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Rassegna Stampa 2010

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  • Plautus
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    Scatta la protesta dei ricercatori e Ingegneria va in crisi

    BLOCCATI ESAMI DI PROFITTO E SEDUTE DI LAUREA
    Scatta la protesta dei ricercatori e Ingegneria va in crisi

    • Università sempre più nella bufera. Protestano gli studenti del LinkUdu che hanno tenuto un’assemblea a Giurisprudenza ed ora annunciano la predisposizione di una piattaforma in cui mettono tutto: dai tagli dei finanziamenti che stanno mettendo in ginocchio l’offerta e la ricerca ai tagli dei corsi di laurea a Taranto (Lettere, Maricoltura e Scienze della moda) determinati dai nuovi più restrittivi criteri per le sedi decentrate per finire con l’aumento delle tasse sia dell’Università che del Politecnico. Protesta l’associazionismo: il Comitato per la qualità della vita chiede la disdetta dell’accordo di programma siglato tra enti locali ed Ateneo barese. E protestano i ricercatori a tempo indeterminato, categoria ad esaurimento, astenendosi dalle attività - insegnamenti affidati in supplenza non obbligatori - che non rientrano nel carico didattico istituzionale e dalle ore di assistenza che sono tenuti a fare e che già si traducono in attività didattica vera e propria. Ma soprattutto minacciano di continuare a farlo anche il prossimo anno accademico paralizzando così la didattica. Insomma, un altro colpo all’offerta formativa a Taranto che si mantiene prevalentemente grazie ai ricercatori. Ma dai tagli ai finanziamenti e alla ricerca al blocco del turn over e degli scatti di anzianità per finire all’intera riforma prevista per l’Università, è l’intero mondo accademico - dice il preside di Ingegneria II, Gregorio Andria - a provare grossi disagi. Intanto, proprio la facoltà di Ingegneria a Taranto è quella che al momento pare maggiormente coinvolta dalla protesta dei ricercatori con esami di profitto e sedute di laurea bloccate. Quindici su 22 (circa il 70%) - spiega Guido Maione che sta tenendo il coordinamento dei ricercatori tarantini - sono coloro che al momento hanno aderito alla sospensione sino al 15 luglio delle attività extra ed ora chiedono sostegno anche al Senato accademico che si riunisce proprio quest’o ggi. Tra i punti all’ordine del giorno dell’organo di governo proprio la protesta dei ricercatori e l’approvazione dell’offerta formativa per il prossimo anno accademico che prevede per la facoltà tarantina una ulteriore rimodulazione.

    articolo di Maria Rosaria Gigante
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di venerdì 25 Giugno 2010

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  • Plautus
    ha risposto
    Palazzo degli Uffici: cantiere bloccato

    Palazzo degli Uffici: mutuo e progetto fanno slittare i lavori

    • Palazzo degli Uffici, spuntano nuovi ostacoli nella corsa alla ristrutturazione. A sei mesi dalla conferenza stampa (24 dicembre) che in pompa magna presentò l’accordo raggiunto con la Si.el. per far ripartire il cantiere, non solo i lavori non sono ripartiti ma sull’agenda non si può ancora scrivere neppure la data di ripresa dei lavori stessi. Già, ma tutto questo perché? Per quale ragione, nonostante l’intesa raggiunta, non possono ancora riprendere, dopo sei anni, gli interventi di ristrutturazione dell’immobile che ospita il liceo classico «Archita»? Inizialmente, si pensava che questo stop fosse legato al mancato, definitivo, nulla osta da parte della Sovrintendenza. Ma così, in realtà, non è. O meglio, non solo.
    I lavori non possono ripartire a causa della mancata richiesta alla Cassa Depositi e Prestiti (da parte del Comune di Taranto) della concessione del mutuo da 11 milioni di euro. Soldi, questi, necessari per coprire la quota che spetta a Palazzo di città. Ma, dal canto suo, l’Amministrazione comunale non può richiedere il mutuo alla Cassa perché non ha ancora approvato il bilancio consuntivo 2009. Non basta, infatti, come forse qualcuno pensava, aver varato il bilancio di previsione 2010. Per richiedere alla Cassa depositi e prestiti un mutuo serve il consuntivo che, per legge, in teoria, dovrebbe essere approvato entro il 30 giugno di ogni anno. Eppure, in realtà, il «sì» al consuntivo (non essendoci termini perentori) slitta quasi sempre a settembre.
    Ma non è questo l’unico problema. I lavori non possono iniziare ed il mutuo, di conseguenza, non si può richiedere se prima l’impresa aggiudicataria del progetto di finanza (la Siel, appunto) non presenta il progetto definitivo che, a sua volta, deve essere sottoposto ed avere il via libera del Comune e della Sovrintendenza. Poi, ancora, serve che ci sia il quadro economico che illustri i termini dell’intervento nell’immobile di piazza della Vittoria. Ma a quel punto, tutto sarebbe poi concluso? Sì, no. Forse.
    La triplice risposta a quest’inter rogativo non può che avere questo tono dubitativo perché deve far fronte a quel gigantesco meccanismo che va sotto il nome di burocrazia ed al fattore tempo. Già, il tempo. A stringere idealmente tra le mani le lancette dell’orologio ed a sfogliare impazientemente l’agenda sono gli amministratori della Provincia. E proprio alcuni rappresentanti della giunta Florido, in un incontro avuto l’altroieri con i colleghi di Palazzo di città, hanno dettato i tempi. Per la serie, se i lavori non iniziano entro il prossimo 30 ottobre saremo costretti a revocare la nostra disponibilità di 8.5 milioni di euro. Disponibilità garantita dalla Provincia perché, all’interno di Palazzo degli uffici, insiste il liceo Archita di cui, per legge, la competenza spetta a Palazzo del Governo.
    La giunta Florido, da tre anni, tiene bloccati 8.5 milioni di euro che ha, appunto, destinato al cofinanziamento della riqualificazione di Palazzo degli uffici ma può farlo, in base ad una delibera consiliare, sino al prossimo 30 ottobre. A meno che non intervenga un’altra delibera del Consiglio che faccia slittare questa data.


