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Rassegna Stampa 2010

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    Comitato tecnico-scientifico sulla riforma Gelmini

    L’ORGANISMO INSEDIATO DALL’ASSESSORE PROVINCIALE ALL’ISTRUZIONE, FISICARO
    Riforma dell’Università: ecco una cabina di regia

    • Un Comitato tecnico-scientifico che elabori a Taranto il percorso culturale della riforma Gelmini (Decreto Legge 1 settembre 2008, n. 137 - “Disposizioni urgenti in materia di istruzione e di università”) e indirizzi le risorse finanziarie, insomma una sorta di cabina di regia che gestisca l’evoluzione della riforma all’interno delle scuole nel rispetto della legalità. E’ quanto istituito ieri dall’assessore provinciale alla pubblica istruzione e università, Emanuele Fisicaro.
    Ne fanno parte i dirigenti scolastici di alcune scuole di istruzione secondaria superiore presenti a Taranto e provincia (G.B. Vico di Laterza, Tito Livio di Martina, De Ruggieri e Amaldi di Massafra, Isiss di Crispiano, Cabrini, Ipsia Archimede, Liceo Archita tutti di Taranto, Orazio Del Prete di Sava), nonché i responsabili provinciali dei sindacati confederali ed autonomo della scuola, e di associazioni che si occupano di scuola ed università. “L’obiettivo – dichiara l’assessore Fisicaro - è quello di poter puntare su un organo collegiale di rappresentanza per portare avanti con maggiore incisività le istanze e le proposte della scuola secondaria di secondo grado della provincia ionica”. Il Comitato si riunirà con cadenza periodica per un confronto costante e per pervenire a valutazioni, analisi e proposte più efficienti ed efficaci, ma è chiaro che affronterà anche emergenze e situazioni particolari a prescindere dalle date prefissate. Per questo l’organismo sarà in stretto contatto con i referenti territoriali del mondo scolastico e universitario, oltre che con tutte le Istituzioni locali, regionali e nazionali. Intanto, il Comitato ha prodotto un primo documento in cui si chiede agli organi competenti il ridimensionamento dei tagli per il personale docente e per il personale Ata, previsti dalla normativa vigente. “L’istruzione – commenta Fisicaro - rappresenta uno dei pilastri fondamentali su cui poggia la nascita del nuovo assetto socio-economico che dovrà necessariamente intervenire a sostituire quello attuale, fondato su canoni e criteri di una modernità ormai tramontata. Questa è la ragione per cui non sono ammissibili risparmi di spesa su un settore dalla valenza così strategica”. Nel proprio documento, infatti, il neo Comitato giudica “non più rinviabile un adeguamento delle strutture, delle attrezzature e soprattutto delle risorse umane ampiamente disponibili nel mondo della scuola”, nonché “drammatica” la “situazione dei tagli indiscriminati che il Ministero sta operando sugli organici del personale scolastico, sul numero degli alunni per classe”.

    articolo di Maria Rosaria Gigante
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di venerdì 30 Luglio 2010

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  • Plautus
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    Università: L’allarme del Pd nuovi tagli in arrivo?

    Università | L’allarme del Pd: nuovi tagli in arrivo?

    Democratici preoccupati per la tenuta del sistema universitario jonico. Preoccupano gli ultimi tagli di un miliardo e 300 milioni di euro all’università pubblica italiana e gli ulteriori effetti che saranno dati dalla riforma in discussione alla Camere. Preoccupa la cancellazione di una parte dell’offerta formativa in loco, vale a dire il primo anno di corso (quindi nessuna nuova immatricolazione) di Lettere, Scienze della Moda, Maricoltura e della specialistica in Scienze ambientali, a cui l’ateneo barese è stato costretto. Ma la situazione rischia di “complicarsi ancor più” se nella prossima settimana, nell’ambito della manovra di rientro che dovrà essere approntata dall’ateneo barese, dovessero esserci ulteriori “sacrifici” e penalizzazioni per Taranto che resta, comunque, trattandosi di sede gemmata, indissolubilmente legata alle sorti dell’ateneo centrale. Conferenza stampa dell’on. Ludovico Vico, del segretario provinciale del Pd Luciano Santoro, del responsabile Università dei Giovani Democratici Paolantonio Palumbo e del segretario provinciale dei Giovani Democratici Giuseppe Fontana, ieri, emblematicamente sul tema “L’Università verso il tracollo”. “Siamo consapevoli che le vicissitudini di Taranto dipendenderanno da quello che accade a Bari”, dicono. Ma non possono non partire da una premessa ancor più generale che vede l’università pubblica italiana messa sotto scacco dallo stesso governo. Significherà pur qualcosa, a loro avviso, se l’unica visita istituzionale del presidente del Consiglio Berlusconi in una università, sia stata presso quella telematica della Cepu. “Il rettore Petrocelli – aggiungono – la prossima settimana presenterà il piano di rientro dal deficit. Se ai primi tagli dovessero aggiungersene degli altri, è evidente che si rischia di far morire l’Università di Bari e di trascinare con sé anche Taranto”. Da qui, comunque, un appello a Petrocelli perché “tutto ciò che è stato costruito in questi ultimi tre anni a Taranto sia in capo ai pensieri dell’Università di Bari e della battaglia da fare. Insomma, che le tre facoltà qui istituite (Scienze, Economia e Giurisprudenza, ndr) siano un punto di non ritorno”. Questione correlata che i ds non trascurano di mettere sul tavolo anche il rapporto che Università e in questo caso pure il Politecnico di Bari hanno col territorio. Citano il caso della presenza di 40 stagisti di Ingegneria siderugica provenienti dall’ateneo milanese in Ilva a Taranto e la mancanza, invece, di un’offerta formativa universitaria in loco sui temi della siderurgia, così come dell’aero spazio e dell’energia.

    articolo di Maria Rosaria Gigante
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di domenica 25 Luglio 2010

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  • Plautus
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    Università: borse di studio e servizio mensa

    Borse di studio: c’è il bando

    • Approvato dall’Adisu (agenzia regionale diritto allo studio) Puglia il bando di concorso per il conferimento di borse di studio e servizi per l’anno accademico 2010/2011 a favore degli studenti iscritti ai corsi di studio dell’Università e del Politecnico di Bari attivati presso le sedi di Taranto. Il testo integrale del bando è disponibile sul sito www.adisupuglia.it   selezionando la sede territoriale di appartenenza. Il bando può anche essere ritirato presso gli sportelli della segreteria studenti della sede in via De Cesare 100/102 dalle 9 alle 12,30 di tutti i giorni escluso il sabato e dalle 15 alle 16,30 del martedì e giovedì.



