annuncio

Comprimi
Ancora nessun annuncio.

Rassegna Stampa 2010

Comprimi
X
 
  • Filtro
  • Ora
  • Visualizza
Elimina tutto
nuovi messaggi

  • Plautus
    ha risposto
    Università, l’accordo è prossimo alla scadenza

    IL FUTURO DELL’ISTRUZIONE: IRRISOLTO ANCHE IL NODO DEL CONSORZIO UNIVERSITARIO. QUALE IMPATTO AVRÀ SULLE FACOLTÀ IL DECRETO GELMINI?
    Università, l’accordo è prossimo alla scadenza
    Nessuna trattativa ancora avviata con l’Ateneo di Bari. Si attende il Tavolo della Provincia

    • «Il ruolo del patrimonio culturale nella rinnovata politica europea del turismo»: con un incontro su questo tema che ieri sera presso l’istituto Cabrini, il Comitato per la qualità della vita, la Città dei Mestieri, il Mfe (Movimento federativo europeo), l’Istituto del turismo internazionale della Provincia, con il patrocinio dell’assessorato provinciale al Turismo, hanno celebrato la Giornata europea del turismo. Si è discusso della possibilità di utilizzare fondi comunitari per realizzare progetti nel campo dei beni culturali. Ma l’incontro è stato anche occasione per evidenziare ancora una volta l’assenza del corso di laurea in Scienze dei Beni culturali dal convegno della Magna Grecia e da ogni contesto culturale cittadino. Un’occasione, insomma, per rimarcare la frattura tra Università e città.
    Ma non è la sola considerazione che addensa preoccupazioni sulla realtà universitaria a Taranto. Ad ottobre, infatti, è in scadenza l’accordo triennale tra Ateneo di Bari ed enti locali. Al momento, però, almeno ufficialmente non paiono essere in corso trattative di alcun tipo. Si è in attesa della convocazione da parte della Provincia di un Tavolo istituzionale sull’Università dove discutere non solo del rinnovo dell’accordo, ma anche del definitivo smantellamento del Consorzio universitario jonico. Una questione da anni sul tappeto, ma di fatto mai risolta nell’intenzione di dar vita ad una Fondazione. Operazione ardua a cui non si è riusciti a dare concretezza.
    Intanto, è stato emanato nei giorni scorsi l’atteso decreto Gelmini sui requisiti dei corsi di laurea e delle facoltà. Sarà interessante vedere quali ripercussioni tale decreto avrà anche nella realtà jonica e come l’attuale offerta potrà essere riarticolata.
    Infine i disagi per gli studenti universitari. Non mancano anche quest’anno. Chiusa la mensa universitaria presso la facoltà di Economia, gli studenti dovrebbero utilizzare le convenzioni che l’Adisu ha stipulato con il Centro commerciale Ipercoop. Evidenti i disagi legati alla mobilità per chi da via Ancona (dove ha sede Economia) o via Acton (Giursprudenza e Beni culturali) dovrà spostarsi al quartiere Paolo VI dove, invece, con il recente accordo con Ipercoop, sembrava essere in qualche modo superato il problema della mancanza di una mensa per gli studenti di Ingegneria e della facoltà di Scienze.

    articolo di Maria Rosaria Gigante
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di martedì 28 Settembre 2010

    Lascia un commento:


  • Plautus
    ha risposto
    Razionalizzazione della rete scolastica

    IL RIASSETTO: L’ASSESSORE REGIONALE ALBA SASSO HA FORNITO ALLE PROVINCE I NUMERI. FISICARO CONVOCA LA CONSULTA PER IL 6 OTTOBRE
    Tutte le scuole sotto la lente
    Verso la nuova mappa, gli istituti con meno di 5-600 alunni andranno accorpati

    • Razionalizzazione della rete scolastica: per avviare il processo l’assessore regionale alla Pubblica istruzione, Alba Sasso, ha fornito agli assessori provinciali i dati sul numero di studenti per ogni singola scuola. Riflettori in primo luogo puntati sulle scuole superiori su cui incide la recente riforma, destinata a far sentire ancor più i suoi effetti negli anni futuri. Gli assetti numerici delle singole scuole saranno intanto gli elementi su cui si comincerà a riflettere già nei prossimi giorni anche a Taranto. Si tratta di situazioni abbastanza delicate in quanto le scuole con un numero di studenti al di sotto delle 500-600 unità sono in qualche modo considerate border-line: andrebbero quindi accorpate ad altre scuole. Evidente che qui si consumano non poche frizioni tra le stesse scuole. Il prossimo 6 ottobre è dunque convocata la Consulta istituita dall’assessore provinciale Emanuele Fisicaro. Il quale nei giorni scorsi ha riportato ai componenti la Consulta gli stessi dati resi noti dall’assessore Sasso. Dati in parte anticipati ieri (la popolazione scolastica del capoluogo) ed oggi completati da quelli relativi alle scuole della provincia.
    «Non si faccia solo un’operazione ragionieristica, ma la razionalizzazione della rete sia l’occasione per una più equa distribuzione dell’offerta formativa sul territorio», dice il presidente del Comitato per la qualità della vita, Carmine Carlucci, chiamato a far parte della Consulta provinciale. Il quale, insediando ieri un gruppo di lavoro, ha anche rivolto un appello ai dirigenti scolastici: «Accompagnate questa difficile situazione consapevoli che razionalizzando con responsabilità si contribuisce a qualificare la scuola».
    Ma ecco la situazione delle scuole in provincia (in genere presenti più indirizzi) con un raffronto in termini di popolazione scolastica tra lo scorso anno e quest’anno: a Manduria il De Santis passa da 1207 a 1158, l’Einaudi da 794 a 788; a Martina, il Da Vinci passa da 874 a 813, il Majorana da 689 a 719, il Motolese da 418 a 493, il Tito Livio da 1477 a 1453; a Massafra, l’Amaldi da 455 a 471, il De Ruggieri da 897 a 870, il Mondelli da 442 a 575; a Mottola, l’Einstein da 977 a 981; a Palagiano, lo Sforza da 401 a 478; a Sava, il Del Prete da 777 a 749 e il Falcone da 709 a 609; a Castellaneta, il Perrone da 1059 a 1052, l’Orazio Flacco da 835 a 798; a Crispiano, l’istituto Alberghiero da 722 a 720; a Ginosa il Bellisario da 642 a 584; a Grottaglie, il Calò da 386 a 361, il Don Milani da 768 a 711, il Moscati da 1269 a 1301; a Laterza, il Vico da 762 a 792; a Leporano, il Mediterraneo da 892 a 983.