    Nella sede del liceo classico troveranno posto anche dei negozi e gallerie

    Ma quali sono i punti centrali della (pre) intesa? Allora, subito le cifre: gli enti locali (Comune e Provincia di Taranto) dovranno contribuire alla realizzazione dell’opera per circa 18 milioni di euro. La somma rimanente (15) sarà coperta dall’impresa che poi sfrutterà economicamente anche gli utili derivanti dalla gestione delle aree presenti all’interno del commerciali. Aree che avranno soprattutto una destinazione commerciale. L’accordo raggiunto ieri mattina, inoltre, prevede un... ritorno alle origini sia per la durata del contratto di gestione che per quel che riguarda l’attribuzione delle superfici da assegnare a Comune, Provincia e Siel. Per essere più chiari, infatti, si torna a quanto stabiliva l’originaria convenzione d’uso mentre vengono così respinte le modifiche che la Siel aveva successivamente chiesto per potersi sedere nuovamente al tavolo delle trattative. Ed allora, la durata del contratto ritorna ad essere pari a 36 anni e non più, quindi, a 44 così come la società concessionaria aveva richiesto mentre le superfici vengono così attribuite: 2.870 metri quadrati al Comune; 6.500 al liceo classico «Archita» (e, quindi, alla Provincia competente per legge alla manutenzione degli istituti scolastici superiori). La superficie che resta a disposizione (circa 9mila-10mila metri quadrati) sarà, invece, a disposizione della Siel. Lì, in pratica, verranno sistemate le attività commerciali e culturali anche se la stessa società concessionaria si è ieri impegnata a non aprire le porte del palazzo ad attività che siano in palese contrasto con la storia di questo prestigioso immobile.

    articoli di Fabio Venere
    pubblicati su La Gazzetta del Mezzogiorno di giovedì 24 Giugno 2010

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  • Plautus
    ha risposto
    Università: Stefano incontra Petrocelli

    IL CONFRONTO: STEFÀNO AFFRONTA CON PETROCELLI L’ANNUNCIATO TAGLIO DI TRE CORSI DI LAUREA
    «Non voglio doppioni dell’Università ma il territorio va valorizzato»
    Il sindaco incontra il rettore di Bari: il Comune ha già fatto molto

    • «Posso dire con grande convinzione d’aver trovato attenzione da parte del rettore e dei presidi per l’università di Taranto. Naturalmente siamo tutti convinti che creare doppioni non serve a nessuno, tanto meno agli studenti. Bisogna, invece, puntare alla specificità di quello che si fa, alla specializzazione ed alla valorizzazione delle vocazioni del territorio». Dopo la definizione dell’offerta formativa per il prossimo anno accademico che taglia su Taranto tre corsi di laurea - Maricoltura, Lettere e Scienze e tecnologie della moda -, il sindaco Ezio Stefàno ha incontrato ieri mattina i vertici dell’Ateneo barese.
    Sindaco, cosa ha detto al rettore?
    «Innanzi tutto che il Comune ha fatto più di quello che era previsto nel tentativo di far rimanere i giovani nella nostra città. Abbiamo stabilito di lavorare per la definizione entro ottobre di progetti concreti di valorizzazione per Taranto. Pensiamo, ad esempio, a borse di studio che non servano solo a parcheggiare un ricercatore per un anno, ma che portino risultati, che abbiano ricadute per il nostro futuro nella direzione, ad esempio, della maricoltura, della pescicoltura, della tutela dell’ambiente, delle prevenzione delle malattie. Noi dobbiamo fare in modo di trasformare ciò che è una grande sofferenza in grande opportunità. Abbiamo peraltro una occasione storica…»
    A cosa si riferisce?
    «C’è questa donazione al 50% al Comune ed al 50% alla Provincia da parte della famiglia Mastrocinque di un palazzo in via Pitagora. Si tratta di un budget consistente che potrà essere utilizzato per borse di studio che serviranno a dare risposte vere per la specializzazione dei nostri giovani. Insomma, le borse di studio devono essere finalizzate a creare lavoro ed opportunità di crescita».
    Nessun recupero, però, quanto meno per un corso, Maricoltura, che pure attiene alle vocazioni del territorio...
    «Ma il fermo in quel caso è temporaneo, il secondo e terzo anno rimangono. Dobbiamo, anzi, sempre più valorizzare quel settore. E fare cose di grande prestigio e creare la richiesta. Si tratta di mettere in moto una macchina che cammini da sé».
    Sarà utile forse lo strumento della Fondazione, ma come «liberarsi» del Consorzio? Chi lo fà?
    «Se si tratta di fare un passo indietro, noi lo facciamo. Affronteremo il problema, l’importante è raggiungere il traguardo, far funzionare le cose».

    articolo di Maria Rosaria Gigante
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di mercoledì 23 Giugno 2010

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  • Plautus
    ha risposto
    «Blocchiamo il taglio delle lauree»

    PARTE LA MOBILITAZIONE: OGGI INCONTRO CON FLORIDO E IL COMITATO QUALITÀ DELLA VITA CHIEDE CHE SI FACCIANO I CONSIGLI MONOTEMATICI DI COMUNE E PROVINCIA
    «Blocchiamo il taglio delle lauree»
    Cervellera: un incontro tra il rettore di Bari, i presidi delle facoltà interessate e la Regione


