IL FUTURO DELL’ISTRUZIONE: IRRISOLTO ANCHE IL NODO DEL CONSORZIO UNIVERSITARIO. QUALE IMPATTO AVRÀ SULLE FACOLTÀ IL DECRETO GELMINI?
Università, l’accordo è prossimo alla scadenza
Nessuna trattativa ancora avviata con l’Ateneo di Bari. Si attende il Tavolo della Provincia
Università, l’accordo è prossimo alla scadenza
Nessuna trattativa ancora avviata con l’Ateneo di Bari. Si attende il Tavolo della Provincia
• «Il ruolo del patrimonio culturale nella rinnovata politica europea del turismo»: con un incontro su questo tema che ieri sera presso l’istituto Cabrini, il Comitato per la qualità della vita, la Città dei Mestieri, il Mfe (Movimento federativo europeo), l’Istituto del turismo internazionale della Provincia, con il patrocinio dell’assessorato provinciale al Turismo, hanno celebrato la Giornata europea del turismo. Si è discusso della possibilità di utilizzare fondi comunitari per realizzare progetti nel campo dei beni culturali. Ma l’incontro è stato anche occasione per evidenziare ancora una volta l’assenza del corso di laurea in Scienze dei Beni culturali dal convegno della Magna Grecia e da ogni contesto culturale cittadino. Un’occasione, insomma, per rimarcare la frattura tra Università e città.
Ma non è la sola considerazione che addensa preoccupazioni sulla realtà universitaria a Taranto. Ad ottobre, infatti, è in scadenza l’accordo triennale tra Ateneo di Bari ed enti locali. Al momento, però, almeno ufficialmente non paiono essere in corso trattative di alcun tipo. Si è in attesa della convocazione da parte della Provincia di un Tavolo istituzionale sull’Università dove discutere non solo del rinnovo dell’accordo, ma anche del definitivo smantellamento del Consorzio universitario jonico. Una questione da anni sul tappeto, ma di fatto mai risolta nell’intenzione di dar vita ad una Fondazione. Operazione ardua a cui non si è riusciti a dare concretezza.
Intanto, è stato emanato nei giorni scorsi l’atteso decreto Gelmini sui requisiti dei corsi di laurea e delle facoltà. Sarà interessante vedere quali ripercussioni tale decreto avrà anche nella realtà jonica e come l’attuale offerta potrà essere riarticolata.
Infine i disagi per gli studenti universitari. Non mancano anche quest’anno. Chiusa la mensa universitaria presso la facoltà di Economia, gli studenti dovrebbero utilizzare le convenzioni che l’Adisu ha stipulato con il Centro commerciale Ipercoop. Evidenti i disagi legati alla mobilità per chi da via Ancona (dove ha sede Economia) o via Acton (Giursprudenza e Beni culturali) dovrà spostarsi al quartiere Paolo VI dove, invece, con il recente accordo con Ipercoop, sembrava essere in qualche modo superato il problema della mancanza di una mensa per gli studenti di Ingegneria e della facoltà di Scienze.
articolo di Maria Rosaria Gigante
pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di martedì 28 Settembre 2010
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