    articolo di Maria Rosaria Gigante
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di martedì 28 Settembre 2010

    Lascia un commento:


  • Plautus
    ha risposto
    LA MAPPA DEGLI STUDENTI: raffronto dati 2010 > 2009

    Scuole superiori: chi sale e chi scende
    L’Aristosseno il più affollato, giù Archita e Quinto Ennio

    • Quanti gli studenti nelle scuole superiori? Quali i flussi della popolazione scolastica in quest’ordine di scuola? Insomma, quali le «performance» delle nostre scuole anche per effetto della riforma, e non solo per la denatalità che da qualche anno fa sentire la sua onda lunga anche in questa fascia di istruzione? Ma soprattutto quale trend c’è da attendersi anche in futuro? Riflessioni utili per la razionalizzazione della rete scolastica, uno degli impegni dei prossimi mesi.
    Ad offrire per ora i soli dati del numero di iscritti quest’anno, utili per le riflessioni che si imporranno, è Angelo Carrieri, presidente provinciale dell’Anp (Associazione nazionale presidi), nonché dirigente scolastico dell’istituto professionale Cabrini (indirizzi audiovisivo, commerciale, turistico, grafico pubblicitario e chimico biologico). Nessun commento per ora, se non «un contributo volto a conoscere - dice il preside Carrieri -, e conseguentemente analizzare, le dinamiche che conducono alle loro scelte gli alunni di terza media e le loro famiglie». Anche questo, tuttavia, nei prossimi mesi è un impegno che toccherà a nuove generazioni di studenti. Ma a rendere ancora più interessanti questi numeri è il loro confronto con il dato anche solo dell’anno precedente. Una doverosa integrazione, dunque.
    Dal confronto dei dati forniti dal preside Carrieri con i dati precedenti, emerge allora che la scuola più «affollata» è quest’anno il liceo Aristosseno, con 1476 alunni, di più rispetto ai 1395 dell’anno precedente. Per rimanere nell’ambito dei licei, al secondo posto quest’anno si colloca il liceo Archita con 1167 alunni, in consistente flessione rispetto all’anno precedente quando gli studenti furono 1266. In calo anche il liceo Quinto Ennio che passa dai 787 alunni dello scorso anno ai 695 di quest’anno. Licei scientifici, è quasi un testa a testa tra il Battaglini ed il Ferraris. Comunque mentre il Battaglini vede una piccola flessione (da 977 alunni dell’anno scorso ai 964 di quest’anno), il Ferraris ha una modesta crescita, da 892 dello scorso anno a 948 di quest’anno. Il pedagogico Vittorino Da Feltre passa anch’esso da 783 a 751 studenti. Infine, sempre tra i licei, l’artistico Lisippo passa dai 602 dell’anno precedente ai 543 di quest’anno.
    Istruzione tecnica. Scende da 1388 studenti dello scorso anno ai 1261 di quest’anno l’industriale Righi, pur restanto la scuola più «affollata» in questo settore. Al secondo posto è l’industriale Pacinotti, in crescita, passato da 1084 a 1150 alunni. Lieve crescita anche per il Maria Pia che passa da 1039 a 1061. Testa a testa tra le due scuole ad indirizzo commerciale: il Pitagora passa dai 559 dello scorso anno ai 536 studenti di quest’anno, in leggera perdita; così pure il Bachelet che passa da 552 studenti a 521. Leggera flessione anche l’istituto per geometri che passa da 489 studenti a 457. La perdita più netta è per l’istituto Falanto che passa dai 429 studenti dell’anno precedente ai 280 di quest’anno.
    Infine, l’istruzione professionale. Istituto più «affollato» è il Cabrini, con 1010 alunni, in crescita rispetto ai 942 alunni dell’anno precedente. Segue il Liside (servizi sociali, grafica), anch’esso in leggera crescita passando da 513 a 554 studenti, quest’anno. In flessione, invece, il Nitti (commerciale), che passa da 213 a 149 studenti.
    Su questi numeri la settimana prossima comincerà a ragionare l’apposito tavolo insediato dall’assessore provinciale alla Pubblica istruzione, Emanuele Fisicaro, per la razionalizzazione della rete scolastica. Una questione su cui anche l’assessore regionale Alba Sasso sembra voler accelerare.

    articolo di Maria Rosaria Gigante
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di domenica 26 Settembre 2010

    Lascia un commento:


  • Plautus
    ha risposto
    «Ora il Tavolo scuola e Università»

    LA SITUAZIONE DELL’ISTRUZIONE IL COMITATO PER LA QUALITÀ DELLA VITA SI RIVOLGE AGLI AMMINISTRATORI PROVINCIALI
    «Ora il Tavolo scuola e Università»
    Ci sono diversi problemi per quanto riguarda l’edilizia scolastica
    «E sull’Università noi dobbiamo proporre un progetto, non farcelo proporre»