    • Una riunione urgente con il rettore dell’Università di Bari ed i presidi delle facoltà di Lettere, Medicina veterinaria e Scienze della formazione i cui corsi di laurea presenti a Taranto sono stati cancellati dal prossimo anno accademico (qualcuno con una sospensione annuale come nel caso di Maricoltura, che fa capo alla facoltà di Veterinaria).
    E’ il consigliere regionale Alfredo Cervellera (Sel), vice sindaco di Taranto sino a qualche mese fa, a chiedere all’assessore regionale alla Pubblica istruzione e Università, Alba Sasso, di sollecitare un incontro con i vertici dell’Ateneo. Si corre ai ripari dunque per cercare di arginare il taglio che verrà dal prossimo anno accademico. Una richiesta - spiega Cervellera - che «scaturisce dal fatto che tale decisione è stata assunta dal Senato Accademico in modo unilaterale, cioè senza il necessario coinvolgimento degli enti locali e degli studenti jonici». Intanto, dopo il sit-in di sabato sera in piazza della Vittoria - iniziativa il cui bilancio parla di un clima di profonda sfiducia -, il direttivo del Comitato per la Qualità della Vita chiede la convocazione dei Consigli provinciale e comunale e un confronto con Regione e ministero. Quest’oggi, però, è fissato un primo incontro con il presidente della Provincia, Florido, mentre una richiesta di incontro è stata inviata al prefetto Pagano.
    Nella sua lettera il consigliere Cervellera sintetizza così le questioni: «So bene - dice - quanta distruttiva sia la riforma imposta dal ministro della Pubblica istruzione, Gelmini, ma non si possono richiedere alla Regione Puglia e al territorio, tramite gli enti locali, risorse economiche, personale e sedi universitarie per mantenere il decentramento delle sedi da Bari, con la speranza mai sopita di avviare la nascita dell’Università autonoma di Taranto, e poi decidere autonomamente di cancellare questi sedi senza avere un minimo di confronto». Cervellera riepiloga gli sforzi degli enti locali pur di garantire l’Università a Taranto, esprimendo poi il proprio timore che il provvedimento indicato come provvisorio di chiusura tecnica di Maricoltura si trasformi, come spesso accade in Italia, in definitivo. Timori sono quindi espressi relativamente a voci di ulteriori tagli che potrebbero essere varati ad ottobre «sempre a seguito della scure della Gelmini decisa a trasferire sempre meno risorse agli atenei italiani e pugliesi». Confidando nella sensibilità sempre manifestata dal rettore Petrocelli per un confronto sereno su tali questioni, Cervellera rammenta anche all’assessore Sasso come «la Regione Puglia, in controtendenza con il Governo Berlusconi, con i suoi finanziamenti integrativi abbia attutito il colpo ricevuto dall’Università di Bari, per cui ha tutti i titoli per rivendicare una discussione alla luce del sole sulle sorti del decentramento universitario delle sedi a Taranto».
    Secondo il Comitato per la Qualità della Vita, «Il rischio vero è lo smantellamento dell'intero insediamento universitario dal momento che i tagli governativi non consentiranno più agli enti locali di stanziare risorse per cui forse resta solo un impegno della Regione e l'immediata nascita della Fondazione».

    articolo di Maria Rosaria Gigante
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di martedì 22 Giugno 2010

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  • Plautus
    ha risposto
    Fisicaro: la riforma della scuola privilegia solo il risparmio della spesa

    Fisicaro: la riforma della scuola privilegia solo il risparmio della spesa

    • «Le novità che hanno visto impegnato il mio assessorato insieme al dirigente del Settore Istruzione della Provincia, agli esponenti delle istituzioni regionali, oltre che ai dirigenti scolastici, sono state la razionalizzazione della rete scolastica e gli effetti della riforma Gelmini». Lo dice Emanuele Fisicaro, vice presidente della Provincia nel suo messaggio di saluto agli studenti e ai docenti alla vigilia della maturità. La riforma, sottolinea Fisicaro, «nelle valide intenzioni di attuare processi di riorganizzazione della scuola, ponendo un freno all’eccessiva polverizzazione degli indirizzi di studio, sembra tuttavia aver applicato criteri e parametri improntati ad una logica economica e di risparmio di spesa, piuttosto che all’ottimizzazione dei processi didattici ed educativi. L’altra grande emergenza del mondo della scuola - conclude Fisicaro - è costituita dall’edilizia scolastica che pone urgenze a cui è molto difficile dare risposte a causa dell’ingente fabbisogno monetario necessario da un lato e dei tagli dei fondi dall’altro».

    articolo pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di martedì 22 Giugno 2010

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  • Plautus
    ha risposto
    Esami Maturità 2010

