Il Senato accademico del Politecnico di Bari ha confermato l’istituzione dei corsi di laurea

    Il Senato accademico del Politecnico di Bari ha confermato l’istituzione dal prossimo anno accademico dei corsi di laurea in Ingegneria dei sistemi aerospaziali e Ingegneria dell’ambiente a Taranto.
    La decisione nel corso di una seduta nella quale sono state prese anche altre importanti decisioni che andranno ad incidere altrettanto nei corsi tenuti a Taranto. Si tratta complessivamente - si legge in una nota - di un’azione strategica, coraggiosa, mirata a potenziare ricerca e didattica da parte di un Ateneo che si è visto anche quadruplicare dal ministero i fondi per la mobilità internazionale. A parte, quindi, l’avvio anche di Ingegneria informatica e delle telecomunicazioni magistrali interamente in lingua inglese a Bari, sono stati autorizzati più concorsi e borse di studio per i dottorati di ricerca.
    Ma ecco le decisioni deliberate. Saranno 44 i posti messi a concorso per il dottorato di ricerca, il livello più alto della formazione universitaria. Di questi posti, 35 saranno con borsa di studio. Borse, queste, finanziate per un quarto dall’esterno. Inoltre, almeno una borsa di studio per ciascun dottorato, dovrà essere assegnata ad un giovane ricercatore straniero. I 44 posti di dottorato rappresentano quasi un raddoppio rispetto ai 26 posti dello scorso anno. Previste, inoltre, per il prossimo anno nuove assunzioni di professori ordinari, di associati e ricercatori di “tipo B” che così andranno a rafforzare il corpo docente con nuova linfa ed eccellenza scientifica.
    “Il Politecnico attraverso queste decisioni -- ha dichiarato il rettore, Eugenio Di Sciascio - prosegue nella direzione del rafforzamento della eccellenza scientifica, potenziandosi a tutti i livelli, in particolare con l’ausilio determinante di giovani talenti e con una forte attenzione alla internazionalizzazione, come dimostra la scelta di erogare corsi di laurea interamente in lingua inglese. Ciò per consentire ai nostri studenti di battersi ad armi pari in un mercato del lavoro sempre più selettivo”.

    articolo di Maria Rosaria Gigante
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Giovedì 07 Maggio 2015

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  • Plautus
    ha risposto
    All’Archita rubato il bassorilievo di Moro

    All’Archita rubato il bassorilievo di Moro

    Proseguono i furti nella dimora storica del liceo Archita, il Palazzo degli Uffici, oggetto da anni di interventi di recupero mai conclusi. Era stata recentemente la notizia del furto di due campane in bronzo a destare preoccupazione, ma il recente sopralluogo del dirigente dell’istituto, il preside Pasquale Castellaneta, ha consentito di verificare che all’elenco di oggetti di valore manca ancora dell’altro. Urgente più che mai, quindi, correre ai ripari e mettere in sicurezza il patrimonio culturale del liceo. Ad accompagnare il dirigente scolastico nel sopralluogo sono stati i tecnici del settore Lavori pubblici del Comune. Il tutto sarebbe avvenuto in più step, ma a distanza di due anni e mezzo, da quando il liceo Archita è stato sfrattato dalla sua sede storica a causa dei lavori di ristrutturazione dell’immobile, l’amara constatazione forse era alquanto scontata. Ed infatti all’appello mancano non solo le due campane in bronzo, ma anche due bassorilievi in rame e bronzo donati all’istituto dallo scultore Aldo Pupino.Una delle due opere, celebrativa dello statista Aldo Moro, è stata parzialmente asportata dalla base mentre dell’altra non vi è traccia. Mancano anche alcuni busti in marmo. Questo è il triste bollettino reso noto dallo stesso preside Castellaneta. Per fortuna non ci sono state sorprese nella vasta biblioteca. Il patrimonio librario risulta intatto e i locali che custodiscono i volumi non presentano infiltrazioni. Ma ora davvero la corretta conservazione di questo ampio patrimonio è a rischio. Da qui la decisione del preside Castellaneta di convocare nei prossimi giorni una conferenza di servizi con il Comune e la Provincia di Taranto. “Ora - dice il dirigente - si tratta di individuare un sito idoneo ad ospitare la preziosa dotazione libraria del liceo Archita, quantificabile in circa 20.000 volumi”.