    • Convocare subito il Tavolo istituzionale su scuola, Università, mercato, ma anche la consulta della scuola secondaria. L’invito è rivolto, a conclusione della seconda «Settimana della Conoscenza», dal Comitato per la qualità della vita, al presidente della Provincia, Gianni Florido, e all’assessore alla Pubblica istruzione, Emanuele Fisicaro. Perché convocare subito questi incontri? Il Comitato fà il punto della situazione ad oggi in tema di scadenze ed impegni per scuola ed Università. «Ormai - si legge nella lettera indirizzata a Florido e Fisicaro - le lezioni nelle varie scuole della realtà jonica sono iniziate, si sono svolte nell’Università le “prove d’accesso”, è prevista per l’11 ottobre 2010 l’avvio delle lezioni universitarie, siamo alla vigilia della scadenza dell’accordo con l’Università di Bari, è stata avviata alla Camera la discussione sulla Riforma universitaria e varie sono le iniziative delle Università nella filosofia della riforma (vedi federazioni)». Ancora: «si vanno stringendo i tempi per il cosiddetto dimensionamento scolastico e la conseguente razionalizzazione per ambiti territoriali dell’offerta formativa. C’ è da rilevare, inoltre, che con la fine del 2010 il commissario del Consorzio universitario jonico dovrà, d’intesa con i soci “residui”, decidere le sorti del Cuj e che quindi difficilmente potrà assumere impegni economici nell’ambito del nuovo accordo di programma».
    Capitolo scuola: il Comitato registra il numero di scuole date in reggenza (29), i pensionamenti dal prossimo 1° settembre dei dirigenti scolastici (40), le scuole con meno di 300 alunni (30), quelle con un numero fra 500 e 600 (19). E registra anche le criticità e le emergenze relative alle strutture. La conclusione: l’operazione dimensionamento che va fatta a mesi deve guardare a questi aspetti tenendo conto del riordino della scuola secondaria innestando il nuovo ordinamento sulla situazione di fatto.
    Capitolo Università: eccellenza articolata sulla ricerca o modesto lezionificio ed esamificio? C’è raccordo fra le 4 facoltà ed i corsi di laurea con la scuola, il territorio, le imprese e l’intero tessuto occupazionale? Quando saranno realmente fruibili strutture come Convento S Francesco, Palazzo Delli Ponti, Palazzo Amati, ospedale S Giovanni di Dio, via Deledda? Quesiti ai quali non si riesce ancora a dare una risposta concreta. «Urge definire un vero e proprio Progetto Taranto Universitaria con il coinvolgimento indispensabile della Regione e del ministero - insiste il Comitato -. Un Progetto che la realtà jonica deve proporre all’Università e non viceversa come sembra stia accadendo».

    articolo di Maria Rosaria Gigante
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di mercoledì 22 Settembre 2010

    Lascia un commento:


  • Plautus
    ha risposto
    Università, l’avvio slitta all’11 ottobre

    Università, l’avvio slitta all’11 ottobre
    La protesta dei ricercatori contro la riforma Gelmini

    • Slitta all’11 ottobre l’avvio solitamente programmato per i primi giorni di ottobre del nuovo anno accademico dei corsi di laurea dell’Università di Bari presente anche a Taranto con le tre facoltà di Giurisprudenza, Economia, Scienze ed i corsi di laurea della facoltà di Scienze della Formazione, Lettere, Veterinaria (gli anni successivi al primo di Scienze della Maricoltura) e Medicina (Scienze Infermieristiche, Prevenzione sui luoghi di lavoro).
    E’ la decisione assunta dal Senato accademico dell’ateneo barese a seguito della difficile situazione e della protesta dei ricercatori che si vedono penalizzati dal disegno di legge di riforma Gelmini. L’altro ieri, accogliendo la decisione dell’organo accademico e esprimendo solidarietà ai ricercatori, il consiglio della seconda facoltà di Economia, con sede a Taranto, ha deciso le operazioni necessarie per coprire il fabbisogno didattico del primo semestre e la maggior parte degli insegnamenti anche del secondo semestre. “Non ci saranno disagi di alcun tipo per i nostri studenti”, commenta infatti il preside della facoltà jonica di Economia, Bruno Notarnicola. Intanto, anche il Senato accademico, nel dare l’annuncio di questo leggero slittamento, ha inteso rassicurare gli studenti, che in numero crescente si sono iscritti quest’anno ai corsi di laurea dell’ateneo barese. “Nonostante i gravi disagi che il sistema universitario sta attraversando – dichiarano le autorità accademiche -, l’Università degli Studi di Bari continuerà ad impegnarsi per garantire la qualità e l’organizzazione del percorso formativo”.
    La situazione della facoltà di Economia a Taranto. Ad illustrare come si è proceduto per garantire la didattica, nonostante la protesta dei ricercatori ai quali la facoltà jonica esprime comunque la propria solidarietà, è il preside Notarnicola. “Grazie al senso di responsabilità dei nostri ricercatori, su 52 discipline insegnate riusciamo a garantire la quasi totale copertura –afferma -. Sono al momento tre le discipline in calendario nel secondo semestre su cui, se non ci saranno novità, saremo costretti a dichiarare la vacanza delle cattedre. Al momento, tuttavia, su 17 ricercatori, 13 hanno preso le loro discipline e per 5 è stato previsto lo spostamento delle materie”.
    A preoccupare gli organi accademici non solo la questione dei ricercatori, ma anche i continui e sistematici tagli delle risorse. Preoccupazioni sono espresse per il ritardo con cui è partito l’iter per la determinazione del fondo ordinario per le università per il 2010 e per il taglio complessivo del 3,72% alle risorse finanziarie rispetto all’anno precedente. Inoltre, nella nuova ripartizione delle risorse base di calcolo è il fondo ordinario del 2009 e non quello del 2008: il che significa ripartizione secondo criteri che vengono ritenuti “né equi né condivisi”. “Non si è preso atto – reclamano gli organici accademici - del cammino vituoso intrapreso dallo stesso ateneo barese in un processo complessivo di risanamento, razionalizzazione delle risorse e contenimento della spesa, revisione significativa dell’offerta formativa, incentivazione della ricerca, creazione di spin off e brevetti, assunzione di giovani ricercatori, rispetto dell’etica e della trasparenza, riforma del dottorato, riorganizzazione dei Dipartimenti”.

    articolo di Maria Rosaria Gigante
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di domenica 19 Settembre 2010

    Lascia un commento:


  • Plautus
    ha risposto
    Ora il Pacinotti è più sicuro

    Ora il «Pacinotti» è più sicuro
    La Provincia spende un milione e 200mila euro per gli ascensori e gli impianti