    Oggi c’è italiano
    via l’ultima notte prima degli esami

    • Count-down esaurito dopo una notte probabilmente insonne per i più. L’edizione 2010 degli esami di Stato comincia con un (finto?) giallo: una copia delle presunte tracce mandate on line su un sito studentesco ieri nelle ultime ore, il ministero della Pubblica istruzione che smentisce ogni cosa e dice «si tratta di invenzioni che si ripetono identiche ogni anno, prive di qualsiasi fondamento. L’ipotesi che il Miur stia cambiando le tracce in corsa è addirittura ridicola poiché i testi sono stati già imbustati e regolarmente sigillati». Il sito studentesco che insiste: «Non ce la faranno a cambiare le tracce, date una ripassata su questi argomenti». Una variante, insomma, ancor più agguerrita, del toto-tema di ogni anno.
    Sono 6183 gli studenti, tra interni e privatisti,alle prese da oggi negli istituti superiori (statali e paritari) della provincia con la prova di italiano agli esami di Stato. Tanti erano per lo meno gli alunni frequentanti l’ultimo anno, per cui coloro arrivati a svolgere le prove potrebbero essere un bel pò di meno. Se i dati campione e le proiezioni del ministero dovessero coincidere perfettamente con quelli locali, gli studenti non ammessi agli esami sarebbero il 5,7%, l’anno scorso furono il 4,8%, l’anno precedente ancora il 4,3% e nel 2006-7 il 3,9%. Come si vede, dunque, un trend in crescendo che preoccupa sempre più. A determinare quest’anno l’ulteriore impennata nel numero di studenti non ammessi sicuramente la necessità che gli studenti avessero riportato in ogni materia la sufficienza. Non era più sufficiente, dunque, una media del 6. Insomma, una scuola più rigida e che potrebbe esserlo anche di più in futuro. Il ministro Maria Stella Gelmini ha infatti annunciato che la terza prova sarà nazionale come per la prova Invalsi per gli esami di Stato di terza media.
    Per il resto tutto come da copione. Ieri si sono insediate le commissioni dove ci sono state le solite rinunce, non un fenomeno impossibile da gestire con le relative sostituzioni molte delle quali già effettuate. A Taranto sono 154 i presidenti di commissione nominati dal ministero dell'Istruzione per altrettante commissioni.
    L’esercito di studenti è quest’anno equamente distribuito tra istruzione liceale e istruzione tecnica. Nei licei, infatti - si parla di licei classici, scientifici, magistrale, linguistici -, gli alunni alle prese con gli esami di Stato sono 2348 (di cui 2268 nelle scuole statali, 80 nelle non statali). I privatisti sono 35. Istruzione tecnica: gli alunni interni sono 2330, di cui 1933 nelle scuole statali, 397 nelle scuole non statali. Ben 198 sono, invece, i privatisti.
    Istruzione professionale: gli alunni interni sono 980, di cui 969 nelle scuole statali e 11 nelle non statali. Ottanta sono, invece, i privatisti.
    Istruzione artistica: gli interni sono 209 (tutti in scuole statali) e 3 i privatisti.

    articolo di Maria Rosaria Gigante
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di martedì 22 Giugno 2010

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  • Plautus
    ha risposto
    Stefàno: «Disposti a sacrificarci per non perdere lauree»

    UNIVERSITÀ: IL SINDACO STEFÀNO ANNUNCIA CHE CHIEDERÀ UN INCONTRO AL RETTORE DI BARI, PETROCELLI
    «Disposti a sacrificarci per non perdere lauree»

    • «E’ mia intenzione incontrare il rettore Corrado Petrocelli per capire cosa il Comune può fare. Anche quando il Comune era in dissesto, noi abbiamo investito sull’Università impegnando anche soldi che non avevamo pur di essere all’avanguardia. Ora siamo disposti a sacrificarci ancora pur di continuare a garantire ai nostri giovani un’offerta formativa che già avevamo». E’ il sindaco di Taranto, Ezio Stefàno, a prendere posizione in tema di tagli all’Università. Nei giorni scorsi l’Ateneo barese ha deliberato la propria offerta formativa stabilendo che, in attuazione dei nuovi e più restrittivi parametri posti dal ministero in termini di requisiti minimi per poter continuare a tenere in piedi sedi decentrate come quella di Taranto appunto, i corsi su Taranto dovessero subire un ridimensionamento. A «pagare» sono stati i corsi di laurea in Lettere, Scienze e tecnologie della moda, Maricoltura. Per quest’ultimo corso è da precisare che il preside di Veterinaria, Bonavoglia, ha chiarito che si tratta di uno stop tecnico di un anno. Si tratta, in ogni caso, di una ulteriore perdita per Taranto che si era già vista «decurtare» negli anni passati alcune lauree dell’area sanitaria e che ha corso il rischio di perdere quest’anno anche i corsi di Infermieristica e Tecnici della prevenzione che la facoltà di Medicina aveva previsto in una certa fase di trasferire su altri poli didattici. Rischio poi fortunatamente scongiurato. Ma non è detta l’ultima parola. L’Ateneo deve rendere nota ufficialmente l’offerta formativa per il prossimo anno accademico una volta che il ministero avrà approvato la proposta deliberata. Non sembrano esserci, però, spazi alcuni di manovra o per rivedere la decisione. Ci sperano, tuttavia, gli enti locali. Il sindaco ribadisce la sua volontà di cercare un dialogo col rettore Petrocelli. E anticipa una disponibilità anche ad ulteriori sacrifici economici pur di «salvare» un pezzo di Università che si perde. E ci spera anche il Comitato per la qualità della vita che ieri sera ha organizzato in piazza della Vittoria un incontro con la cittadinanza all’insegna dell’appello «Svegliati Taranto» con l’obiettivo preciso di chiedere al rettore Petrocelli di rivedere la delibera del Senato accademico. L’Ateneo barese, dal canto suo, non manca di investire su Taranto - come ha deliberato nella seduta del consiglio di amministrazione del 25 maggio scorso - per effettuare lavori straordinari presso la facoltà di Economia, attrezzarsi di laboratori e strutture presso la facoltà di Scienze, garantire la vigilanza nelle proprie sedi.

    articolo di Maria Rosaria Gigante
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di domenica 20 Giugno 2010

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  • FGR
    ha risposto
    Riferimento: Dopo i tagli, parola agli universitari tarantini

    Originariamente inviato da Plautus Visualizza il messaggio
    Lauree soppresse che suicidio!
    Dopo i tagli, parola agli universitari tarantini

    «A dire il vero - dice Luigi, al secondo anno di Giurisprudenza - non mi sembra una cattiva idea la chiusura di Maricoltura e di Scienze della moda. Sono due corsi di laurea poco frequentati per cui non vale la pena di continuare a disperdere risorse che invece si possono destinare ad altre discipline sicuramente più ambite».
    ma chi è questo Luigi?? ma si rende conto di quello che dice?? Lettere ha più di 200 iscritti all'anno, qualcosa di meno Maricoltura! non penso siano così poco frequentati!