    Servizio mensa: convenzione con l’Ipercoop

    • In assenza di una mensa universitaria nelle sedi ubicate al quartiere Paolo VI, gli studenti delle facoltà di Ingegneria e di Scienze potranno dal prossimo primo settembre fruire del servizio di ristorazione attivo presso il Centro commerciale Ipercoop. Una apposita convenzione è stata, infatti, sottoscritta l’altro ieri dall’Adisu (agenzia regionale per il diritto allo studio) con l’Ipercoop. A sollecitare in tale direzione sono stati i rappresentanti degli studenti nel consiglio d’amministrazione dell’agenzia, Lazzaro e Russo. E’ possibile visionare la convenzione su www.adisupuglia.it  , cliccando il link sede di Taranto, oppure recandosi presso gli uffici in via De Cesare 100/102. La sottoscrizione di tale convenzione è una prima risposta alla richiesta pluriennale da parte degli studenti di una mensa universitaria in zona.

    articoli pubblicati su La Gazzetta del Mezzogiorno di sabato 24 Luglio 2010

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  • Plautus
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    Riferimento: Rassegna Stampa 2010

    INSIEME PROVINCIA, COMUNE, CONFINDUSTRIA, CDC, SINDACATI E COMITATO QUALITÀ DELLA VITA
    Università, verso un nuovo accordo
    Insediato il tavolo di lavoro congiunto dopo gli annunci di «tagli»

    • Non sarà disdettato al momento l’accordo di programma triennale con l’Università di Bari, ma all’ateneo barese sarà comunicato che le istituzioni tarantine stanno lavorando su un nuovo accordo da sottoporre alle autorità accademiche nel prossimo mese di settembre. E’ il presidente della Provincia, Gianni Florido, a prendere posizione in tal senso nel corso della prima riunione del tavolo istituzionale insediatosi ieri per discutere della riduzione dell’offerta formativa universitaria sul territorio decisa unilaterlamente dall’ateneo barese, sia pure sulla base dei criteri ministeriali più restrittivi e delle sempre minori risorse finanziarie destinate alle sedi decentrate. Ma il tutto è avvenuto nonostante un accordo di programma con gli enti locali jonici che parla invece di consolidamento del polo jonico.
    E’ la prima volta che accade che si insedi un tavolo istituzionale che vede coinvolte insieme le diverse istituzioni. Al tavolo siedono, infatti, la Provincia – col presidente Florido e l’assessore Fisicaro -, il Comune (con l’assessore Ciocia), Confindustria, Camera di Commercio, organizzazioni sindacali della confederazione e della scuola, ed in primis la Cisl che ha promosso questa concertazione, Comitato per la Qualità della Vita.
    Si continuerà a parlare e predisporre il percorso da delineare in questo scorcio di mese e ad agosto per essere pronti a settembre con una bozza definitiva di nuovo accordo da sottoporre all’Università di Bari e con un documento che non faccia cadere dall’alto il dimensionamento e l’organizzazione della formazione sul territorio.

    articolo di Maria Rosaria Gigante
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di venerdì 23 Luglio 2010

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  • Plautus
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    Liceo Tito Livio: nuova sede cercasi

    MARTINA: LE AULE DELL’ATENEO BRUNI NON BASTANO PER OSPITARE TUTTI GLI STUDENTI. POLEMICA CON LA PROVINCIA
    Nuova sede cercasi per il liceo Tito Livio

    • MARTINA. Estate di bufera, nei rapporti fra il liceo “Tito Livio” di Martina Franca e l’amministrazione provinciale. Proprio dalla Provincia dipende la gestione delle scuole superiori e il “Tito Livio”, comprendente le sezioni del liceo classico, dello scientifico e del linguistico (circa 1600 studenti in totale) anche quest’anno fa registrare un buon trend in tema di iscrizioni. Ma andare bene, per una delle istituzioni scolastiche più prestigiose della regione, deve preoccupare perché, soprattutto nella sede dell’ateneo Bruni, non si sa letteralmente più dove mettere gli studenti. Sono stati sacrificati la biblioteca, l’aula magna, laboratori scientifici per ricavare aule, ci si è stretti all’impossibile, ma ora basta.
    «Servirebbe un’altra sede per il linguistico - dice il preside Vincenzo Monaco - per fare capire in concreto l’urgente bisogno di una decina di aule, almeno. Se il plesso del Pergolo, che ospita lo scientifico, è appena appena sufficiente a far fronte al numero di iscritti, per il classico e il linguistico insediati all’ateneo Bruni è stracolma la misura, da almeno tre anni, stando per lo meno alla serie lunghissima di lamentele, richieste, formalizzate, da parte dei vertici di istituto. Ma, se negli anni scorsi, c’era stato qualche segnale come un bando-burletta messo in internet e non visto da nessuno, per il reperimento di una sede per il linguistico - aggiunge il preside Monaco al telefono - quest’anno alcune dichiarazioni del presidente della Provincia hanno scatenato un intero consiglio di istituto».
    Il presidente Antonio Lanzillotta racconta perché: «in consiglio provinciale, a giugno, il presidente dell’amministrazione provinciale ha detto che vanno praticamente limitate le iscrizioni, che non c’è niente, ma la terminologia stessa usata dal presidente Florido in consiglio provinciale ci ha lasciati veramente perplessi». Anche il preside del “Tito Livio” ribadisce le considerazioni di Lanzillotta. In più, c’è un documento del consiglio di istituto, firmato anche dagli altri 12 consiglieri: è un appello al prefetto, al sindaco, alle autorità scolastiche, perché facciano sentire le rispettive voci, ed è anche una “denuncia” delle “inadempienze” e della «ostentata indifferenza verso una grave limitazione nell’erogazione del servizio scolastico, peraltro in una situazione di serio pregiudizio alle condizioni minime di sicurezza». All’ateneo Bruni, per esempio, ci sono anche infiltrazioni di acqua. L’indifferenza della quale parlano i membri del consiglio di istituto del “Tito Livio” sarebbe quella dell’amministrazione provinciale dopo «infruttuosi, ripetuti inviti a provvedere», che anche l’ufficio scolastico regionale aveva rivolto alla Provincia di Taranto. E l’intervento di Florido in consiglio provinciale, riguardo a questo problema, l‘8 giugno, viene considerato alla stregua di «incredibili dichiarazioni, caratterizzate da un tono inaccettabilmente arrogante e da argomentazioni assurde per giustificare l’ingiustificabile rifiuto ad adempiere ai propri doveri istituzionali».

