Palazzo degli Uffici: approvato il progetto
Un passaggio formale che serve per avere il mutuo
Un passaggio formale che serve per avere il mutuo
Approvato nuovamente il progetto per la ristrutturazione di Palazzo degli Uffici. La Cassa Depositi e Prestiti, considerato che la proposta originaria è ormai datata (2004), ha chiesto alla giunta Stefàno di formalizzare nuovamente il suo “sì” a quest'opera ancora incompiuta. Il passaggio formale è necessario per avviare le pratiche per far sì che la “Cassa” conceda al Comune di Taranto un mutuo da 11 milioni di euro necessario per finanziare la ristrutturazione e riqualificazione dell'immobile. A questa cifra, una volta ottenuta, si dovrà aggiungere la “dote” proveniente dalla Provincia (8.5 milioni). Soldi che, però, la giunta Florido sarebbe disposta ad erogare a rate per i prossimi otto anni. Per la serie, un milione all'anno. A questo punto, entro quindici giorni, il Comune e il consorzio Aeders (nuovo titolare delle quote della società Palazzo degli Uffici srl) dovranno firmare la convenzione d'uso. Successivamente, bisognerà definire il rapporto con la Provincia e risolvere il contenzioso con le Opere Pie usufruttuarie di una parte dell'immobile. Se tutti questi passaggi dovessero essere compiuti, tra gennaio e febbraio 2011, finalmente, dovrebbe riaprirsi il cantiere. Ma, in sintesi, cosa prevede il progetto? Esercizi commerciali, sale per discutere di arte, libri e cultura per far rinascere Palazzo degli Uffici. Questo prevedeva il bando di gara per “la concessione di lavori pubblici, gestione funzionale ed economica del Palazzo degli Uffici”.
In buona sostanza, l'Amministrazione comunale aveva chiamato a raccolta i privati per ristrutturare lo storico immobile che domina piazza della Vittoria. Come moneta di scambio per questo massiccio intervento finanziario, i privati potrebbero incassare gli oneri derivanti dalla gestione dei servizi annessi e delle attività commerciali che lì saranno sistemate. Il 13 settembre del 2002, la giunta Di Bello approvò il progetto preliminare dei lavori di restauro, recupero ed adeguamento funzionale e tecnologico di Palazzo degli Uffici, con un investimento minimo previsto di 30 milioni 987mila euro. L'intervento di ristrutturazione dell'edificio era inserito, del resto, nel programma triennale 2002-2004. Il concessionario (Romagnoli prima, Pisa Costruzioni, Siel ed infine consorzio Aeders) poteva esercitare il diritto di gestire e sfruttare economicamente tutti i lavori realizzati. L'impresa costruttrice dovrà rispettare alcuni punti fermi. Ovvero: mantenimento dei volumi esistenti dell'edificio senza nessun aumento - si legge nell'originario bando di gara - salvo quelli strettamente necessari per volumi tecnici da realizzare al piano terrazza e che non comportino alterazioni delle linee architettoniche dell'edificio. Sarà possibile realizzare la copertura delle corti interne con materiali trasparenti su apposita struttura portante. Ed ancora: mantenimento delle linee architettoniche dei prospetti esterni, mantenimento delle linee architettoniche dei prospetti interni fatta salva la realizzazione di nuove aperture per la realizzazione dei percorsi interni di uso pubblico dell'edificio quali la galleria, le corti interne per creare un percorso continuo tra corso Umberto e via D'Aquino.
articolo di Fabio Venere
pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di martedì 30 Novembre 2010
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