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  • Plautus
    ha risposto
    I tagli all'offerta didattica

    VETERINARIA ANNUNCIA SOLO LO STOP DI UN ANNO PER MARICOLTURA. ASSICURATA LA CONTINUITÀ PER CHI È GIÀ ISCRITTO
    «Alcune chiusure erano già nell’aria ma la sorpresa maggiore è Lettere»

    • «Cancellati» dall’Università di Bari per l’offerta didattica del prossimo anno accademico tre corsi di laurea. Si tratta di Scienze della maricoltura, acquacoltura e igiene dei prodotti ittici (Medicina veterinaria), Lettere (fa capo all’omonima facoltà) e Scienze della moda (Scienze della formazione). Una cancellazione che, in alcuni casi, come spiega il preside di Medicina veterinaria, Bonavoglia, è solo una «pausa tecnica» di un anno, il tempo necessario a consentire e organizzare al meglio il corso di laurea ai sensi delle nuove disposizioni governative. Viene, comunque, sempre garantita per gli studenti già iscritti a questi corsi di laurea la prosecuzione degli studi fino al conseguimento del titolo.
    E’ quanto emerge dal nuovo piano dell’offerta formativa predisposto dall’Ateneo barese e che, comunque, conferma per il prossimo anno i corsi di laurea in Scienze dei Beni culturali per il turismo, Scienze dell’educazione e dell’animazione socio-culturale, Scienze della comunicazione nelle organizzazioni, Infermieristica, Tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro, Scienze e gestione delle attività marittime (interfacoltà), Informatica e comunicazione digitale, Scienze ambientali, per Operatore dei servizi giuridici, la laurea magistrale in Giurisprudenza, la laurea in Economia e amministrazione delle aziende, la laurea magistrale in Strategie d’impresa e management.
    I tagli operati, sia pure a causa di parametri molto più stretti soprattutto per le sedi decentrate, spingono il presidente della Provincia, Gianni Florido, a considerare la necessità che si vada ad una ridefinizione dell’Accordo triennale di programma, peraltro in scadenza nei prossimi mesi. «Sicuramente dobbiamo fare una riflessione su cosa fare - dice Florido -. Non possiamo far finta di non vedere quello che sta accadendo anno dopo anno. Eppure noi come ente locale stiamo facendo sforzi enormi».
    Tagli inevitabili e che hanno penalizzato ancor più pesantemente altre sedi decentrate, commenta l’assessore comunale all’Università, Paolo Ciocia, rammaricato che questo «giro di vite» non sia stato in qualche modo discusso col Comune. Certo le avvisaglie in qualche modo c’erano state, ma, per esempio, già i referenti di Maricoltura avevano anticipato l’operazione tecnica che si stava per determinare. La sorpresa maggiore riguarderebbe, pertanto, soprattutto Lettere.

    articolo di Maria Rosaria Gigante
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di venerdì 18 Giugno 2010

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  • Plautus
    ha risposto
    Dopo i tagli, parola agli universitari tarantini

    Lauree soppresse che suicidio!
    Dopo i tagli, parola agli universitari tarantini

    • La chiusura di Lettere, Maricoltura e Scienze della moda si poteva evitare se i fondi assegnati a questi corsi di laurea fossero stati gestiti meglio e con più parsimonia. E' il pensiero di un gruppo di studenti dell'Università di Taranto che ieri la «Gazzetta» ha incontrato nella sede di via Acton, laddove sono ospitate le facoltà di Lettere e di Giurisprudenza.
    «A dire il vero - dice Luigi, al secondo anno di Giurisprudenza - non mi sembra una cattiva idea la chiusura di Maricoltura e di Scienze della moda. Sono due corsi di laurea poco frequentati per cui non vale la pena di continuare a disperdere risorse che invece si possono destinare ad altre discipline sicuramente più ambite».
    Non così per Lettere. In questo caso il ragionamento di Luigi cambia: «Conviviamo da anni con gli studenti di Lettere e sono piuttosto numerosi. E' perciò peccato tagliare questo corso di laurea, privando le nuove generazioni della possibilità di sceglierlo. Per quel che vediamo, Lettere funziona bene. L'unico problema è la struttura ma questo vale anche per noi visto che dividiamo lo stesso edificio. Che è assolutamente inadatto, soprattutto in relazione alle tasse universitarie che sono aumentate anche per noi come per tutti gli altri iscritti all'Università di Bari. Ora, la nostra unica speranza è il trasferimento alla caserma Rossarol. Si ipotizza che potremo spostarci in Città vecchia a settembre».
    Con Luigi c'è Erica. A giorni affronterà gli esami di maturità per i quali sta preparando la tesina. «Stando qui - racconta la ragazza - ho sentito parlare della chiusura di alcuni corsi di laurea. Mi ha colpito in modo particolare il fatto che vogliono tagliare Lettere. Ma devo dire che mi dispiace anche per Maricoltura e Scienze della Moda. Così si riducono le possibilità di scelta per gli studenti tarantini e non solo. Personalmente deciderò a settembre dove e cosa studiare ma non nascondo che a questo punto limiterò la mia scelta ad altri corsi di laurea e forse preferirò sedi universitarie diverse da Taranto per non ritrovarmi in futuro a dover affrontare le stesse difficoltà che oggi stanno vivendo questi ragazzi».
    I disagi che comporterà il taglio di Lettere sono ben noti alle studentesse di questo corso di laurea, come Daisy, Laura e Flavia. Lettere e cultura del territorio è infatti seguita da 450 studenti di cui un centinaio sono i più assidui. Daisy, al terzo anno di Lettere, è anche rappresentante di facoltà: «La nostra situazione è ben diversa da quella degli altri corsi che vogliono tagliare. Non a caso dopo il consiglio di marzo ci informarono che Lettere e cultura del territorio non avrebbe chiuso per mancanza di fondi ma per l'assenza dei docenti garanti. Di questo, però, così come della storia dei finanziamenti, nessuno ci ha mai riferito nulla ufficialmente. Neppure i professori».
    Gli studenti di Lettere si sono intanto già attivati per evitare la chiusura: «Stiamo cercando di metterci in contatto con l'assessore comunale all'Università, Paolo Ciocia, che abbiamo modo di incontrare ai corsi di Giurisprudenza dove è docente. Vogliamo chiarezza sulla questione. Addirittura abbiamo saputo che al Comune di Taranto nessuno era al corrente della chiusura di Maricoltura, per la quale la stessa Amministrazione comunale aveva anche stanziato dei fondi. E poi, vogliamo sapere cosa sarà di Lettere anche ammesso che non andremo incontro ai tagli dei finanziamenti. Infatti, secondo alcune voci, anche se a settembre i corsi dovessero riprendere, si potrebbe porre il problema dei ricercatori. Ne abbiamo circa sette e non vengono retribuiti dal 2005, in più la riforma Gelmini rischia di penalizzarli ulteriormente. Per questo hanno già minacciato il blocco della didattica». «In generale - aggiunge Daisy - la notizia della chiusura fa tristezza. Noi giovani che abbiamo deciso di restare a Taranto abbiamo tutta la buona volontà di far rialzare la testa al territorio ma se le istituzioni non sono dalla nostra parte è tutto inutile».
    «Ma non pensano a chi non può permettersi di studiare fuori Taranto? - chiede Laura -. E poi non si dovrebbero mai sopprimere corsi di laurea, piuttosto incrementarli. La presenza degli studenti universitari è importante per la crescita di una città. Col trasferimento alla Rossarol anche Taranto potrebbe diventare come Lecce che ha le sue sedi universitarie nel centro storico».
    «Il problema - dice Flavia - è che in questa città si preferisce investire su altro piuttosto che sulla cultura. In effetti, qui come altrove, ci sono stati parecchi sprechi. A gennaio si calcolava un debito di 52milioni di euro, che è aumentato negli ultimi mesi. Per questo, pare, i corsi di laurea saranno tagliati. Ma forse se i fondi fossero stati gestiti meglio, se fosse stato dato più spazio e voce agli studenti, non si sarebbe arrivati sin qui. Purtroppo ora, per quanto sbagliata e ingiusta questa scelta, soprattutto per noi giovani, ha motivi fondati. E l'idea di contrarre un mutuo con Unicredit per risolvere la situazione, rischia di peggiorare di più la situazione».

