BLOCCATI ESAMI DI PROFITTO E SEDUTE DI LAUREA
Scatta la protesta dei ricercatori e Ingegneria va in crisi
Scatta la protesta dei ricercatori e Ingegneria va in crisi
• Università sempre più nella bufera. Protestano gli studenti del LinkUdu che hanno tenuto un’assemblea a Giurisprudenza ed ora annunciano la predisposizione di una piattaforma in cui mettono tutto: dai tagli dei finanziamenti che stanno mettendo in ginocchio l’offerta e la ricerca ai tagli dei corsi di laurea a Taranto (Lettere, Maricoltura e Scienze della moda) determinati dai nuovi più restrittivi criteri per le sedi decentrate per finire con l’aumento delle tasse sia dell’Università che del Politecnico. Protesta l’associazionismo: il Comitato per la qualità della vita chiede la disdetta dell’accordo di programma siglato tra enti locali ed Ateneo barese. E protestano i ricercatori a tempo indeterminato, categoria ad esaurimento, astenendosi dalle attività - insegnamenti affidati in supplenza non obbligatori - che non rientrano nel carico didattico istituzionale e dalle ore di assistenza che sono tenuti a fare e che già si traducono in attività didattica vera e propria. Ma soprattutto minacciano di continuare a farlo anche il prossimo anno accademico paralizzando così la didattica. Insomma, un altro colpo all’offerta formativa a Taranto che si mantiene prevalentemente grazie ai ricercatori. Ma dai tagli ai finanziamenti e alla ricerca al blocco del turn over e degli scatti di anzianità per finire all’intera riforma prevista per l’Università, è l’intero mondo accademico - dice il preside di Ingegneria II, Gregorio Andria - a provare grossi disagi. Intanto, proprio la facoltà di Ingegneria a Taranto è quella che al momento pare maggiormente coinvolta dalla protesta dei ricercatori con esami di profitto e sedute di laurea bloccate. Quindici su 22 (circa il 70%) - spiega Guido Maione che sta tenendo il coordinamento dei ricercatori tarantini - sono coloro che al momento hanno aderito alla sospensione sino al 15 luglio delle attività extra ed ora chiedono sostegno anche al Senato accademico che si riunisce proprio quest’o ggi. Tra i punti all’ordine del giorno dell’organo di governo proprio la protesta dei ricercatori e l’approvazione dell’offerta formativa per il prossimo anno accademico che prevede per la facoltà tarantina una ulteriore rimodulazione.
articolo di Maria Rosaria Gigante
pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di venerdì 25 Giugno 2010
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