    • Dopo la palestra coperta e il restyling dell’auditorium, la messa in sicurezza degli impianti, in particolare quello elettrico e quello antincendio, e degli ascensori. Attenzione puntata alla sicurezza all’istituto tecnico Pacinotti che ha 1200 studenti. Gli interventi sono dell’Amministrazione provinciale che sta quindi continuando ad investire su questo istituto ingenti risorse per garantire la massima funzionalità degli ambienti, delle aule, dei laboratori. Le risorse destinate al completamento di questi ultimi lavori sono pari ad un milione e 200 mila euro. Per rendersi conto di come siano stati effettuati i lavori, ieri l’assessore provinciale ai Lavori pubblici, Costanzo Carrieri, ha effettuato un sopralluogo a scuola.
    «Abbiamo speso un milione e 200mila euro - ha spiegato l’assessore - per rifare tutti gli impianti nel rispetto delle norme di sicurezza in materia di edilizia scolastica. Investire nella scuola una parte considerevole dei fondi a nostra disposizione è una nostra scelta di campo che rivendichiamo con orgoglio. Per la Provincia di Taranto significa scommettere sul futuro dei nostri ragazzi e, quindi, sulle prospettive di sviluppo del nostro territorio. A fronte di questo impegno - ha aggiunto Carrieri - registriamo purtroppo alcune prese di posizione da parte del Governo nazionale che certo non aiutano gli enti locali. Si dice che la scuola rappresenta una priorità per il Sistema Paese ma poi, a conti fatti, registriamo tagli significativi ai trasferimenti. Dunque, sempre meno soldi a disposizione».
    Dal canto suo il preside del Pacinotti, Gennaro Esposito, non ha mancato di riconoscere l’attenzione che la Provincia sta destinando alla sua scuola. Ringraziando, dunque, per il livello degli interventi, il preside Esposito ha commentato: «Riconosco all’Amministrazione Florido di dedicare la massima attenzione alle esigenze delle scuole ioniche. Nel nostro caso, si tratta di un istituto che conta 1200 studenti e dunque sono numerosi i problemi da affrontare e risolvere. L’appello che mi sento di rivolgere è che si continui a lavorare in piena sinergia con l’auspicio di individuare le giuste soluzioni alle tante questioni sul tappeto». Per l’anno scolastico appena avviato, il Pacinotti ha infatti visto in notevole salita il trend relativo alle nuove iscrizioni. Sono state formate tre nuove classi in più facendo quindi anche aumentare il fabbisogno di aule, ma soprattutto - rileva il dirigente scolastico - si tratta di dare risposte, innovazione e qualità alla domanda.

    articolo di Maria Rosaria Gigante
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di sabato 18 Settembre 2010

    Lascia un commento:


  • Plautus
    ha risposto
    «Scuola, non si recuperano i 500 posti tagliati»

    «Scuola, non si recuperano i 500 posti tagliati»
    La Cgil: ma ci sono problemi seri anche nelle segreterie

    • Avvio d’anno scolastico scaglionato nella provincia di Taranto. In molte scuole è già suonata la prima campanella, in tante altre sta per suonare. Ma ad accomunare tutti, invece, i disagi. «Non è ipotizzabile un anno scolastico sereno e senza problemi». Ad agitare il fronte sindacale non solo la questione precari ed i tagli degli organici, ma anche i conseguenti disagi vissuti nelle scuole. «Non basterà un salvaprecari a modificare la situazione» commenta la segretaria provinciale della Flc Cgil, Anna Santoro, che annuncia da ottobre scioperi della prima e dell’ultima ora di lezione, nonché azioni legali «volte a fare emergere le contraddizioni, le illegalità gli eccessi di questo ministero».
    «Sarà difficile recuperare i 500 posti istituzionali complessivi ridotti» dice Santoro. Rimarranno così inascoltate le richieste di più personale da parte delle scuole che «non possono mettere 32 bambini di scuola dell’infanzia perché con 32 bambini si fa sorveglianza non si sviluppa didattica; che non possono garantire una didattica efficace perché tutti gli studenti possano raggiungere livelli di apprendimento utili per il proprio opportuno collocamento sociale futuro; che non possono più garantire il diritto allo studio ai diversamente abili lì dove è motivato e richiesto un rapporto 1 a 1 pure dichiarato diritto dalla Corte Costituzionale; che non possono garantire sorveglianza e tutela; che non possono offrire un servizio di qualità anche perché i laboratori chiusi per mancanza di personale, docente e non docente».
    Ma nelle scuole sono in crisi anche le segreterie, soprattutto quelle con meno di 500 alunni a cui spettano solo 2 amministrativi. A queste situazioni che incidono direttamente sul funzionamento delle scuole, la segretaria della Flc Cgil, Santoro, aggiunge tutti quegli altri provvedimenti che colpiscono direttamente il personale in servizio e che comportano ulteriori disagi per i lavoratori stessi: «la manovra finanziaria 2010 che ha bloccato contratti, stipendi, progressione economica e di carriera, che è intervenuta impropriamente sulla previdenza con l’innalzamento dell’età pensionabile e l’allungamento della massima anzianità; il decreto legislativo 150/09 che interviene sui contenuti della contrattazione nazionale e integrativa, sul merito e il salario accessorio».
    Sulle difficoltà di funzionamento ed i disagi nella gestione in cui le scuole sono costrette ad operare insistono anche i dirigenti scolastici. Perché a complicare la situazione spesso non ci sono solo i tagli, ma anche la distribuzione del personale e, nella fattispecie la concentrazione in una singola scuola, di collaboratori con handicap e invalidità. Accade alla scuola media Andria di Massafra dove, invece di 5 collaboratori, ne sono stati inviati 4, praticamente tutti beneficiari di invalidità civili e legge 104. «Se si tratta di persone giustamente tutelate da leggi specifiche, come posso affidare loro un carico di lavoro che mi consenta di tenere aperti gli ingressi, assicurare la vigilanza su tutti i piani e in tutte le ale dell’edificio, assicurare la pulizia di tutte le aule e dei laboratori?» si chiede la dirigente scolastica Patrizia Capobianco. «Il paradosso - prosegue - è che mentre la Comunità europea va in una direzione garantendo la realizzazione di nuovi laboratori, la scuola va nella direzione opposta non garantendosi neppure la pulizia di questi locali».