    articolo di Maria Rosaria Gigante
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Mercoledì 06 Maggio 2015

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  • Plautus
    ha risposto
    Il Comune si “riappropria” dell’Archita

    Il Comune si “riappropria” dell’Archita
    I tecnici del Municipio, dopo due diffide, sono entrati grazie all’intervento dei Vigili

    Palazzo degli Uffici, da ieri il Comune di Taranto si è riappropriato del cantiere. Dopo due diffide cadute nel vuoto, ieri mattina, i tecnici della direzione Lavori pubblici dell’Amministrazione comunale, grazie all’intervento dei Vigili urbani, sono entrati nel cantiere di piazza della Vittoria. In gergo tecnico, quello che è accaduto ieri si definisce “ripiegamento coatto del cantiere”. Al momento dell’ingresso nell’edificio che, sino a qualche anno fa, ospitava le classi del liceo “Archita” non c’era alcun rappresentante del consorzio “Aedars”, aggiudicatario del progetto di finanza e sino a ieri responsabile del cantiere stesso. L’assessorato ai Lavori pubblici, guidato da Lucio Lonoce, ha trasmesso gli atti alla direzione Patrimonio invitandola ad organizzare un servizio di vigilanza notturna che impedisca il ripetersi di altri furti nello storico stabile.
    E cosa accadrà a questo punto? Due consulenti del Municipio, un architetto ed un ingegnere strutturista, dovranno verificare (entro le prossime due settimane) se esistono o meno problemi di staticità dell’edificio. Toccherà al Comune eseguire, in danno del concessionario, gli interventi di messa in sicurezza dello stabile (qualora ve ne fossero), oltre alla sostituzione dei teli e ponteggi dell’impalcatura ormai danneggiati.
    Successivamente, potrà essere indetto il bando di gara per la realizzazione di interventi per coprire “a regola d’arte” il solaio di Palazzo degli Uffici. Il tutto per un importo vicino ai 2 milioni di euro. Quest’intervento, del resto, è condizione necessaria e sufficiente affinché in quel palazzo si possa pensare di riportare, finalmente, gli studenti. Ma, in questo senso, ancora più importante è l’azione che, d’intesa con l’Amministrazione comunale, potrà (dovrà) svolgere la Provincia. Che, per legge, è competente per l’edilizia scolastica delle scuole superiori.

    articolo di Fabio Venere
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di Giovedì 23 Aprile 2015

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  • Plautus
    ha risposto
    Palazzo degli Uffici, ora anche i ladri

    Palazzo degli Uffici, ora anche i ladri
    Non bastano i lavori fermi. Rubate dall’edificio due antiche campane di bronzo