    articolo di Agostino Quero
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di giovedì 22 Luglio 2010

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  • Plautus
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    Ingegneria Taranto: test di orientamento

    Ingegneria, primi test in arrivo le scadenze
    Due triennali e tre specialistiche per gli oltre 1.100 iscritti

    • A sei mesi dalla laurea l’82% dei laureati tarantini in Ingegneria sono già occupati, il 76% trova lavoro nella propria città di residenza, il 16% fuori regione, il 6% fuori provincia, il 2% all’estero. Il 16% dei maturati tarantini opta per gli studi di Ingegneria, di questi il 49% sceglie di rimanere a studiare in città (confermato negli ultimi anni un trend di 250 nuove immatricolazioni), mentre il 51% si rivolge ad altre facoltà di Ingegneria italiane.
    Con un’offerta didattica “razionalizzata”, in base alla più recente normativa, e articolata in due corsi di laurea triennali e tre lauree specialistiche (la triennale in Ingegneria Civile e per l’ambiente ed il territorio legata alla relativa specialistica, nonché l’altra triennale in Ingegneria dei Sistemi Industriali ed Elettronici legata alle due specialistiche in Ingegneria meccanica e Ingegneria Elettronica), nonché nel Dottorato di Ricerca in Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio” e nel Master in “Tecniche avanzate di saldatura”, la II Facoltà di Ingegneria di Taranto - oltre 1100 iscritti, 50 prof di ruolo -, affiancata anche da un Diass (dipartimento di ricerca), evidenzia i suoi punti di forza, proprio nel momento in cui gli studenti tarantini sono alle prese con la delicata scelta del loro futuro. “E’ da piu’ di vent’anni che la Facoltà opera sul territorio e soprattutto per il territorio, favorendo anche con tirocini formativi e stage aziendali l’inserimento dei nostri laureati nel mondo del lavoro – dice il preside Gregorio Andria -. La missione della Facoltà è in particolare quella di essere al completo servizio del territorio, con competenza e professionalità, per contribuire alla sua crescita e al suo sviluppo. Questo ci consente anche di condurre ricerca di eccellenza in collaborazione con le grandi e medie imprese del territorio. Abbiamo, inoltre, un ottimale rapporto docenti studenti – 1 a 25 – che favorisce l’apprendimento e consente di curare la preparazione dei nostri studenti per educarli a prendere responsabili decisioni tecniche e gestionali nei più svariati campi dell’ingegneria; l’ambiente, l’edilizia, la pianificazione territoriale, l’impiantistica, l’automazione, l’industria, le telecomunicazioni, l’informatica e così via. Un ruolo importantissimo è esercitato, nell’ambito della loro preparazione, dal laboratorio didattico”.
    Anche in materia di servizi – nonostante la cronica assenza di una mensa il cui progetto è pronto presso l’Adisu -, la facoltà jonica ha i suoi buoni “numeri”: iscrizioni online e la possibilità di seguire tutta la propria carriera sul sito internet ( http://www.fataing.poliba.it/   ), rete wireless gratuita, biblioteca e internet point sempre disponibili, punto ristoro, spazi studio, disponibilità dei docenti, contratti part-time, borse di studio, formazione all’estero.
    Importanti scadenze. Gli studenti che intendono immatricolarsi potranno iscriversi entro il prossimo 6 agosto al test di orientamento (obbligatorio, ma non selettivo) in calendario il primo settembre. Servirà a valutare le capacità attitudinali a seguire gli studi di Ingegneria e ad assegnare eventuali obblighi formativi aggiuntivi a coloro che non risulteranno in possesso di un’adeguata preparazione iniziale. Tutti i partecipanti potranno immatricolarsi a prescindere dai risultati conseguiti.

    articolo di Maria Rosaria Gigante
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di giovedì 22 Luglio 2010

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  • Plautus
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    Liceo Ferraris a caccia di aule