    articolo di Maria Rosaria Gigante
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di giovedì 16 Settembre 2010

    Lascia un commento:


  • Plautus
    ha risposto
    Riferimento: Rassegna Stampa 2010

    GLI ISTITUTI TECNICI - LA SPERIMENTAZIONE RIGUARDA ALCUNE CLASSI E ALCUNE MATERIE SCIENTIFICHE
    Discipline in inglese una novità al «Pacinotti»

    • Riforma degli indirizzi del superiore tra luci ed ombre. Questo il commento che giunge dalle stesse scuole interessate al cambiamento. «Al di là del riordino degli indirizzi degli istituti tecnici, professionali e degli stessi licei, il principio della riforma che apprezzo di più è la possibilità di procedere per progettazione didattica per competenze. In particolare nei tecnici e nei professionali, occorre definire le competenze in uscita degli studenti. Occorrono competenze che siano immediatamente spendibili sul mercato del lavoro, ma occorre anche quella formazione generale che consenta agli studenti di intraprendere gli studi universitari» afferma il preside del Pacinotti, Gennaro Esposito.
    Più che i licei, sono proprio gli istituti tecnici le scuole ad essere chiamate per primi a dare una risposta a ciò che la Confindustria indica come una emergenza italiana, vale a dire la mancanza in in Italia, appunto, di almeno 100 mila tecnici. Occorrono, dunque, tecnici. Come fare? Come formarli? La riforma prevede proprio per gli istituti tecnici più laboratori, più sinergia con il mondo del lavoro, più inglese. «Al Pacinotti quest’anno - dice il preside Esposito - abbiamo anticipato la realizzazione del progetto Clil (discipline insegnate in lingua inglese) costituendo una prima classe e due terze classi in cui alcune discipline scientifiche saranno insegnate in inglese. Le relazioni internazionali del nostro istituto ci hanno messo di fronte ad una realtà: questa è una metodologia che in Italia non abbiamo. Abbiamo, quindi, chiamato i genitori e illustrato loro questa opportunità di formare una prima con alunni che hanno una competenza più solida in inglese. Per le terze classi, abbiamo operato una scelta tra i nostri studenti che hanno già acquisito certificazioni linguistiche. Quanto ai docenti, partiti con una formazione iniziale personale, avranno l’opportunità di rinforzare le proprie competenze attraverso i progetti Pon. Ecco, la riforma offre l’occasione di richiamare i docenti alla necessità di un riposizionamento culturale delle discipline anche funzionale al nuovo monte ore delle discipline. La questione non va dunque vista da un punta di vista della riduzione del monte ore anche se, mi rendo conto, non si possono trascurare i risvolti occupazionali».
    Ma le novità quest’anno non sono solo per la riforma degli studi superiori. Tutti, in tutti gli ordini di scuola, dovranno anche fare i conti con un nuovo limite di giorni di assenza (50) ed una stretta sui crediti perché, per puntare al massimo della votazione in uscita, occorre almeno avere la media del 9.

    articolo di Maria Rosaria Gigante
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di mercoledì 15 Settembre 2010

    Lascia un commento:


  • Plautus
    ha risposto
    Studenti in calo nelle aule delle scuole di Taranto e provincia

    TUTTI I DATI: NELLE AULE 91.224 RAGAZZI MENTRE L’ANNO SCORSO FURONO 95.800
    Nel giro di un anno si sono persi oltre 4mila studenti il tonfo maggiore è nelle medie

    • Studenti in calo quest’anno nelle aule delle scuole di Taranto e provincia. Sono 91.224, infatti, gli studenti «censiti» dall’Ufficio scolastico provinciale secondo la loro distribuzione nei diversi ordini di scuola (dalla scuola dell’infanzia alla scuola superiore). Un taglio secco di oltre 4 mila studenti rispetto allo scorso anno quando furono 95.800, un numero che costituì lo scorso anno una vera impennata rispetto a tre anni addietro (quando furono 94.603). Quest’anno, invece, una nuova drastica ricaduta.
    Il dato degli oltre 91 mila studenti è così ripartito: 14634 sono gli alunni della scuola dell’infanzia, 28470 quelli della scuola primaria, 16240 nella scuola media, e 31.880 nella scuola superiore. Numeri anch’essi tutti in calo. A cominciare dalla scuola dell’infanzia che lo scorso anno aveva visto un trend in decisa crescita arrivando a 15.505 alunni (oggi ne perde circa 400). Oltre 500 gli alunni «persi» anche nella scuola primaria rispetto allo scorso anno (furono circa 29 mila rispetto agli attuali 28.470). Il «tonfo» più drammatico è quello della scuola media che perde di colpo circa 3mila alunni raggiungendo quest’anno quota 16.240 mentre lo scorso anno registrò 19.300 iscritti (con un trend in crescita sia pure minimo rispetto agli anni precedenti). Limata di qualche centinaio di studenti anche la scuola superiore che dagli oltre 32.400 studenti dello scorso anno si è arrivati agli attuali 31.880 iscritti.

    articolo di Maria Rosaria Gigante
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di mercoledì 15 Settembre 2010

    Lascia un commento:


  • Plautus
    ha risposto
    La scuola riparte ma tra tagli e precariato c’è tanta preoccupazione

    La scuola riparte ma tra tagli e precariato c’è tanta preoccupazione


    • Via, si riparte. Molte le scuole che tra oggi e domani riaprono agli alunni. Che anno sarà? Per il ministro Gelmini, è l’anno della svolta, delle novità, un anno in cui scuola si coniuga con qualità. Invece per i numerosi precari che non riusciranno a trovare lavoro e per gli studenti, che vedranno ridimensionata l’offerta scolastica e in molti casi non potranno trovare da subito i propri docenti in cattedra o non troveranno sufficiente personale ausiliario a garantire vigilanza e pulizia nelle proprie scuole, potrebbe essere un anno all’insegna di vecchi e nuovi disagi.