    articolo di Pamela Giufrè
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di venerdì 18 Giugno 2010

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  • Plautus
    ha risposto
    Esami di Maturità per 6.183 studenti della provincia di Taranto

    Sono 6.183 gli studenti attesi da martedì agli esami di Maturità

    • Sono 6183 gli studenti, tra interni e privatisti,che quest’anno parteciperanno - negli istituti superiori (statali e paritari) della provincia jonica - agli esami di Stato. Avvio martedì 22 giugno con la prima prova scritta di italiano. Sono, invece, 154 i presidenti di commissione nominati dal ministero dell'Istruzione per altrettante commissioni costituite e che si insedieranno lunedì 21 giugno.
    L’esercito di studenti è quest’anno equamente distribuito tra licei e tecnici. Nei licei, infatti - si parla di classici, scientifici, magistrale, linguistici -, gli alunni sono 2348 (di cui 2268 nelle scuole statali, 80 nelle non statali). I privatisti sono 35. Istruzione tecnica: gli alunni interni sono 2330, di cui 1933 nelle scuole statali, 397 nelle scuole non statali. Ben 198 sono, invece, i privatisti. Istruzione professionale: gli alunni interni sono 980, di cui 969 nelle scuole statali e 11 nelle non statali. Ottanta sono, invece, i privatisti. Istruzione artistica: gli interni sono 209 (tutti in scuole statali) e 3 i privatisti.

    articolo di Maria Rosaria Gigante
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di mercoledì 16 Giugno 2010

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  • Plautus
    ha risposto
    Ciocia: «I tagli erano forse inevitabili ma dovevano informarci prima»

    «I tagli erano forse inevitabili ma dovevano informarci prima»
    Ciocia: poteva andare anche peggio

    • Più che sorpresa e sgomento, c’è quasi rassegnazione. Tre corsi di laurea tagliati - Lettere, Maricoltura e Scienze e tecnologie della moda - per il prossimo anno accademico. Qualcuno di questi (Maricoltura) che potrebbe essere riattivato in futuro. Effetti e conseguenze della rimodulazione dell’offerta formativa col decreto Gelmini, il quale pone paletti rigidi per le Università e in particolare per le sedi decentrate. Ma, più che vedere ciò che si perde e sul quale occorrebbe comunque fare una riflessione del perché alcune opzioni formative non si sono mai consolidate nonostante l’intuizione felice, c’è chi suggerisce di vedere il bicchiere mezzo pieno. Tra questi l’assessore comunale all’Università, Paolo Ciocia. Sorpreso, comunque, che i tagli abbiano anche colpito Lettere, corso di laurea che avrebbe dovuto qualificare l’offerta formativa da trasferire all’ex Rossarol, in Città vecchia, quando il trasferimento diverrà realmente operativo. «Direi che questa è la sorpresa più grossa» dice Ciocia.
    Cosa ne pensa del taglio degli altri due corsi di laurea?
    «Per quanto riguarda Scienze della moda, sapevamo già delle difficoltà. Tant’è che da tenpo si parlava di un possibile raccordo con il distretto della moda di Martina trattandosi di un corso di laurea che ha bisogno di attività laboratoriali. Ma non c’è stato nulla da fare».
    Maricoltura, invece?
    «A noi era stato informalmente preannunciato uno stop momentaneo di un anno in attesa di riorganizzare il corso di laurea. Certo, comunque è un peccato visto la peculiarità di questo corso. Ma non posso non dar credito a questa rassicurazione che mi è stata fornita. D’altro canto, è evidente che l’Università punti a questo corso di laurea avendo avviato anche una serie di lavori presso la sede di palazzo Amati».
    E dunque?
    «Se posso imputare all’Università di Bari una responsabilità, è quella di non aver comunicato formalmente questa deliberazione che è di fine maggio, decisioni per le quali, in ogni caso, non solo gli enti locali hanno poco da dare di più di quel che hanno già dato, ma anche la stessa Università rispetto ai tagli imposti ha un margine di manovra molto limitato. Diciamo che a livello di informativa sarebbe stato opportuno esserne a conoscenza prima. Operativamente non avremmo potuto fare molto altro, ma così come abbiamo dato insieme le notizie positive, avremmo dovuto anche comunicare queste decisioni. D’altro canto, quando sono sorte difficoltà per i corsi dell’area sanitaria, ne abbiamo discusso ed una soluzione è stata trovata».
    Insomma, c’è comunque da accontentarsi così?
    «Vediamo il bicchiero mezzo pieno. Il dato è che una sede decentrata come quella di Taranto, se non si fosse irrobustita grazie alla forte sponda degli enti locali, sarebbe stata ben più gravemente colpita se non spazzata via. L’onda d’urto imposta dalla razionalizzazione è forte. Su qualcos’altro, però, insistiamo».
    Su che cosa?
    «Sicuramente sulla ricerca ambientale e tecnologica al quartiere Tamburi. Su questo anche il sindaco è irremovibile».
    E a proposito del Consorzio Universitario jonico? Cosa fa il Comune?
    «Non ne siamo ancora usciti fuori formalmente, ma è condivisa in Consiglio l’idea di venirne fuori. Non ha più senso la presenza in quell’organismo. Si deve operare una sua trasformazione. Intanto, va azzerato per poi eventualmente riattivarlo come Fondazione».