    Liceo Ferraris a caccia di aule

    • Liceo scientifico Ferraris a caccia di aule. E’ una situazione che si trascina da qualche tempo ormai e in passato – lo scorso anno scolastico in particolare – la carenza di aule ha creato qualche disagio all’intera organizzazione scolastica. Ieri, intanto, dopo che il dirigente scolastico Mario Dalbosco, aveva puntato i piedi, sopralluogo dell’assessore provinciale alla pubblica istruzione, Emanuele Fisicaro, alle prese dalle prossime settimane con il nuovo piano di dimensionamento. Per trovare una soluzione all’emergenza del Ferraris ci sarà un vertice venerdì mattina alle 10,30. Questa la decisione emersa ieri. Al vertice sono invitati i dirigenti scolastici sia del liceo Ferraris sia dell’istituto tecnico Maria Pia che dispone di una succursale proprio nelle immediate vicinanze del Ferraris, vale a dire presso la parrocchia di Santa Teresa. Evidente, quindi, che una ipotesi di soluzione del problema potrebbe essere proprio su questo versante. Il plesso di Santa Teresa, infatti, non sarebbe al momento pienamente utilizzato nel senso che il Maria Pia usufruirebbe degli spazi necessari solo per sei classi. Insomma, si vedrà venerdì se la soluzione potrà essere cercata in buona armonia.
    Ma l’assessore Fisicaro è alle prese anche con una serie di altre questioni ed emergenze che potrebbero trovare risposta nei finanziamenti del Fesr (fondo europeo di sviluppo regionale) destinati alla ristrutturazione di aule, alla realizzazione di strutture per lo sport, rimozione di barriere architettoniche, dotazione di strumentazione per l’uso di energie rinnovabili. “Si tratta di finanziamenti che verranno gestiti direttamente dalle scuole – dice Fisicaro -. Vista questa novità, convocherò a breve i dirigenti scolastici per sollecitarli a muoversi in tale direzione. Personalmente spingerò per la costituzione di una commissione di garanzia nella quale inviterò la Procura della Repubblica, la Prefettura, Guardia di Finanza e Questura a nominare un proprio delegato in modo da garantire la massima trasparenza nell’utilizzo dei fondi”.

    articolo di Maria Rosaria Gigante
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di martedì 20 Luglio 2010

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  • Plautus
    ha risposto
    Palazzo Uffici: intesa tra Comune e Provincia

    Palazzo Uffici, c’è intesa tra Comune e Provincia ma la strada resta in salita

    • Palazzo degli Uffici, Comune e Provincia tornano a muoversi sulla stessa lunghezza d’onda. Dopo aver navigato su rotte diverse, i due enti salgono idealmente insieme sulla stessa imbarcazione. La stagione estiva, entrata nel vivo, agevola la metafora appena illustrata che, peraltro, rende bene l’idea di quel che sta accadendo tra Palazzo di città e Palazzo del governo. Le due amministrazioni, entrambe di centrosinistra, in queste ultime settimana, avevano avuto qualche divergenza sull’iter da seguire per l’avvio dei lavori di ristrutturazione di Palazzo degli uffici.
    In altre parole, da tre anni ormai, la Provincia ha stanziato dal proprio bilancio 8.5 milioni di euro da destinare alla riqualificazione di questo storico immobile in cui insiste il liceo classico «Archita». Solo che questa somma è vincolata, in virtù di una delibera del Consiglio provinciale, sino al prossimo 30 ottobre.
    E, in questo clima di tagli governativi, la tentazione di liberare quest’ingente cifra per fare altro è stata forte in alcuni settori della giunta Florido. Ad alimentare questa strada, secondo una parte della Provincia, avrebbe contribuito il Comune di Taranto accusato di aver perso tempo prezioso nel adottare il progetto esecutivo e nel richiedere il mutuo alla Cassa depositi e prestiti. Poi, però, le divergenze tecnico - politiche si sono appianata (almeno, così pare) ed il progetto condiviso andrà avanti con l’invito degli assessori provinciali ai loro omologhi di Palazzo di città di far presto.
    E, in effetti, in queste ultime settimane, la giunta Stefàno ha accelerato su questo versante. L’assessore al Bilancio, Dante Capriulo, è stato recentemente a Roma per sondare il terreno per la concessione del mutuo. Poi, si spera prima della breve pausa estiva, Comune e Si.el. dovranno ridefinire la convenzione d’uso in base ad alcune modifiche apportate e, infine, il progetto dovrà incassare il nulla osta della Soprintendenza.
    Riepilogando, dunque, cosa serve? La Cassa depositi e prestiti deve concedere un mutuo da 11 milioni di euro. Soldi, questi, necessari per coprire la quota che spetta a Palazzo di città.
    Ma non è questo l’unico problema. I lavori non possono iniziare ed il mutuo, di conseguenza, non si può richiedere se prima l’impresa aggiudicataria del progetto di finanza (la Siel, appunto) non presenta il progetto definitivo che, a sua volta, deve essere sottoposto ed avere il via libera del Comune e della Sovrintendenza. Poi, ancora, serve che ci sia il quadro economico che illustri i termini dell’intervento nell’immobile di piazza della Vittoria.


    IL PROPRIETARIO DELL’EDIFICIO PRETENDE DAL COMUNE 200MILA EURO E NON PIÙ 60MILA
    E spunta un altro ostacolo: Opere Pie vuole più soldi

    • A dire il vero, in questi giorni è spuntato un altro ostacolo per la riapertura del cantiere-Palazzo degli uffici. Superabili, dicono però i tecnici. Eppure, è comunque un aspetto da risolvere. L’ente Opere Pie, proprietario di alcune aree e di alcuni locali dell’immobile, di fatto intende rivedere i termini dell’accordo siglato anni fa e chiede al Comune, proprietario dell’edificio, una somma non più di 60mila ma di 200mila euro. Alla fine, assicurano i legali, si troverà un’intesa e comunque questo recente carteggio firmato «Opere Pie» non dovrebbe bloccare il cantiere quando (già, ma quando?) ripartiranno i lavori di ristrutturazione.
    Riepilogando gli enti locali (Comune e Provincia di Taranto) dovranno contribuire alla realizzazione dell’opera per circa 18 milioni di euro. La somma rimanente (15) sarà coperta dall’impresa che poi sfrutterà economicamente anche gli utili derivanti dalla gestione delle aree presenti all’interno del Palazzo. Aree che avranno soprattutto una destinazione commerciale. Ed ancora: la durata del contratto è di 36 anni e non più, quindi, a 44 così come la società concessionaria aveva richiesto mentre le superfici vengono così attribuite: 2.870 metri quadrati al Comune; 6.500 al liceo classico «Archita» (e, quindi, alla Provincia competente per legge alla manutenzione degli istituti scolastici superiori). La superficie che resta a disposizione (circa 9mila-10mila metri quadrati) sarà, invece, a disposizione della Siel. Lì, in pratica, verranno sistemate le attività commerciali e culturali anche se la stessa società concessionaria si è impegnata a non aprire le porte del palazzo ad attività che siano in palese contrasto con la storia di questo prestigioso immobile.
    La Provincia finanzierà questi lavori di ristrutturazione con 8.5 milioni di euro. E il Comune? L’Amministrazione comunale, come si riferisce in questa stessa pagina, sarà costretta ad accendere un mutuo per poter avere a disposizione 11 milioni di euro. Un mutuo trentennale che peserebbe sulle casse comunali per 640 - 700mila euro all’anno.
    Un bel peso, certo, per un ente che ancora non è formalmente uscito dal dissesto finanziario. Eppure, questo va detto, si tratterebbe comunque di un impegno finanziario inferiore rispetto a quanto originariamente previsto (1 milione 200mila euro all’anno) per chiudere questo lungo contenzioso.