    Uno spaccato della situazione che gli alunni troveranno nelle aule al loro rientro lo si può cogliere in parte anche nel clima che regna in queste ore nei locali dell’Ufficio scolastico provinciale dove si sta procedendo alle nomine del personale Ata (non docente) e nelle scuole polo incaricate di individuare il personale con cui ogni singola scuola stipulerà i contratti a tempo determinato. Le operazioni andranno avanti fino a sabato prossimo, in ritardo quindi rispetto all’inizio delle lezioni. Un ritardo che, in alcuni casi, può essere imputato agli stessi ritardi con cui sono giunte le circolari applicative della riforma del superiore.

    I tagli. «Avremo 21 tecnici in meno, una quarantina di collaboratori scolastici in meno, qualche altra decina di assistenti amministrativi in meno, mentre non è ancora quantificabile il taglio che subiranno gli organici dei docenti perché solo ora (ieri - ndr) mettiamo mano sulle classi di concorso. Fino a ieri, abbiamo lavorato su sostegno, anch’esso fortemente penalizzato. Basti pensare che, nella sola area umanistica sempre del sostegno, lo scorso anno ci furono 52 supplenze, quest’anno solo 10. Eppure si era detto che il sostegno non doveva essere penalizzato». La segretaria provinciale dello Snals, Elvira Serafini, sta presidiando in queste con i responsabili delle altre sigle sindacali l’Ufficio scolastico provinciale. Tirati i volti dei tanti che attendono di sapere se riusciranno a lavorare quest’anno oppure no.

    «Stiamo pagando ancora - dice Serafini - gli effetti dei tagli previsti nell’arco di un triennio, ma quest’anno davvero li sentiamo in maniera più corposa perché risentiamo anche dei tagli della riforma e dei ritardi con cui si sta procedendo nelle operazioni». Ma i momenti di tensione maggiori sono stati a fine agosto. «Eravamo convocati alle 15 per le nomine del personale Ata - dice Serafini -. Alle 14 un fonogramma del ministero ci comunica di bloccarci nelle nomine sino agli aventi diritto perché c’erano stati dei ricorsi avverso alcuni concorsi. La disperazione della gente è arrivata alle stelle. Sono intervenute anche le Forze dell’ordine perché la gente è arrivata a picchiarsi. Poi all’intervento del direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale, Lucrezia Stellacci, che si è assunta la responsabilità di procedere comunque con tutte le nomine, la situazione è rientrata dopo 48 ore. L’esito di questi ricorsi è atteso per il 29 settembre».

    «Il ministro dice che finalmente parte la scuola di qualità - commenta il segretario provinciale della Cisl Scuola, Antonio Cirillo - ma se scuola di qualità significa meno ore di insegnamento, meno personale e meno assistenza, a noi non va bene. Non riesco a vedere una scuola di qualità se il precariato diventa sempre più incredibilmente vasto. Una riforma è vera quando si cambia il sistema didattico ed amministrativo. L’anno parte, invece, all’insegna di una crisi profonda e dei soliti disagi».

    articolo di Maria Rosaria Gigante
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di mercoledì 15 Settembre 2010

    Lascia un commento:


  • Plautus
    ha risposto
    Intercultura

    Intercultura - Studenti stranieri per un anno ospiti a Taranto

    Arriveranno quest’oggi per vivere e studiare un anno nella nostra provincia 11 studenti stranieri ospiti di altrettante famiglie tarantine. Il tutto rientra nei programmi Intercultura, l’associazione no profit che dal 1955 opera nel campo degli scambi internazionali di giovani. Gli 11 studenti provengono da ogni parte del mondo e in questi ultimi mesi hanno fatto tantissime ricerche in Internet per saperne di più sul territorio che li ospiterà nei prossimi mesi e sulla sua gente, che sono ansiosi di conoscere di persona. Arrivano dalla Nuova Zelanda, dal Brasile, dalla Thailandia, dall’Argentina, dagli Stati Uniti, dalla Danimarca, dal Messico, dal Belgio e da Hong Kong. Ognuno di loro studierà a Taranto e provincia per un anno e vivrà a stretto contatto con la cultura locale che diventerà d’ora in poi il loro primo ricordo dell’Italia. Saranno accolti dalle famiglie come figli propri, come suggerisce lo slogan pubblicitario diffuso sulle reti nazionali. Frequenteranno una scuola superiore locale e impareranno la nostra lingua e il nostro modo di vivere. Il loro arrivo coincide con una campagna pubblicitaria in corso proprio in questo periodo in Italia che punta a valorizzare l’importanza di un’esperienza di un anno di studio all’estero anche per i ragazzi italiani, piuttosto restii anche per lo scarso incentivo che – stando ad una recente indagine nazionale – verrebbe dato proprio dai loro insegnanti. “L’ospitalità è un’esperienza sempre diversa e significativa; è una occasione per far crescere la famiglia.” Dichiara il Presidente del Centro Locale di Taranto, Giovanni Greco. A Taranto e provincia siamo ormai dipendenti dalle ospitalità; se una città è disposta ad accogliere cresce proprio come una grande famiglia. Taranto e la sua provincia lo è da anni”. Un’esperienza che i volontari consigliano, per crescere da cittadini del mondo e comprendere che non è necessario partire.

    articolo pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di domenica 12 Settembre 2010

    Lascia un commento:


  • Plautus
    ha risposto
    Navetta per gli studenti tra l’Università e la mensa a Paolo VI