    articolo di Maria Rosaria Gigante
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di mercoledì 16 Giugno 2010

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  • Plautus
    ha risposto
    «Ora i politici si diano da fare»

    L’APPELLO DEL COMITATO QUALITÀ DELLA VITA: SVEGLIATI TARANTO, DIFENDI LA SCUOLA E LA TUA UNIVERSITÀ PER IL FUTURO DEI GIOVANI
    «Ora i politici si diano da fare»
    Gli studenti Link-Udu: tra tagli e tasse in molti rinunceranno all’Uniersità

    • «Svegliati Taranto: difendi la Scuola e la tua Università per il futuro dei giovani di terra jonica». Non è un appello ma un segnale di allarme che ieri, in una conferenza stampa davanti a Palazzo Amati, sede del corso «decapitato» di Maricoltura, il Comitato per la Qualità della Vita ha inteso lanciare. Annunciato il coinvolgimento di Consigli provinciale e comunale, parlamentari, Cuj, nonché delle altre istituzioni firmatarie di un accordo di programma di fatto unilateralmente annullato, in particolare in riferimento all’articolo 3 che parlava di consolidamento del Polo universitario jonico, mentre di fatto si assiste al suo ridimensionamento. Non c’è un attacco diretto né al rettore Corrado Petrocelli, né ai presidi, ai quali - tutti - invece si dà atto della disponibilità sempre mostrata nei confronti di Taranto. Ma l’amarezza per le decisioni comunque assunte, quella sì, c’è tutta.
    «E’ evidente - dice il presidente del Comitato, Carmine Carlucci - che non si tratta solo della cancellazione di alcuni corsi di laurea strategici per il modello universitario Taranto». Sostanzialmente, facendo anche i conti del più recente passato, non sono solo Maricoltura, Lettere e Scienze della Moda a saltare. Il Comitato cita la laurea triennale in Gestione delle risorse del mare e delle coste, Fisioterapia, Tecnica della riabilitazione psichiatrica, ma anche «il ridimensionamento formativo relativo alla seconda Facoltà di Economia, la mancata istituzione della laurea magistrale in Archeologia, della laurea magistrale in Scienze ambientali». E ancora, restano sulla carta dottorati e assegni di ricerca, nonchè il potenziamento dell’offerta formativa con iguardo alla discipline umanistiche e all’area medico sanitaria.
    Gli studenti, alle prese in questo periodo con gli esami, sono anch’essi preoccupati, ma appaiono e si sentono impotenti. «Anche ai nostri rappresentanti in Senato accademico sono state spiegate le ragioni di queste decisioni - dice Remo Pezzuto, LinkUdu -. Abbiamo insediato insieme alla Flc Cgil un tavolo per chiamare i politici. Sono loro che devono dirci quale Università vogliono a Taranto. Noi sappiamo solo che quest’anno le tasse sono aumentate, che per il piano di rientro del prossimo anno sono stati annunciati ulteriori aumenti in percentuali che non è possibile chiedere, che nel frattempo noi a Taranto non abbiamo una serie di servizi, che ci tagliano anche l’offerta tenendo conto che su 6mila studenti circa 8-900 sono pendolari, lucani, calabresi. Il rischio? Che molti rinunceranno all’Università».

    articolo di Maria Rosaria Gigante
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di martedì 15 Giugno 2010

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  • Plautus
    ha risposto
    «Versiamo soldi e in cambio non abbiamo un bel nulla»

    FLORIDO, PRESIDENTE DELLA PROVINCIA: A QUESTO PUNTO SERVE UNA VERIFICA
    «Versiamo soldi e in cambio non abbiamo un bel nulla»