    articoli di Fabio Venere
    pubblicati su La Gazzetta del Mezzogiorno di lunedì 19 Luglio 2010

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  • Plautus
    ha risposto
    La Provincia disdetterà l’accordo di programma triennale con l’Università di Bari

    E la Provincia disdetta l’accordo con l’Università di Bari

    • La Provincia disdetterà l’accordo di programma triennale con l’Università di Bari, giunto peraltro quasi ormai a scadenza. «Il rapporto tra Taranto e l’Università deve fondarsi sulla responsabilità reciproca. Così finora non è stato. Farò partire, tra qualche giorno, la lettera di disdetta della convenzione Provincia-Università perché i contenuti sono stati traditi». Lo annuncia il presidente della Provincia, Gianni Florido, nel forum sul tema «Scuola, Università, Mercato: domande e offerta di istruzione e di formazione» promosso da Cisl, Provincia di Taranto e Comitato per la Qualità della Vita. Al centro della decisione della Provincia il ridimensionamento da parte dell’Università di Bari dell’offerta formativa del prossimo anno a Taranto con la cancellazione dei corsi di laurea in Maricoltura, Lettere e culture del territorio, Scienze e tecnologia della moda e la laurea specialistica in Scienze ambientali. Tagli di corsi di laurea a loro volta imposti dai più rigidi criteri e parametri previsti dalla legge Gelmini per tenere in piedi un corso di laurea, specie se decentrato.
    Il venir meno di una quota dell’offerta formativa su Taranto è evidentemente un risultato troppo negativo per la Provincia che, in virtù di quell’accordo che doveva invece garantire il consolidamento del polo universitario jonico, investe due milioni di euro l’anno. Non è, però, evidentemente la fine dei rapporti con l’Università, ma appare quanto mai più che urgente, in fase di rinnovo, riscrivere i contenuti. Il presidente Florido accoglie anche la proposta della Cisl e del Comitato per la Qualità della Vita di istituire un tavolo per elaborare proposte precise e giungere alla costituzione di una Fondazione al posto del già superato Consorzio universitario jonico, ormai in fase di dismissione.
    Ma i tagli nell’offerta formativa accademica - alla stregua della carenza di servizi e di una serie di altre precarietà - preoccupano anche gli studenti del Link Udu. Che temono che in futuro i tagli siano ancora più feroci a discapito dei 6mila studenti tarantini, di cui 900 fuori sede. «Occorre - afferma Link Udu - ricercare e istaurare nel Polo jonico una propria proposta formativa, anche differenziata, alternativa e specializzante rispetto a quella di Bari, con dei corsi di laurea e una didattica di qualità, che renda questi dei poli d’eccellenza, che creino una opportunità di sviluppo culturale, economica e occupazionale per gli studenti e la città, dando così un senso maggiore alla presenza dell’Università nel territorio tarantino».

    articolo di Maria Rosaria Gigante
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di giovedì 15 Luglio 2010

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  • Plautus
    ha risposto
    Costantino: «La protesta dei ricercatori colpirà l’offerta formativa»

    PARLA IL RETTORE DEL POLITECNICO DI BARI, COSTANTINO
    «La protesta dei ricercatori colpirà l’offerta formativa»

    • «Se il governo si ostina in una manovra che non esito a definire dissennata, la protesta dei ricercatori porterà ad una riduzione dell’offerta formativa in tutta Italia. Forse l’opinione pubblica non se ne è resa conto, ma questa manovra finanziaria sui nostri ricercatori comporterà una mancata retribuzione superiore ai 120mila euro complessivi nella loro carriera. Una manovra finanziaria, voglio essere demagogico, che non toglie un euro a Briatore e ne toglie 120mila ad un ricercatore che guadagna il favoloso stipendio di 1.200 euro al mese, non può che apparire punitiva».
    Il rettore del Politecnico di Bari, Nicola Costantino, è sicuramente preoccupato per i risvolti che avrà la protesta dei ricercatori, ma esclude che questa possa finire col penalizzare sedi decentrate come Taranto. Il carico didattico sui ricercatori che minacciano appunto di non accettare più gli incarichi che consentono di mantenere in piedi gran parte dell’offerta formativa è praticamente omogeno - al 40% - tra Bari e Taranto. «No, non c’è una situazione più grave qui - dice il rettore -, la situazione è grave dappertutto».

    articolo di Maria Rosaria Gigante
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di giovedì 15 Luglio 2010

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  • Plautus
    ha risposto
    Convenzione quadro tra Ilva e Politecnico di Bari

    Politecnico e Ilva alleati per una fabbrica «ecosostenibile»