    Navetta per gli studenti tra l’Università e la mensa a Paolo VI

    • Servizio navetta dalle sedi universitarie del quartiere Tamburi (Scienze della Formazione e Infermieristica) e del quartiere Paolo VI (Scienze matematiche e fisiche, Ingegneria) verso il centro commerciale Ipercoop dove dall’1 ottobre, in assenza di una mensa universitaria, gli studenti potranno usufruire degli esercizi di ristoro con cui l’Adisu ha stipulato una apposita convenzione. E’ l’accordo raggiunto nel corso di un incontro a Palazzo di Città tra i responsabili dell’assessorato comunale all’Università, dell’Amat, dell’Adisu Taranto, del settore conoscenza della Flc Cgil e degli studenti del LinkUdu. Questi ultimi avevano sollecitato una soluzione in tal senso. Nell’incontro è anche emersa la disponibilità dell’Amat ad intensificare le navette o destinare ulteriori linee dedicate al trasporto dal centro città verso le sedi universitarie dei quartieri periferici. «La nostra richiesta - dicono gli studenti soprattutto in riferimento al servizio navetta per l’Ipercoop - è nata dal fatto che, vista la distanza tra la sede di via Grazia Deledda nel quartiere Tamburi, il Polo scientifico-tecnologico di Paolo VI e il centro commerciale, di certo non percorribile a piedi (soprattutto per la pericolosità della strada e l’alta velocità delle macchine), non era stata pensata una rete di trasporti che portasse gli studenti presso il luogo adibito a mensa. Agevolarci attraverso una linea di trasporti, pensata "ad hoc" per le nostre esigenze, significa, in questo caso, mettere gli studenti universitari nella condizione di poter usufruire al meglio del servizio di ristoro offerto che, sebbene spesso la sua essenzialità sia messa in secondo piano, rappresenta soprattutto un nostro diritto».
    Intanto, si torna a parlare anche di trasferimento della facoltà di Giurisprudenza nell’ex Rossarol in Città vecchia, pronta da parecchio ormai. Definitivamente sistemata la questione di una cabina elettrica, una nuova data possibile per il trasferimento potrebbe essere il prossimo dicembre.

    articolo di Maria Rosaria Gigante
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di sabato 11 Settembre 2010

    Lascia un commento:


  • Plautus
    ha risposto
    Tirocini agli universitari: il Comune apre le porte

    Tirocini agli universitari: il Comune apre le porte
    Dicono sì 4 di Giurisprudenza e 2 di Scienze formazione

    • Un’esperienza qualificante e unica per gli universitari tarantini quella dei tirocini formativi presso enti ed imprese, un’esperienza che, in un curriculum vitae, vale molto più del voto stesso di laurea. Ad offrire questa opportunità oggi scende in campo anche il Comune di Taranto che accoglierà nelle direzioni dei propri assessorati gli studenti sotto l’occhio attento dei prof universitari e degli stessi dipendenti comunali referenti che seguiranno da tutor queste esperienze. Il tutto si traduce anche in un numero non certo pesante di cfu (crediti formativi universitari), ma comunque significativi di quel know how acquisito sul campo e utile per un inserimento lavorativo e professionale futuro.
    Ad illustrare ieri, in una conferenza stampa questa nuova opportunità messa in campo dal Comune, sono stati l’assessore all’Università, Paolo Ciocia, l’assessore alle Politiche del lavoro, Piero Bitetti, il preside della seconda facoltà di Giurisprudenza, Antonio Uricchio, e il dirigente del settore Pubblica istruzione ed Università, Claudio Fabrizio. «Finora - spiega Ciocia - abbiamo avuto studenti che hanno effettuato una sorta di tirocinio nelle strutture comunali, ma solo in maniera occasionale e non formalizzata. Da oggi, invece, queste opportunità sono formalizzate e strutturate a norma di legge, vale a dire l’articolo 4, comma 5, del decreto ministeriale 192 del ’98». I primi ad «approfittare» di tale opportunità sono 4 studenti di Giurisprudenza e 2 di Scienze della formazione, ma il Comune, acquisita la disponibilità di tutte le direzioni ad accogliere gli studenti in formazione e guidarli nel loro percorso, conta di avere a regime un totale di una ventina di studenti tirocinanti nei propri uffici. Apposite convenzioni potranno essere siglate con tutte le facoltà e i corsi di laurea presenti a Taranto e non solo (coinvolto anche il corso di Storia dell’Arte di Lecce). L’assessore Bitetti, dal canto suo, mette in evidenza lo scambio di conoscenze, energie e risorse che simili opportunità offriranno a tutti. «Spero - aggiunge Bitetti - che dopo questi tirocini si aprano importanti sbocchi occupazionali». Gli studenti interessati dovranno comunque anche indicare il settore nel quale vorrebbero essere inseriti e far riferimento alla propria facoltà. Questa stipulerà le convenzioni con l’ente locale il quale dovrà poi precisare il profilo concreto di quelli che saranno i compiti di ciascun tirocinante ed il monte ore destinato. «Attenzione però - rileva il preside Uricchio nella cui facoltà sono stati attivati circa 300 tirocini formativi con numerosi altri enti, aziende pubbliche e private -: il tirocinio non è un metodo d’accesso nella pubblica amministrazione, ma un’espe - rienza qualificante e unica». Un’opportunità non solo per gli studenti, però. Claudio Fabrizio, infatti, non nasconde che, in un periodo caratterizzato da uno scarso turn-over, «l’apporto di studenti e laureati costituisce una linfa importante per noi, per svecchiarci e essere smossi dalla routine quotidiana».

    articolo di Maria Rosaria Gigante
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di sabato 11 Settembre 2010

    Lascia un commento:


  • Plautus
    ha risposto
    «Il Ferraris alla scuola Consiglio» Ma il preside insiste per Santa Teresa

    IL VICEPRESIDENTE DELLA PROVINCIA SUGGERISCE TRE SOLUZIONI AL PROBLEMA DEL LICEO. MA SI RISCHIA LO SCONTRO
    «Il Ferraris alla scuola Consiglio»
    Ma il preside insiste per Santa Teresa