    • «Vorrei sfogarmi ma non posso. Voglio troppo bene e stimo troppo Corrado Petrocelli. So che non è per colpa sua, ma qui una riflessione ci si impone». Il presidente della Provincia, Gianni Florido, si lascia sfuggire un commento alla conferma che l’offerta formativa dell’Ateneo barese stringe la cinghia anche su Taranto. Di tagli e sacrifici ormai si parla quotidianamente, ma - nonostante le avvisaglie - il «ridimensionamento» dell’offerta formativa accademica del polo jonico comunque sorprende un pò. Vada per corsi che avevano sofferto una crisi di sviluppo che non è mai arrivata, come Scienze della moda, un corso mai riuscito ad insediarsi neppure in un territorio quale quello di Martina che ambisce a diventare distretto della moda, ma su Maricoltura, tra i primi insediamenti universitari a Taranto, caratterizzato da una sua forte specificità - uno dei pochissimi corsi di laurea di questo tipo in Italia -, forse si sarebbe scommesso diversamente. Vero pure che il preside di Veterinaria, Bonavoglia, parla di uno stop tecnico di un anno. E’ evidente a tutti, però, che le criticità ci sono. Intanto, gli enti locali continuano a destinare ingenti risorse, anche in termini di strutture, all’Università anche se queste non paiono bastare mai.
    «Gli organi accademici - dice il presidente Florido - ci dicono di non aver soldi, ma noi dal canto nostro continuiamo a versare contributi economici per una convenzione che ormai non viene più rispettata. Ci stiamo assumendo la responsabilità di non tagliare, ma a queste condizioni diventa sempre più complicato. Ormai ritengo che si imponga una verifica dell’accordo di programma che peraltro è arrivato a scadenza. Sicuramente dobbiamo fare una riflessione su cosa fare. Non possiamo far finta di non vedere quello che sta accadendo anno dopo anno. Eppure stiamo facendo sforzi enormi, ma stiamo anche perdendo e sarà sempre peggio con milioni di trasferimenti di fondi statali che non ci saranno più. Se il prodotto che ci viene dato in cambio di tutti questi sforzi è questo progressivo depauperamento, ebbene dobbiamo riflettere».
    Altrettanto deciso a proporre una revisione dell’accordo il vicepresidente della Provincia ed assessore all’Università, Emanuele Fisicaro. «E’ vero che queste sono decisioni dei giorni scorsi, ma intendo vederci chiaro. Chiederò di parlare col rettore Petrocelli per capire esattamente come stanno le cose al di là di ciò che è scritto in delibera. Anche perché questi ridimensionamenti sono in contrasto con l’accordo di programma e perché così si finisce con lo spogliare sempre più un territorio».

    articolo di Maria Rosaria Gigante
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di martedì 15 Giugno 2010

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  • Plautus
    ha risposto
    Chiudono le lauree in Maricoltura, Lettere e Scienze della moda

    Chiudono le lauree in Maricoltura, Lettere e Scienze della moda

    • La Taranto che perde pezzi, la Taranto dei tagli, ora perde anche spazi dell’offerta formativa accademica. «Oppressa» dall’esigenza di razionalizzare le risorse umane e finanziarie e dai parametri sempre più stretti da rispettare per tenere in piedi un corso di laurea, l’Università di Bari cancella nell’offerta formativa del prossimo anno a Taranto un pacchetto piuttosto significativo di opportunità. Si tratta - con qualche possibile distinguo rispetto alle previsioni per il futuro - dei corsi di laurea in Scienze della maricoltura, acquacoltura e igiene dei prodotti ittici della facoltà di Medicina veterinaria, di Lettere dell’omonima facoltà e di Scienze della moda della facoltà di Scienze della formazione. Una cancellazione che, in alcuni casi, spiega il preside di Medicina veterinaria, Bonavoglia, è solo una «pausa tecnica» di un anno. Il tempo necessario a organizzare al meglio il corso di laurea in base al nuovo ordinamento della legge 270. Ma in qualche altro caso potrebbe non essere così. Viene comunque sempre confermata - e non potrebbe essere diversamente - la prosecuzione dell’offerta formativa per gli studenti degli anni successivi al primo.
    L’offerta formativa per il prossimo anno - dopo alcune proroghe - deve essere ufficializzata dalle Università entro oggi. Anticipando di qualche giorno, il Senato accademico di Bari nell’ultima seduta di maggio ha praticamente approvato l’intero pacchetto di corsi che saranno assicurati il prossimo anno a Bari ed in tutte le sue sedi decentrate. Ecco, dunque, cosa ci sarà a Taranto.
    - Seconda facoltà di Economia di Taranto: Laurea in Economia e amministrazione delle aziende, laurea magistrale in Strategie d’impresa e management.
    - Seconda facoltà di Giurisprudenza di Taranto: Laurea in operatore dei servizi giuridici, laurea magistrale in Giurisprudenza.
    - Seconda facoltà di Scienze matematiche fisiche e naturali di Taranto: laurea in Scienze e gestione delle attività marittime (interfacoltà); laurea in Informatica e comunicazione digitale; laurea in Scienze ambientali.
    - Facoltà di medicina e chirurgia: corso di laurea in Infermieristica, corso di laurea in Tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro (a numero chiuso, i posti disponibili saranno resi noti in seguito).
    - Facoltà di Lettere e filosofia: laurea in Scienze dei beni culturali per il turismo.
    - Scienze della formazione: laurea in Scienze dell’educazione e dell’animazione socio-culturale; laurea in - Scienze della comunicazione nelle organizzazioni.

    Tecnicamente il corso di laurea in Scienze della maricoltura - una quarantina di immatricolazioni all’anno, un buon numero stando alla specialità del corso, 8 docenti qui incardinati -, è istituito ma non attivato per un anno. «Abbiamo deciso un anno di pausa tecnica - spiega il preside Bonavoglia - per avere il tempo necessario per operare la trasformazione di classe di laurea. Dovremo migliorare l’organizzazione delle discipline, razionalizzare la distribuzione dei crediti per esame, dare più spazio ai tirocini. Non pensiamo assolutamente di chiudere il corso. Rimaniamo con il secondo e terzo anno. E’ una uguale operazione che abbiamo deciso di fare anche per una laurea specialistica a Bari, Igiene e qualità degli alimenti, che peraltro costituisce la logica prosecuzione di studi anche per i laureati in Maricoltura».

    articolo di Maria Rosaria Gigante
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di martedì 15 Giugno 2010

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