    • Colmati, con la convenzione quadro stipulata ieri tra Ilva e Politecnico di Bari (seconda Facoltà di Ingegneria di Taranto), qualche anno di ritardo e la mancanza di collaborazione tra la più grossa realtà industriale pugliese - nel frattempo impegnata con l’Università del Salento, altre facoltà di Ingegneria italiane, nonché con istituti universitari europei - e un Politecnico, quello di Bari appunto, che vanta laboratori di ricerca all’avanguardia a livello internazionale e, proprio in campo siderurgico, collaborazioni con la Cina. E’ una convenzione che non poteva non trovare nei temi ambientali, strategici sul territorio, un punto di particolare sinergia.
    «Poniamo il raggiungimento delle migliori condizioni di ecosostenibilità al primo posto della nostra politica aziendale. E’ ovvio che parte della ricerca coinvolgerà proprio questo aspetto al fine di raggiungere livelli sempre più ecocompatibili tra processo produttivo e contesto sociale. E’ un percorso estremamente delicato perché noi ambiamo a definire le migliori tecnologie e, questo, si può raggiungere solo e soltando ricorrendo alla ricerca», dice l’ing. Giancarlo Quaranta, responsabile delle relazioni internazionali e politiche di ricerca del Gruppo Riva. «Negli ultimi 10-15 anni - afferma a sua volta il rettore del Politecnico di Bari, Nicola Costantino -, la nostra maniera di fare ricerca è molto cambiata nel senso che la sostenibilità ambientale non è più un ambito di nicchia, ma un paradigma concettuale e di riferimento per tutte le nostre attività. Da noi c’è una grossa sensibilità che trasmettiamo ai nostri studenti, peraltro, devo dire, già particolarmente attenti a questi temi. Anche da questo mi attendo risultati positivi».
    Programmi di ricerca finalizzati all’applicazione dei risultati, diffusione e trasferimento di tecnologie, scambio di conoscenze attraverso la realizzazione di banche dati, investimenti di maggiori risorse nell’innovazione tecnologica sia da parte pubblica che da parte del sistema produttivo, partecipazione a programmi comunitari, alta formazione, tironicini: in estrema sintesi, è quanto d’ora in avanti si potrà progettare insieme. Una postilla chiosa: « L’Ilva si riserva di supportare la formazione accademica facendo ricorso all’istituzione di borse di dottorato e/o assegni di ricerca per giovani laureati e premi di laurea per le migliori tesi su temi concordati con il Politecnico».
    E l’ing. Quaranta a chiarire ulteriormente: «La nostra finalità è quella di dare un valido sicuro apporto allo sviluppo tecnologico da applicare all’interno dello stabilimento, ma allo stesso tempo rappresentare l’opportunità di crescita per gli studenti pugliesi altrimenti destinati all’emigrazione intellettuale». L’accordo con il Politecnico non rimensiona le collaborazioni in corso tra Ilva ed altre realtà accademiche: «Intendiamo creare sinergia e utilizzare al meglio le specifiche competenze di ogni struttura universitaria - aggiunge Quaranta -. Per cui Lecce potrà essere eccellente per determinati settori, così come Taranto o Bari lo potranno essere in altro. Poiché il nostro contesto produttivo abbraccia tutte le branche di Ingegneria in modo abbastanza profondo e intenso, questo dà l’opportunità agli istituti universitari di misurarsi con reali problemi che chiedono reali contromisure».
    Un accordo propedeutico magari ad un corso di laurea in Ingegneria siderurgica? Replica il rettore Costantino: «Ci abbiamo già pensato e l’avremmo già fatto se non stessimo vivendo un momento terribile per l’Università pubblica italiana con l’innalzamento dei requisiti minimi per aprire un nuovo corso di laurea e il taglio dei finanziamenti che ci costringe a non rimpiazzare i docenti che vanno in pensione. Se non avessimo questi problemi, l’avremmo già fatto. Stiamo, comunque, pensando ad una attività post lauream, un master, sicuramente attività e dottorati di ricerca in siderurgia».

    articolo di Maria Rosaria Gigante
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di giovedì 15 Luglio 2010

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  • Plautus
    ha risposto
    Riferimento: Rassegna Stampa 2010

    Un errore cancella un altro corso di laurea
    Università, temuto il trasferimento di tecnico della prevenzione ma poi l’Ateneo ha chiarito

    • Ufficializzata ieri sul proprio sito web l’offerta formativa dell’Università di Bari anche su Taranto. E’ confermata la cancellazione di tre corsi di laurea rispetto allo scorso anno accademico, ma per qualche ora si è temuto che ci fosse stato un ulteriore scippo. Il nuovo «scippo» avrebbe riguardato il corso di laurea dell’area sanitaria in «Tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro», che risultava essere stato trasferito a Brindisi. Memori del rischio trasferimento per i corsi sanitari rimasti a Taranto, rischio sventato solo qualche settimana fa, si è davvero temuto il peggio. E qualcuno ha parlato di un vero e proprio giallo. Poi, tra qualche ulteriore imbarazzo accademico e le conferme di un impegno che invece continua, quello che era apparso uno «scippo» si è trasformato in un errore, a cui appunto già nella mattinata di ieri l’Ateneo ha messo riparo, «riportando» il corso nella sua sede naturale, Taranto. Nel suo complesso, tuttavia, per effetto dei vincoli imposti dalle ultime norme in tema di requisiti necessari più restrittivi del passato e necessari per mantere in piedi le sedi decentrate, l’offerta formativa dell’ateneo barese è andata anno dopo anno impoverendosi sempre più.
    Cosa ci sarà il prossimo anno? Ci saranno, intanto, le tre facoltà di Economia, Giurisprudenza e Scienze matematiche, fisiche e naturali.
    Ad Economia ci sarà la laurea triennale in Economia e amministrazione delle aziende, nonché la laurea magistrale in Strategie d’impresa e management.
    A Giurisprudenza le lauree triennali in Operatore dei servizi giuridici, nonché in Scienza e gestione delle attività marittime (corso interfacoltà con Scienze), ed ancora la laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza.
    A Scienze le lauree triennali in Informatica e comunicazione digitale, Scienze ambientali e Scienza e gestione attività marittime (con Giurisprudenza).
    Dipendenti dalla facoltà di Medicina di Bari, invece, ci sono Infermieristica e Tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro.
    Dipendenti dalla facoltà di Scienze della formazione, ci saranno i corsi delle lauree triennali in Scienze della comunicazione nelle organizzazione e Scienze dell’educazione e dell’animazione socio-culturale.
    Infine, dipendente dalla facoltà di Lettere e Filosofia di Bari, ci sarà la laurea triennale in Scienze dei beni culturali per il Turismo.
    Che cosa è stato tagliato rispetto allo scorso anno? Scienze della Maricoltura, Acquacoltura e igiene dei prodotti ittici, afferente la facoltà di Medicina Veterinaria, nonché Lettere (afferente l’omonima facoltà) e Scienze della moda (afferente la facoltà di Scienze della formazione), la specialistica in Scienze ambientali. Una cancellazione - in particolare quella di Maricoltura - che, è stato più volte spiegato dai vertici accademici, è solo una «pausa tecnica» di un anno, il tempo necessario a consentire e organizzare al meglio il corso di laurea ai sensi delle nuove disposizioni governative. Viene, comunque, sempre garantita per gli studenti già iscritti agli anni successivi dei corsi di laurea per ora cancellati la prosecuzione degli studi fino al conseguimento del titolo.
    Intanto, la situazione generale del sistema formativo nel territorio ionico, tra riforme e ridefinizione dell’offerta, tra tagli unilaterali operati per il 2010-2011 su Taranto dall’Università di Bari e prossima riforma dell’Università, tra riorganizzazione della formazione professionale e opportunità reali di lavoro per i giovani nel nostro territorio, sarà oggetto di una conferenza stampa convocata per domani dal segretario della Cisl, Daniela Fumarola, e dal presidente del Comitato per la qualità della Vita, Carmine Carlucci, che annunceranno un forum programmato per lunedì 12 luglio sul tema «Scuola, Università, Mercato: domande e offerta di istruzione e di formazione». All’iniziativa prenderà parte la Provincia di Taranto. Intanto, ieri, proprio il presidente del Comitato, Carlucci, nel commentare l’errore poi cancellato dall’Ateneo, ha annunciato che «questo incidente di percorso non potrà non essere oggetto di riflessione» negli eventi in calendario nei prossimi giorni.