    Erano massicce e soprattutto, antiche le due campane di bronzo rubate l’altra notte da Palazzo degli Uffici. La storica sede del liceo classico “Archita”, nel cuore di Taranto - da anni ormai un cantiere aperto senza avanzamento di lavori - sembra essere stata presa di mira dai ladri. Dallo scorso gennaio ad oggi, si contano infatti già tre furti, segnalati alle forze dell’ordine dai cittadini residenti in zona. Sull’ultimo, quello dell’altra notte, stanno indagando i carabinieri della stazione di Taranto centro. Ignoti, introducendosi nel cantiere dell’ex Palazzo degli Uffici, hanno infatti portato via anche alcune plafoniere in alluminio.
    L’atto indigna e rammarica il dirigente scolastico dell’Archita, Pasquale Castellaneta, oltre che i docenti e gli stessi studenti, i quali si sono anche costituiti in un comitato per cercare di ottenere la restituzione della sede del Palazzo degli Uffici, che tuttora contiene preziose ed importanti testimonianze del passato di Taranto, raccontato da busti marmorei e da un ricco patrimonio librario e documentario, oltre che dallo stesso arredo dell’istituto. È proprio questo il caso delle due campane bronzee.
    “Quanto accaduto - dichiara il preside del liceo - è a dir poco increscioso. Siamo rammaricati perché un contenitore di così tanto prestigio e valore storico ed artistico, come il Palazzo degli Uffici, è stato abbandonato all’oblio del tempo con tutto il suo immenso ed inestimabile patrimonio”.
    Castellaneta dirige il liceo da settembre. “Dall’inizio dell’anno scolastico - dichiara il capo d’istituto - ho già più volte sollecitato le istituzioni per poter fare io stesso il sopralluogo e prendere cognizione di tutte le suppellettili contenute nello stabile e delle condizioni strutturali dello stesso dall’interno. Mi sono rivolto alla direzione Lavori pubblici del Comune, evidenziando la necessità di poter visionare lo stato di conservazione del materiale cartaceo custodito nella biblioteca. Mi hanno però detto che il sito sarebbe stato inaccessibile fino all’8 aprile scorso. Ma anche dopo questa data mi hanno comunicato un ulteriore slittamento dei tempi. Io, però, non mi rassegno. Per quanto infatti posso immaginare gli inconvenienti derivanti dal contenzioso con la società dei lavori di ristrutturazione, chiedo almeno - dice Castellaneta - che il Comune organizzi un presidio con un custode che possa sorvegliare la struttura per non lasciarla abbandonata a se stessa”.
    “In questo stato - ricorda Loredana Fiore, docente tra le più “anziane” dell’Archita - il Palazzo degli Uffici si trova da ben quindici anni. Davvero un pessimo esempio di gestione dei beni culturali a Taranto”.


    E domani il Comune rientrerà in possesso dell’edificio storico

    Da domani il Comune di Taranto si riapproprierà di Palazzo degli Uffici. Torna infatti nelle disponibilità dell’amministrazione comunale la storica sede del liceo classico Archita, da anni sottoposta a lavori di ristrutturazione, poi interrotti per via di un contenzioso con l’impresa esecutrice. Il Comune, a causa dei precedenti giudiziari dei responsabili dell’impresa, ha infatti provveduto alla risoluzione del contratto, ma il cantiere è rimasto completamente chiuso - diventando così terra di nessuno - per tutto il tempo. Fino al 23 aprile. Ecco un’altra data che potrebbe diventare importante nella lunga storia del Palazzo degli Uffici di Taranto. L’assessore ai Lavori pubblici del Comune, Lucio Lonoce, promette infatti massima attenzione ed impegno per questo contenitore culturale del quale riconosce l’importanza anche per la città. “Il dirigente scolastico dell’Archita - assicura Lonoce, rispondendo così alla richiesta del professor Pasquale Castellaneta - può stare tranquillo. Non appena il cantiere sarà nuovamente sotto la nostra diretta competenza, ci attiveremo per garantirne la custodia e la sorveglianza. Finora questo non è stato possibile perché spettava all’azienda incaricata dell’intervento provvedere alla vigilanza. Tra l’altro, in tutto questo periodo, dalla risoluzione del contratto ad oggi, a nessuno, noi compresi, era possibile entrare nella struttura. È questa la ragione per la quale finora non abbiamo potuto assecondare la richiesta di sopralluogo che ci ha presentato il capo d’istituto”.
    Inevitabile anche per l’assessore ai Lavori pubblici commentare l’ultimo furto. Il bottino dei ladri: alcune plafoniere in alluminio e due storiche campane di bronzo, che ogni giorno suonavano il cambio di ora al liceo Archita quando le lezioni si svolgevano ancora a Palazzo degli Uffici. “Provo vergogna, sdegno e rabbia - afferma Lonoce - come tutte le volte in cui i ladri si introducono nelle altre scuole e negli asili comunali, rubando tutto quello che possono, persino caditoie oltre che pannolini, omogeneizzati e giocattoli. Tutto questo, molto spesso, solo per il gusto di entrare in una struttura e compiere furti di poco conto, se non soltanto atti vandalici. È un fatto riprovevole per noi, non soltanto come amministratori comunali ma anche come cittadini. Non è infatti una bella immagine quella che diamo all’esterno del nostro territorio”.

    articoli di Pamela Giufrè
    pubblicati su La Gazzetta del Mezzogiorno di Mercoledì 22 Aprile 2015

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