    • L’Amministrazione provinciale avanza una proposta alternativa - anzi tre - per risolvere il problema della carenza di aule al liceo scientifico «Galileo Ferraris», ma c’è il rischio di un braccio di ferro per la fiera opposizione da parte del preside Marco Dalbosco.
    E’ stato il vicepresidente Emanuele Fisicaro ad aggiornare il «lodo» che lo scorso agosto prevedeva il trasferimento di sei classi del liceo nella sede della parrocchia Santa Teresa, in via Cesare Battisti, dove sono ospitati i ragazzi dell’istituto «Maria Pia».
    L’opzione della Provincia è ora quella di trasferire i giovani nelle aule della scuola elementare «Consiglio» in città vecchia dove, ricorda lo stesso vicepresidente Emanuele Fisicaro, «è ospitata anche l’Università di Taranto. Lì sarebbero a disposizione dieci aule». La battuta non è casuale e rientra nel tentativo di moral suasion esercitato da Palazzo del governo verso il dirigente del liceo «Ferraris»: la Provincia vuol dimostrare così che la «mutazione» sopravvenuta nella scelta di una nuova sede per gli studenti è frutto di una valutazione oculata, ponderata, non abborracciata e dettata dall’emergenza. «Anzi - ha aggiunto Fisicaro - la sede in città vecchia può risolvere ogni problema» legato ad aule (ne occorrono sette) e laboratori.
    Proprio la questione laboratorio rappresenta un nodo spinoso. Il vicepresidente della Provincia ha ribadito che «difficoltoso sarebbe spostare i ragazzi dell’istituto “Maria Pia”» proprio perché bisognerebbe «smontare due laboratori». La terza ipotesi di Palazzo del governo prevede due aule all’istituto Santa Teresa e quattro ospitate dal liceo scientifico «Battaglini». Fisicaro, nella nota inviata dalla Provincia, prospetta l’ipotesi dello scontro istituzionale, cresciuta ieri sera dopo il «no» del Ferraris: «L’unica possibilità resta quella di denunciare la situazione all’autorità scolastica, rimarcando un fallimento non imputabile all’Amministrazione provinciale».
    «La Provincia deve dare corso a quanto deciso in agosto» recita la nota del preside Dalbosco del «Ferraris». «Apprendiamo con stupore che l’Amministrazione ventila di riaprire il problema delle aule mancanti nel senso che potrebbe chiedere al nostro liceo “di scegliere tra il blocco Santa Teresa o, in alternativa, optare per dieci aule disponibili alla scuola Consiglio” (nella città vecchia). E’ il caso di sottolineare che punto fermo e inderogabile dell’intera “questione aule Ferraris” è sempre stata la necessità di garantire la maggiore vicinanza possibile tra le classi del liceo, già così penalizzato dallo smembramento su tre sedi diverse. Si tratta di esigenze oggettive e chiare a tutti, senz’altro anche agli amministratori della Provincia: esigenze di ordine didattico, organizzativo, finanziario e di orientamento, a lungo, più volte - conclude il preside - e in più sedi esaminate».

    articolo di Fulvio Colucci
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di mercoledì 8 Settembre 2010

    Lascia un commento:


  • Plautus
    ha risposto
    Ferraris: inizia l’anno ma non c’è ancora la disponibilità delle nuove aule

    IL PRESIDE DALBOSCO: «NON ABBIAMO LE CHIAVI DEI LOCALI DELLA PARROCCHIA DI SANTA TERESA»
    «Ferraris», un caso aperto
    Inizia l’anno ma non c’è ancora la disponibilità delle nuove aule

    • L’anno scolastico come una terra sconosciuta. Abitata da incognite spaesanti. «A nove giorni dall’avvio delle lezioni, previsto per il 15 settembre, non abbiamo le chiavi della sede assegnataci dalla Provincia». Chi parla è Marco Dalbosco, preside del liceo scientifico «Galileo Ferraris».
    La «sede» è l’edificio parrocchiale di Santa Teresa in via Cesare Battisti, indicato come soluzione all’emergenza dalla stessa Amministrazione provinciale e dal vicepresidente Emanuele Fisicaro nei giorni torridi d’agosto. Le sette aule mancanti all’appello, indispensabili per l’avvio dell’anno scolastico 2010-2011, erano lì a portata di mano; bastava convincere l’istituto «Maria Pia» a «farsi più in là» o, meglio, a cercare altrove uno spazio dove trasferire i suoi alunni. A imporre questa soluzione una serie di necessità ed emergenze: non frantumare fino alla polverizzazione il liceo scientifico, già disseminato in diverse sedi; impedire la perdita dei 35mila euro di finanziamento Ue per la costruzione del laboratorio di Fisica, una falla insostenibile per la formazione scolastica di tutta la provincia.
    Il caso sembrava risolto con velocità inusitata dopo la straordinaria protesta che passerà alla storia cittadina come «la lezione di Ferragosto»: il preside Dalbosco mobilita i ragazzi del liceo scientifico «Ferraris»; non è, però, la solita ammuina in piazza, peraltro fuori tempo e fuori luogo, ma due ore intense di lezione «civica» nel giorno del Signore 9 agosto 2010 in una Taranto attonita e accaldata. Parole inaudite. Anche perché risuonano in piazza Immacolata, la piazza delle forche comuniste datate 1948, l’anno dell’attentato a Togliatti e della rivoluzione sventata dalla vittoria di Gino Bartali al Tour de France. Platone, per esempio, e i libri della Repubblica: «Basta affermare di essere amico del popolo e la democrazia diventa demagogia». Intorno la città-deserto. L’Amministrazione provinciale, si sa, è molto sensibile alle corde massmediatiche. Così, quelle toccate dall’allegra «ciurma» di Dalbosco - più che mai capitano withmaniano dell’Attimo fuggente - fanno scattare la reazione delle alte sfere. Per evitare «Gabibbi», e «tapiri» sotto l’ombrellone - una scuola che fa lezione in piazza a Ferragosto non è il massimo - Palazzo del governo corre ai ripari e sfodera il «lodo Fisicaro»: liceo «Ferraris» nei locali della parrocchia Santa Teresa e il resto si vedrà.
    E’ quel resto a diventare, nei giorni della calura e delle bucce d’anguria, nei giorni persi dietro al canto di cicale, terreno d’incontro tra mediazioni, moral suasion, parole dette e, forse, disdette perché tutto muti senza cambiar nulla.
    Così a poco più di una settimana dall’apertura dell’anno scolastico il liceo «Ferraris» ha le aule (Santa Teresa), ma non ha le aule: «Vorrei capire, senza le chiavi della sede, come faremo - chiosa il preside Dalbosco - ad avviare la fase preliminare delle attività didattiche, a far partire la macchina». Resta da chiedersi se la Provincia, se la politica, sono attrezzate per i miracoli.

    articolo di Fulvio Colucci
    pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di martedì 7 Settembre 2010

    Lascia un commento:

Sto operando...
X