    articolo di Maria Rosaria Gigante
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di giovedì 8 Luglio 2010

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  • Plautus
    ha risposto
    Provincia: 3 milioni di euro per lavori nelle scuole

    Provincia, 3 milioni di euro per lavori nelle scuole
    L’assessore Carrieri: abbiamo ereditato una situazione difficile

    • Scuole come cantieri nelle prossime settimane. Boccata d’ossigeno per alcune delle questioni più difficili in tema di edilizia scolastica delle scuole superiori. E’ la Provincia di Taranto a mettere in campo un complessivo piano di interventi - lavori ed opere già appaltati - per una spesa complessiva di 2.138.000 euro. A cui ci sono da aggiungere altri interventi nell’ambito del «Piano straordinario finalizzato alla messa in sicurezza e alla prevenzione e riduzione del rischio connesso alla vulnerabilità degli elementi, anche non strutturali, degli edifici scolastici». Interventi, questi ultimi, approvati dal Cipe il 13 maggio scorso e che attendono la pubblicazione sul bollettino ufficiale, nonché la conseguente stipula delle convenzioni per poter partire con le progettazioni. Un altro pacchetto pari a 780.000 euro di interventi che porta complessivamente, con il primo piano di lavori, a circa 3 milioni di euro l’impegno della Provincia nel campo dell’edilizia scolastica. Il tutto a dimostrazione - dice l’assessore provinciale ai Lavori pubblici, Costanzo Carrieri - di quanto l’ente locale ponga al centro della sua azione di governo la scuola, i giovani, il loro futuro. Non solo. La Provincia sostiene la battaglia, che è anche dell’Upi, per un «Piano straordinario per l’ammodernamento e la messa in sicurezza delle infrastrutture scolastiche».
    Le richieste: un piano straordinario per la messa in sicurezza delle infrastrutture scolastiche con uno stanziamento di 1 miliardo di euro all’anno per i prossimi tre anni; l’esclusione degli interventi sull’edilizia scolastica dai vincoli del patto di stabilità sia in termini di competenza che di cassa e, per accelerare i tempi di esecuzione delle opere, l’affidamento ai sindaci e ai presidenti di provincia poteri straordinari. Richieste che prendono le mosse dalla considerazione delle difficoltà ricadute sulle Province con la legge 23 del ’96 (che affidava loro le competenze in materia di istituti superiori) proprio mentre tra gli anni ’70 e ’90 le scuole conoscevano una grande espansione e di contro si assottigliavano le risorse destinate proprio all’edilizia scolastica. Tutto questo ha determinato situazioni sempre più precarie. Eppure, nonostante queste difficoltà, rammenta Carrieri, la Provincia ha sempre investito sull’edilizia scolastica come ora continua a fare.

    Questi, intanto, i lavori che partono a breve nell’ambito del primo piano: manutenzione su tutte le scuole per 335 mila euro, al Vittorino (100 mila), al Majorana di Martina (1 milione), sugli impianti elettrici di tutte le scuole (100 mila), sugli impianti elettrici delle officine dell’Archimede (80 mila), sui solai interni dell’Aristosseno (200 mila), al Mediterraneo di Maruggio (150 mila), sulle facciate del Battaglini (20 mila), sugli infissi del Cabrini (53 mila).

    Nel piano straordinario per la sicurezza, previsti, invece, lavori all’Archimede (250 mila), Maria Pia (20 mila), De Santis di Manduria (120 mila), Da Vinci di Martina (50 mila), Motolese di Martina (130 mila), Tito Livio di Martina (120.000 euro), Mediterraneo di Maruggio (90 mila).

    Un capitolo a parte, invece, riguarda l’immobile ex Frisini per il quale, risolta una controversia legale che lo riguardava, sono disponibili 1.200.000 euro. Ma, trattandosi di un immobile in muratura, occorrerebbero risorse ben più impegnative sul modello di quanto disposto per il liceo Archita. «Prima di avventurarci in questa storia - dice Carrieri - vogliamo riflettere».

    articolo di Maria Rosaria Gigante
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di giovedì 8 Luglio 2010

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  • Plautus
    ha risposto
    Fitti in nero agli studenti universitari

    IL SEGRETARIO PROVINCIALE DEL SUNIA: MILLE POSTI LETTO FITTATI. TUTTI IN «NERO»
    «Per gli studenti universitari la legge è sempre violata»

    • «Sì, c’è una fortissima evasione nel settore delle locazioni immobiliari ma vi invito a non guardare solo alla mancate registrazione dei contratti ma, più in generale, alle 12.933 case sfitte che insistono a Taranto. Ecco, tra queste, ci saranno pure 2-3mila ruderi ma negli altri 9mila appartamenti penso che si nasconda molta evasione». Ad esprimersi in questi termini è Francesco Tomaselli, segretario provinciale del Sunia (sindacato nazionale inquilini assegnatari).
    Tomaselli, a Taranto, il cartello «fittasi» è dipinto dal... nero dei contratti non registrati. Può fare qualche esempio per illustrare meglio questo fenomeno?
    «Lo scorso anno, sottoscrivemmo un accordo con il Comune di Taranto e, in particolare, con l’ufficio Diritto allo studio relativamente alle case date in fitto agli studenti fuori sede. Ecco, a Taranto, abbiamo circa mille studenti provenienti da Calabria, Basilicata e da altri comuni pugliesi. Quell’accordo cercava di regolamentare un mercato che penalizza troppo i giovani e le loro famiglie. Sa quanti contratti sono stati registrati per i fuori sede? Nessuno. Se poi, si considera che qui per un posto letto si pagano 250 euro ed a Milano 350 allora si comprende bene il volume degli introiti di questo segmento del mercato immobiliare».
    Cosa pensa della proposta di istituire la «cedolare secca»?
    «Sono favorevole ma purché ci si riferisca ai contratti concordati e non a quelli del canone libero».
    Perché c’è, secondo lei, così tanto di evasione ?
    «È un problema culturale. Una larga fetta di proprietari non registra i contratti di locazione proprio perché vuole scavalcare le leggi. Basti pensare che i contratti concordati sono ancora troppo pochi».
    Cosa servirebbe?
    «Bisognerebbe aumentare l’offerta abitativa e poi intensificare l’azione di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate che può consultare i dati dell’Agenzia del Territorio».
    A Taranto, l’emergenza casa resta gravissima. Come la sta affrontando il Comune?
    «Con strumenti non appropriati e poco incisivi. Bisognerebbe sfruttare maggiormente il sostegno che la Regione Puglia, attraverso l’assessore all’Urbanistica, Angela Barbanente, ci offre per uscire da quest’emergenza che, a me pare, un pò sottovalutata dall’opinione pubblica».

    articolo di Fabio Venere
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di domenica 4 Luglio 2010

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  • Plautus
    ha risposto
    Mottola, il nuovo liceo non azzera il «conto» della vecchia sede

    Mottola, il nuovo liceo non azzera il «conto» della vecchia sede

    • MOTTOLA . Fino al 29 ottobre dell’anno scorso il liceo scientifico «Einstein» di Mottola è stato ubicato in una palazzina in via De Gasperi per oltre 15 anni. Una struttura di due piani di proprietà privata, il cui fitto pagato dall’Amministrazione provinciale è 120mila euro all’anno. Dal 30 ottobre sono stati aperti i cancelli del nuovo plesso realizzato dalla Provincia, ritenuto fra le scuole più belle realizzate negli ultimi anni in tutto il Sud. Ci sono voluti otto anni prima di vedere il nuovo liceo i cui lavori sono cominciati nel 2006. Anni nei quali la Provincia ha pagato sia gli interessi sul mutuo da 2 miliardi e mezzo sia il fitto al proprietario della palazzina. In tutto questo tempo gli studenti hanno fruito di una palazzina che col tempo è divenuta una struttura indecente per lo stato in cui è stata ridotta. Per tali motivi il proprietario, all’atto del verbale di consegna, o meglio di restituzione da parte degli organi tecnici della Provincia, ha preteso un risarcimento di circa 220mila euro per i danni quantificati. Una somma che in tanti ritengono eccessiva, tenuto conto che, stando alle indiscrezioni, pare che la consegna sia stata effettuata in pieno accordo, pattuendo la liquidazione di una somma quale mancato preavviso per il rilascio dell’immobile. La struttura quando venne concessa dal proprietario all’Amministrazione provinciale era nuova ed ultimata da giorni. Oggi è in uno stato molto precario e indecente, con i muretti dei balconi rotti, muri scalcinati, pilastri con l’anima in ferro in bell’evidenza. Secondo l’assessore provinciale, Franco Gentile, se tutto ciò fosse vero bisognerebbe valutare molti aspetti, pur ritenendo la quantificazione dell’indennizzo un pò eccessiva.
    Una situazione definitiva incresciosa dallo stesso Gentile in particolare perché i dirigenti scolastici sono abituati a considerare le istituzioni «come una mucca da mungere a cui bisogna rivolgersi soltanto quando c’è bisogno di risolvere i problemi strutturali». Per questo l’assessore Gentile invita i dirigenti scolastici ad avere più riguardo effettuando maggiori controlli sulla tenuta delle strutture scolastiche. Di identica opinione è il sindaco Giovanni Quero che però ha parlato in maniera generale, senza voler entrare nel merito della vicenda. «E’ un problema, quello della manutenzione, che si amplifica con l’aumento dell’età scolastica degli alunni. I bambini - dice Quero - non creano problemi a differenza dei ragazzi delle scuole medie e superiori. Sull’indennizzo al proprietario dell’immobile dell’ex liceo, il privato dice che si tratta di una conseguenza dello scarso controllo da parte dei dirigenti scolastici sul comportamento degli studenti. In particolare penso che bisognerebbe anche responsabilizzare maggiormente il personale non docente».


    articolo di Francesco Francavilla
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di domenica 27 Giugno 2010

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